<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314</id><updated>2012-01-27T11:08:12.803+01:00</updated><title type='text'>Tutto è ARTE</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>78</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-6214637514998849249</id><published>2011-02-26T12:13:00.005+01:00</published><updated>2011-02-26T12:30:54.578+01:00</updated><title type='text'>Pillole d'Arte: Pablo Atchugarry</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-MNV97wGbYuI/TWjj5_YRsvI/AAAAAAAAAmA/Kx89PNdq7P4/s1600/374.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 133px; 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Fin dal 1957 concepisce, intimamente legato alla tradizione cristiana, il teatro dell'orgia e del mistero, "Orgien Mysterien Theater", una nuova forma di opera d'arte totale in cui, nel corso di sei giorni, si mettono in scena azioni reali e si coinvolgono tutti e cinque i sensi. Ideatore e fondatore di Arte in azione, è profondamente coinvolto nell'attività del gruppo, a Vienna, a partire dagli anni '60, incorrendo ripetutamente in problemi con la giustizia, a causa delle sue forti provocazioni. La prima Aktion sperimentale (Blood Organ) si svolge nel dicembre 1962 a Vienna e dura circa 30 minuti. Un uomo è incatenato come se fosse crocifisso e viene coperto con un lenzuolo bianco. L’artista versa sulla sua faccia del sangue che si riversa sul lenzuolo. Durante le sue performance – ad oggi oltre 120 - I primordiali istinti umani, che l’artista ritiene repressi dalle norme e dalle imposizioni sociali, riemergono prepotentemente. Ricorda i suoi esordi l’artista: “il colore della carne, del sangue e delle interiora era diventato importante. Dominava il rosso. Il monocromatismo assunse un ruolo arcaico. Tutto si orientava verso il colore dell’estasi, della vittima del sacrificio, della passione, del sangue, della carne”. Il modo in cui il sangue (o il colore) si fissano sulla superficie del telo, scorrendo liberamente verso il basso, sarà lo stesso in cui negli anni seguenti Nitsch crea gli Shuettbilder, o “dipinti versati” che caratterizzano la sua produzione. In queste opere, è forte il richiamo ai relitti di performance, ovvero i teli utilizzati durante l’azione, impregnati di sangue animale. I motivi degli oli su tela sono assolutamente ricorrenti. Non importa infatti l’originalità della rappresentazione, o la ricerca di elementi figurativi, ma piuttosto la ripetizione di un piano d’azione essenzialmente identico. Dal 1971 realizza rappresentazioni a Prinzendorf, sua residenza austriaca, attività che combina con esposizioni, conferenze e concerti in U.S.A., Europa e Austria. Nel corso degli anni il suo teatro di performance diviene via via più complesso. Vengono utilizzati animali, come agnelli e vitelli, provenienti dal mattatoio e sfuggiti al ciclo della catena alimentare. Questi capri espiatori vengono sacrificati su croci lignee e sviscerati durante un rito di espiazione collettivo a metà tra simbologia cristologica e pagana. L’artista orchestra le performance che durano anche sei giorni consecutivi, al pari di un sacerdote o di un direttore sinfonico. Il sottofondo delle Aktionen è infatti la partitura di sue composizioni, simili a litanie dei monaci ortodossi. Alla fine degli anni ’80 inizia ad utilizzare anche altri colori rispetto ai consueti nero, rosso e viola. Del resto il percorso artistico di Nitsch, simile ad un cammino spirituale, non può fermarsi solo alla pittura. I dipinti versati sono molto simili uno all’altro, e, allo stesso modo delle azioni, comunicano l’intenzione di far vivere un’intensa esperienza esistenziale. Nitsch ha esposto al Kunstverein di Colonia nel 1970, a Documenta V e VII di Kassel, alla Biennale di Sidney nel 1988, all'Akademie der Künste di Berlino nel 1993, al Centre Georges Pompidou nel 1994, allo Stedelijk Museum di Amsterdam nel 1995. Il Palazzo delle Esposizioni di Roma gli dedica una retrospettiva l’anno successivo, cui seguono altre due importanti retrospettive al Konsthallen Goeteborg in Svezia e al Musee d’Art e d’Histoire in Lussemburgo. Negli ultimi anni si susseguono mostre antologiche, cui Nitsch alterna le sue infinite performances. Gli viene conferito l’Austrian State Prize in occasione della 122 Aktion al Burgteather di Vienna nel 2005. Nel maggio 2007 la città di Mistelbach, a nord di Vienna ha inaugurato un museo a lui dedicato, l’Hermann Nitsch Museum.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-1693707978892598055?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/1693707978892598055/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=1693707978892598055' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/1693707978892598055'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/1693707978892598055'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2010/02/pillole-darte-hermann-nitsch.html' title='Pillole d&apos;Arte: Hermann Nitsch'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/S2cMpSpeSnI/AAAAAAAAAlc/CwZts-xsEu0/s72-c/TKimg47750c252f7d0.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-4875561825838065863</id><published>2009-04-10T16:09:00.004+01:00</published><updated>2009-04-10T16:13:17.117+01:00</updated><title type='text'>Pillole d'Arte: Alighiero Boetti</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Sd9hhbDq_hI/AAAAAAAAAlE/JJcb2DmyHgU/s1600-h/boetti_afghanistan.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5323080511401950738" style="WIDTH: 165px; CURSOR: hand; HEIGHT: 236px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Sd9hhbDq_hI/AAAAAAAAAlE/JJcb2DmyHgU/s320/boetti_afghanistan.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Sd9hmNZjZ0I/AAAAAAAAAlM/dmMdK8SIb4w/s1600-h/l%2527insensata%2520corsa.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5323080593634977602" style="WIDTH: 219px; CURSOR: hand; HEIGHT: 187px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Sd9hmNZjZ0I/AAAAAAAAAlM/dmMdK8SIb4w/s320/l%2527insensata%2520corsa.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Alighiero Fabrizio Boetti nasce il 16 dicembre 1940 a Torino, in una famiglia originaria del Monferrato che può solo vantare ricordi di classe e agiatezza decisamente tramontate. Il padre Corrado è avvocato, la madre Adelina Marchisio è stata promettente violinista, ormai convertita alla vita domestica. Con il fratello maggiore, Gualtiero, Alighiero vive un'infanzia triste e stentata, dopo che il padre ha abbandonato moglie e figli. Studi approssimativi e svogliati, fino all'Università (Economia e Commercio), presto abbandonata. Energia mentale tutta spostata su altro, letture e fantastici sogni, compresi quelli che riguardano l' antenato Giovanni Battista Boetti nato a Piazzano nel ducato del Monferrato nel 1743, missionario domenicano a Mossul (l' antica città mesopotamica diventata metropoli cristiana nell' Asia Minore ottomana, oggi territorio iracheno ), il quale si era convertito all' esoterismo islamico persiano, il sufismo, e sotto il nome di "Profeta Mansur" guerreggiò contro l' imperialismo zarista nel Caucaso, dall' Armenia alla Cecenia. Così a diciassette anni Alighiero scopre l' arte tantrica alla Galleria Galatea e gli acquarelli di Wols alla Galleria Notizie. L'anno dopo, sempre da Luciano Pistoi, incontra l'opera di Fontana, poi gli americani Gorky e Rothko, i disegni di Henri Michaux e Cy Twombly nel '63. Nella Provenza francese, a Vallauris, il giovane Boetti compra di tanto in tanto ceramiche di Picasso e di altri artisti per rivenderle in Italia, un' attività di sopravvivenza che continuerà ancora per qualche anno. Nei due anni seguenti (fino al '64) scopre Parigi e vi soggiorna quasi in permanenza. Nel giugno il ritorno stabile a Torino. Nell' appartamento-studio di via Principe Amedeo, si dedica a grandi disegni a china nera su cartone, "costringendo" il proprio lirismo a ricalcare fredde sagome di vecchie "guarnizioni" di motori FIAT, creando effetti da incisioni attraverso concentrazioni variabili d'inchiostro. Vi inserisce, camuffandole, alcune scritte (lettere e cifre tipo targhe ). Poi passa a una serie di disegni come ombre nere stagliate: apparecchi industriali, lampade da scrivania, microfoni, cineprese e macchine fotografiche, cioè oggetti di registrazione, amplificazione e comunicazione. 1966. Lavoro intenso in solitudine, nel piccolo studio, un'ex portineria in via Montevecchio. Svolta radicale dalla carta all'oggetto tridimensionale, con materiali non pittorici. Questi primi lavori (vertevano sull'energia di "cose" che sfondavano un piano murale) si sono persi, tacitamente rinnegati. Vengono poi oggetti minimali, di cui alcuni esposti nel gennaio '67 da Christian Stein, altri a tutt'oggi sconosciuti, salvo ai frequentatori della collezione privata Stein. 1967. Con l'inizio dell' anno, l'uscita pubblica, senza alcun preambolo di partecipazione a mostrecollettive: una personale da Christian Stein. Nella profusione di idee, gesti e oggetti vi è già l'ossessione della scrittura e della bidimensionalità. Alighiero dirà nel '72 a Mirella Bandini: "A me la scultura o l'oggetto non ha mai interessato". Tra la mostra da Stein e la seconda personale (Galleria La Bertesca di Genova, a dicembre) partecipa a tutte le collettive che fondano l'arte povera, da Torino a Milano e Genova. 1968. Il 7 febbraio, seconda personale alla Galleria Stein, poi il 23 aprile, a Milano, altra personale da Franco Toselli con presentazione di Tommaso Trini. È della primavera '68 il fotomontaggio dei Gemelli: gesto creativo, a rischio della propria identità, quindi gesto generoso che confonde e travalica le barriere istituzionali della produzione artistica. Boetti fa stampare e spedisce Gemelli a una cinquantina di amici, con battute manoscritte più inventate di tanti slogan ideologici del momento. Da questa doppia immagine deriverà, qualche anno più tardi, la nuova firma "Alighiero e Boetti". La sua personale sovversione avrà sempre questa connotazione più dadaista che marxista, non porterà mai su qualche immediata funzione socio-umanitaria dell' arte, ma sullo statuto di incondizionata e irriverente libertà dell' espressione artistica: quando, nel caso della cartolina, la tecnica (non artistica), la quantità (indefinita) e il dono che ne viene fatto, tutto impedisce di stabilire un "pedigree" d'arte. È già avvenuto lo stesso con il misterioso Manifesto con nomi di artisti e segni codificati. Avverrà più tardi con i grandi fogli di Faccine, colorati da bambini, poi con le 150 serie di arazzetti di parole fatte quadrare, "multipli singoli" (secondo la sua impeccabile definizione) più volentieri regalati che venduti. Nel corso dell' anno partecipa alla ribollente situazione romana (Arco d' Alibert e Tartaruga), poi a Torino, Bologna, Trieste, mostre collettive a ritmo serrato. Eppure Alighiero è scontento, invaso da un senso di eccesso, fino alla " nausea" (dirà lui stesso) raggiunta con l' apparentemente felice appuntamento autunnale ad Amalfi, "arte povera, azioni povere". Segue una severa inversione di marcia. 1969.È l'anno della collettiva di Berna "When Attitudes Become Form" (a cura di Harald Szeemann). Il 19 aprile la mostra personale da Sperone presenta il lavoro elaborato nell' inverno 1968-1969, rivelando la profonda modificazione avvenuta: si tratta della vetrata Niente da vedere, niente da nascondere, "scultura" tutto sommato bidimensionale, poi la sagoma per terra Io che prendo il sole a Torino il 19 gennaio 1969; e al muro Ritratto di Walter De Maria, opera quasi invisibile (oggi dispersa), tra vetro e carta cartone. Una mostra scarna e silenziosa. Boetti dedica ore e ore di disegno ossessivo al Cimento dell'armonia e dell'invenzione, puro processo mentale trascritto su carta quadrettata (il primo esemplare si intitolava 42 ore ed era completato dalla registrazione del silenzio e di fievoli rumori durante il tempo di lavorazione). A luglio nasce il primo figlio Matteo. Inizio dei Viaggi postali: tra i "viaggiatori" virtuali, il piccolo Matteo, amici vari e personaggi mitici come Duchamp. 1970 . Si conclude la serie dei Viaggi postali. Preso gusto per l' andirivieni postale, Alighiero inizia i primi lavori basati su permutazione e combinazione di francobolli. Per tutta l' estate si ritira, accampato nella galleria milanese di Franco Toselli, chiusa per ferie: porta al suo sviluppo estremo il gioco speculare tra segni combinatori su una superficie quadrettata,avviato nel '67 su scacchiera di legno e poi con segni colorati su fogli da disegno, creando Estate '70, un rotolo di 20 metri, con migliaia di bollini autoadesivi. Lo stesso meccanismo colorato dà luogo a un progetto di piastrelle da bagno, che non troverà mai illuminato produttore. Alla fine dell' estate sogna, nella sua mania seriale, di mettere in ordine progressivo o decrescente persino la geografia: e scommette sulla classificazione dei fiumi del mondo, ben oltre i modesti elenchi proposti nelle enciclopedie. Alighiero è chiamato quell' anno nelle rassegne europee che fanno il punto sulla nascita dell' arte concettuale. A Lucerna, 31 maggio: la mostra "Processi di pensiero visualizzati" (a cura di J.-C. Amman ), interamente dedicata alla situazione italiana, è il proseguimento naturale di "When Attitudes Become Form", la differenza stando nel radicale passaggio da "attitudini" (anzitutto corpo, gesti e materiali) a "processi di pensiero" (puramente mentali). Alighiero invia cinque disegni-segni per il catalogo, che di fatto costituisce la mostra. A Torino, Galleria Civica d' Arte Moderna, 12 giugno: storica presentazione dei legami tra arte povera, concettuale e land art, in una mostra curata da Germano Celant. Infine a Roma, in novembre, il terzo grande appuntamento dell' anno per i giovani italiani: "Vitalità del negativo" (a cura di A. Bonito Oliva, Palazzo delle Esposizioni). Nella stessa stagione concettuale, ad Hannover, Gerry Schum presenta tra i video di artisti quello in cui Alighiero scrive sul muro contemporaneamente con le due mani. 1971. Alighiero termina un lavoro in progress avviato nel '67, legato alla geografia politica e all' informazione (come molte opere successive). In questo caso sono le sagome, ricalcate dalla prima pagina del quotidiano "La Stampa", dei territori in guerra nel mondo (per quattro anni, a contare dai "sei giorni" di Moshe Dayan nel giugno '67, fino al Bangladesh nel marzo '71). Esporrà da Sperone il 3 luglio le lastre di rame fatte incidere a partire dalle dodici tavole di carta. La legislazione degli eventi politici attraverso l' iconografia sommaria dei media, la trascrizione dell' incontornabile data del giornale, fanno di Boetti un cronista, un acuto testimone del suo tempo. Era da anni che si appassionava anche per le bandiere nazionali, mutevoli quanto la storia. Nel '69 aveva colorato ad acquarello e pastelli (con tutte le bandiere) una grande pagina d' atlante, la carta politica del mondo. Ma Alighiero è stanco del ritmo delle mostre, delle costrizioni organizzative. Inoltre si sono ormai affievoliti i forti legami interpersonali dell' inizio dell' arte povera. Un po' per caso, il 15 marzo parte per l' Afghanistan, dove rimane più di un mese. Sarà l' inizio di un rituale, due soggiorni all' anno fino al '79. A Kabul fa ricamare due pezze di stoffa con due date: data presunta della propria morte (nel 2023) e centenario della nascita. E' l' inizio dei lavori ricamati. A Kabul in settembre, porta con sé una grande pezza di lino sulla quale ha fatto proiettare da Rinaldo Rossi, l' amico grafico genovese, la mappa del mondo colorata secondo le bandiere nazionali (come nel precedente lavoro su carta). Ci vorrà un anno alle giovani ricamatrici afgane (della scuola diretta dalla signora Kandi) per finire il lavoro. E' durante questo secondo soggiorno che nasce l' One Hotel, un villino con giardino affittato nel quartiere residenziale Sharanaw, iniziativa allora facile, sotto la monarchia di Zair Shah. La gestione è affidata alla vocazionealberghiera del giovane Dastaghir, il quale suggerisce il nome, che piace molto ai gemelli Alighiero e Boetti. Ovviamente l' operazione frutterà soltanto e non sempre, la sopravvivenza di Dastaghir (in compenso la migliore stanza tocca all' artista durante i suoi soggiorni). Le sorti dell' albergo seguiranno quelle del paese. Verrà chiuso nel '79. 1972. Inizio dei lavori a biro con Mettere al mondo il mondo. Inizio dei ricami basati sulla quadratura delle parole, quadratura avviata nel '70 in ghisa, in pizzo ecc.: cosi nasce Ordine e disordine (la versione definitiva, un insieme di 100 pezzi, è del '73). In marzo nasce la figlia Agata. Presenza in importanti situazioni collettive: "De Europa" a New York da John Weber in aprile, poi a giugno Spoleto, poi la XXXVI Biennale di Venezia. Nuovi lavori postali, realizzati nei viaggi, perciò non più con francobolli italiani. Alighiero comincia a inserire nelle buste una serie di fogli da raccogliere poi in libri, o da esporre in pannelli alternati con quelli delle buste. Nell' autunno ci trasferiamo a Roma, a Trastevere. Le finestre dello studio danno su Santa Maria in Trastevere con il suo bel campanile. Prima di Natale un altro torinese, Gian Enzo Sperone, si installa anche lui a Roma e inaugura la sua nuova galleria, in piazza dei Santi Apostoli. 1973-1974. Il lavoro si dilata e si divarica. In parte viene delegato ad altre mani (lavori a biro, ricami) e ad altre teste per i lavori "aperti" (aggiornare le bandiere, seguire le scadenze dei telegrammi ecc.). Ma in gran parte viene realizzato dall' artista stesso: sia, quando è a Kabul, i disegni da inserire nelle buste e le permutazioni di francobolli (il culmine è la serie di 720 lettere da Kabul con altrettanti fogli rilegati poi in volume, il "libro di Dastaghir"); sia, quando a Roma, le esplorazioni dell' aritmetica, Storia naturale della moltiplicazione e successivamente Da mille a mille, o Alternando da uno a cento e viceversa, riprendendo la carta quadrettata abbandonata dopo il '69. Scoperta la bellezza dell' Umbria , acquista un vecchio casale, Casa Frati, nei dintorni di Todi. Diventerà il luogo di stabilità e continuità nel cuore del viaggiatore irrequieto. Boetti si afferma a New York con le due prime mostre personali negli USA: da Weber nel '73, da Sperone nel '74, poi nella prestigiosa selezione "Eight Contemporary Artists" al MOMA. Nel corso dell' estate 1974 esplorazione solitaria del Guatemala, donde riporta la serie di fotografie Guatemala, sul tema del sé e dell' altro. 1975. Omaggio a Pino Pascali, forse, oppure premonizione della prossima stagione politica italiana, Alighiero inizia l' anno con un beffardo intervento da bombarolo, nelle "24 ore su 24" all' Attico di Fabio Sargentini: 50 schizzi di bombe sommarie su fogli extrastrong. Poi via, per un lungo soggiorno a New York, con tutta la famiglia. Seconda mostra personale da Weber l' 8 febbraio, seminari universitari, progetti editoriali. Di ritorno in Italia, nuova tendenza nei lavori a matita: appaiono misteriosi emblemi come Giogo o Saint Patrick, vari "segni e disegni" (sarà il titolo della mostra alla Marlborough nel '77) i quali verranno ripresi nelle due grandi composizioni su carta velina, Collo rotto braccia lunghe e Gary Gilmore. In estate viaggio solitario in Sudan e in Etiopia (a Harrar, un omaggio al Rimbaud abissino), mentre la sua opera è presente alla XII Biennale di San Paolo del Brasile. In ottobre con Rinaldo Rossi intensifica il riordino, avviato già da tre anni, della profusione di disegni, foto, gesti e idee in vista di una grande "cartella-memoria" che si intitolerà Insicuro noncurante, con relativo "manualedi conoscenza" affidato a Giovan Battista Salerno. 1976-77. 19 maggio '76, Galleria Ugo Ferranti, Roma, presentazione della Cartella Insicuro noncurante. 31 marzo '77, Galleria dell' Ariete, Milano, presentazione dell' Orologio annuale, inizio di un altro regolare appuntamento con il tempo. In Aprile, al suo undicesimo viaggio in Afghanistan, porta con sé Matteo, otto anni, per un mese. Al ritorno lavora con il disegnatore Guido Fuga al trittico degli Aerei, che viene presentato il 29 novembre alla Galleria Il Collezionista di Roma. Prima di Natale esce finalmente il libro The Thousand Longest Rivers in the World, grazie a una tipografia di Ascoli Piceno. 1978. Antologica di Boetti alla Kunsthalle di Basilea (a cura di J.-C. Amman): quasi 60 pezzi, tra cui alcuni lavori oggi scomparsi (Dossier postale ad esempio), e le ultimissime opere. Tra queste, Gary Gilmore, Collo rotto braccia lunghe e il Libro dei fiumi. In quell' occasione è girato il film di Emidio Greco Insicuro noncurante, a tutt'oggi fondamentale film-documento (e non "documentario"). 1979. Un' annata sotto il segno del lutto. Inizia con la perdita della madre, Adelina, il 2 marzo (il grande disegno Regno musicale è un omaggio a lei). Finirà con la perdita del "suo" Afghanistan, a dicembre. Nel chiostro di Gavirate, il 5 maggio, Alighiero dà il via a un nuovo tipo di quei lavori "coreografici" da lui chiamati "personali collettivi": lavorare con tanti "omonimi" (anonimi/omonimi), far disegnare agli abitanti del paese i grafici di Alternando da uno a cento e viceversa... (in vista di un pavimento di piastrelle), far colorare da bambini le Faccine da lui disegnate e stampate come manifesto già nel '77. Sotto i portici del chiostro sono esposti, assieme ai fogli colorati dai bambini del paese, i due fogli di Faccine "capostipiti", quello di Alighiero e quello di Agata. A giugno,a Bologna, nella collettiva "Ars combinatoria", espone Kabul (720 buste affrancate, con il libro di Dastaghir). A settembre non è il "solito" viaggio in Afghanistan: sarà l' ultimo, e l' ultimo incontro con Dastaghir. A dicembre i carri armati sovietici occupano Kabul, chiudono le frontiere e l' aeroporto. Dastaghir, richiamato soldato, passerà invece dalla parte dei mujadin. Durante l' autunno, dopo la scuola, Agata, Matteo e Alighiero giocano, costruiscono il "parco degli animali" nello studio: opera senza fine, del tutto fortuita, allegra, ordinata quanto disordinata, colta per caso dall' obiettivo di Giorgio Colombo e cosi pubblicata in alcune riviste. 1980. Tra le mostre, una personale a New York, da Salvatore Ala, una collettiva a Londra, alla Hayward Gallery, "Constrution in the Art of 70's", in giugno la partecipazione alla Biennale di Venezia e una mostra personale a Tokyo (27 giugno). Ma il gusto di Alighiero per i paradisi artificiali giunge in quegli anni a condizionare fortemente l' andamento della sua salute, del suo lavoro e dei suoi affetti. Non a caso ciò avviene nel contesto sociale, a dir poco plumbeo, della seconda metà degli anni Settanta. E' passato per lui il tempo di trattare in congegni astratti il tema del tempo e della propria finitudine(come faceva con i telegrammi o con le date lapidarie). Ora è attento al tempo come conto alla rovescia, e alla "patologia" dell' immagine di morte nei rotocalchi. Si concentra ad esempio sul personaggio del bandito sardo Grazianeddu Mesina, con il suo allevamento di colombi nella cella della prigione, o su quello di Gary Gilmore (notando che ha la sua stessa età ), il condannato americano doppiamente trasgressore in quanto esige che la sentenza venga eseguita. Nell'opera a matita ricavata da questo caso di assassino assassinato, Alighiero aggiunge una serie di corpi, morti ammazzati, tratti dai giornali nei mesi successivi all' esecuzione di Gilmore. Non a caso, di questa sequenza da requiem fa parte il cadavere di Pasolini. Anche Alighiero è un trasgressore che sa assumere con un'eleganza per niente analgesica, il dolore che accompagna le proprie scelte. Accanto alle tragiche faccende umane appare il tema che diventerà per lui un lungo ciclo, La natura, una faccenda ottusa, una riflessione sulla disordinata proliferazione dei vari "regni" (già accennata nel '78 con Regno animale). 1981-82. Il suo lavoro si afferma in Francia: con un' importante antologica da Chantal Crousel a febbraio, poi nel quadro della grande mostra del Centre Pompidou "Identitè italienne - L' art en Italie depui 1959". In Italia due importanti personali: a Torino da Franz Paludetto, col titolo "ammazzare il tempo", poi a Roma da Mario Diacono. Ancora un appuntamento collettivo importante: "Avanguardia transavanguardia" di A. Bonito Oliva alle Mura Aureliane a Roma. Il rapporto coniugale si spezza tra l' 81 e l' 82. Nell' estate '82, alle Cinque Terre, mentre il suo lavoro è presente a Documenta 7 di Kassel, Alighiero ha un grave incidente d' auto che lo immobilizza per due mesi. 19843-84. Riprende a lavorare e le mostre s' infittiscono di nuovo: Roma, Torino, Milano, ancora Milano al PAC con Carla Accardi, e tra le collettive una rievocazione, al Kunstverein di Colonia, "Arte a Torino dal 1965 al 1983". Alighiero si entusiasma per il suo nuovo studio in via del Pantheon, di fronte all' amatissimo tempio che d' ora in poi ricorrerà nei suoi appunti e disegni e fornirà lo spunto per un libro collettivo di testimonianze e fotografie, Accanto al Pantheon. All'inizio del '84, nella mostra collettiva di Los Angeles "Il modo italiano", dislocata tra i vari campus della California University, realizza un mosaico murale permanente di 3 x 3 metri, traduzione in ceramica bianca e nera del meccanismo di Alternando da un a cento e viceversa, affidato al disegno degli studenti. Il 12 giugno partecipa a"Coerenza incoerenza dell' arte povera al 1984" (a cura di Germano Celant) alla Mole Antonelliana di Torino. Ritrova la collaborazione di ricamatrici afghane in Pakistan. L' anno si chiude con una personale a New York da Weber e con un' ampia retrospettiva "Alighiero &amp;amp; Boetti" (con la " &amp;amp;") alla Pinacoteca Comunale di Ravenna. In quell' occasione viene edito un libro-catalogo a cura di Alberto Boatto e Guido Natti, prima ricerca che documenta in modo puntuale l'insieme del suo lavoro. È da notare nella mostra la presenza dei due arazzi dei Mille fiumi (il verde e il bianco) e nuovi disegni-collages, in cui il fitto brulicare della "natura, faccenda ottusa" evolve verso un'armonia più lieve e felice ("giungle" di tigri, pantere, scimmie, rane, pesci e piscine di tuffatori), opere anticipate come "oeuvres recentès" durante l' autunno alla Galerie Eric Franck di Ginevra.1985-86. In occasione degli "Incontri internazionali d' arte" organizzati a Palazzo Taverna a Roma (maggio) Alighiero presenta 1984, disposto su dodici grandi fogli, con 216 copertine (18 x12) di riviste dell' anno precedente ridisegnate e omologate in bianco e nero. È la sistematizzazione di un procedimento avviato nel '76 e "rodato" nella sequenza Ottobre novembre dicembre 1983. Il 1985 è l' anno in cui tornano i nuovi arazzi ricamati a "Peshawar by Afghan people": Mappe dalle bandiere aggiornate, grandi scacchiere di lettere, la novità di Tutto e di alcuni ricami monocromi. Per una sorta di naturale bilanciamento, alle opere ricamate così lontano e con tempi dilazionati rispondono lavori su carta eseguiti totalmente dall' artista stesso. Compie un secondo soggiorno in Giappone dal quale trae alcune tecniche nuove, lavorando con un calligrafo. In agosto partecipa al festival "Lu presente" a Gibellina. Nel corso del 1986, oltre alla presenza per la terza volta alla Biennale di Venezia, molte mostre personali in musei d' Europa. In particolare allo Stedelijk di Eindhoven e al Nouveau Museé di Lyon-Villeurbanne con un' antologica che ritrova quello spirito di documentazione sistematica sulle proprie tecniche, già avviato nel 1976 con la "cartella" di cui la mostra riprende addirittura il titolo: Insicuro noncurante. 1987-89. Tra le molte personali e collettive, gli appuntamenti museali più rilevanti sono: "Similia Dissimilia, Modes of Abstraction" (Kunsthalle di Dusseldorf, poi a New York, Castelli e Sonnabend, tra '87 e '88); nell' 89 al PAC di Milano "Verso l' Arte povera". Infine a Parigi, Centre Pompidou e La Villette: "Magiciens de la terre" (maggio), che apre per lui il confronto con artisti appartenenti a tradizioni estranee alla cultura occidentale, e con un tipo di produzione che attinge all' artigianato e alla ritualità sacrale. E' in quell' ocasione che André Magnin noterà le complesse affinità con la poetica dell' africano Bruly- Bouabrè. In novembre al Museè de la Ville de Paris, "Art conceptuel". 1990-92. Nel marzo '90, Parigi, la Gallerie Pièces Uniques di Amelio-Brachot espone un intero pavimento in mosaico che riprende un disegno del '72, Passe - partout (in campo musivo, dopo l' esperienza californiana dell' 84, Alighiero ha lavorato con mosaicisti ravennati nell'88 in vista della collettiva "Mosaico e mosaicisti" al Castello Estense di Mesola). Maggio ' 90, sala personale alla Biennale di Venezia e Premio speciale della Giuria. In settembre si risposa con Caterina Raganelli. Il 16 ottobre è tra gli artisti invitati al Museè Cantini di Marsiglia nella mostra della collezione di arte povera del Museè National d' Art Moderne, Centre Pompidou. Nel corso dell' inverno 1990 -1991, due personali a New York (da Salvatore Ala in novembre, da John Weber in gennaio). Predilige nuovi strumenti lavorativi: fogli di carta formato commerciale o fax; cosi nasce la serie da lui chiamata Extra - strong. Ogni foglio è un microcosmo miniato, a matita, inchiostri colorati, collage e timbrature varie, come pagina di un codice, di un diario o racconto in corso. Per quanto riguarda la passione per l' informazione (giornali, riviste e rotocalchi), invece di far trascrivere immagini di copertine in disegni a matita (le sue serie annuali 1984, 1988...), preferisce ora lavorare da solo, senza assistenti disegnatori, fotocopiando in bianco e nero. Ma parallelamente ai lavori di piccolo formato realizzati strettamente in prima persona, "orchestra"ormai opere di dimensioni sempre più cospicue, implicando altre mani, molto tempo e un' organizzazione quasi manageriale. Si tratta di invenzioni concettuali precedenti, rinnovate dall' impatto con una diversa materia prima e con una scala mutata. Cosi nel '91, in Pakistan, intraprende la tessitura di cinquanta Kilim sul tema di Alternando da uno a cento e viceversa in vista dell' antologica del '93, nell' immenso hangar del Magasin di Grenoble: venti tessitori lavorano sui cartoni disegnati da studenti di trenta scuole francesi di belle arti. A Peshawar progetta persino la lavorazione "classica" del tappeto tipo persiano e disegna con i suoi assistenti un immenso primo cartone. Intanto è terminata l' ultima versione della Mappa, ricamata con le bandiere del mondo dopo la caduta del muro di Berlino. Sempre in vista della mostra di Grenoble programma un immenso lavoro postale basato su una progressione numerica che va da una busta con un francobollo fino a 506 buste con 39.976 francobolli. L'insieme costituisce un grande "carnet de voyage" di plichi viaggianti attraverso la Francia, gestito per settimane dal Museè de la Poste di Parigi. A molti Alighiero sembra affaticarsi, consumarsi nella sua grande regia e cedere ai vecchi demoni. Oltre a numerose personali in Germania, Austria e Francia, vengono esposti a maggio, nella galleria di Emilio Mazzoli a Modena, i dieci arazzi a quattro mani di Boetti e Paladino. A giugno Alighiero partecipa alla collettiva "Reperti" a Rio de Janeiro. Il 28 settembre si apre al Kunstverein di Bonn la retrospettiva "Alighiero e Boetti 1965 - 1991" che proseguirà a Münster e Lucerna. 1993-94. Nel febbraio '93, personale nella sede torinese della Galleria Christian Stein. Risulterà essere l' ultima mostra personale in Italia, esattamente come da Stein era avvenuta la prima, sempre a Torino, nel '67. Estate '93, Biennale di Venezia: più che al Padiglione italiano la presenza di Boetti si segnala essenzialmente nella mostra "Tresors de voyage" a cura di Adelina von Fürstenberg, con i libri di tela rossa presentati, quasi mimetizzati, nella biblioteca dei Padri Armeni nell' isola di San Lazzaro. Nel corso dell' estate gli viene diagnosticato un tumore. La sua scultura Autoritratto, proveniente per occasione da Sonsbeek, è presentata il 26 ottobre nella hall del Centre Pompidou, mentre egli prepara personalmente, forsennatamente, la mostra di Grenoble, dove sarà presente per l' inaugurazione il 27 novembre. Ancora una mostra a Bruxelles, Palais des Beaux - Arts: "Alighiero e Boetti, origine et destination", il17 febbraio '94. Il 24 aprile 1994 Alighiero si spegne nella sua casa in via del Teatro Pace a Roma. L' autunno a New York si trasforma improvvisamente in una celebrazione postuma della sua opera, presente contemporaneamente in quattro mostre inaugurate tra il 4 e il 9 ottobre: "Worlds Envisioned", "dialogata" tra lui e l' altro "magicien de la terre" Frédéric Bruly Bouabre al Dia center for the arts; la personale al PS1 di Long Island, "Alternating from 1 to 100 and Viceversa" (in provenienza dal MOCA di Los Angeles);la mostra tematica "Mapping" al MOMA e "The Italian Metamorphosis" al Guggenheim. New York ancora gli rende omaggio nei mesi successivi con la doppia mostra "Boetti / Richard Long" alla Peter Blum Gallery (febbraio '95) e con la presentazione dell' Autoritratto, la scultura - fontana, alla Sperone Westwater (marzo).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-4875561825838065863?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/4875561825838065863/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=4875561825838065863' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/4875561825838065863'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/4875561825838065863'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2009/04/pillole-darte-alighiero-boetti.html' title='Pillole d&apos;Arte: Alighiero Boetti'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Sd9hhbDq_hI/AAAAAAAAAlE/JJcb2DmyHgU/s72-c/boetti_afghanistan.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-6164124691579520630</id><published>2009-01-05T17:17:00.002+01:00</published><updated>2009-01-05T17:21:38.130+01:00</updated><title type='text'>Pillole d'Arte: Piero Gilardi</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SWIy_h1aYsI/AAAAAAAAAjo/4S8oIEXIXYA/s1600-h/Gilardi_IMG_4822.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5287844979481928386" style="WIDTH: 211px; CURSOR: hand; HEIGHT: 180px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SWIy_h1aYsI/AAAAAAAAAjo/4S8oIEXIXYA/s320/Gilardi_IMG_4822.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SWIzZuONYcI/AAAAAAAAAjw/mRiL0fsOzGQ/s1600-h/12895742-spiaggia-piero-gilardi_big.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5287845429483758018" style="WIDTH: 170px; CURSOR: hand; HEIGHT: 152px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SWIzZuONYcI/AAAAAAAAAjw/mRiL0fsOzGQ/s320/12895742-spiaggia-piero-gilardi_big.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Gilardi is an international artist who started working in the 1960s with the group Arte Povera and Pop Art carring on following his instinct and creating a link between the different generations of artists.He entered the collection of the gallery after the show dedicated to Mondino in 2005 in a moment of great success for the artist.His artworks are ieces of bushes, forests and part of nature to show inside a house inside vitrines. Inside his Plexiglas boxes a piece of nature as realistic as possible, flowers, rocks, small rivers, etc. The idea given is that is not a representation of nature but it is real nature to be put in a domestic environment.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-6164124691579520630?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/6164124691579520630/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=6164124691579520630' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/6164124691579520630'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/6164124691579520630'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2009/01/pillole-darte-piero-gilardi.html' title='Pillole d&apos;Arte: Piero Gilardi'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SWIy_h1aYsI/AAAAAAAAAjo/4S8oIEXIXYA/s72-c/Gilardi_IMG_4822.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-9218010334141514813</id><published>2008-12-04T19:21:00.003+01:00</published><updated>2008-12-04T19:24:28.940+01:00</updated><title type='text'>Pillole d'Arte: William Xerra</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/STgf5e6kFKI/AAAAAAAAAjY/PACrCMGFDQw/s1600-h/lovers.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5276002035876238498" style="WIDTH: 182px; CURSOR: hand; HEIGHT: 252px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/STgf5e6kFKI/AAAAAAAAAjY/PACrCMGFDQw/s320/lovers.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/STggDJzFPTI/AAAAAAAAAjg/Y1LOa1KruHg/s1600-h/quadro-scont_10.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5276002202006404402" style="WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 145px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/STggDJzFPTI/AAAAAAAAAjg/Y1LOa1KruHg/s320/quadro-scont_10.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;William Xerra è nato a Firenze nel 1937, ha studiato al Liceo e all’Accademia di Belle Arti di Brera dove attualmente è Visiting Professor. Vive e lavora a Ziano Piacentino. A metà degli anni Sessanta la parola scritta si pone come elemento fondante dell’opera dell’artista, che caratterizza quasi tutto il percorso del primo Xerra, che si conclude all’inizio degli anni Settanta nel segno “VIVE, logo tipografico che accompagna tutta l’opera dell’artista. Il suo incontro con la poesia visiva si colloca verso il 1967, anno in cui Xerra frequenta intellettuali ed esponenti del “Gruppo 63” che operano tra poesia ed immagine, da Emilio Villa a Corrado Costa, da Antonio Porta ad Adriano Spatola. Degli inizi degli anni Settanta sono: “La Verifica del Miracolo” con Pierre Restany, “Le Buste Riflettenti”, “l libri – oggetto, l’intervento sulle lapidi dismesse” e “I Poemi – flipper” eseguiti con il poeta Corrado Costa. Quando, agli inizi degli anni Ottanta, Xerra “ripensa” alla pittura, tutte queste esperienze tornano nel quadro, inteso come luogo di raccolta incessante di azioni, citazioni, “appunti”. Filiberto Manna lo conferma, nel 1987, uno dei Maestri italiani della pittura-scrittura-pittura.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-9218010334141514813?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/9218010334141514813/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=9218010334141514813' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/9218010334141514813'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/9218010334141514813'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2008/12/pillole-darte-william-xerra.html' title='Pillole d&apos;Arte: William Xerra'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/STgf5e6kFKI/AAAAAAAAAjY/PACrCMGFDQw/s72-c/lovers.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-1997010896488820598</id><published>2008-11-11T00:25:00.002+01:00</published><updated>2008-11-11T00:29:07.149+01:00</updated><title type='text'>RESTART</title><content type='html'>&lt;p align="left"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SRjDjdN4wZI/AAAAAAAAAZk/-G-XJPOHJtQ/s1600-h/B.O..JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5267174778115506578" style="WIDTH: 267px; CURSOR: hand; HEIGHT: 184px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SRjDjdN4wZI/AAAAAAAAAZk/-G-XJPOHJtQ/s320/B.O..JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-1997010896488820598?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/1997010896488820598/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=1997010896488820598' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/1997010896488820598'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/1997010896488820598'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2008/11/restart.html' title='RESTART'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SRjDjdN4wZI/AAAAAAAAAZk/-G-XJPOHJtQ/s72-c/B.O..JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-1493505733747311779</id><published>2008-09-20T10:59:00.003+01:00</published><updated>2008-09-20T11:22:33.509+01:00</updated><title type='text'>Pillole d'Arte: Carlo Pace</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SNTOYMrxJ_I/AAAAAAAAAZA/zJkVueCIKXs/s1600-h/carlo+pace.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5248046380910454770" style="WIDTH: 205px; CURSOR: hand; HEIGHT: 138px" height="153" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SNTOYMrxJ_I/AAAAAAAAAZA/zJkVueCIKXs/s320/carlo+pace.bmp" width="226" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SNTOSEtWTsI/AAAAAAAAAY4/1qf_Y0IjX4k/s1600-h/carlo+pace2.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5248046275690385090" style="WIDTH: 182px; CURSOR: hand; HEIGHT: 126px" height="141" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SNTOSEtWTsI/AAAAAAAAAY4/1qf_Y0IjX4k/s320/carlo+pace2.bmp" width="227" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;“Quando ero ragazzo mio papà conosceva tutti i pittori di un tempo, quelli che contavano. Gli spazialisti. Sono nato nel periodo in cui si è sviluppata la corrente informale legato allo spazialismo. Ho frequentato lo studio di Fontana. E sono entrato subito nella mischia. Ritengo di essere sempre stato un contestatore. Mi piaceva andare al cinema a vedere i film di Marlon Brando”. Continua Pace, e ci svela quella che per lui è stata una fortuna “Ho avuto una fortuna nella vita: possedere l’incoscienza di non aver dietro le spalle una storia e degli insegnanti”.Nel 1962, il suo periodo informale. “Il SEGNO è la cosa peculiare per il mio lavoro. La mia è stata una figurazione molto personale per circa dieci anni. Ma non sono stato capito. Tante volte mi sono sentito un pesce fuor d’acqua”.Nel 1972-1973 il desiderio di ricerca “Ho svolto un’indagine su Lucio Fontana. Pollock è un grande. Fontana ha distrutto tutto. La pittura dopo Fontana era finita”.Racconta Carlo Pace: “Nel 1973, la mia vita contro Fontana. Lui con (un) IL gesto aveva distrutto il quadro. Nell’esigenza di ridare una dimensione al quadro stesso”. Per me il senso non è lavorare per il quadro in se ma per continuare il discorso nella storia dell’arte”. Un anno importante per Pace è il 2000. “Nel 2000 nascono le cuciture. Spine dorsali di filo”. Ma cos’è la pittura si chiede Pace? Che al tempo stesso si risponde: “Uno si alza la mattina. E’ contento, prende la sua tela e inizia a disegnare il paesaggio. Io la mattina mi alzo sempre incazzato. E non posso mettermi li a dipingere il paesaggio e l’alberello. Di quadri così potrei crearne 10 al giorno. Considero ormai finita la pittura ad olio”. Ma un bel giorno Pace ritrova un pezzo fatto su carta vetro nel 1970. E lo riprende. “La carta vetro è la faccia, la pelle del quadro. La nuova pelle. Pittura identificata alla persona fisica. Dove il colore è parte della pittura e del quadro. Un modo di lavorare fondamentale per me quello con la carta vetro. Mai usata da nessuno. Un’innovazione importante. Ora ho trovato, oltre alla carta vetro classica una carta vetro da ricreare sulla tela. Sono tutte esperienze. Anche se ho sempre ripensamenti quando mi addormento pensando alle mie tele. Mi piace passare vicino ai miei quadri, ruvidi. Sono del parere che un po’ di fortuna poi ci vuole nella vita. E capita se trovi l’elemento giusto”. La GRANA con cui viene fatta la carta vetro si trova in tutti i colori. A noi colpisce quella bianca. Candida. “La musica mi piace. Non a caso i FONEMI sono tutti un discorso musicale”. E continua “Ho tante idee in testa. Tante. Disegno anche bene” e ci mostra disegni creati con la china, bellissimi, del 1953, che Pace definisce “Elogio al bel segno. Alcuni artisti fanno sempre lo stesso segno. Io credo di modificarlo”. Il 1977 è l’anno delle anatomie. Nella sua lunga carriera Carlo Pace ha utilizzato davvero qualsiasi materiale possibile per realizzare le sue opere. Anche la lavanda vaginale “Che brucia il foglio. O la carta assorbente nel 1979 con lo smalto: il suo odore non passa mai. Del 1992 lo smalto su cartoncino. Ho usato di tutto. Qualsiasi cosa”. Poi, con sguardo vivace ed un ghigno sornione aggiunge “L’unica cosa che non ho fatto sai cos’è stata? Cercare di farmi un nome. Una notorietà. Me ne sbattevo. Come adesso”. A breve sarà allestita una mostra antologica con le opere di Pace ad Alessandria, con monografia, al palazzo della Regione. Successivamente i quadri di Pace saranno i protagonisti di una mostra a Milano, alla galleria d’arte Cafiso. Qualcosa in programma anche a Vercelli, ma per ora top secret.Entriamo poi nel bunker, una stanza dall’altro lato del cortile, sorvegliata da un guardiano particolare, un manichino in legno. Ad accoglierci la tela intitolata “Occhio del quadro”. Poi tante spine dorsali , carta vetro dura, nero che predomina, nero tutto nero. Quello degli anni 70 è stato un periodo nero. E quando si parla di periodo nero, il nero è veramente nero, non c’è luce o spazio per nessun altro colore. “Ho usato anche l’olio da macchina bruciato. L’ennesimo di una serie di esperimenti che si sono ripetuti uno dopo l’altro. Poi la carta crespa, a formare una figura a soffietto. Nel decennio che va dal 1962 al 1972 ho creato delle figure che, a guardarle, possono esser sia maschi che femmine. Sono figure, e colori, a tinte forti. Pensare che all’epoca ne ho venduti tanti ed alcuni sono stati posizionati nelle camere dei bambini. Anche se non erano nati con quello scopo. A pensarci” dice ridendo “potrei affermare di aver creato i viados prima del tempo”.Alza lo sguardo Carlo Pace. Ruota la testa a destra e sinistra. Osserva le pareti. Tutto quello che ci circonda “Qui dentro c’è la mia vita”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;(UN GENIO, ndr)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-1493505733747311779?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/1493505733747311779/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=1493505733747311779' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/1493505733747311779'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/1493505733747311779'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2008/09/pillole-darte-carlo-pace.html' title='Pillole d&apos;Arte: Carlo Pace'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SNTOYMrxJ_I/AAAAAAAAAZA/zJkVueCIKXs/s72-c/carlo+pace.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-4229201832742592629</id><published>2008-07-07T08:15:00.003+01:00</published><updated>2008-07-07T08:20:02.340+01:00</updated><title type='text'>Where ignorance is bliss, 'tis folly to be wise</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_rU4M3yrJcrQ/SHHC6ry2diI/AAAAAAAAAYw/XpGDyzXk8DU/s1600-h/In+the+country+of+the+blind+the+one-eyed+man+is+God.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5220167756543325730" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_rU4M3yrJcrQ/SHHC6ry2diI/AAAAAAAAAYw/XpGDyzXk8DU/s320/In+the+country+of+the+blind+the+one-eyed+man+is+God.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_rU4M3yrJcrQ/SHHCsK-R62I/AAAAAAAAAYo/KD7MnFG_D9U/s1600-h/In+the+country+of+the+blind+the+one-eyed+man+is+God.bmp"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-4229201832742592629?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/4229201832742592629/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=4229201832742592629' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/4229201832742592629'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/4229201832742592629'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2008/07/where-ignorance-is-bliss-tis-folly-to.html' title='Where ignorance is bliss, &apos;tis folly to be wise'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_rU4M3yrJcrQ/SHHC6ry2diI/AAAAAAAAAYw/XpGDyzXk8DU/s72-c/In+the+country+of+the+blind+the+one-eyed+man+is+God.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-2851886166029164869</id><published>2008-07-04T13:33:00.002+01:00</published><updated>2008-07-04T13:35:09.329+01:00</updated><title type='text'>Untitled (2008)</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_rU4M3yrJcrQ/SG4Yx2sKdKI/AAAAAAAAAYg/bYYBEU8aYmA/s1600-h/www.emmaus.it.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5219136262942389410" style="WIDTH: 361px; CURSOR: hand; HEIGHT: 223px" height="192" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_rU4M3yrJcrQ/SG4Yx2sKdKI/AAAAAAAAAYg/bYYBEU8aYmA/s320/www.emmaus.it.JPG" width="374" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-2851886166029164869?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/2851886166029164869/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=2851886166029164869' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/2851886166029164869'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/2851886166029164869'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2008/07/untitled-2008.html' title='Untitled (2008)'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_rU4M3yrJcrQ/SG4Yx2sKdKI/AAAAAAAAAYg/bYYBEU8aYmA/s72-c/www.emmaus.it.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-2599828801056483748</id><published>2008-06-23T18:47:00.002+01:00</published><updated>2008-06-23T18:50:08.469+01:00</updated><title type='text'>Pillole d'Arte: Hans Hartung</title><content type='html'>&lt;div&gt; &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SF_iDo1SENI/AAAAAAAAAYY/eQRkYjE1fUs/s1600-h/asta38_330.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5215135445646708946" style="WIDTH: 194px; CURSOR: hand; HEIGHT: 235px" height="191" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SF_iDo1SENI/AAAAAAAAAYY/eQRkYjE1fUs/s320/asta38_330.jpg" width="147" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SF_h34pEoDI/AAAAAAAAAYQ/kPdtIkUFd5Q/s1600-h/informale%2520_7.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5215135243732033586" style="WIDTH: 187px; CURSOR: hand; HEIGHT: 214px" height="163" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SF_h34pEoDI/AAAAAAAAAYQ/kPdtIkUFd5Q/s320/informale%2520_7.jpg" width="147" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Hans Hartung è stato un pittore franco-tedesco.Colpito dalla perdita del padre e preoccupato dall’ascesa del nazismo, nel 1932 lascia la Germania e, dopo un periodo nelle baleari, dove la sua pittura si fa più “istintiva”, nel 1935 si trasferisce a Parigi, qui frequenta Hélion, Mondrian, Kandinsky, Calder ed espone annualmente al Salon des Surindépendants. Allo scoppio della guerra, dopo essersi unito ai volontari contro il nazismo passa gli anni della guerra nella Legione Straniera , e per una grave ferita nel 1944 gli viene amputata una gamba, diventa cittadino francese nel 1946. Nel dopoguerra gli artisti gestuali e segnici sorsero a schiere, ma egli fu tra i pochissimi a raggiungere la pienezza dell'espressione artistica. La sua pittura è fatta di gestualità estreme, tradotta in grandi segni ripetuti, quasi graffiasse la tela. Hartung viene riconosciuto , accanto a Jean Fautrier, come uno dei maestri dell'informale. La consacrazione internazionale avviene nel 1960, quando vince il Gran Premio Internazionale della Pittura alla Biennale di Venezia. Dagli anni sessanta l'artista moltiplica la sua produzione sperimentando nuovi materiali, e nuovi metodi; usa vinilici, acrilici, dipinge con pistole a spruzzo, stiletti, spugne, e le dimensioni dei suoi quadri diventano monumentali.Questa attitudine sperimentale si svilupperà sempre più fino a divenire sua caratteristica dominante per tutta la produzione degli ultimi trenta anni, e continuando a seguire la sua produzione pittorica e grafica fino alla morte, avvenuta il 7 dicembre 1989.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-2599828801056483748?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/2599828801056483748/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=2599828801056483748' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/2599828801056483748'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/2599828801056483748'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2008/06/pillole-darte-hans-hartung.html' title='Pillole d&apos;Arte: Hans Hartung'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SF_iDo1SENI/AAAAAAAAAYY/eQRkYjE1fUs/s72-c/asta38_330.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-3566145451325010713</id><published>2008-06-15T17:07:00.001+01:00</published><updated>2008-06-15T17:09:15.174+01:00</updated><title type='text'>Lavorare è un brutto mestiere</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SFU-fdKEHYI/AAAAAAAAAYI/olyMNou3m1Q/s1600-h/ac8577ee8b10bda71f333b0c3fac4d4f.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5212140853874924930" style="CURSOR: hand" height="229" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SFU-fdKEHYI/AAAAAAAAAYI/olyMNou3m1Q/s320/ac8577ee8b10bda71f333b0c3fac4d4f.jpg" width="388" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-3566145451325010713?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/3566145451325010713/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=3566145451325010713' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/3566145451325010713'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/3566145451325010713'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2008/06/lavorare-un-brutto-mestiere.html' title='Lavorare è un brutto mestiere'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SFU-fdKEHYI/AAAAAAAAAYI/olyMNou3m1Q/s72-c/ac8577ee8b10bda71f333b0c3fac4d4f.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-3674279365758414383</id><published>2008-05-19T17:54:00.002+01:00</published><updated>2008-05-19T17:57:35.155+01:00</updated><title type='text'>Pillole d'Arte: Carla Accardi</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SDGxIoW8MrI/AAAAAAAAAX4/9uIA0TzOhq0/s1600-h/Accardi_-_Negativo_con_blu.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5202133806420341426" style="WIDTH: 210px; CURSOR: hand; HEIGHT: 136px" height="140" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SDGxIoW8MrI/AAAAAAAAAX4/9uIA0TzOhq0/s320/Accardi_-_Negativo_con_blu.jpg" width="218" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SDGxToW8MsI/AAAAAAAAAYA/jj2w9VkE0XY/s1600-h/C__Accardi_Bianco_2007_gouache_cm_35x50-8ff38.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5202133995398902466" style="WIDTH: 176px; CURSOR: hand; HEIGHT: 130px" height="127" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SDGxToW8MsI/AAAAAAAAAYA/jj2w9VkE0XY/s320/C__Accardi_Bianco_2007_gouache_cm_35x50-8ff38.jpg" width="172" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Nata a Trapani nel 1924, fra i massimi esponenti dell’astrattismo italiano, dopo la maturità classica consegue da privatista nel 1943 la maturità artistica, per seguire poi i corsi all'Accademia di Belle Arti di Palermo e di Firenze. Si trasferisce a Roma nel 1946 dove tuttora vive e lavora. Nel 1949 sposa il pittore Antonio Sanfilippo insieme al quale, negli studi di via Margutta, conosce Consagra e Turcato con i quali stabilisce rapporti di amicizia e di lavoro; frequenta, inoltre, Attardi, Dorazio, Guerrini, Maugeri, Perilli. La giovane siciliana si impone presto all’attenzione dei maggiori critici come uno dei protagonisti del gruppo Forma 1. Carla Accardi partecipa con il gruppo a numerose collettive sia in Italia che all'estero; la sua prima mostra personale è alla Galleria Numero di Firenze, seguita nel '50 da quella alla Galleria Libreria Age d'Or di Roma presentata da Turcato. Fino al 1952, l'opera di Carla Accardi si muove sulla linea della pittura costruttivo-concretista, per volgersi poi verso una ricerca fondata sulla poetica del segno che la porterà a partire dal 1954 a realizzare opere articolate essenzialmente su insiemi di segmenti pittorici bianchi su fondi neri. Questa scelta espressiva la mette in relazione con le ricerche dei maggiori artisti dell'informale. Michel Tapié, critico e profeta dell'arte informale, segue il lavoro dell'Accardi invitandola, tra il 1954 e il 1959, alle mostre da lui curate in Italia e all'estero. Negli stessi anni l'artista partecipa a numerose collettive, presentata da critici come Michel Seuphor, Palma Bucarelli, Giulio Carlo Argan e Lionello Venturi. A partire dagli anni Sessanta Carla Accardi recupera un linguaggio incentrato sul rapporto segno-colore, accentuando il valore cromatico in bicromie luminescenti. Nel 1964 è presente con una sala personale alla Biennale di Venezia, presentata da Carla Lonzi con la quale instaura un sodalizio che la porterà alla militanza femminista. La ricerca basata sul segno-colore trova un'ulteriore radicalizzazione nelle opere successive quando Carla Accardi usa come supporto le superfici trasparenti di silicofoil e accentua la natura del quadro come diaframma luminoso. L'interesse per la relazione tra opera e ambiente giunge alla radicalità nel lavoro Triplice tenda del 1969-'71, una vera e propria struttura "abitabile" e percorribile dallo spettatore. E' invitata alla Biennale di Venezia del 1976, a quella del 1978 e a numerose personali e collettive, partecipando a mostre retrospettive del gruppo Forma 1 e dell'avanguardia italiana degli anni Cinquanta. Negli anni Ottanta la Accardi avvia una nuova ricerca, nella quale è tuttora impegnata: nelle sue opere l'utilizzo della tela grezza lascia trapelare gli intrecci di larghi segni colorati, dove diverse stesure cromatiche si giustappongono creando campi energetici di differenti intensità. Espone alla Biennale di Venezia del 1988 ed è presente nelle principali rassegne storiche dell'arte italiana del nostro secolo in Italia e all'estero (tra le altre Italian Art in the XXth Century, Royal Academy, Londra, 1989 e The Italian Metamorphosis 1943-1968, Guggenheim Museum, New York, 1994); partecipa ad importanti rassegne internazionali come Chambres d'amis (Gand, 1986). Viene nominata nel 1996 membro dell'Accademia di Brera e nel 1997 fa parte, come consigliere, della Commissione per la Biennale di Venezia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-3674279365758414383?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/3674279365758414383/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=3674279365758414383' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/3674279365758414383'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/3674279365758414383'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2008/05/pillole-darte-carla-accardi.html' title='Pillole d&apos;Arte: Carla Accardi'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SDGxIoW8MrI/AAAAAAAAAX4/9uIA0TzOhq0/s72-c/Accardi_-_Negativo_con_blu.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-29938819672964925</id><published>2008-04-25T12:46:00.004+01:00</published><updated>2008-04-25T12:50:29.288+01:00</updated><title type='text'>Pillole d'Arte: Pierre Alechinsky</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SBHFHUuMiCI/AAAAAAAAAXo/ijJRESdGNmA/s1600-h/AlechinskyPierre.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5193148574947117090" style="WIDTH: 206px; CURSOR: hand; HEIGHT: 177px" height="150" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SBHFHUuMiCI/AAAAAAAAAXo/ijJRESdGNmA/s320/AlechinskyPierre.jpg" width="177" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SBHFQkuMiDI/AAAAAAAAAXw/8YTjC2xyWFk/s1600-h/Alechinsky_Accessoires.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5193148733860907058" style="WIDTH: 179px; CURSOR: hand; HEIGHT: 178px" height="168" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SBHFQkuMiDI/AAAAAAAAAXw/8YTjC2xyWFk/s320/Alechinsky_Accessoires.jpg" width="160" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Nato nel 1927 a Bruxelles, Belgio. Alechinsky, sia artista che disegnatore grafico, studia all’Accademia di Architettura di Bruxelles. Benché il più giovane membro del Gruppo Cobra e partecipante all’esibizione del 1949, egli ebbe un grande influsso su Cobra. Il vecchio stabile di Bruxelles che lui rinnovò divenne la scena di molte attività Cobra. La calligrafia Giapponese divenne una sua grande passione che ispirò lui e certi artisti giapponesi a fare il film “Calligraphie Japonaise”. Quando il gruppo si sciolsenel 1951 egli andò a Parigi dove vive tutt’ora. Ha viaggiato e ha dipinto anche in USA. Da studente Alechinsky era preso ed incantato dall’arte di concepire un libro. Durante gli anni ’45 egli soddisfa la sua passione di studiare tipografia, illustrazione e incisione alla Scuola di Arti Decorative a Bruxelles. Nel 1948 venne a Parigi per la prima volta a mostrare le sue litografie alla Galleria Maeght. Solo un anno più tardi incontrò l’artista Christian Detremont, e la sua carriera artistica fu lanciata come membro effettivo del Gruppo Cobra. Nel 1955, viaggiò in Giappone per studiare la Calligrafia e fu anche responsabile per un film per il soggetto. Dopo questo viaggio, iniziò a lavorare su tele grandi posate direttamente per terra, dipingendo con pennelli calligrafici di pelo di cavallo giapponese. Sempre legato allo spirito del movimento Cobra, anche oggi Alechinsky dipinge con la mano sinistra. E’ stato detto che egli ha parlato di questa mano come “colei che ha conosciuto solo libertà e piacere”. Come un marchio, uno può riconoscere immediatamente un Alechinsky dai suoi funky grafici bianchi e neri in “cartoon” cornici che sembrano contenere una esplosione violenta di colore e forma entro il centro della tela. Sempre fresco de agile, queste cornici riempite di graffiti portano lo sguardo al centro nell’occhio della tempesta. A volte tratti quasi monumentali o oggetti lasciano l’impronta come tema centrale, come nella splendida serie “Astre et Desastre” dipinti durante i tardi anni ’60. Nei lavori più recenti, le linee serpentine e volanti continuano a sedurre e stimolare. Una volta Cobra, sempre un Cobra. John Russell, che tra il 1986 e 1987 ha dedicato tre colonne separate nel New York Times ad Alechinsky, vedendolo come “uomo di strana passione senza colpe”. Fatture decorate, certificati bancari di nessun valore, obsolete carte aeree di navigazione e antichi materiali di archivi scritti a mano illuminano la sua immaginazione. Ha un gusto per lo sconvolgimento della natura. Carlos Fuentes, il novellista texano, per cui “il giardino è il centro del mondo” ha descritto Alechinsky come un uomo che “disegna giardini ….. Lui sa che la storia dei giardini è la storia di ognuno di noi ….. Alechinsky ……. Sceglie qualunque bivio del giardino curato a Blois o Hampton Cowrt, e poi le trasforma, ferocemente, nei giardini selvaggi della mente primitiva, l’unità originale di sogni e coscienza, desiderio e realtà”. Anzi, potrebbe essere che fosse il suo desiderio di riacquistare quella persa unità, che fa di lui, come lo ha chiamato il Times, “un poeta di complicazione che decisamente manda l’enfasi via da se stesso, preferendo di recitare piuttosto come storico e arbitro piuttosto che autobiografico …... Il suo tocco è leggero, il suo pensiero rapido, il suo modo di vedere il mondo tanto acuto quanto benigno. Non c’è miglior compagno, e non tanti che ci tengono così costantemente allegri che sono così generosi in ciò che trovano”. Alechinsky ha avuto importanti retrospettive al Museo di Arte Moderna di New York, Guggenheim Museum New York, Museum of Arts, Carnegie Museum in Pittsburgh (nel 1977, l’anno del serpente), The Palais des Beaux-Arts e il Musèe Rojaux des Arts in Bruxelles, il Musèe d’Art Moderne di Parigi e Il Musèe d’Arte Moderne, Centre Ponpidou a Parigi, il Boymans-von-Beuningen a Rotterdam, il Louisiana Museum a Humlebaek, e ai musei di Aalborg, Brema, Copenhagen, Darmstadt, Des Moines, Dusseldorf, Gordes, Hannover, Marsiglia, Metz, Mexico City, Monaco, St. Paul de Vence, Toronto, e Zurigo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-29938819672964925?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/29938819672964925/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=29938819672964925' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/29938819672964925'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/29938819672964925'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2008/04/pillole-darte-pierre-alechinsky.html' title='Pillole d&apos;Arte: Pierre Alechinsky'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SBHFHUuMiCI/AAAAAAAAAXo/ijJRESdGNmA/s72-c/AlechinskyPierre.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-764162874492528955</id><published>2008-04-17T13:14:00.002+01:00</published><updated>2008-05-19T18:05:19.490+01:00</updated><title type='text'>Baby Doc</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SAc_QlZqXrI/AAAAAAAAAXg/mT4NQm9HOdY/s1600-h/aprile.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5190186649717989042" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 249px; CURSOR: hand; HEIGHT: 222px; TEXT-ALIGN: center" height="216" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SAc_QlZqXrI/AAAAAAAAAXg/mT4NQm9HOdY/s320/aprile.JPG" width="249" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-764162874492528955?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/764162874492528955/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=764162874492528955' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/764162874492528955'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/764162874492528955'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2008/04/blog-post.html' title='Baby Doc'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SAc_QlZqXrI/AAAAAAAAAXg/mT4NQm9HOdY/s72-c/aprile.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-1616499309619662565</id><published>2008-03-15T16:42:00.003+01:00</published><updated>2008-03-15T16:45:31.542+01:00</updated><title type='text'>Pillole d'Arte: Graziano Cuberli</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/R9vuq6sfDWI/AAAAAAAAAXQ/TaO7i5SThsI/s1600-h/img32.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5177994617670274402" style="CURSOR: hand" height="223" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/R9vuq6sfDWI/AAAAAAAAAXQ/TaO7i5SThsI/s320/img32.jpg" width="177" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/R9vuwqsfDXI/AAAAAAAAAXY/79shZAOwRiM/s1600-h/img58.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5177994716454522226" style="WIDTH: 210px; CURSOR: hand; HEIGHT: 138px" height="137" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/R9vuwqsfDXI/AAAAAAAAAXY/79shZAOwRiM/s320/img58.jpg" width="200" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Graziano Cuberli nasce a Farra d'Isonzo (Go) il 2 luglio 1959 ed inizia molto giovane la sua attività artistica. Nel 1982 apre un laboratorio artigiano di oreficeria che chiude nel 1998 dopo 16 anni di attività. Dipinge da qualche anno ma decide di divulgare il suo lavoro solo nel '99, dopo aver trovato la sua strada artistica per la quale ha coniato il termine di pittura "Mæsoterica". Le sue opere sono presenti in prestigiose collezioni pubbliche e private nazionali ed estere. Scrive anche poesie.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;“Mi ha sempre fatto specie che gran parte dell’acqua minerale posta e commercializzata sui nostri mercati, sia veicolata attraverso le confezioni di plastica, i cui effetti sulla nostra salute sono sotto gli occhi di tutti: ma ogni contraddizione, quando diviene abitudine collettiva, viene accettata come un dato di fatto. Cionondimeno rimane l’aberrazione di base, dove l’elemento basilare, vitale, viene rinchiuso in uno dei simboli più tristi dei nostri giorni! Sono convinto che in un improbabile, lontano futuro, la nostra epoca potrebbe benissimo essere ricordata come l’età della plastica”&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Graziano Cuberli.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-1616499309619662565?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/1616499309619662565/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=1616499309619662565' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/1616499309619662565'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/1616499309619662565'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2008/03/pillole-darte-graziano-cuberli.html' title='Pillole d&apos;Arte: Graziano Cuberli'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/R9vuq6sfDWI/AAAAAAAAAXQ/TaO7i5SThsI/s72-c/img32.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-5880588735340761151</id><published>2008-02-13T19:03:00.002+01:00</published><updated>2008-02-13T19:07:10.112+01:00</updated><title type='text'>Pillole d'Arte: Gerardo Dottori</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/R7MxSIInbdI/AAAAAAAAAWw/dWjiXMhfsCo/s1600-h/6_g.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5166527385015119314" style="WIDTH: 192px; CURSOR: hand; HEIGHT: 145px" height="155" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/R7MxSIInbdI/AAAAAAAAAWw/dWjiXMhfsCo/s320/6_g.jpg" width="208" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/R7MxaIInbeI/AAAAAAAAAW4/NpbuXBhqOlo/s1600-h/dottori.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5166527522454072802" style="WIDTH: 192px; CURSOR: hand; HEIGHT: 145px" height="142" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/R7MxaIInbeI/AAAAAAAAAW4/NpbuXBhqOlo/s320/dottori.jpg" width="192" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Pittore, poeta e uomo di profonda cultura, Gerardo Dottori nasce a Perugia nel 1884, orfano di padre, compiute le elementari lavora presso un antiquario per circa quattro anni, poi si concede un periodo di riflessione, che trascorre girovagando nelle campagne circostanti la città. Frequenta quindi l’Accademia di Belle Arti e, tra il 1904 e il 1905, inizia a dipingere secondo i dettami formali del Movimento Divisionista. Nel 1906 a Milano opera come riquadratore e pittore di stanze; poco dopo, disoccupato, è costretto a rientrare a Perugia. Nel 1912 aderisce al Movimento Futurista, avanguardia culturalmente avanzata e provocatoria, scelta fondamentale che orienterà l’intero percorso artistico. Al ritorno dalla guerra del 1915 - 1918 ( durante la Grande Guerra scrive "parole in libertà" sotto lo pseudonimo di G. Voglio), fonda a Perugia la rivista “Griffa”. Nel 1926 si trasferisce a Roma, dove risiede fino al 1939 e collabora con diverse testate giornalistiche. Nel 1929 firma con i futuristi Balla, Marinetti, Depero, Fillia, Prampolini, Tato, Somenzi il Manifesto futurista dell’Aeropittura e successivamente nel 1941, concepisce il Manifesto futurista umbro dell'aeropittura, intrerpretando con armonia le suggestioni meccaniche e il senso lirico del paesaggio, la sua produzione, legata a un genius loci umbro, rappresenta il versante ecologista dell'aeropittura. Nel 1939, rientra a Perugia in seguito all’incarico di docente alla locale Accademia di Belle Arti, successivamente, dal 1940 al 1947 dirigerà l’istituto. Abbandona l’insegnamento nel 1967. Gerardo Dottori è presente in 11 edizioni della Biennale di Venezia dal 1924 al 1942, dov’è il primo futurista a proporsi e viene regolarmente invitato a ogni Quadriennale romana fino al 1948 e a numerosissime esposizioni nazionali ed estere. Muore a Perugia nel 1977.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-5880588735340761151?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/5880588735340761151/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=5880588735340761151' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/5880588735340761151'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/5880588735340761151'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2008/02/pillole-darte-gerardo-dottori.html' title='Pillole d&apos;Arte: Gerardo Dottori'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/R7MxSIInbdI/AAAAAAAAAWw/dWjiXMhfsCo/s72-c/6_g.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-298518251183952106</id><published>2008-02-02T13:08:00.000+01:00</published><updated>2008-02-02T13:11:53.015+01:00</updated><title type='text'>I maestri dell'800: Vincent van Gogh</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/R6RdoJo9D0I/AAAAAAAAAVg/tyM2pznDyR8/s1600-h/van_gogh-girasoli-big.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5162354017237274434" style="WIDTH: 175px; CURSOR: hand; HEIGHT: 211px" height="205" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/R6RdoJo9D0I/AAAAAAAAAVg/tyM2pznDyR8/s320/van_gogh-girasoli-big.jpg" width="175" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/R6RduZo9D1I/AAAAAAAAAVo/iKzjiSuL-hQ/s1600-h/vangogh_mare.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5162354124611456850" style="WIDTH: 208px; CURSOR: hand; HEIGHT: 133px" height="120" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/R6RduZo9D1I/AAAAAAAAAVo/iKzjiSuL-hQ/s320/vangogh_mare.jpg" width="212" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Vincent van Gogh: nasce a Zundert nel Brabante, il 30 Marzo 1853. Il padre, pastore protestante viene da una famiglia borghese che annovera pastori, uomini di mare, mercanti d'arte. Tra il 1864 e il 1868 frequenta prima un collegio a Zevenbergen, poi la Scuola Tecnica Statale Superiore di Tilburg. Nel Marzo 1868, forse per difficoltà economiche familiari, lascia gli studi. L'anno seguente, a Luglio va all' Aja dove venne assunto come commesso nella succursale olandese della casa d'arte francese Goupil e C.ie. Questo primo lavoro è merito dello zio paterno Vincent, mercante di quadri che dal 1861 si è associato con Adolphe Goupil e Léon Boussod. Nel 1872 inizia la lunga e regolare corrispondenza con il fratello Theodorus, di quattro anni più giovane, documento letterario ed umano di impressionante autenticità, fonte essenziale di notizie sulle opere, le idee, gli scopi di van Gogh. Nel 1873 viene trasferito alla sede di Londra e dal maggio 1875 all'Aprile 1876 lavora alla casa madre a Parigi, ha una casa a Montmartre, visita musei ed esposizioni. Questi anni a contatto diretto con il mercato dell'arte sono importanti per la decisione di divenire pittore e fanno nascere in lui il principio della assoluta correlazione tra vendita e prodotto artistico che gli varrà come giustificazione nell'accettare e pretendere dal fratello Theo (che dal 1880 lavora da Goupil) un assegno mensile come corrispettivo per la opere che regolarmente gli invia. Nell'Aprile del 1876 lascia la casa d'arte, che nel frattempo ha mutato la intestazione sociale in Boussod a Valadon, e ritorna in Inghilterra. Trova lavoro prima come insegnante a Ramsgate, poi come assistente predicatore a Isleworth. A fine anno si ricongiunge con la famiglia che vive ad Etten. Nel 1877, tra il Gennaio e Aprile, fa il commesso libraio a Dordrecth. In maggio convince il padre a lasciargli seguire la vocazione religiosa che si è consolidata in lui nell'ultimo anno e si trasferisce ad Amsterdam dove studia per essere ammesso alla Facoltà di Teologia. Ha difficoltà con il greco ed il latino che comunque reputa materie estranee ad una attività evangelizzatrice. Nel 1878 segue a Bruxelles corsi più semplici che abilitano a fare il predicatore ma anche qui non viene ritenuto idoneo. Ottiene egualmente di lavorare come missionario nella zona mineraria del Borinage e nel 1879 svolge il proprio apostolato, considerato anomalo per eccessivo fanatismo, a Wasmes e a Cuesmes. A contatto con i minatori, commosso dalla loro vita faticosa e dai rustici ambienti, come aveva già fatto in Inghilterra, realizza qualche disegno, legge moltissimo, scrive d'arte a Theo. A metà anno è tuttavia sospeso dall'incarico,in condizioni di estrema indigenza continua la sua missione sociale di assistenza ai minatori mentre il disegno comincia ad avere un ruolo decisivo. Studia sui manuali di Charles Bargue e si esercita copiando dai pittori contadini come Jean Francois Millet e Jules Breton, con quest'ultimo cerca di incontrarsi raggiungendo a piedi Carrières, dove l'artista vive, ma vi rinuncia deluso dall'aspetto borghese del suo atelier. Nell'Ottobre del 1880, risoluto a diventare pittore, si stabilisce a Bruxelles. Frequenta artisti come Willem Roelofs e Anton van Rappard con il quale avvia un profondo legame di amicizia intrattenendo una corrispondenza per i cinque anni seguenti. Nel 1881, in primavera, è di nuovo dai genitori ad Etten, disegna moltissimo, soprattutto figure di contadini e di lavoratori. Nel 1881 ha un turbolento ed univoco legame sentimentale. la seconda dopo Londra, con Kee Vos una giovane cugina vedova, che lo respinge. A fine anno per breve tempo, è all'Aja. Prende lezioni da Anton Mauve che gli è parente per via di madre e che lo spinge a dipingere oltre che a disegnare. Grazie a Mauve conosce le opere degli artisti della scuola dell'Aja: Josef Israels, J.Hendrik Weissenbruck Willem Maris, Theophile De Bock; diviene amico di George Hendrik Breitner con il quale disegna a più riprese. A quel periodo risale la passione per le stampe inglesi Heads of People drawn from Life apparse su The Graphic che non lo abbandonerà più. Il legame con Mauve si allenta tuttavia perché van Gogh, da realista assoluto come vuole essere, rifiuta di copiare da modelli in gesso. Continua a lavorare isolato, fa disegni e acquerelli: vedute cittadine,figure caratteristiche e gente di popolo, nel frattempo vive con Clasina Maria (Sien) Hoornik, una prostituta segnata dal vaiolo, alcolizzata e incinta, che ha già una bambina. Questa scelta di vita porta alla rottura con quanti conosce all'Aja, da Mauve a Tersteeg che dirige la casa di Goupil, e provoca la totale disapprovazione di Theo che da qualche tempo lo sovvenziona regolarmente permettendogli di seguire la propria vocazione artistica. Nel Settembre 1883 lascia Sien e parte per la Drenthe, una regione povera e suggestiva del nord dell'Olanda dove hanno lavorato in passato Mauve e van Rappard. Disegna e dipinge paesaggi e contadini. A fine anno raggiunge la famiglia a Nuenen dove il padre è stato da poco trasferito. Per quasi due anni, dal Dicembre 1883 al Novembre 1885 resta nella cittadina del Brabante. Lavora con entusiasmo e grande impegno dedicandosi al paesaggio ma soprattutto alla pittura di figura: contadini, artigiani, cercando di rappresentare in maniera incisiva i vari tipi di lavoratori. Le sue preferenze in campo artistico oltre a Millet, Breton, vanno alla scuola di Barbizon e a Delacroix di cui apprezza le teorie sull'uso dei colori. Due visite al Rijksmuseum di Amsterdam, appena aperto, lo convincono che in Franz Hals e in Rembrandt sono i precedenti storici naturali delle sue scelte cromatiche e tecniche. Tra il Novembre 1885 e il Febbraio 1886 vive e lavora ad Anversa. Volendo uscire dai propri limiti di autodidatta frequenta l'Accademia di Belle Arti, studia Rubens da cui trae suggerimenti per i nuovi esperimenti di colori e resa pittorica. A inizio marzo, inatteso, raggiunge il fratello a Parigi. Nella capitale resterà sino al Febbraio 1888. All'inizio va alla scuola di Fernand Cormon. Qui incontra Toulose Lautrec e Emile Bernard di cui diviene amico fraterno. Conosce Signac, Pissarro, Gauguin. Visita i musei Louvre e Luxemburg in particolare, ma anche i mercanti d'arte e i vari Salons ufficiali e non. A Parigi dopo un avvio ancora legato al provincialismo delle esperienze olandesi, cambia integralmente tavolozza e metodo di pittura. Sulla scia dell'impressionismo e del neoimpressionismo, che Van Gogh non considera correnti diverse, usa colori chiari, sfrutta al massimo le teorie della complementarità, dipinge senza mescolare i pigmenti, accostandoli e sovrapponendoli perchè si esaltino nell' accordo o nel contrasto. Sempre a Parigi, divenuto uno de più accesi promotori del japonisme colleziona stampe giapponesi cercando di venderle e di diffonderne la conoscenza. La sua pittura si incentra su autoritratti e ritratti, vedute della città e dei sobborghi, nature morte in prevalenza di fiori. Espone, di sua iniziativa, al caffé Le Tambourin che appartiene ad Agostina Segatori, modella di Degas e altri impressionisti, che ha con lui una breve relazione; altre sue opere si vedono talvolta nella vetrina di Julien Tanguy, un negoziante di colori che rifornisce Cézanne, Pissarro, Monet, Gauguin, Anquentin, Signac, Renoir. Fa scambi con gli artisti che conosce, dando avvio con il fratello ad una raccolta d'arte contemporanea. Organizza una mostra per sé e per gli amici, cosiddetti Impressionistes du Petit Boulevard, ossia Bernard, Anquentin, Toulose Lautrec, Koning, Guillaumin, in contrapposizione agli Impressionistes du Grand Boulevard che esponevano nella galleria di Theo ossia Monet,, Sisley, Pissarro, Degas, Seurat, ecc. Partecipa con una sola opera alla esposizione che Seurat e Signac fanno al Théatre Libre d'Antoine. Nel Febbraio 1888 lascia Parigi per Arles, in questa decisione hanno un ruolo importante sia il mitico desiderio di vivere al sud, vivo in lui come in tanti artisti e poeti dell'Ottocento, sia la convinzione che la Provenza sia l'esatto equivalente dell'amato Giappone. Nei quindici mesi passati ad Arles lavora instancabilmente dedicandosi soprattutto al paesaggio e, non appena trova modelli, al ritratto. Il suo epistolario interrotto nel periodo parigino riprende con lettere, oltre che a Theo, alla sorella minore Wilhelmina (Wil) e agli amici Bernard e Gauguin con i quali vorrebbe creare un Atelier du Midi in cui lavorare tutti uniti. Convince Theo ad assicurarsi in esclusiva opere di Gauguin in cambio di assegni periodici che dovrebbero permettere all'amico di lasciare la Bretagna, dove è pieno di debiti, per Arles. Questi lo raggiunge in ottobre e per qualche tempo van Gogh si lascia convincere a sperimentare una pittura di immaginazione fatta sull'eco dei ricordi e delle impressioni mentali ma i temperamenti dei due artisti e le loro idee sono troppo differenti , la vita in comune è piena di scontri e di asperità. Il 23 Dicembre 1888 dopo una lite violente con Gauguin che ha deciso di andarsene a dormire in albergo, Van Gogh si taglia il lobo dell'orecchio e va a consegnarlo ad una prostituta che sia lui, che Gauguin conoscono. Il giorno successivo viene ricoverato in ospedale. Da quel momento iniziano le periodiche crisi di instabilità psichica che lo seguono fino alla morte. Nel periodo di Arles l'artista ha dipinto quasi 200 dipinti, 100 disegni e acquerelli e almeno 200 lettere, mostrando un interesse esclusivo per i problemi cromatici e formali. Nel Maggio 1889 lascia Arles per la vicina Saint-Rémy dove si fa ricoverare volontariamente nell'istituto di cura per alienati di Saint Paul de Mausole. Anche se in maniera discontinua per le difficoltà che come internato incontra nel lavoro e per il ripetersi degli attacchi, definiti epilettici dai medici, dipinge e disegna con intensità studiando in prevalenza il paesaggio ma non rinunciando alla pittura di figura e dando avvio a repliche di opere di Millet. Durante l'internamento a Saint-Rémy ottiene i primi consensi: viene invitato a partecipare alla mostra Les XX del Gennaio 1890 a Bruxelles e sempre in quell'anno in primavera sue opere appaiono al Salo des Indépendants a Parigi e A.Aurier scrive un buon articolo su di lui che appare sul Mercure de France. In maggio lascia Saint-Rémy prima per Parigi, dove resta tre soli giorni, poi per Auvers sur Oise. Vive in albergo ma è assistito, come medico, dal dottor Paul Ferdinand Gachet amico di alcuni pittori impressionisti e collezionista. Dipinge paesaggi e qualche ritratto. Il 27 Luglio 1890 "in tutta lucidità" come scriverà Emile Bernard a Aurier si spara al petto. Resta in vita senza perdere conoscenza e senza lamenti sino alla sera del 29 Luglio. Il fratello Theo che ha assistito alla sua agonia non gli sopravvive, si ammala gravemente dando segni di squilibrio e muore il 25 Gennaio 1891.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Per chi volesse approfondire quest'artista riportiamo di seguito i luoghi e le date dove poterlo vedere:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;dal 27.11.2008&lt;br /&gt;Maestros Modernos del Dibujo Museo Thyssen-Bornemisza, Madrid &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;dal 21.9.2008&lt;br /&gt;Van Gogh at Night MoMA - Museum of Modern Art, New York City, NY &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;dal 14.3.2008&lt;br /&gt;Turner to Monet National Gallery of Australia, Canberra, ACT &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;dal 15.2.2008&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Monet to Dalí Frist Center for the Visual Arts, Nashville, TN &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 27.4.2008&lt;br /&gt;Modern Masters from the Guggenheim Collection Guggenheim Hermitage Museum, Las Vegas, NV &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 18.4.2008&lt;br /&gt;From Russia: French and Russian Master Paintings 1870–1925 from Moscow and St Petersburg Royal Academy of Arts, London (England) &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 24.2.2008&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Paula Modersohn-Becker und die Kunst in Paris um 1900 Kunsthalle Bremen, Bremen &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 24.2.2008&lt;/div&gt;&lt;div&gt;All for Art! Our Great Private Collectors Share Their Works The Montreal Museum of Fine Arts - Musée des beaux-arts de Montréal, Montreal, Quebec&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-298518251183952106?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/298518251183952106/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=298518251183952106' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/298518251183952106'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/298518251183952106'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2008/02/i-maestri-dell800-vincent-van-gogh.html' title='I maestri dell&apos;800: Vincent van Gogh'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/R6RdoJo9D0I/AAAAAAAAAVg/tyM2pznDyR8/s72-c/van_gogh-girasoli-big.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-4171606047275607462</id><published>2008-01-12T13:06:00.000+01:00</published><updated>2008-01-12T13:14:16.677+01:00</updated><title type='text'>Pillole d'Arte: Franco Bemporad</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/R4it1cetFSI/AAAAAAAAAUw/awY47tNwM2E/s1600-h/new_42443092ad592.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5154560907215181090" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/R4it1cetFSI/AAAAAAAAAUw/awY47tNwM2E/s320/new_42443092ad592.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/R4it-cetFTI/AAAAAAAAAU4/ql5MWkwRuz8/s1600-h/Bemporad%252068%2520Struttura%2520oro%25201961.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5154561061834003762" style="CURSOR: hand" height="249" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/R4it-cetFTI/AAAAAAAAAU4/ql5MWkwRuz8/s320/Bemporad%252068%2520Struttura%2520oro%25201961.jpg" width="206" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Franco Bemporad nasce a Firenze nel 1926, da una ricca famiglia di industriali tessili. Iscrittosi alla facoltà di medicina abbandona gli studi per dedicarsi al cinema. Trasferitosi a Roma all’inizio degli anni ’50, scrive la sceneggiatura di "La donna del giorno" insieme a Cesare Zavattini per la regia di Francesco Maselli. Parallelamente entra in contatto con Alberto Burri, che influenzerà la sua decisione di dedicarsi alla pittura. E’ tra i firmatari del Movimento Nucleare insieme tra gli altri a Klein, Manzoni e Jorn. Nel 1957 espone alla mostra dell’Arte Nucleare alla Galleria San Fedele di Milano, città nella quale si era nel frattempo trasferito. Nel 1958 espone alla Galerie Iris Clert di Parigi con un saggio di Tapiè. Nel 1960 Franco Russoli presenta in catalogo la sua prima personale alla Galleria del Milione di Milano. Risale all’anno successivo l’adesione al gruppo "Continuità" insieme a Fontana, Dorazio, Dangelo, Novelli, Perilli, Arnaldo e Giò Pomodoro, Tancredi e Turcato, con i quali espone in Italia e all’estero (New York 1961, San Francisco 1961, Parigi 1961, Pittsburg 1961, Bochum 1962, Trier 1963, Parigi 1963). E’ datata 1966 la partecipazione alla XXXIII Biennale di Venezia. Negli anni settanta intesse un proficuo rapporto espositivo con il Salone Annunciata di Milano (1971, 1974, 1979). La personale alla Galleria del Naviglio di Milano è del 1989, anno della sua scomparsa. Nel 1998 le sue opere sono esposte alla mostra Art Nucleare a cura di Martina Corgnati a Palazzo Sertoli a Sondrio; nel 2002 lo Studio Gariboldi a Milano lo inserisce nella collettiva Ricognizione sugli Anni Cinquanta parte quinta; nel 2003 alla Galleria d’Arte Bergamo di Bergamo sono esposti dipinti nel contesto di Art Nuclèaire. Nel 2005, infine, ad Artefiera Bologna Montrasio Arte gli dedica una personale con testi in catalogo di Astrologo e Montrasio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-4171606047275607462?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/4171606047275607462/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=4171606047275607462' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/4171606047275607462'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/4171606047275607462'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2008/01/pillole-darte-franco-bemporad.html' title='Pillole d&apos;Arte: Franco Bemporad'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/R4it1cetFSI/AAAAAAAAAUw/awY47tNwM2E/s72-c/new_42443092ad592.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-5285364273101293751</id><published>2008-01-12T13:03:00.000+01:00</published><updated>2008-01-12T13:06:05.990+01:00</updated><title type='text'>Pillole d'Arte</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/R4is88etFRI/AAAAAAAAAUo/aYbm8yqa3uI/s1600-h/pillola_abortiva.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5154559936552572178" style="WIDTH: 384px; 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CURSOR: hand; HEIGHT: 136px" height="151" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/R3_XLcetFPI/AAAAAAAAAUY/7zwkuDcAWbE/s320/femmes_tahiti.jpg" width="229" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/R3_XXMetFQI/AAAAAAAAAUg/PodLK4L5Bd0/s1600-h/gauguin_paul_una_fattoria_in_bretagna.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5152073292222108930" style="WIDTH: 187px; CURSOR: hand; HEIGHT: 136px" height="145" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/R3_XXMetFQI/AAAAAAAAAUg/PodLK4L5Bd0/s320/gauguin_paul_una_fattoria_in_bretagna.jpg" width="210" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Paul Gauguin, pittore post-impressionista francese, nasce a Parigi il 7 Giugno 1848. Dopo un anno la sua famiglia si trasferisce a Lima, in Perù dove trascorse la sua prima infanzia. Tornato in patria, studia prima ad Orléans e poi in collegio a Parigi. Innamorato del mare, a soli 17 anni Paul Gauguin, si imbarca come cadetto su un mercantile diretto in Sudamerica, partecipando in seguito alla guerra franco-prussiana del 1870 come marinaio sulla corvetta "Jerome Napoleon". Nel 1871 Paul Gauguin torna a Parigi, si impiega presso un agente di cambio e l'anno dopo si sposa con una ragazza danese diventando un agiato borghese che colleziona quadri, ama dipingere e studia pittura all'Accademia Colarossi di Parigi. Paul Gauguin che incontra e frequenta i pittori Camille Pissarro, Paul Cézane e Edgar Degas, nel 1876 espone il suo primo quadro. Paul Gauguin, che continua a dipingere con passione, espone le sue opere nelle mostre collettive che gli impressionisti tengono dal 1879 al 1886, elaborando uno stile che però si distacca da quello degli Impressionisti stessi, uno stile che evolverà in colori violenti e verrà chiamato post-impressionismo. Licenziato dalla ditta presso la quale lavora, in crisi per un crack di Borsa, nel 1883 Paul Gauguin di trova senza uno stipendio, con una famiglia che si è andata facendo via via più pesante (cinque figli). Paul Gauguin, che aspira ad un mondo puro ed incontaminato, si convince sempre più della opportunità di allontanarsi dalla vita borghese di città, ma la moglie non condivide i suoi sogni e torna in Danimarca coi figli. Gauguin segue la famiglia in Danimarca, ma dopo un breve tentativo di adattamento, ritorna in Francia, mantenendo solo rapporti epistolari con la famiglia. Nel 1885 si stabilisce in Bretagna, a Pont-Aven, diventando il capofila di una nuova corrente artistica chiamata «scuola di Pont-Aven» da lui definita «sintetista», stabilendone i canoni con l'amico Emile Bernard. Con questa nuova corrente Paul Gauguin ricerca una forma essenziale attraverso la semplificazione delle forme e l'eliminazione dei dettagli. Insoddisfatto ed alla ricerca di un mondo vergine e autentico, nel 1887 Paul Gauguin si imbarca per Panama e visita la Martinica, ma i soldi finiscono subito ed a Novembre è costretto a tornare in Francia dove espone i suoi lavori nella galleria di Theo Van Gogh, ma i colori accesi e violenti dei suoi quadri hanno poco successo. Ad Arles, nell'estate dell'anno dopo , Paul Gauguin è ospite di Vincent Van Gogh, ma presto i due artisti, che hanno visioni diverse sulla pittura, si scontrano in una furiosa lite, dopo la quale Gauguin spaventato torna a Parigi e Van Gogh si taglia un orecchio. Paul Gauguin continua sulla strada del "sintetismo", alla base della quale si può ravvisare l'influsso delle stampe giapponesi, il primitivismo espressivo della scultura bretone ed colore piatto e frammentato delle vetrate gotiche. Affascinato e pieno di nostalgia per le selvagge terre d'oltremare, Paul Gauguin organizza mostre per finanziarsi un nuovo viaggio. Nel 1891 Paul Gauguin raggiunge Tahiti, dove, oltre che dipingere, inizia a scrivere un racconto autobiografico "Noa Noa". Due anni dopo, una malattia agli occhi, la solitudine ed anche la mancanza di denaro lo costringono a far ritorno a Parigi insieme alla sua compagna giavanese, Anna. Dal viaggio riporta molti dipinti originali che tenta di vendere, sempre con scarso successo. Una inaspettata eredità è il colpo di fortuna che permette a Paul Gauguin di tornare nel 1895 nei mari del Sud. Gli ultimi anni di vita di Paul Gauguin sono funestati dalla morte della figlia Arline e dalle malattie che, nel pesante clima tropicale, lo colpiscono. Il pittore, già debilitato dall'alcool e da una grave forma cardiaca, contrae la sifilide e, nel 1898, tenta il suicidio. Gauguin, che entra ed esce dagli ospedali si trasferisce nelle Isole Marchesi, ma sognando di tornare in patria, muore ad Atuona, Hiva Oa il 18 Maggio 1903. Il suo ultimo quadro rappresentava un paesaggio innevato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Per chi volesse approfondire quest'artista riportiamo di seguito i luoghi e le date in cui poterlo vedere:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;fino al 8.3.2008&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Impressionist and Modern Masters Colorado Springs Fine Arts Center, Colorado Springs, CO &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 24.2.2008&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Paula Modersohn-Becker und die Kunst in Paris um 1900 Kunsthalle Bremen, Brema &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 24.2.2008&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Paris leuchtet Städtische Galerie Delmenhorst, Delmenhorst &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 13.1.2008&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Wien-Paris - Van Gogh, Cézanne und Österreichs Moderne Österreichische Galerie Belvedere, Vienna &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 13.1.2008&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Impressionist and Modern Masters from The Cleveland Museum of Art The Cleveland Museum of Art, Cleveland, OH &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 6.1.2008&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Die andere Sammlung. Hommage an Hildy und Ernst Beyeler Foundation Beyeler, Riehen &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 6.1.2008&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Bonjour Russland - Französische und Russische Meisterwerke von 1870–1925 Stiftung Museum Kunst Palast, Düsseldorf&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-5542728935033642889?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/5542728935033642889/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=5542728935033642889' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/5542728935033642889'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/5542728935033642889'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2008/01/i-maestri-dell800-paul-gauguin.html' title='I maestri dell&apos;800: Paul Gauguin'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/R3_XLcetFPI/AAAAAAAAAUY/7zwkuDcAWbE/s72-c/femmes_tahiti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-6406078871431733174</id><published>2008-01-01T19:15:00.000+01:00</published><updated>2008-01-01T19:19:19.449+01:00</updated><title type='text'>Genialità familiare, i fratelli Bueno</title><content type='html'>&lt;div&gt; &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/R3qDzcetFOI/AAAAAAAAAUQ/a8ph6r0n8QA/s1600-h/BUENO%2520X_%252040x30.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5150574043693126882" style="WIDTH: 192px; CURSOR: hand; HEIGHT: 246px" height="192" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/R3qDzcetFOI/AAAAAAAAAUQ/a8ph6r0n8QA/s320/BUENO%2520X_%252040x30.jpg" width="192" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/R3qDqsetFNI/AAAAAAAAAUI/fmbzvldpT4Q/s1600-h/0125.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5150573893369271506" style="CURSOR: hand" height="199" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/R3qDqsetFNI/AAAAAAAAAUI/fmbzvldpT4Q/s320/0125.jpg" width="178" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Antonio Bueno nasce a Berlino il 21 luglio 1918 e muore a Fiesole il 26 settembre del 1984. Figlio di genitori spagnoli, compie i suoi studi a Madrid, successivamente frequenta l’Accademia di Belle Arti a Ginevra ed Ecole des Beaux-Arts di Parigi come allievo di Bianchet prima e di Guerain poi. Nel 1939 si trasferisce in Italia a Firenze con il fratello Xavier.Dopo varie esperienze giovanili e con varie sperimentazioni svolte dal 1949 al 1953 nell’ambito della rivista d’Avanguardia Numero diviene assertore di una pittura neofigurativa tendente al recupero di alcune componenti della scuola metafisica italiana. Nel 1952 ha luogo la sua prima mostra personale alla Bussola di Torino. Seguono svariate mostre personali:nel 1953 alla Galleria Numero di Firenze, al Cavallino di Venezia, alla Barbaroux di Milano; nel 1954 una personale alla Vigna Nuova di Firenze. Nel 1956 espone alla Biennale di Venezia e l’anno successivo compie un lungo viaggio di studi e ricerche negli stati Uniti dove vengono allestite anche delle mostre personali a New York e a Los Angeles. Nel 1961 effettua una importante mostra anche a Londra. Nel 1968 ha luogo la sua prima personale alla Biennale di Venezia alla quale seguono i ripetuti inviti alla Quadriennale di Roma, Premio Marzotto e Premio Fiorino. E’ successivamente presente alla mostra della Giovane pittura italiana, alla mostra Espana Libre, al Festival des Arts Plastiques di Sopot, allo Italian Festival di San Francisco e alla Mostra “Atti Impuri” del gruppo 70 a Pechino. Nel 1962 firma il primo manifesto di Nuova Figurazione. Nel 1963 a Palazzo Strozzi di Firenze è presente all’esposizione di questa nuova tendenza. Partecipa a Palermo ed a Reggio Emilia agli Incontri del Gruppo 63 ed è tra i fondatori del gruppo fiorentino nel 1970.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Xavier Bueno, nasce a Vera de Bidasoa (Spagna) nel 1915, e scomparve a Fiesole (Fi) il 17 luglio del 1979. Frequenta dapprima l'Accademia di S. Fernando a Madrid e quindi prosegue gli studi a: Ginevra, dove esordisce nel 1937 con una personale, esponendo opere caratterizzate da un forte Realismo spagnolo; ed a La Grand Caumiere di Parigi, allievo di Diase Blanquet. Negli anni Quaranta insieme al fratello Antonio, a Sciltian e Annigoni partecipa al gruppo Pittori Moderni della Realtà. La sua pittura si caratterizza, dagli anni Cinquanta in poi, per un Realismo di forte contenuto sociale a volte con accenti patetici. Scrive Salvatore Quasimodo: "Un'attenzione particolare meritano le nature morte di Bueno sollevate nello spazio senza fondo, in cui gli spessori sono creati dal ritmo degli oggetti, sottratti ad una assenza metafisica". I soggetti maggiormente presi in considerazione sono rappresentati da immagini sofferenti e malinconiche di donne e bambini. La sua opera si ispira ai dipinti di Goya e di Delacroix. Utilizzò tecniche tradizionali, tecnica mista di olio e sabbia su tela. Tra le tele più note ricordiamo "Il guerrigliero morto". Personali: Galleria Il Vaglia a Firenze, Rotta di Genova. Il Vertice di Milano, La Bussola di Torino, Museo di Piacenza.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-6406078871431733174?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/6406078871431733174/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=6406078871431733174' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/6406078871431733174'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/6406078871431733174'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2008/01/genialit-familiare-i-fratelli-bueno.html' title='Genialità familiare, i fratelli Bueno'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/R3qDzcetFOI/AAAAAAAAAUQ/a8ph6r0n8QA/s72-c/BUENO%2520X_%252040x30.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-7844626971347396144</id><published>2007-12-09T23:06:00.000+01:00</published><updated>2007-12-09T23:13:21.154+01:00</updated><title type='text'>I maestri dell'800: Edouard Manet</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/R1xoDkggY7I/AAAAAAAAAT4/DDY1zTcfsEk/s1600-h/191B1814.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5142099285099176882" style="CURSOR: hand" height="246" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/R1xoDkggY7I/AAAAAAAAAT4/DDY1zTcfsEk/s320/191B1814.jpg" width="168" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/R1xoMUggY8I/AAAAAAAAAUA/mGqat8r2N_A/s1600-h/manet-edouard-bar-in-folies-bergere-2601747.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5142099435423032258" style="WIDTH: 209px; CURSOR: hand; HEIGHT: 158px" height="111" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/R1xoMUggY8I/AAAAAAAAAUA/mGqat8r2N_A/s320/manet-edouard-bar-in-folies-bergere-2601747.jpg" width="209" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Edouard Manet, nasce a Parigi il 23 gennaio 1832 in una famiglia della ricca borghesia parigina, (il padre era Giudice, la madre era figlia di un Diplomatico). Destinato a seguire la professione paterna , iscritto al Collège Rollin nel 1839, Edouard si rivela uno studente svogliato, affascinato più dalla pittura che da qualsiasi altra materia. Poichè il padre si oppone fermamente a che il figlio intraprenda la carriera artistica, disdicevole per la sua classe sociale, Edouard Manet tenta la carriera navale, senza però riuscire a superare l'esame d'ammissione all'Accademia. Nonostante la bocciatura, il forte desiderio di indipendenza ed il carattere ribelle, spingono Edouard Manet ad arruolarsi sedicenne come mozzo su un mercantile, salpando con una nave diretta a Rio de Janeiro. Al ritorno dall'esperienza marinara, Edouard Manet, obbligato da padre a scegliere fra École des Beaux-Arts e lo studio del ritrattista e pittore storico Thomas Couture, noto esponente della scuola classicista, accetta, suo malgrado, la seconda soluzione. Durante i sei anni successivi Manet contesta il maestro per i soggetti proposti, ma assimila ogni lezione circa la tecnica pittorica di stile tradizionale approfondendo la conoscenza dei capolavori del passato. Il desiderio di Edouard Manet è affermarsi nel mondo artistico ufficiale, quello del Salon e, quasi ogni anno presenta alcune sue opere alla giuria, qualche volta accettate e qualche volta respinte. Nel 1861 Manet partecipa per la prima volta al Salon, ottenendo buone critiche, ma le opere presentate in seguito verranno criticate aspramente. Nel 1863 realizza ed espone al Salon des Refusés, il nuovo spazio espositivo che Napoleone III aveva messo a disposizione agli artisti respinti dal Salone ufficiale, "Le déjeuner sur l'herbe", suscitando grande scandalo per la provocatoria raffigurazione di una donna nuda accanto a due uomini vestiti di tutto punto. A Parigi Edouard Manet frequenta l'ambiente degli artisti che si riuniscono al Café Guerbois e alla Nouvelle Athènes, gli Impressionisti. Anche se la critica ufficiale considera Manet un pittore impressionista, anzi, il padre dell'Impressionismo, lui stesso rifiuta questa collocazione e non partecipa mai alle esposizioni del gruppo. Nel 1865 Edouard Manet intraprende un viaggio che lo porta a vedere e studiare le opere pittoriche in Germania, in Italia, nei Paesi Bassi. e in Spagna dove si lascia influenzare particolarmente idalle opere di Frans Hals, Diego Velázquez e di Francisco Goya. Dopo questa esperienza Manet si appassiona a scene spesso spagnoleggianti ed ai ritratti, ripresi con ampie e vivaci pennellate. Ispirandosi alla Venere del Tiziano, Edouard Manet espone il nudo "L'Olimpia", occasione di un nuovo scandalo nei salotti parigini. Manet, che preferiva dipingere nel proprio studio, trascorse con Claude Monet ad Argenteuil l'estate del 1874, a dipingere "en plein air" sulla sua barca-atelier, guadagnando con la frequentazione del collega impressionista, toni più luminosi per la sua pittura. Anche le nature morte sono un cavallo di battaglia fra i soggetti dipinti da Manet e, negli anni della sua vita artistica, queste composizioni raggiungono una leggerezza e perfezione inarrivabili, come i ritratti e gli interni di cui riesce a rendere la precisa atmosfera. Edouard Manet muore a Parigi dopo lunga malattia il 30 aprile 1883 lasciando numerosi "imitatori", oltre ai 420 quadri a olio, numerosi acquerelli e pastelli.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Per chi volesse approfondire quest'artista riportiamo di seguito i luoghi e le date dove poterlo vedere:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;fino al 27.4.2008&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Modern Masters from the Guggenheim Collection Guggenheim Hermitage Museum, Las Vegas, NV &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 20.1.2008&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L´Impressionnisme, vu de France et d Amérique Musee de Grenoble, Grenoble &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 13.1.2008&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Impressionists by the Sea The Phillips Collection, Washington, DC &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 13.1.2008&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Inspiring Impressionism The High Museum of Art, Atlanta, GA&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-7844626971347396144?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/7844626971347396144/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=7844626971347396144' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/7844626971347396144'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/7844626971347396144'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2007/12/i-maestri-dell800-edouard-manet.html' title='I maestri dell&apos;800: Edouard Manet'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/R1xoDkggY7I/AAAAAAAAAT4/DDY1zTcfsEk/s72-c/191B1814.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-1656685144123516281</id><published>2007-11-24T18:31:00.000+01:00</published><updated>2007-11-24T18:36:37.746+01:00</updated><title type='text'>L'artista del "segno", Agostino Ferrari</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/R0hgzlWt7cI/AAAAAAAAATo/jbq0zolZO7o/s1600-h/agostino+ferrari.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5136461814333042114" style="WIDTH: 205px; CURSOR: hand; HEIGHT: 255px" height="264" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/R0hgzlWt7cI/AAAAAAAAATo/jbq0zolZO7o/s320/agostino+ferrari.jpg" width="218" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/R0hg7FWt7dI/AAAAAAAAATw/IK10QjPlHyw/s1600-h/ferrari.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5136461943182061010" style="WIDTH: 178px; CURSOR: hand; HEIGHT: 189px" height="194" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/R0hg7FWt7dI/AAAAAAAAATw/IK10QjPlHyw/s320/ferrari.jpg" width="188" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Agostino Ferrari nasce a Milano il 9 novembre 1938. Attratto dal mondo dell'arte sin dall'infanzia, nel 1959 inizia l'attività di pittore. Nel 1961 si inaugura la sua prima mostra personale alla galleria Pater di Milano con la presentazione di Giorgio Kaisserlian; importante è l'incontro con Angelo Verga, Ettore Sordini, Ugo La Pietra, Alberto Lùcia e Arturo Vermi, con il quale ha già un rapporto di amicizia. Questo incontro segna la nascita, nel 1962, dei gruppo del "Cenobio". Il gruppo, che ha vita breve, lascia una testimonianza importante nella poliedrica situazione milanese di quel periodo, ed è fondamentale per Ferrari in quanto inizia la sua ricerca sul segno che sarà il filo conduttore di tutta la sua opera. Nel 1963 il segno si tramuta in una vera e propria scrittura, una grafia policroma, dinamica. Nel biennio 1964-1965 compie due viaggi a New York che gli permettono di conoscere l'ambiente della pop art e artisti come Lichtenstein, Rauschenberg, Jasper Johns, Billy Apple ecc. In questo periodo dipinge i Labirinti. L'esperienza americana pur lontana dalla visione artistica di Ferrari, influisce sul segno, che assume via via un valore più plastico. Tra il 1966 e il 1967 inizia una serie di opere dal titolo Teatro del segno, nelle quali il segno si manifesta sotto forme diverse ma sempre come protagonista assoluto dell'opera e quasi contemporaneamente una serie dal titolo Forma Totale, nelle quali la ricerca dell'artista è di carattere plastico, come scrive anche Lucio Fontana. Nei primi anni Settanta Ferrari pone l'attenzione verso altri due elementi essenziali nella composizione artistica: colore e forma. Nel 1972 presenta le opere intitolate SegnoForma-Colore. Nel 1972 alla Galleria San Fermo e nel 1974 al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano Ferrari presenta l'organizzazione del Segno-Forma-Colore all'interno dello spazio di 20'000'000 di anni luce proposto da Vermi. Dal 1972 al 1975 egli cerca di determinare le relazioni psicologiche che hanno su di lui i colori. Questo lavoro lo porta a realizzare nel 1975 un'opera di grandi dimensioni: l'Autoritratto. Tra il 1976 e il 1978 realizza l'Alfabeto, gruppo di opere che rappresentano la sintesi di quanto contenuto nell'Autoritratto. Nel 1978 riemerge in Ferrari la voglia di esprimersi con il segno, in quanto è l'unico elemento ad avere una maggior "aderenza ai suoi stati d'animo". Realizza così i Giardini e i Ricordi, opere composte da segni giocosi, che sono il tentativo di dar vita ad una pittura non impegnata. Dopo tale esperienza nasce il desiderio di "rifondazione". Dagli anni Ottanta, il segno diviene protagonista incontrastato degli Eventi, opere nelle quali l'artista non usa le scritture per raccontare ma per "fermare" se stesso su un "simbolo di pagine tempo". Queste opere sono realizzate con la sabbia che gli permette di esprimere tutta la teatralità del segno. Sono opere nelle quali si legge tutta la liricità dell'artista. Nel 1995 partecipa alla serie di quattro mostre dedicate al gruppo del "Cenobio": a Palazzo Martinengo a Brescia, alla Galleria Peccolo di Livorno, all'Artestudio a Milano ed allo Studio Delise a Portogruaro. Nel 1996, presso la Galleria Lorenzelli a Milano, Ferrari presenta per la prima volta i Frammenti opere nelle quali la linearità del segno ha lasciato posto al caos, le forme si incontrano e si scontrano liberamente nello spazio della tela. Le ultime creazioni di Ferrari sono le Maternità. Questo è un tema assai importante per Ferrari che ritorna periodicamente con dialettiche formali diverse ma con contenuti costanti. Qui il rapporto fra una parte e il tutto di cui scriveva Fontana, è rappresentato da una parte centrale del quadro nella quale sono date tutte le informazioni come fosse una numerazione di ipotesi sistematica e con la parte esterna al centro dove le stesse informazioni assumono un valore prevalentemente plastico. Il lavoro attuale di Ferrari si incentra sulla realizzazione di opere alle quali l'autore dà il titolo di "Oltre la soglia", nelle quali una parte del quadro è dominato dal racconto segnico ed un'altra parte è rappresentata da una superficie nera sulla quale il racconto si annulla o si modifica. L'evidente passaggio di soglia fra un piano e l'altro chiarisce il titolo dell'opera stessa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-1656685144123516281?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/1656685144123516281/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=1656685144123516281' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/1656685144123516281'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/1656685144123516281'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2007/11/lartista-del-segno-agostino-ferrari.html' title='L&apos;artista del &quot;segno&quot;, Agostino Ferrari'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/R0hgzlWt7cI/AAAAAAAAATo/jbq0zolZO7o/s72-c/agostino+ferrari.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-1456144276626748821</id><published>2007-11-17T13:33:00.000+01:00</published><updated>2007-11-17T13:40:59.182+01:00</updated><title type='text'>I maestri dell'800: Georges-Pierre Seurat</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Rz7gm1Wt7bI/AAAAAAAAATg/0Yg-nZgATX0/s1600-h/300px-Georges_Seurat_019.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5133787583010958770" style="WIDTH: 179px; CURSOR: hand; HEIGHT: 204px" height="211" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Rz7gm1Wt7bI/AAAAAAAAATg/0Yg-nZgATX0/s320/300px-Georges_Seurat_019.jpg" width="186" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Rz7geVWt7aI/AAAAAAAAATY/kWFqXYo8WlQ/s1600-h/Seurat1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5133787436982070690" style="WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 134px" height="136" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Rz7geVWt7aI/AAAAAAAAATY/kWFqXYo8WlQ/s320/Seurat1.jpg" width="204" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Georges-Pierre Seurat nacque a Parigi in Francia il 2 dicembre 1859 da una famiglia agiata ma un considerata un po' originale. Il padre Antoine–Chrysostome aveva lasciato l'attività di avvocato precocemente per dedicarsi al giardinaggio ed a strane cerimonie religiose. Nel 1871 Seurat si rifugia con la famiglia a Fontainebleau per scappare all'insurrezione popolare passata alla storia con il nome di Comune di Parigi; finita la sommossa ritorna a Parigi. Nel 1875 si iscrive ad un istituto artistico, per essere poi ammesso all'Ecole des Beaux – Arts. Nel 1879 visita la quarta mostra degli Impressionisti e rimane colpito dai quadri di Claude Monet e Edgar Degas. Dopo alcuni mesi parte per la guerra; solo al ritorno, nel 1880, aprirà un proprio studio. Tra il 1881 ed il 1882 Seurat produsse un gran numero di studi che rappresentavano persone al lavoro ed alcuni ritratti tra cui uno viene accettato al Salon nel 1883. Nel 1884 il suo quadro Une baignade à Asnières venne respinto al Salon di Parigi (esposizione biennale che si teneva nella Parigi ottocentesca e i cui organizzatori controllavano l'intero settore artistico), ma riuscì egualmente ad esporlo al Salon des Indépendants; da allora non sottopose più alcun dipinto alla Commissione del Salon. Sempre in quegli anni Seurat conosce un altro pittore Paul Signac, un autodidatta cresciuto alla scuola degli impressionisti e co-fondatore del Salon des Indépendants. Nel 1886 espone all'ottava ed ultima mostra del Salon il quadro Una domenica pomeriggio nell'isola della Grande Jatte (o semplicemente la Grande Jatte): il dipinto fece scalpore ed i critici ne riconobbero l'importanza e così Seurat poté diventare un punto di riferimento del neo-impressionismo. Il pittore era famoso anche per il suo riserbo sia nel lavoro sia nella vita privata: infatti nel 1888 si innamorò di una sarta, Madeleine Knobloch, da cui nel 1890 ebbe un figlio, (Pierre–Georges), all'insaputa della famiglia di Seurat, infatti la famiglia ne verrà a conoscenza solo quanto il pittore sarà in punto di morte. Nel 1891 Seurat fu colpito da un'infezione alla gola e le sue condizioni peggiorarono in pochi giorni tanto che il 29 marzo morì all'età di soli 31 anni; venne seppellito nel cimitero parigino di Père Lachaise accanto al figlio morto sole due settimane dopo. Seurat è spesso associato agli impressionisti, ma in realtà lui si differenziò dalla loro concezione artistica; fu la figura guida del movimento post-impressionista ed il fondatore del Neo-impressionismo. Uno dei soggetti preferiti di Seurat erano le Marine. Molte sue vedute avevano una vaga somiglianza con le opere di Claude Monet. Ma mentre Monet come gli altri impressionisti eseguivano i loro quadri totalmente all'aperto, Seurat abbozzava solo uno schizzo all'aperto per poi dipingere la tela completamente nel suo studio. Un altro suo soggetto preferito erano le scene portuali. Di solito amava dipingere porti deserti, quasi ad echeggiare una costante malinconia. Il pittore si dedicò molto anche a realizzare gli schizzi, essenzialmente di due tipi: quelli che servivano da materiale preparatorio per grandi composizioni e quelli che erano di per se stessi opere d'arte. Questi ultimi venivano chiamati da Seurat "croquetons" (piccoli schizzi) che risalgono agli inizi della carriera ed erano realizzati su pannelli di legno (di solito coperchi di scatole di sigari). Nelle opere più tarde Seurat fu attratto dalle manifestazioni popolari e dagli spettacoli di Parigi, che gli permettono di applicare la tecnica divisionista anche alla luce artificiale. Gli diedero anche l'opportunità di raffigurare il movimento, rispondendo così ai critici che giudicavano le sue opere troppo statiche. Negli anni 1887-1888 realizzò alcuni disegni che ritraevano artisti di caffè-concerto, disegni da cui ebbero poi origine alcuni suoi dipinti. Per il tema del circo prese invece spunto dai manifesti di Jules Chéret diffusi in tutta Parigi. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Per chi volesse approfondire quest'artista riportiamo di seguito i luoghi e le date dove poterlo vedere:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;fino al 13.1.2008&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Wien-Paris - Van Gogh, Cézanne und Österreichs Moderne Österreichische Galerie Belvedere, Vienna&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 7.1.2008&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Georges Seurat - The Drawings MoMA - Museum of Modern Art, New York, NY&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-1456144276626748821?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/1456144276626748821/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=1456144276626748821' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/1456144276626748821'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/1456144276626748821'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2007/11/i-maestri-dell800-georges-pierre-seurat.html' title='I maestri dell&apos;800: Georges-Pierre Seurat'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Rz7gm1Wt7bI/AAAAAAAAATg/0Yg-nZgATX0/s72-c/300px-Georges_Seurat_019.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-1276688838915106638</id><published>2007-11-08T18:38:00.000+01:00</published><updated>2007-11-08T18:48:31.088+01:00</updated><title type='text'>VB 61 STILL DEATH! DARFUR STILL DEAF?</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RzNLgrOSXdI/AAAAAAAAATQ/Sw7353Bsos0/s1600-h/vanessa_beecroft_4.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5130527425235672530" style="CURSOR: hand" height="189" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RzNLgrOSXdI/AAAAAAAAATQ/Sw7353Bsos0/s320/vanessa_beecroft_4.jpg" width="399" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;em&gt;“Trenta donne sudanesi sono stese a terra sopra una tela bianca. Sono posate a faccia in giù, come corpi morti, ammassate una sull'altra. I loro occhi sono chiusi e i loro corpi immobili. Non c'è dialogo o suono. Il colore della pelle delle donne è scurito da trucco nero. Una larga pennellata orizzontale di pittura rossa percorre la tela e i corpi delle donne, evocando una performance pittorica dell'Azionismo Viennese (1960-1971). La pennellata percorre la tela e schizza al suolo. L'evento mima le dimostrazioni degli anni '70 di operai e studenti contro il governo e i capitalisti. La tela agisce sia come palcoscenico della performance sia come pittura. Diventa rappresentazione dei violenti massacri in corso in Africa, in particolare il genocidio in atto nella regione del Darfur, in Sudan. L'immagine cruda della performance presenta dal vivo ciò che è mostrato quotidianamente dalla tv ad un pubblico desensibilizzato. Enfatizza la necessità di capire la realtà, oltre lo spettacolo televisivo, e di comprendere il ruolo che l'occidente gioca in esso al di là del sensazionalismo della morte e della confusione della guerra”.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Vanessa Beecroft&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Vanessa Beecroft , nata a Genova nel 1969, è un'artista italiana di arte contemporanea. Vive a New York. È considerata una delle artiste più innovative e accreditate nel panorama contemporaneo internazionale. Di madre italiana e padre inglese, ha trascorso parte della sua infanzia a Malcesine (sul lago di Garda).Tornata a Genova, dopo aver frequentato il Liceo Artistico del capoluogo ligure ed essersi diplomata all'Accademia Ligustica di Belle Arti, si iscrive alla facoltà di Architettura, per poi trasferirsi all'Accademia di Belle Arti Palazzo di Brera, dove si diploma nel 1993. Attualmente vive a lavora a New York, che l'artista stessa definisce il primo paese in cui mi sono sentita casa. La scelta espressiva della Beecroft matura fin da giovanissima è stata quella di pensare e realizzare performance, utilizzando il corpo di giovani donne più o meno nude, questo straordinario materiale umano viene mosso secondo precise coreografie come su una scacchiera invisibile, con opportuni commenti musicali o con lo studiato variare delle luci. Ciascuna delle partecipanti deve attenersi con scrupolo a una serie di precise e inderogabili norme che l'artista impone prima di ciascuna azione, per comporre dei veri e propri “quadri viventi”, esposte in gallerie e musei di arte contemporanea. L'artista pone al centro della propria riflessione i temi dello sguardo, del desiderio e del volubile mondo della moda. Private di ogni possibilità di dialogo o di relazione, esse appaiono congelate al di là di un'invisibile barriera. Al tempo stesso il loro mutismo e il loro totale isolamento producono lo strano effetto di far rimbalzare lo sguardo di chi guarda su sé stesso, trovandosi in una situazione di disagio. La sua prima performance è stata tenuta presso la galleria di Luciano Inga Pin di Milano, durante il Salon Primo dell'Accademia di Belle Arti al Palazzo di Brera. Segnalata da Giacinto Di Pietrantonio, ha tenuto la sua prima mostra personale nel 1994 presso la Galleria Fac-Simile a Milano dove esponeva anche il suo compagno Miltos Manetas.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Per chi volesse approfondire quest'artista riportiamo di seguito i luoghi e le date dove poterla vedere:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;fino al 31.1.2008&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Les Fleurs du Mal ARCOS - Museo di Arte Contemporanea del Sannio, Benevento &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 12.1.2008&lt;/div&gt;&lt;div&gt;The Incomplete CAM - Chelsea Art Museum, New York, NY &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 7.1.2008&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Senso Unico P.S.1 Contemporary Art Center, Long Island &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 30.12.2007&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Collectors 1 - Collezione La Gaia Cesac - Centro Sperimentale per le Arti Contemporanee, Caraglio &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 30.12.2007&lt;/div&gt;&lt;div&gt;FACADES Krannert Art Museum, Champaign, IL &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 25.11.2007&lt;/div&gt;&lt;div&gt;FOTO.KUNST - Zeitgenössische Fotografie aus der Sammlung Essl Sammlung Essl - Kunsthaus, Klosterneuburg&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-1276688838915106638?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/1276688838915106638/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=1276688838915106638' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/1276688838915106638'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/1276688838915106638'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2007/11/vb-61-still-death-darfur-still-deaf.html' title='VB 61 STILL DEATH! DARFUR STILL DEAF?'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RzNLgrOSXdI/AAAAAAAAATQ/Sw7353Bsos0/s72-c/vanessa_beecroft_4.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-8181668001816727962</id><published>2007-10-25T18:34:00.000+01:00</published><updated>2007-10-25T18:42:07.418+01:00</updated><title type='text'>Dall'informale all'astratto, Arturo Carmassi</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RyDUxwZ19qI/AAAAAAAAATA/CEj9ojmbrC0/s1600-h/Carmassi.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5125330327219599010" style="WIDTH: 199px; CURSOR: hand; HEIGHT: 134px" height="157" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RyDUxwZ19qI/AAAAAAAAATA/CEj9ojmbrC0/s320/Carmassi.jpg" width="248" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RyDU6QZ19rI/AAAAAAAAATI/uLFL0thFxzk/s1600-h/carmassi_india.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5125330473248487090" style="WIDTH: 187px; CURSOR: hand; HEIGHT: 135px" height="157" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RyDU6QZ19rI/AAAAAAAAATI/uLFL0thFxzk/s320/carmassi_india.jpg" width="185" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Arturo Carmassi nasce il 2 luglio del 1925 a Lucca e già bambino con la famiglia si trasferisce a Torino dove studia e lavora fino al 1952. Segue dei corsi alla Scuola del paesaggio Fontanesi e all’Accademia Albertina, fin da subito entrando in contatto con la cultura e l’ambiente artistico intorno a lui. Influenzato dal cubismo, visita alcune città d’Europa tra le quali Zurigo, Berna, Parigi dove lavora per un periodo prima di trasferirsi a Milano. Confrontandosi con la tradizione delle Avanguardie Storiche, Carmassi ben presto si distinguerà per un fare artistico autonomo. Dalla fine degli anni ’40 l’artista espone con delle personali in alcune gallerie torinesi con buon esito da parte della critica che gli favorirà l’incontro successivo con alcune delle più grandi espressioni artistiche di allora (vedasi la partecipazione alla Mostra Internazionale dell’Art Club e a Pittori d’oggi. Incontri Italia-Francia, organizzate da Luigi Carluccio). All’inizio del decennio seguente risale l’incontro, trasformatosi in un saldo rapporto di lavoro – diventando suo mercante – e di solida, stretta amicizia, con Gino Ghiringhelli della galleria Il Milione. Dal 1952 si sposta nel culturalmente florido capoluogo lombardo, lavorando in Brera; nello stesso anno partecipa alla XXVI Biennale Internazionale d’Arte a Venezia. Gli Anni ’50 fervono di notevoli impegni per il giovane artista che miete ripetuti successi in personali e collettive in gallerie private e pubbliche in Italia (vince il Premio Nazionale di Pittura Golfo della Spezia tiene la sua prima personale al Milione, poi a Roma, La Medusa,Venezia) e fuori (Svizzera, Germania) fino al continente americano (San Paolo, Brasile- New York). Dal 1955 al 1965 Carmassi si dedica con particolare interesse alla scultura, realizzando opere di grandi dimensioni che pervaderanno con la loro imponenza una sala personale alla Biennale di Venezia del 1962. Dalla seconda metà del decennio si assiste nella personale espressione artistica dell’artista di un’”astrazione informale” ad un cambiamento di rotta volto alla riappropriazione della “raffigurazione”, della rappresentazione del paesaggio e della figura, che coincidono con il ritiro nella campagna toscana, tra Firenze, Pisa e Lucca, a Torre di Fucecchio dove vive attualmente. Questo nuovo linguaggio artistico, pervaso da connotazioni simboliche confermanti certi rapporti dell’artista col Surrealismo, trova espressione in una serie di lavori esposti nel 1969 e ‘72 presso la Galleria Trentadue di Milano. Nella seconda metà degli anni ’70 Carmassi manifesta un preponderante, dominante, interesse per la scultura oltre che per le tecniche della litografia e calcografia e attraverso importanti monografie (tra le quali quella di Giovanni Accame del 1980) in cui si presentano le sue diverse tecniche artistiche egli viene individuato come uno degli artisti degni di nota nel panorama della cultura internazionale,venendo chiamato ad esporre e presenziare ad incontri di cultura in Musei ed Istituti in Europa e America fin nei decenni successivi, di intensa attività. Nel 1986 l’Accademia di Francia a Roma dedica una mostra al Museo Immaginario di Carmassi in cui recenti lavori dell’artista condividono lo spazio con quelli di illustri artisti del passato (Dürer, Redon), contemporanei (De Chirico, Picasso, Kandinsky, Miro) e di culture africane, oceaniche. Nel 1992 e ‘94 espone a Firenze, alla Galleria Il Ponte, dipinti dei primi anni Cinquanta e Sessanta e lavori su carta dagli anni Settanta agli anni Novanta. Quest’ultimo decennio Carmassi, pur lavorando sulle ricerche degli anni recentemente precedenti, sottopone il proprio linguaggio espressivo ad una sorta di “semplificazione”, eliminando qualsiasi dato superfluo, con il riconfermarsi di un’opera estremamente “moderna”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-8181668001816727962?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/8181668001816727962/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=8181668001816727962' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/8181668001816727962'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/8181668001816727962'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2007/10/dallinformale-allastratto-arturo.html' title='Dall&apos;informale all&apos;astratto, Arturo Carmassi'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RyDUxwZ19qI/AAAAAAAAATA/CEj9ojmbrC0/s72-c/Carmassi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-3231010392471636187</id><published>2007-10-06T11:58:00.000+01:00</published><updated>2007-10-06T12:02:02.360+01:00</updated><title type='text'>I maestri dell'800: Pierre Auguste Renoir</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RwdqmjpOVHI/AAAAAAAAASw/VUDxeD1Sf9o/s1600-h/renoir004.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5118176712165577842" style="WIDTH: 175px; CURSOR: hand; HEIGHT: 227px" height="220" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RwdqmjpOVHI/AAAAAAAAASw/VUDxeD1Sf9o/s320/renoir004.jpg" width="189" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RwdquDpOVII/AAAAAAAAAS4/-Et8xftcGGA/s1600-h/luncheon-boating-party.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5118176841014596738" style="WIDTH: 205px; CURSOR: hand; HEIGHT: 141px" height="155" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RwdquDpOVII/AAAAAAAAAS4/-Et8xftcGGA/s320/luncheon-boating-party.jpg" width="236" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Renoir Pierre Auguste nasce nel 1841 da un modesto sarto di Limoges (Francia), sarà pittore ed incisore, ovvero uno dei più grandi coloristi francesi del XIX secolo. Per Renoir la pittura esprime la gioia di vivere o, per essere più precisi, la gioia di partecipare alla vita di tutto ciò che ci circonda e di apprezzare la bellezza al punto di sentire l'urgenza irrinunciabile di fissare sulla tela il ricordo di ogni percezione visiva; tutto ciò che esiste vive; tutto ciò che vive é bello; tutto ciò che é bello merita di essere dipinto. Renoir occupa un posto preponderante nell'ambito dell'impressionismo. Si devono a lui e a Monet i primi quadri dipinti secondo questa tecnica che si chiamerà «impressionista», nei quali la luce crea spazi vibranti e dove gli impulsi del sentimento generano una freschezza nuova. Ma, contrariamente a Monet, Renoir quasi non può concepire un quadro senza la presenza umana. Così, pur dedicandosi completamente al paesaggio è innanzitutto un pittore di figure e in special modo il pittore della donna. Dopo il trasferimento della famiglia a Parigi, il padre lo mette come apprendista in una bottega, dove egli si applica nella decorazione, dipingendo mazzetti di fiori, di piatti e tazze di porcellana. Grazie alla sua abilità, dopo pochi mesi dal suo arrivo, ha compiuto tali progressi che gli affidano i pezzi più delicati. Ma le ordinazioni si fanno sempre più rare, e la fabbrica che l'impiega, lo licenzia nel 1857. Promosso agli inizi del 1862 al concorso d'ammissione della Scuola Nazionale di Belle Arti, s'iscrive allo studio di Charles Gleyre. Sebbene sia studioso, i suoi professori lo giudicano indisciplinato, e gli rimproverano uno stile ardito, non abituale in quel luogo. Nell'autunno del 1862, Renoir fa amicizia con Alfred Sisley, Claude Monet e Frèdèric Bazille, nuovamente entrati nello studio di Gleyre; tutti e tre professano apertamente la loro ammirazione per i pittori anticonformisti dell'epoca. Ed è grazie a Monet che Renoir e i suoi nuovi amici guardano ciò che sta accadendo nel mondo dell'arte.. Il gruppo che dieci anni dopo costituirà il nucleo fondamentale degli impressionisti si trova riunito, quando Bazille, nel giro di qualche mese, presenta ai compagni Cézanne e Pissarro, che lavorano all'accademia svizzera. Con la chiusura dello studio di Gleyre nel gennaio del 1844 Renoir supera un ultimo esame per la Scuola di belle arti, e non vi rimette più piede. Nel Salone del 1864, Renoir è accettato e figura nel catalogo come allievo di Gleyre. In seguito, non avrà sempre questa possibilità anche se eviterà di inviare le tele più audaci. Se la sua arte ancora non volta le spalle alla tradizione, egli lascia già trasparire quella grazia venata di sensualità che impregnerà tutta la sua opera. Dal 1866, si fanno sentire gli accenti moderni, soprattutto visibili nei ritratti, ma essi sono più improntati verso il realismo di Courbet che all'esaltazione della luce dei pittori all'aperto. Per vederlo compiere il passo decisivo, bisogna aspettare l'anno 1869, quando, avendo raggiunto Monet a Bougival, esegue con quest'ultimo numerose versioni di una trattoria di campagna, "La Grenouillère" (collezione Reinhart, Winterthur). Come lui, egli analizza allora il fenomeno luminoso con occhi nuovi, impiegando nuovi procedimenti, come la soppressione dei dettagli e la frammentazione del tocco. Senza che i due pittori se ne rendano conto, il loro modo di interpretare la natura, abbandonando il contorno, dà il segnale al grande movimento che rivoluziona la pittura: l'impressionismo. Dopo qualche anno Renoir vive nella peggior miseria sostenendosi solo grazie alla generosità di qualche amico, soprattutto di Bazille, che godeva di una certa agiatezza. Dopo la guerra del 1870, Renoir incontra Paul Durand-Ruel che diventerà suo mercante, e il critico Thèodore Duret. Risale a quest'epoca il quadro "La rosa" (museo del Louvre, Parigi), che rappresenta una giovane donna, a seno nudo, che tiene in mano una rosa. Si può, per la prima volta, vedervi l'immagine che Renoir darà della donna: un corpo dalle forme piene, un viso rotondo con gli occhi stretti e a mandorla e un'aria di innocenza nell'atteggiamento. Nel 1874 partecipa alla prima mostra degli impressionisti, che si tiene al boulevard des Capucines. Le tele di Renoir sono, come quelle dei suoi amici, vivamente criticate, ma tuttavia esistono anche degli amatori. Il funzionario del ministero Victor Chocquet a cui farà il ritratto, poi l'editore Georges Charpentier, che gli compra un quadro e gli commissiona dei ritratti della famiglia ( "Madame Charpentier con i figli", esposto con successo al Salone del 1879; Metropolitan Museum, New York). Renoir dipinge durante questi anni le sue tele migliori. Queste esaltano la bellezza del corpo umano e l'armonia della natura, mettendo l'accento sulla gioia di vivere: "La loggia" (1874, Tate Gallery, Londra), "Il mulino della Gallette" e "L'altalena" (1876, museo Jeu de Paume, Parigi). Alcuni visi gli ispirano queste tavole luminose, nelle quali fa affiorare il fascino segreto della donna ( "La lettrice" 1875-76, museo Jeu de Paume, Parigi), dipinge "I canottieri a Chatou" (1879, National Gallery of Art, Washington), riflesso cangiante degli svaghi all'aria aperta sulla Senna. Ma ben presto Renoir interrompe per un certo tempo la sua ricerca impressionista, stimando di non poter andare oltre su questa strada. Questo ritorno alla tradizione classica si realizza nel corso di un viaggio in Italia (1881-82) dove, dopo Venezia, scopre a Roma gli affreschi di Raffaello e a Napoli la pittura pompeiana. Sentendo di non saper «né dipingere, né disegnare», si concentra sulla qualità del disegno, sulla raffigurazione dei dettagli per rendere più precisi i contorni delle forme, più netti i volumi. Una buona parte di ciò che costituiva il fascino del suo modo di dipingere viene abbandonato. I suoi toni diventano severi e la luce fredda, e la sua arte non è più animata dalla magia. Questo periodo è segnato da opere che non hanno ricevuto altra definizione che quella di «solide». Dopo aver partecipato alla settima manifestazione degli impressionisti nel 1882, l'anno seguente fa una mostra presso Durand-Ruel. Talvolta evade da Parigi per dipingere a Guernesey, o all'Estaque in compagnia di Cézanne. Non ha più preoccupazioni finanziarie grazie a Durand-Ruel che si accanisce nel diffondere le sue opere, così come quelle degli altri impressionisti, organizzando mostre a Parigi, Londra, Bruxelles, Vienna e New York. Allora nascono, nel ritrovato splendore, tele vivaci dove sono rese tutte le sottili dispersioni della luce. I raggi si impigliano alle forme, accentuano la pienezza e la freschezza delle carni, caricandole d'un potere di suggestione quasi magico "La dormiente" 1897, collezione privata. A partire dal 1912, il suo stato di salute peggiora, dipinge solo con grande difficoltà. La mano non può afferrare i pennelli e deve far ricorso all'aiuto di membri della famiglia per riuscire a fissarli alle dita. Tormentato dall'artrite e con le dita irrimediabilmente deformate, si faceva legare i pennelli ai polsi. Un amico che nel 1912 si era recato a visitarlo riferisce: "é sempre nelle stesse tristi condizioni, ma é sempre straordinario per la forza del carattere. Non può camminare e neppure alzarsi dalla poltrona e malgrado tutto, sempre lo stesso buon umore e la stessa felicità quando dipinge". La sua pittura afferra sempre con lo stesso slancio comunicativo i momenti più caldi della vita, prendendo a modelli i suoi familiari: la moglie, i figli Pierre, Jean e Claude, e anche la governante, che ritrae in diverse pose. Renoir si spegne il 3 dicembre 1919.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per chi fosse interessato a quest'artista riportiamo di seguito i luoghi e le date dove poterlo vedere: &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;dal 28.10.2007&lt;br /&gt;Auguste Renoir Von der Heydt Museum, Wuppertal &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;dal 21.10.2007&lt;br /&gt;Landscapes from the Age of Impressionism North Carolina Museum of Art, Raleigh, NC &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;dal 20.10.2007&lt;br /&gt;Impressionists by the Sea The Phillips Collection, Washington, DC &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 6.4.2008&lt;br /&gt;Monet bis Picasso - Die Sammlung Batliner Albertina, Vienna &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 6.1.2008&lt;br /&gt;From Dürer to Renoir: European Prints from the Harn Museum Collection Samuel P. Harn Museum of Art, Gainesville, FL &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 6.1.2008&lt;br /&gt;Bonjour Russland - Französische und Russische Meisterwerke von 1870–1925 Stiftung Museum Kunst Palast, Düsseldorf &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 4.1.2008&lt;br /&gt;Renoir Landscapes Philadelphia Museum of Art, Filadelfia, PA &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 1.12.2007&lt;br /&gt;A Gift for Santa Barbara - The Dwight and Winifred Vedder Collection Santa Barbara Museum of Art, Santa Barbara, CA &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 27.10.2007&lt;br /&gt;Auktion 25 Lehr - Auktionshaus und Galerie, Berlino &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 7.10.2007&lt;br /&gt;Französische Meisterwerke des 19. Jahrhunderts aus der Sammlung des Metropolitan Museum of Art New York zu Gast in Berli Neue Nationalgalerie, Berlino&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-3231010392471636187?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/3231010392471636187/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=3231010392471636187' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/3231010392471636187'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/3231010392471636187'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2007/10/i-maestri-dell800-pierre-auguste-renoir.html' title='I maestri dell&apos;800: Pierre Auguste Renoir'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RwdqmjpOVHI/AAAAAAAAASw/VUDxeD1Sf9o/s72-c/renoir004.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-8285261259960385351</id><published>2007-10-02T18:38:00.000+01:00</published><updated>2007-10-02T18:48:43.403+01:00</updated><title type='text'>Alberto Giacometti l'esistenzialista</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RwKD3DpOU_I/AAAAAAAAARw/cgAlAcD5FR8/s1600-h/Henri%2520Cartier%2520Bresson_Alberto%2520Giacometti_1961.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5116797108540560370" style="WIDTH: 163px; CURSOR: hand; HEIGHT: 238px" height="250" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RwKD3DpOU_I/AAAAAAAAARw/cgAlAcD5FR8/s320/Henri%2520Cartier%2520Bresson_Alberto%2520Giacometti_1961.jpg" width="174" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RwKEDTpOVAI/AAAAAAAAAR4/09zURDfgawc/s1600-h/piazza_1947-48_grande.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5116797318993957890" style="WIDTH: 218px; CURSOR: hand; HEIGHT: 78px" height="83" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RwKEDTpOVAI/AAAAAAAAAR4/09zURDfgawc/s320/piazza_1947-48_grande.jpg" width="223" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Alberto Giacometti nasce il 10 ottobre del 1901 a Borgonovo in Val Bregaglia, nella Svizzera italiana, da Giovanni Giacometti, pittore postimpressionista di buon talento, e da Annetta Stampa, primo di quattro figli insieme a Diego, che ne diventerà l’inseparabile collaboratore e modello, Ottilia e Bruno. Nel 1904 la famiglia si trasferisce nel vicino paese di Stampa, dove, a 12 anni, Alberto rivela una precoce vocazione artistica, coltivata sotto la guida del padre e del pittore fauve Cuno Amiet. Fra il 1920 e il 1921 viaggia in Italia, prima a Venezia e Padova, dove si entusiasma per Tintoretto e Giotto, e in seguito a Firenze, Assisi, Roma, Napoli, Paestum, Pompei, copiando dipinti, mosaici e sculture. Nel 1922 è a Parigi, dove frequenta i corsi di scultura e disegno di Antoine Bourdelle all’Académie de la Grande Chaumiére, esponendo anche le prime opere ispirate a Brancusi e, più ancora, al primitivismo dell’arte africana, egizia, messicana e cicladica, come le famose Plaques. Ma è dopo il 1929, quando entra in contatto con Max Ernst, Joan Mirò e gli ambienti del surrealismo, che Giacometti attira l’attenzione di critici e intellettuali con un gruppo di opere di ispirazione surrealista come Boule sospendue, esposta nel 1930 alla mostra con Arp e Mirò, o come La femme egorgée e Palais à quatre heures du matin nella cui onirica visionarietà si intrecciano violenza e ambiguo erotismo. Abbandonato nel 1935 il gruppo surrealista, Giacometti attraversa un lungo periodo di solitaria e tormentata ricerca scultorea che si conclude nel ’45, dopo la guerra - trascorsa a Ginevra insieme alla madre - con la creazione delle prime figure esili e allungate, sigla stilistica della sua opera più matura, esposte per la prima volta nel 1948 in un’importante mostra alla Pierre Matisse Gallery, accompagnata da un catalogo con il saggio di Jean Paul Sartre, La ricerca dell’assoluto, che fa dell’opera di Giacometti l’espressione artistica più genuina dell’esistenzialismo. Ma è il grande collezionista e mercante d’arte Aimé Maeght, che più di ogni altro ne farà conoscere l’opera nel corso degli anni ’50, quando Giacometti avvia una profonda e sofferta riconsiderazione critica dei modi della sua percezione visiva, raggiungendo una forza espressiva sempre più intensa e coinvolgente. In questi anni diviene un artista unico nel panorama internazionale, grazie alle sue sculture - come le Femmes de Venise, esposte alla Biennale di Venezia del ’56 - , ai suoi ossessivi ritratti pittorici - come quelli di Isaku Yanaihara - sempre più monocromatici , e ai suoi busti sempre più tormentati del fratello Diego, della moglie Annette, sposata nel ’49, di Caroline, la prostituta che ne diventa modella e amante, di Elie Lotar. Nasce in questi stessi anni, su impulso dell’amico ed editore Tériade, la serie delle 150 litografie di Paris sans fin, il libro pubblicato postumo nel 1969. La sua fama è ormai altissima quando nel 1964 nasce in Svizzera, fra grandi polemiche, la Fondazione Alberto Giacometti, dopo che anche Maeght aveva creato una propria Fondazione a Saint Paul de Vence in cui aveva riunito le opere dell’artista. E mentre si moltiplicano nel mondo le retrospettive dedicate alla sua opera, la sua salute comincia ad aggravarsi: nel ‘63 era stato operato a Parigi per un cancro allo stomaco. In questi stessi anni si erano fatti più intensi anche i rapporti di Alberto Giacometti con gli ambienti intellettuali e della critica d’arte milanesi, avviati fin dal ’57 grazie all’amicizia con lo scultore valtellinese Mario Negri e col medico e collezionista d’arte chiavennasco Serafino Corbetta. Ma Giacometti non riuscirà a vedere del tutto realizzati i progetti editoriali sulla sua opera avviati allora nell’ambiente milanese. Stremato dall’estenuante tour delle sue numerose mostre aperte nel mondo, alla fine del ’65 Giacometti lascia il suo studio parigino e decide di ricoverarsi all’ospedale di Coira, dove muore l’11 gennaio 1966 per un attacco cardiaco. E’ sepolto nel cimitero di Borgonovo-Stampa, in Val Bregaglia, accanto ai suoi familiari.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Per chi fosse interessato a quest'artista riportiamo di seguito i luoghi e le date dove poterlo vedere:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;fino al 3.8.2008&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;The Shape of Time Walker Art Center, Minneapolis, MN &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 6.4.2008&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Monet bis Picasso - Die Sammlung Batliner Albertina, Vienna &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 13.1.2008&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Japan und der Westen. Die erfüllte Leere Kunstmuseum Wolfsburg, Wolfsburg &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 6.1.2008&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Die andere Sammlung. Hommage an Hildy und Ernst Beyeler Foundation Beyeler, Riehen &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 18.11.2007&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Fleischeslust – oder die Lust an der Darstellung des Fleischlichen Bündner Kunstmuseum Chur, Chur &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 21.10.2007&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Swiss Made 2: Präzision und Wahnsinn. Schweizer Kunst von Hodler bis Hirschhorn Kunstmuseum Wolfsburg, Wolfsburg &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 7.10.2007&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Guggenheim Collection: 1940s to Now NGV - National Gallery of Victoria, Melbourne, VIC&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-8285261259960385351?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/8285261259960385351/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=8285261259960385351' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/8285261259960385351'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/8285261259960385351'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2007/10/alberto-giacometti-lesistenzialista.html' title='Alberto Giacometti l&apos;esistenzialista'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RwKD3DpOU_I/AAAAAAAAARw/cgAlAcD5FR8/s72-c/Henri%2520Cartier%2520Bresson_Alberto%2520Giacometti_1961.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-4491838389967044957</id><published>2007-09-24T17:31:00.000+01:00</published><updated>2007-09-24T17:37:27.460+01:00</updated><title type='text'>Il respiro della materia, Vasco Bendini</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RvfnTjpOU9I/AAAAAAAAARg/Uvb5ii_yjQo/s1600-h/bendini3.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5113810225074164690" style="WIDTH: 189px; CURSOR: hand; HEIGHT: 179px" height="195" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RvfnTjpOU9I/AAAAAAAAARg/Uvb5ii_yjQo/s320/bendini3.jpg" width="223" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RvfncDpOU-I/AAAAAAAAARo/aMuX1blPqQU/s1600-h/bendiniwork5.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5113810371103052770" style="WIDTH: 195px; CURSOR: hand; HEIGHT: 179px" height="185" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RvfncDpOU-I/AAAAAAAAARo/aMuX1blPqQU/s320/bendiniwork5.jpg" width="187" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;em&gt;“Ho avuto la forza o, forse, la fortuna di non cedere a nessun patteggiamento ricattatorio. Ho cominciato a rispondere a tutte le mie esigenze più segrete, sapendo di dover rinunciare a vantaggi economici. Forse molti ridono di ciò, e forse molti dubitano, ma io credo che se si vuole essere liberi in un contesto sociale, e imparare a coesistere con il diverso, non si può fare altro che assumere un comportamento simile”&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Vasco Bendini&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Vasco Bendini nasce a Bologna nel 1922. Nel 1940 si iscrive alla Facoltà di Architettura di Firenze, per passare poi All'Accademia di Belle Arti di Bologna, ove ha per maestri Giorgio Morandi e Virgilio Guidi. Dopo l'esordio alla galleria Bergamini di Milano, introdotta da Guidi nel 1949, all'inizio degli anni Cinquanta ha inizio la sua attività espositiva matura, con le personali alla galleria La Torre di Firenze, 1953, alla galleria del Milione, Milano, 1956 e 1958, alla Saletta di Modena, 1956, all'Attico di Roma, 1959, 1961, 1963, all'Apollinaire di Milano, 1961, alla Mc Roberts &amp;amp; Tunnard, Londra, 1963, e la prima presenza, nel 1956, alla XXVIII Biennale di Venezia. Contemporaneamente, partecipa a importanti mostre collettive, come Giovani Artisti Italiani alla Permanente, Milano, e Nuove tendenze dell'arte italiana, alla Roma - New York Art Foundation, Roma, 1958; Possibilità di relazione all'Attico, Roma, 1960, Mostra della critica italiana, Milano, 1961, Nuove Prospettive della Pittura Italiana, Palazzo Re Enzo, Bologna, 1962, L'Informale in Italia fino al 1957, Livorno, 1963. Nel 1964 ha una sala personale alla XXXII Biennale di Venezia, cui ne seguirà una alla XXXVI Biennale, 1972. Nel 1968 si tiene la prima mostra antologica all'InArch, Palazzo Taverna, Roma. Nel 1972 gli viene dedicata una sala personale in seno alla mostra La Ricerca Estetica dal '60 al '70, X Quadriennale Nazionale d'Arte, Palazzo delle Esposizioni, Roma. Del 1973, anno del suo trasferimento a Roma, sono le grandi mostre all'Istituto di Storia dell'Arte dell'Università di Parma e alla Sala Comunale di Alessandria. Seguono quelle al Museo d'Arte Moderna di Saarbrucken, 1976, alla Galleria d'Arte Moderna di Bologna, 1978, alla Casa del Mantegna di Mantova, 1984, al Padiglione d'Arte Contemporanea di Milano e al Palazzo Forti di Verona, 1989, per culminare con la tripla mostra alla Galleria Civica di Modena, alla Galleria d'Arte Moderna di Bologna e alla Galleria Civica di Trento nel 1992. Negli stessi anni, tra le numerose mostre collettive si segnalano Arte in Italia I960 - 1977, Galleria Civica d'Arte Moderna, Torino, 1977. L'Informale in Italia, Galleria d'Arte Moderna, Bologna, 1983, Pittura e Realtà, Palazzo dei Diamanti, Ferrara, 1993. Del 1996 sono un'ampia personale alla Loggetta Lombardesca di Ravenna e la mostra dell'opera litografica all'Istituto Nazionale per la Grafica, Roma. Altre importanti antologiche si tengono nel 1998 al Museo Laboratorio di Arte Contemporanea, Università degli Studi La Sapienza, Roma; nel 1999 al Palazzo Sarcinelli di Conegliano e nel 2001 al Castello di Masnago, Varese. Nel 2000 è tra gli artisti scelti per la mostra Novecento, arte e storia in Italia, Scuderie Papali al Quirinale e Mercati di Traiano, Roma. Due sue opere sono state esposte alla mostra La pittura degli anni Cinquanta in Italia, tenuta presso la galleria d'Arte Moderna di Torino (maggio - giugno 2003), entrando a far parte delle acquisizioni permanenti presso la stessa Galleria torinese. Sempre nel 2003 si inaugurano un’ampia antologica al Museo di Lissone, a cura di Gualdoni, ed una personale al Museo Bocchi di Parma, a cura di Ivo Iori. Nell’autunno del 2005 opere recenti vengono presentate alla Galleria de’ Foscherari di Bologna. Nel 2006, a marzo, partecipa, con quattro opere dei primi anni Cinquanta, alla rassegna Dal Romanticismo all’Informale – omaggio a Francesco Arcangeli , a cura di Claudio Spadoni, presso la Loggetta Lombardesca di Ravenna; ad aprile si inaugura la personale presso l’associazione culturale Spaziosenzatitolo di Roma, con un saggio introduttivo di Massimo Arioli; nel giugno 2006 è invitato da Gabriele Simongini alla rassegna Astrattismo italiano 1910-1970 che si tiene a Chieti, al Museo Archeologico; a luglio è invitato, con opere degli anni Cinquanta, alla collettiva Una natura altra allestita da Sergio Troisi nel ex Convento del Carmine di Marsala. Nel settembre dello stesso anno sempre Gabriele Simongini cura l’antologica dal titolo L’immagine accolta, presentando opere che vanno dal 1951 al 2006 nella galleria romana Casa d’arte Ulisse. Al catalogo della mostra viene affiancato un saggio monografico di Edoardo Piersensini dal titolo Fra il nulla e l’infinito. Nell’ottobre del 2006 Giorgio Cortenova introduce in catalogo un’altra antologica, Il respiro della materia , che si tiene nella galleria La Giarina di Verona. Dal 1999 vive e lavora tra Parma e Roma.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-4491838389967044957?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/4491838389967044957/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=4491838389967044957' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/4491838389967044957'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/4491838389967044957'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2007/09/il-respiro-della-materia-vasco-bendini.html' title='Il respiro della materia, Vasco Bendini'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RvfnTjpOU9I/AAAAAAAAARg/Uvb5ii_yjQo/s72-c/bendini3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-6762541667286995738</id><published>2007-09-08T18:23:00.000+01:00</published><updated>2007-09-08T18:29:55.197+01:00</updated><title type='text'>I maestri dell'800: Henri de Toulouse-Lautrec</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RuLbplOOPWI/AAAAAAAAARY/-iQA-FwzDhg/s1600-h/henri_toulouse_lautrec_la_toilette.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5107886434804448610" style="WIDTH: 181px; CURSOR: hand; HEIGHT: 224px" height="189" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RuLbplOOPWI/AAAAAAAAARY/-iQA-FwzDhg/s320/henri_toulouse_lautrec_la_toilette.jpg" width="174" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RuLbhlOOPVI/AAAAAAAAARQ/iyAXuyC_qII/s1600-h/300px-Lautrec_at_the_moulin_rouge_1892.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5107886297365495122" style="WIDTH: 204px; CURSOR: hand; HEIGHT: 172px" height="169" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RuLbhlOOPVI/AAAAAAAAARQ/iyAXuyC_qII/s320/300px-Lautrec_at_the_moulin_rouge_1892.jpg" width="197" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Henri Marie Raymond de Toulouse-Lautrec nacque il 24 novembre del 1864 ad Albi, nel palazzo medioevale della famiglia, le cui origini nobili risalivano fino a Carlo Magno. Il padre, ozioso e appassionato di caccia, nel 1868 si separò dalla moglie a seguito della morte del fratello di Henri, di tre anni più giovane di lui. Nel 1872, Toulouse - Lautrec si trasferì con la madre a Parigi, dove frequentò il Lycée Fontanes e conobbe Maurice Joyant, l'amico della sua vita, che sarebbe divenuto anche il curatore della sua eredità, il suo primo biografo e che avrebbe fondato, ad Albi, il Museo Toulouse - Lautrec. Nel 1875, Lautrec a causa del suo cagionevole stato di salute, ritornò ad Albi dove la sua istruzione continuò ad opera della madre e di insegnanti privati. Egli soffriva di picnodisostosi, una malattia ossea di natura ereditaria, dovuta alla consanguineità dei genitori che erano, infatti, cugini di primo grado. A tredici anni, nel maggio del 1878, si ruppe il femore sinistro a seguito di una rovinosa caduta e l'anno successivo una nuova caduta nel letto di un torrente in secca gli procurò la rottura del femore destro. Le uniche cose che in quei momenti difficili gli davano consolazione erano il disegno e la pittura. Dopo aver ottenuto la maturità nel 1881, Lautrec si recò a Parigi da René Princetau, pittore di animali, sordomuto ed amico del padre, che, vista la bravura e il talento di Lautrec, l'anno successivo lo mandò dal noto artista francese Léon Bonnat che ebbe, e continuò ad avere anche dopo la morte di Lautrec, un giudizio negativo sul suo modo di disegnare. Nel settembre del 1882, Toulouse - Lautrec entrò nello studio di Fernand Cormon, dove frequentò Henri Rachou, Adolphe Albert, René Grenier e Louis Anquetin e conobbe Vincent Van Gogh, di cui divenne amico e il cui ritratto è una delle sue migliori prime opere. Nel 1884 si trasferì da amici a Montmartre luogo che fu un'inesauribile fonte di ispirazione e in cui aprì, nel 1886, un proprio atelier di pittore. Frequentò assiduamente cabaret, caffè e sin dalla sua fondazione, nel 1889, divenne ospite fisso del Moulin Rouge, al cui ingresso faceva mostra di sé la sua opera "Cavallerizza acrobata al circo Fernando", del 1888, e per il quale realizzò il "Ballo al Moulin Rouge", del 1892. Molti dei personaggi del cabaret, tra cui La Goulue, Yvette Guilbert, la ballerina Jane Avril, il proprietario di cabaret Aristide Bruant, Valentin le Désossé, furono resi immortali grazie ai quadri e ai manifesti di Lautrec. Nel 1884 ebbe luogo la prima esposizione a cui prese parte con alcune sue opere, a cui ne seguirono altre e nel 1893 realizzò la sua prima grande mostra individuale che vide giudizi positivi da parte della critica. Ammiratore di Cézanne, Renoir, Manet e in particoalr modo di Degas, Lautrec si interessò molto alla xilografia giapponese, di cui venne a conoscenza grazie a Van Gogh. Nel 1891, quando il Moulin Rouge gli commissionò la realizzazione di un manifesto pubblicitario che sarebbe stato affisso in tutta Parigi, iniziò per Lautrec un periodo di notorietà e di commissioni: produsse 31 manifesti, tra cui famosi quelli per Jane Avril, Aristide Bruant, la ballerina May Milton, il Divan Japonais e il Jardin de Paris. Viaggiò molto, visitando la Francia, l'Olanda, la Spagna, il Belgio, l'Inghilterra: realizzò, però, pochissimi paesaggi: non nutriva particolare interesse per la pittura paesaggistica, prediligendo le figure umane. Autore, nei vent'anni di attività, di 600 dipinti, 350 litografie, 31 manifesti e 9 incisioni, Lautrec è universalmente riconosciuto come uno dei più geniali grafici della storia dell'arte, soprattutto nella litografia a colori. Intorno al 1890, Lautrec ebbe l'incarico di dipingere il salotto della casa chiusa di Rue de Moulins, la migliore di Parigi, e pertanto si trasferì lì, vivendo in quegli ambienti considerati malfamati ma che egli trovava ricchi di vita ed accoglienti. Fra il 1892 e il 1895 Toulouse-Lautrec dedicò moltissimi quadri e disegni alle case chiuse parigine e alla vita quotidiana che in esse si svolgeva, colta negli aspetti più particolari e segreti. Interessato al teatro, al circo, all'ippica e all'automobilismo, da cui traeva motivi ed ispirazioni per le sue opere, Lautrec, anche a causa della sua vita smodata e senza soste, iniziò ad avere i primi effetti dannosi per la sua salute. Bevitore di alcol, dal 1897 in poi fu sempre più colto da depressioni, manie di persecuzione, nevrosi, irascibilità, fino ad essere ricoverato, all'inizio del 1899, in una clinica neurologica. Uscitone dopo qualche mese, riprese soprattutto a dipingere, realizzando, tra le altre, "Miss Dolly, l'inglesina dello Star a Le Havre", "La modista", "Al Rat Mort". Riprese a bere e l'unica cosa che gli desse conforto era il lavoro: realizzò altri manifesti e quadri, tra cui una serie di dipinti per l'opera teatrale "Messalina", fino a quando, nell'estate del 1901, fu colpito da un colpo apoplettico che gli procurò una semiparalisi. Morì, trentasettenne, il 9 settembre del 1901, assistito dalla madre e dal suo amico Paul Viad.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Per chi volesse approfondire quest'artista riportiamo di seguito i luoghi e le date dove poterlo vedere:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;fino al 7.10.2007&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Französische Meisterwerke des 19. Jahrhunderts aus der Sammlung des Metropolitan Museum of Art New York zu Gast in Berli Neue Nationalgalerie, Berlino &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 23.9.2007&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Zwischen Muse und Kokotte - Das Bild der neuen Frau um 1900 Villa Flora Winterthur - Sammlung Hahnloser, Winterthur &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 23.9.2007&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Contemporary Painters and Their Influences Contemporary Art Center of Virginia, Virginia Beach, VA &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 9.9.2007&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Manet to Matisse The Nelson-Atkins Museum of Art, Kansas City, MO &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-6762541667286995738?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/6762541667286995738/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=6762541667286995738' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/6762541667286995738'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/6762541667286995738'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2007/09/i-maestri-dell800-henri-de-toulouse.html' title='I maestri dell&apos;800: Henri de Toulouse-Lautrec'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RuLbplOOPWI/AAAAAAAAARY/-iQA-FwzDhg/s72-c/henri_toulouse_lautrec_la_toilette.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-903460080704226053</id><published>2007-09-01T16:33:00.000+01:00</published><updated>2007-09-01T16:37:24.018+01:00</updated><title type='text'>Il maestro della scultura, Giacomo Manzù</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RtmGjVOOPTI/AAAAAAAAARA/RVS2a8jPoKk/s1600-h/patrimonio50.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5105259594151509298" style="WIDTH: 166px; CURSOR: hand; HEIGHT: 296px" height="282" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RtmGjVOOPTI/AAAAAAAAARA/RVS2a8jPoKk/s320/patrimonio50.jpg" width="153" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RtmGuFOOPUI/AAAAAAAAARI/AgBbX9tJv-Q/s1600-h/manzu_pr_02.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5105259778835103042" style="WIDTH: 214px; CURSOR: hand; HEIGHT: 244px" height="237" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RtmGuFOOPUI/AAAAAAAAARI/AgBbX9tJv-Q/s320/manzu_pr_02.jpg" width="205" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Giacomo Manzu', pseudonimo di Giacomo Manzoni, uno dei maggiori scultori del Novecento, nasce a Bergamo il 22 Dicembre del 1908, dodicesimo di quattordici fratelli. La famiglia non ha possibilità economiche, il padre calzolaio, arrotonda le magre entrate con l'attività di sagrestano ed il piccolo Giacomo può frequentare la scuola fino alla seconda elementare. Nelle botteghe degli artigiani dove il futuro scultore impara a scolpire e dorare il legno, prende confidenza con altri materiali come la pietra e l’argilla, mentre frequenta i corsi di Plastica Decorativa presso la scuola A.Fantoni di Bergamo. Durante il servizio militare a Verona, ha l'occasione di ammirare e studiare le porte di San Zeno e si appassiona ai calchi dell'Accademia Cicognini. Dopo un breve soggiorno a Parigi nel '29, nel 1930 si stabilisce a Milano dove l'architetto Giovanni Muzio gli commissiona la decorazione della Cappella dell'Università Cattolica di Milano, lavoro che lo impegno per due anni. Intanto realizza le sue prime opere in bronzo, si dedica al disegno, all'incisione, all'illustrazione ed alla pittura, superando l'iniziale ispirazione all'arte egizia e minoica del «primitivismo», allora molto diffuso. Giacomo Manzù comincia a modellare teste in cera e bronzo guardando a Medardo Rosso. Nel 1932 prende parte a una mostra collettiva alla Galleria del Milione e nel 1933 espone una serie di busti alla Triennale. Nel 1934, alla Galleria della Cometa di Roma, Giacomo Manzu' tiene la sua prima grande mostra, insieme ad Aligi Sassu, con il quale divide lo studio. Con l'opera "Gesù e le Pie Donne" Manzù vince il premio Grazioli dell'Accademia di Brera per lo sbalzo e il cesello. Nel 1936 Giacomo Manzù si reca a Parigi, con l'amico Sassu dove visita il Musée Rodin, conosce gli impressionisti e sviluppa i primi germi di ribellione antinovecentistica che lo porteranno ad aderire al movimento di "Corrente". Considerato ormai fra le personalità più significative della scultura italiana, tra il 1938 e il '39 Manzù inizia la serie dei "Cardinali", ieratiche immagini in bronzo, dalla schematica struttura piramidale, avvolte nella massa semplice e potente della stola, assorte in meditazione. Da il via al ciclo di bassorilievi in bronzo con le "Deposizioni" e le "Crocifissioni" in uno stile classicheggiante e una poetica che si richiama a Donatello. Negli anni '40, come reazione alla violenza della guerra, Giacomo Manzù riprende e riunisce sotto il titolo "Cristo nella nostra umanità", le opere della Crocifissione e della Deposizione. Nel 1941 Giacomo Manzù ottiene la cattedra di scultura all'Accademia di Brera, dove insegna fino al 1954, quando si dimette per dissensi sul programma di studio. Non mancano i riconoscimenti: il suo nudo di "Francesca Blanc" vince il Gran premio di scultura alla Quadriennale di Roma del 1942 e, alla Biennale di Venezia del 1948, vince la medaglia d'oro per la serie dei "Cardinali". Nel 1945 si stabilisce a Milano e nel 1946 l'incontro con Alice Lampugnani è all'origine dell'importante opera "Grande ritratto di signora" e di un centinaio di disegni che lo terranno occupato per due anni. Nel 1947 Manzù illustra le Georgiche di Virgilio, e viene organizzata una grande Mostra antologica dei suoi lavori al Palazzo Reale di Milano. Nel 1954 Manzù prosegue l'insegnamento all'Accademia estiva di Salisurgo dove incontra Inge Schabel che diviene la compagna della sua vita: lei e sua sorella Sonja saranno le modelle dei suoi futuri lavori. Impegnato per lunghi anni alla creazione dei disegni preparatori, dei bozzetti e di tre porte di cattedrali fra cui la "Porta della Morte" per San Pietro a Roma, Giacomo Manzù ritorna alla figura a tutto tondo ed a temi più intimi come "Passi di danza", "Pattinatori" e gli "Amanti. Giacomo Manzù si è occupato anche di teatro disegnando scenografie e costumi, tra cui quelli notevoli per l' "Oedipus rex" di Igor Stravinskij nel 1965, per "Tristano e Isotta" di Richard Wagner nel 1971 e per il "Macbeth" di Giuseppe Verdi nel 1985. Lo scultore muore a Roma (vicino ad Ardea, dove si era stabilito quando stava preparando la Porta della Pace e della Guerra, per la chiesa di San Laurenz a Rotterdam), il 17 gennaio 1991.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Per chi fosse interessato a quest'artista riportiamo di seguito i luoghi e le date dove poterlo vedere:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 30.12.2007&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Collectors 1 - Collezione La Gaia Cesac - Centro Sperimentale per le Arti Contemporanee, Caraglio &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 30.9.2007&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Le cinque anime della scultura Cesac - Centro Sperimentale per le Arti Contemporanee, Caraglio &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 9.9.2007&lt;/div&gt;&lt;div&gt;100 Jahre Kunsthalle Mannheim Städtische Kunsthalle Mannheim, Mannheim&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-903460080704226053?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/903460080704226053/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=903460080704226053' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/903460080704226053'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/903460080704226053'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2007/09/il-maestro-della-scultura-giacomo-manz.html' title='Il maestro della scultura, Giacomo Manzù'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RtmGjVOOPTI/AAAAAAAAARA/RVS2a8jPoKk/s72-c/patrimonio50.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-7124808281008030997</id><published>2007-08-25T17:59:00.000+01:00</published><updated>2007-08-25T18:04:15.630+01:00</updated><title type='text'>Giuseppe Santomaso, il genio veneziano</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RtBgmVOOPPI/AAAAAAAAAQg/QV8UW-G1SW4/s1600-h/Santomaso.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5102684589458865394" style="WIDTH: 196px; CURSOR: hand; HEIGHT: 243px" height="193" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RtBgmVOOPPI/AAAAAAAAAQg/QV8UW-G1SW4/s320/Santomaso.jpg" width="197" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RtBgx1OOPQI/AAAAAAAAAQo/VCMgA85iiHc/s1600-h/Santomaso_Strutture.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5102684787027361026" style="WIDTH: 182px; CURSOR: hand; HEIGHT: 244px" height="250" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RtBgx1OOPQI/AAAAAAAAAQo/VCMgA85iiHc/s320/Santomaso_Strutture.jpg" width="187" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;em&gt;"Il mio è un tipo di reale che naturalmente viene vissuto dentro una cultura, la cultura veneziana che ha scoperto l'importanza di distruggere le forme per ricostruirle con il colore"&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;G. Santomaso&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;br /&gt;Giuseppe Santomaso nasce a Venezia il 26 settembre 1907 frequenta l'Accademia di Belle Arti di Venezia dal 1932 al 1934, ma si forma a contatto con l'avanguardia capesarina di Gino Rossi, Pio Semeghini e Arturo Martini. Fin dal 1928 inizia ad esporre alle collettive di Ca' Pesaro. Nel 1934 partecipa per la prima volta alla Biennale di Venezia (le altre nel '36, '48, '50, '52, '54, '56, '62, '64, '72, '86, '88), mentre l'anno seguente tiene la sua prima personale a Milano; nel 1937 inizia i suoi viaggi all'estero soggiornando dapprima in Olanda, poi a Parigi. Espone nel 1939 alla Galerie Rive Gauche di Parigi e dal 1940 partecipa a tutte le più importanti esposizioni nazionali e internazionali. Nel 1939-40 esegue decorazioni ad affresco all'Università di Padova. Nel 1942 tiene una personale alla Galleria della Spiga di Milano e illustra con ventisette disegni una raccolta di poesie di Paul Eluard (ed. Galleria Santa Radegonda, Milano). Nel 1946 partecipa al movimento Nuova Secessione Artistica Italiana, poi Fronte Nuovo delle Arti. Nel 1948 vince il Premio del Comune, nel 1950 il Premio INCOM e 1954 il Premio Internazionale per la pittura. Nel 1951 collabora alla decorazione del Palazzo Antenore a Padova e vince a Roma il Premio ESSO. Nel 1948 e 1952 riceve il Premio Nazionale di pittura "Golfo La Spezia" e il II Premio Nazionale di pittura Città di Gallarate. Nel 1953 espone alla Hannover Gallery di Londra e viene premiato alla Mostra Nazionale di Pittura dell'Università di Trieste, alla II Biennale di San Paolo del Brasile e alla I Mostra Internazionale di pittura Città di Messina. Dal 1954 al 1974 insegna pittura all'Accademia di Belle Arti di Venezia. Dal 1955 si dedica con maggiore intensità alla grafica partecipando a tutte le più significative rassegne in Italia e all'estero. È presente a Documenta di Kassel nel 1955, 1959 e 1964. Riceve, nel 1956, il Premio Graziano alla Galleria Il Naviglio di Milano, nel 1957, il premio per l'incisione all'Esposizione Internazionale della grafica di Lubiana e nel 1958, il Premio Marzotto alla Mostra Internazionale di Pittura Contemporanea di Valdagno. Partecipa sempre nel 1958 all'Expo 58 di Bruxelles, 50 ans d'Art Moderne. Nel 1959 espone, presentato da Mazzariol, a Roma alla Galleria Pogliani. Nel 1963 illustra, con quattro acqueforti a colori, La mantide atea di Giuseppe Marchiori e nel 1964 gli viene commissionato un dipinto murale per la Nuova Scuola superiore di Scienze Economico-Sociali di St. Gallen in Svizzera. Nel 1965-'66 presenta un'antologica ad Amburgo, Berlino e a Dortmund. Nel 1967 partecipa Biennale della grafica di Tokio, mentre tre anni dopo espone al teatro San Gallo in Svizzera in concomitanza con l'ultimo lavoro di Eugène Ionesco: Triumph des Todes, per il ciclo Gli artisti aiutano il teatro. Nel 1971 collabora all'Università Internazionale dell'Arte di Venezia e partecipa alla IX Esposizione Nazionale della Grafica di Lubiana. Illustra con sette litografie dei versi di Ezra Pound (Erker-Presse St. Gallen), mentre nel 1972 e nel 1975 le rime di Veronica Franco (Ed. Yves Rivière, Paris). Partecipa alla mostra Grafica Oggi della XXVI Biennale di Venezia e alla X Quadriennale di Roma. È premiato alla I Internazionale di Cracovia e alla VII Biennale della grafica di Tokio.Santomaso muore a Venezia il 23 maggio 1990.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-7124808281008030997?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/7124808281008030997/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=7124808281008030997' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/7124808281008030997'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/7124808281008030997'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2007/08/giuseppe-santomaso-il-genio-veneziano.html' title='Giuseppe Santomaso, il genio veneziano'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RtBgmVOOPPI/AAAAAAAAAQg/QV8UW-G1SW4/s72-c/Santomaso.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-8138023154878144371</id><published>2007-08-18T16:08:00.000+01:00</published><updated>2007-08-18T16:14:29.099+01:00</updated><title type='text'>Michelangelo Pistoletto e l'Arte Povera</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RscMP1OOPOI/AAAAAAAAAQY/91JQw9FvRQA/s1600-h/img2000.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5100058569144679650" style="CURSOR: hand" height="217" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RscMP1OOPOI/AAAAAAAAAQY/91JQw9FvRQA/s320/img2000.jpg" width="185" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RscL71OOPNI/AAAAAAAAAQQ/dU37g0prbfc/s1600-h/venus-of-the-rags.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5100058225547295954" style="CURSOR: hand" height="140" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RscL71OOPNI/AAAAAAAAAQQ/dU37g0prbfc/s320/venus-of-the-rags.jpg" width="197" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Michelangelo Pistoletto nasce a Biella nel 1933. La sua formazione artistica avviene all'interno dello studio del padre, pittore e restauratore, dove inizia a lavorare a 14 anni. In seguito frequenta la scuola grafica pubblicitaria diretta da Armando Testa.Nel 1955 inizia a esporre i risultati di quella ricerca sull’autoritratto che, nel corso della seconda metà degli anni Cinquanta, caratterizza la sua prima produzione pittorica. Nel 1958 riceve a Milano il Premio San Fedele. Nel 1960 tiene la sua prima mostra personale alla Galleria Galatea di Torino. Nello stesso anno realizza alcuni autoritratti a dimensione reale su fondi monocromi in oro, argento e rame. Nel 1961 crea la serie di opere intitolate Il presente, dipingendo la propria figura su un fondo nero reso riflettente da uno strato di vernice trasparente. Nel 1962 mette a punto la tecnica - riporto fotografico su carta velina applicata su lastra di acciaio inox lucidata a specchio - con cui realizza i suoi Quadri specchianti, che includono direttamente nell'opera la presenza dello spettatore e la dimensione reale del tempo e riaprono inoltre la prospettiva, rovesciando quella rinascimentale, chiusa dalle avanguardie del XX secolo. Con i Quadri specchianti, esposti per la prima volta nel marzo del 1963 alla Galleria Galatea, Pistoletto raggiunge in breve riconoscimento e successo internazionali, che lo portano a partecipare alle più importanti manifestazioni artistiche dedicate alla Pop Art e al Nouveau Realisme. Già nel nel corso degli anni Sessanta tiene mostre personali presso prestigiose gallerie e musei in Europa e negli Stati Uniti (nel 1964 alla Galleria Sonnabend di Parigi, nel 1966 al Walker Art Center di Minneapolis, nel 1967 al Palais des Beaux Arts di Bruxelles, nel 1969 al Boijmans van Beuningen Museum di Rotterdam). Nel 1967 riceve il premio della critica belga e quello della Biennale di San Paolo. I quadri specchianti costituiranno la base della successiva ricerca e produzione artistica di Pistoletto e della sua parallela e costante riflessione teorica.Nel 1964 espone alla Galleria Sperone di Torino un gruppo di opere, i Plexiglass, che costituiscono una prima trasposizione nello spazio reale della nuova dimensione aperta dai quadri specchianti e allo stesso tempo una dichiarazione di “concettualità” dell'arte.Tra il 1965 e il 1966 produce ed espone, all’interno del suo studio, un insieme di lavori intitolati Oggetti in meno, realizzati nella dimensione contingente del tempo e basati sul principio delle differenze, infrangendo il dogma dell'uniformità dello stile artistico individuale. Questi lavori sono considerati basilari per la nascita dell'Arte Povera, movimento artistico teorizzato da Germano Celant nel 1967, di cui Pistoletto è animatore e protagonista. A partire dal marzo del 1967 realizza azioni fuori dai tradizionali spazi espositivi. Nel dicembre dello stesso anno annuncia con un manifesto l’apertura del suo studio. In questo contesto nasce lo Zoo, un gruppo costituito da persone, provenienti da diverse discipline artistiche, assieme alle quali Pistoletto realizza, dal 1968 al 1970, azioni concepite come collaborazioni creative. Invitato alla Biennale di Venezia del 1968 pubblica il Manifesto della collaborazione. Tra l’ottobre del 1975 e il settembre del 1976 realizza un’opera dalla dimensione temporale di un anno, suddivisa in dodici mostre consecutive, intitolato Le stanze, negli spazi della Galleria Stein di Torino. È il primo di una serie di complessi lavori sviluppati ciscuno nell’arco di un anno e denominati “continenti di tempo”, come: Anno Bianco nel 1989 e Tartaruga felice nel 1992. Nel 1976 pubblica Centro mostre nel mese di ottobre, un libretto che descrive cento idee di lavori concepiti nell’arco di un mese, molti dei quali verranno realizzati dall’artista nel corso degli anni successivi. Nel marzo del 1978 tiene alla Galleria Persano di Torino una mostra nel corso della quale presenta due fondamentali direzioni della sua ricerca e successiva produzione artistica: Divisione e moltiplicazione dello specchio e L’arte assume la religione. In questo stesso mese inizia un soggiorno di un anno a Berlino, ospite del DAAD, dove presenta una sua mostra retrospettiva alla Natiolalgalerie e in tredici luoghi pubblici della città. Nel biennio 1978-1979 presenta in diverse città degli Stati Uniti una serie di mostre personali, installazioni e azioni. In questo contesto realizza ad Atlanta la Creative Collaboration, un’ampia collaborazione creativa estesa a tutta la città in cui, assieme ad artisti con i quali aveva già precedentemente lavorato (l’attore Lionello Gennero, il musicista Enrico Rava, il compositore Morton Feldmann) e i componenti della propria famiglia, coinvolge artisti locali di diverse discipline. Nel 1979 la collaborazione artistica prosegue in diversi luoghi, in particolare a Corniglia, in Liguria, con i cui abitanti porterà poi in scena nel 1981, al Teatro Quirino di Roma, lo spettacolo Anno Uno. Nel 1981 espone presso la Galleria Salvatore Ala di New York La natività, un primo gruppo di quella produzione scultorea in poliuretano rigido che l’artista realizzerà nella prima metà degli anni Ottanta. Nel 1984 ripropone alcuni di questi lavori in marmo e grandi dimensioni alla sua personale al Forte di Belvedere a Firenze. Dal 1985 al 1989 crea un nuovo ciclo di opere, costituite da superfici e volumi in materiale anonimo, dai colori scuri e cupi, denominato Arte dello squallore. Nel 1991 è Professore di scultura all’Accademia di Belle Arti di Vienna, incarico che manterrà fino al 1999, sviluppando con i suoi allievi un programma innovativo teso ad abbattere le tradizionali barriere tra discipline artistiche. Nel 1993 inizia la fase denominata Segno Arte, basata su un’idea concepita in Cento mostre nel mese di ottobre (1976), in cui l’artista, oltre a produrre una serie di opere accomunate da una forma che costituisce il suo Segno Arte, invita altre persone, in diverse occasioni, a creare e presentare un proprio Segno Arte. Nel 1994 prende avvio Progetto Arte, con il quale Pistoletto – attraverso un manifesto programmatico, incontri pubblici, manifestazioni e mostre che coinvolgono artisti di diverse discipline e rappresentanti di ampi settori della società - pone l’arte al centro di una trasformazione socialmente responsabile. Nel 1998 viene inaugurata Cittadellarte-Fondazione Pistoletto, situata in un ex manifattura di Biella acquisita nel 1991 dall’artista, all’interno della quale le finalità espresse nel Progetto Arte sono tuttora sviluppate e realizzate. Nel 2000 si inaugura, all’interno dell’Istituto Oncologico Paoli-Calmettes Marsiglia, il Luogo di raccoglimento e di preghiera, multiconfessionale e laico, concepito e realizzato dall’artista. Nel 2002 è direttore artistico della Biennale Internazionale Arte Giovane Torino intitolata Big Social Game. Nello stesso anno riceve dalla Presidenza della Repubblica Italiana il Diploma di Benemerito della Cultura e dell’Arte. Nel 2003 è insignito del Leone d’Oro alla Carriera alla Biennale di Venezia. Nella stessa rassegna viene presentato Love Difference-Movimento Artistico per una Politica InterMediterranea, progetto nato nell'aprile del 2002 all’interno di Cittadellarte, per il quale Pistoletto realizza un grande tavolo specchiante a forma di bacino del Mediterraneo, attorno al quale si svolgeranno molte delle future attività di Love Difference. Nel 2004 l'Università di Torino gli conferisce la laurea honoris causa in Scienze Politiche. In tale occasione l'artista annuncia pubblicamente quella che costituisce la fase più recente del suo lavoro, denominata Terzo Paradiso, il cui simbolo è il Nuovo segno d'infinito da lui creato nel 2003. Nel 2007 riceve a Gerusalemme il Wolf Foundation Prize in Arts, “per la sua carriera costantemente creativa come artista, educatore e attivatore, la cui instancabile intelligenza ha dato origine a forme d'arte premonitrici che contribuiscono ad una nuova comprensione del mondo”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Per chi volesse approfondire quest'artista riportiamo di seguito i luoghi e le date dove poterlo vedere:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 6.1.2008&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Numerica Palazzo delle Papesse - Centro Arte Contemporanea, Siena &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 30.12.2007&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Collectors 1 - Collezione La Gaia Cesac - Centro Sperimentale per le Arti Contemporanee, Caraglio &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 4.11.2007&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Michelangelo Pistoletto MUSÉE D'ART MODERNE ET D'ART CONTEMPORAIN-NICE, Nizza &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 30.9.2007&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Le cinque anime della scultura Cesac - Centro Sperimentale per le Arti Contemporanee, Caraglio &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 2.9.2007&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In pubblico - Azioni e idee degli anni '70 in Italia Villa Croce Museo d'Arte Contemporanea, Genova &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;dal 26.9.2007&lt;/div&gt;&lt;div&gt;MAXXI Installazioni MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Roma &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;dal 21.9.2007&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il Futuro del Futurismo GAMeC - Galleria d´Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, Bergamo &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;dal 7.9.2007&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ensemble ICA-Institute of Contemporary Art, Philadelphia, Filadelfia, PA &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;dal 1.9.2007&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Franz West - Souffle, eine Massenausstellung Kunstraum Innsbruck, Innsbruck &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;dal 30.8.2007&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Strange Reflections and the Lounge Galerie Ernst Hilger, Vienna&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-8138023154878144371?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/8138023154878144371/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=8138023154878144371' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/8138023154878144371'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/8138023154878144371'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2007/08/michelangelo-pistoletto-e-larte-povera.html' title='Michelangelo Pistoletto e l&apos;Arte Povera'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RscMP1OOPOI/AAAAAAAAAQY/91JQw9FvRQA/s72-c/img2000.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-4442893655497301696</id><published>2007-08-11T16:05:00.000+01:00</published><updated>2007-08-11T16:26:23.504+01:00</updated><title type='text'>Bruce Nauman, dove filosofia e arte si confondono</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Rr3UJLtNQuI/AAAAAAAAAQA/dyUAsubxZ_4/s1600-h/nauman100liveanddie.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5097463607479583458" style="WIDTH: 192px; CURSOR: hand; HEIGHT: 118px" height="130" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Rr3UJLtNQuI/AAAAAAAAAQA/dyUAsubxZ_4/s320/nauman100liveanddie.jpg" width="215" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Rr3USbtNQvI/AAAAAAAAAQI/ow5FqVT2T5k/s1600-h/nauman_fish_oct_05.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5097463766393373426" style="WIDTH: 188px; CURSOR: hand; HEIGHT: 118px" height="123" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Rr3USbtNQvI/AAAAAAAAAQI/ow5FqVT2T5k/s320/nauman_fish_oct_05.jpg" width="200" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;em&gt;"C’è una certa tendenza a confondere le cose, ad assicurarsi che la gente sappia che si tratta di arte, mentre l’unica cosa da fare è esporla, lasciare che faccia da sola. Credo che la cosa più difficile sia presentare un’idea nella maniera più diretta".&lt;/em&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Bruce Nauman&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Bruce Nauman nasce nel 1941 a Fort Wayne, Indiana (USA); nel 1960 studia matematica, fisica e arte all'Università del Wisconsin (Madison); nel 1964 studia arte all'Università della California. Dal 1964 al 1966 abbandona la pittura e si interessa alla scultura, alle performance e al cinema. Nel 1966 si laurea in Arte all'Università della California. Inizia a lavorare con il video alla fine degli anni Sessanta. Le sue opere – sculture, fotografie, performance, video, neon, installazioni - si caratterizzano per l’analisi delle reciproche relazioni tra corpo e spazio e della combinazione tra elementi visivi e acustici. Dal suo debutto a Los Angeles ha esposto nei più importanti musei del mondo. Ha ricevuto il Leone d’oro alla Biennale di Venezia del 1999. Nel 2004 ha ricevuto il Praemium Imperiale per la scultura. Dal 1979 vive nei pressi di Galisteo (New Mexico), dove allena cavalli tra una mostra e l’altra. Dalla metà degli anni 60 Nauman ha realizzato un vasto numero d'opere: sculture, film, ologrammi, ambienti interattivi, rilievi murali al neon, fotografie, stampe, video e performance varie. Questa poliedrica attività attesta che Nauman non ha un solo stile, ma il suo lavoro si connota in varie forme d’arte. Nella sua arte concettuale preferisce il contenuto sulla forma e spesso, usa l’ironia e il gioco di parole per rappresentare l’alienazione e le problematiche della condizione umana. Negli anni ‘60 Nauman ha ampliato il percorso del suo lavoro, introducendo e sviluppando come nuova esperienza la performance. Le prime performance, per rigore ed essenzialità, si allontanano dal pieno rauschenberghiano come dalla lievità di Fluxus. Corpo e movimento sono rappresentati in modo anonimo, poiché codice comportamentale. Tra il 1966 e il 1970 realizza numerosi film e video che tentano sempre di carpire il lato umoristico ed ironico della vita. Le azioni del periodo 1967-68 sono condotte per la registrazione su pellicola cinematografica, in assenza di pubblico, e regolate sulla necessità e durata delle riprese. Allo stesso periodo appartengono gli ologrammi, una tecnologia allora scarsamente diffusa che fissa primissimi piani e dettagli del volto automanipolato. Bruce Nauman riprende se stesso in lunghe e monotone sequenze in cui nulla accade, mentre si muove in una stanza e suona il violino; propone la banalità estenuante del quotidiano, ma destruttura la piattezza ossessiva della visione in tempo reale alterando le usuali coordinate prospettiche dello spazio. La telecamera è posta in modo da far apparire i suoi movimenti come se si svolgessero sulle pareti e sul soffitto, avanzando e indietreggiando. L’ambiguità spaziale e il senso d'instabilità si coniugano con la riflessione sul tempo, ricondotto ad un continuo, includibile presente. Quella delle azioni di Nauman è una dimensione privata dove atti solitari e autoriflessivi, accreditano importanza al senso dello spazio chiuso, del suo studio. I suoi movimenti, il rapporto del corpo con le pareti, il pavimento e il soffitto diventano relazioni con la propria dimensione esistenziale, secondo un procedimento di natura concettuale in cui il luogo fisico assume carattere mentale. Nel 1969, l’opera "Performance Corridor", segna una tappa importante per la sua arte, instaurando un nuovo rapporto tra artista e spettatore: il fruitore è coinvolto in un’esperienza d’ambiente personale e fisica. Il video e quindi la videoinstallazione aumentano le possibilità esplorative e di durata temporale, mentre accorciano drasticamente lo scarto fra autore, opera, spettatore. Grazie al "loop" l’azione può accadere in una virtuale continuità senza limiti. Considerato all'unanimità uno degli artisti più influenti dell’arte dopo Warhol, Bruce Nauman ha creato sculture, video, installazioni e performance che hanno rappresentato una continua ed efficace investigazione delle nostre condizioni fisiche, emotive e psicologiche. Con il suo lavoro Bruce Nauman ha influenzato intere generazioni d'artisti ed ha creato dei modelli di linguaggio per l’arte contemporanea.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Per chi volesse approfondire quest'artista riportiamo di seguito i luoghi e le date dove poterlo vedere:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;fino al 25.11.2007&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Scenes and Traces - From the collection design, photography &amp; video Stedelijk Museum Amsterdam, Amsterdam&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;br /&gt;fino al 21.11.2007&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;52nd International Art Exhibition Venice Biennale / Biennale di Venezia La Biennale di Venezia, Venezia &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 4.11.2007&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Vertigo - The century of off-media art from Futurism to the web MAMbo - Galleria d´Arte Moderna di Bologna, Bologna &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 21.10.2007&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Klio - Eine kurze Geschichte der Kunst in Euramerika nach 1945 ZKM  Museum für Neue Kunst &amp;amp; Medienmuseum, Karlsruhe &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 14.10.2007&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Mystic truths Auckland Art Gallery, Auckland &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 30.9.2007&lt;/div&gt;&lt;div&gt;skulptur projekte münster 07 Skulptur Projekte Münster , Münster &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 24.9.2007&lt;/div&gt;&lt;div&gt;A theatre without theatre Museu d´Art Contemporani de Barcelona - MACBA, Barcellona &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 24.9.2007&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Organizing Chaos P.S.1 Contemporary Art Center, Long Island &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 23.9.2007&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Longing for the garden - sculptures from storage Kröller-Müller museum, Otterlo &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 16.9.2007&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ver bailar. Diálogo entre la danza y las bellas artes Centro Andaluz de Arte Contemporáneo (CAAC), Siviglia &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 9.9.2007&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Das abc der Bilder Pergamon Museum, Berlino &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 5.9.2007&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Into Me, Out of Me MACRO Future, Roma &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 3.9.2007&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Bruce Nauman Musée d´art contemporain de Montréal, Montreal, Quebec &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 26.8.2007&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Beautiful People et la Blessure Secrète Crac Alsace, Altkirch &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 26.8.2007&lt;/div&gt;&lt;div&gt;The Projection Project, Budapest episode MÛCSARNOK  KUNSTHALLE BUDAPEST, Budapest &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;dal 12.10.2007&lt;/div&gt;&lt;div&gt;A Rose Has No Teeth: Bruce Naumans Formative Years The Menil Collection, Houston, TX &lt;/div&gt;&lt;div&gt;(fino al 09.09.2007 al Castello di Rivoli, Rivoli (To), Italia)&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;dal 16.9.2007&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Beautiful People Fries Museum, Leeuwarden&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-4442893655497301696?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/4442893655497301696/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=4442893655497301696' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/4442893655497301696'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/4442893655497301696'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2007/08/bruce-nauman-dove-filosofia-e-arte-si.html' title='Bruce Nauman, dove filosofia e arte si confondono'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Rr3UJLtNQuI/AAAAAAAAAQA/dyUAsubxZ_4/s72-c/nauman100liveanddie.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-6560235411793899698</id><published>2007-08-06T14:00:00.000+01:00</published><updated>2007-08-06T14:07:42.453+01:00</updated><title type='text'>I maestri dell'800: Paul Cézanne</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Rrcch7tNQsI/AAAAAAAAAPw/0KSjEt1UjGE/s1600-h/gr5.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5095572872681571010" style="WIDTH: 192px; CURSOR: hand; HEIGHT: 139px" height="162" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Rrcch7tNQsI/AAAAAAAAAPw/0KSjEt1UjGE/s320/gr5.jpg" width="234" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RrccortNQtI/AAAAAAAAAP4/sHuVUN38LMI/s1600-h/Paul-Cezanne-The-Card-Players-45018.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5095572988645688018" style="WIDTH: 191px; CURSOR: hand; HEIGHT: 138px" height="154" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RrccortNQtI/AAAAAAAAAP4/sHuVUN38LMI/s320/Paul-Cezanne-The-Card-Players-45018.jpg" width="224" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Paul Cézanne nasce ad Aix en Provence, nel 1839. Figlio di un banchiere, vive quindi in una famiglia borghese agiata economicamente. Compì gli studi classici, dove ebbe modo di stringere una profonda amicizia con Emile Zola, poi quelli di diritto, per non contrariare eccessivamente il padre, contrario alle sue aspirazioni artistiche. Attraverso il suo primo viaggio a Parigi, ebbe modo di fare esperienze sul piano artistico, infatti, incontrò Pissarro e i futuri impressionisti, ed ebbe modo di studiare attentamente Caravaggio i pittori veneti e spagnoli, da qui fu profondamente influenzato nella prima parte della sua ascesa artistica. Le sue opere degli anni 1865-70 formano quello che si usa definire come periodo “romantico”. Infatti, ritroviamo un estremo carattere personale, unito a tematiche ritenute bizzarre all’epoca, vediamo ad esempio l’erotismo e la violenza (vediamo ad esempio il quadro intitolato “Lo stupro”), e ad un uso dei colori forti, scuri, spatolati in grandi quantità sulla tela. Questo periodo va dalla formazione, avvenuta sotto il segno della cultura romantica, all’incontro con gli impressionisti cui viene presentato da Pissarro. Fino agli anni settanta, queste due correnti convivono in lui. Ad esempio nel 1872 presentò ad una mostra a Nadar due opere, Una moderna Olimpia (1872) e la Casa dell’impiccato, che addirittura sembrano uscite da mani di artisti diversi. Entrambe susciteranno la completa disapprovazione dei benpensanti dell’epoca, ma la prima lascerà sconcertati gli stessi impressionisti, anche i profondi contorni delle forme, rimandanti a Delacroix più che allo stile impressionista, sconvolgono, ma non tanto quanto il richiamo stesso, per la corporeità del colore, all’Olimpia di Manet. Tipico di questo periodo è l’utilizzo di un colore scuro, lavorato di spatola e pieno di contrasti e per quanto riguarda le tematiche, come è riscontrabile nell’Olimpia, quella erotica è spesso rappresentata. Nel periodo immediatamente successivo, Cézanne rifiutò quel tipo d’approccio verso l’arte e incominciò a formarsi per quell’artista multiforme che riuscì a diventare famoso. Nei primi anni Settanta inizia il cosiddetto periodo impressionista, quello che lo vede più legato a Pissarro con cui dipinse i quadri più belli, fuori da Parigi, ad Auvers. Qui Cézanne assimilò i principali caratteri dell’impressionismo, sotto l’influsso anche di Chardin e di Manet, che lo induce a privilegiare la natura morta. La Casa dell’impiccato (1873), è l’opera che appare la più impressionista, sia per la rappresentazione di un plein air, sia per lo stile, ma che allo stesso tempo, per l’ipnotismo con cui lascia guardare i suoi muri scalcinati e i tronchi degli alberi, così rugosi, sembra letteralmente, anti-impressionista. Cézanne riesce a trasformare questo quadro in una cosa a se stante, e già possiamo intravedere la vera natura dell’artista, al di fuori d’ogni corrente, ma anche partecipe a tutte. Vediamo come il suo studio sul colore, gli fosse stato utile per esaltare la forma in ciò che ha di volumetrico, ovvero, Cézanne tramite i colori, riusciva a dare al dipinto una sua vibrazione interna. Negli ultimi anni settanta e negli anni ottanta Cézanne entra nella fase conosciuta come “costruttiva”, caratterizzata dal proseguirsi dei suoi studi sui colori, che sfoceranno nell’uso di una tavolozza più chiara, un impasto più sottile e la continua ricerca attraverso i colori di dare un’espressione volumetrica allo spazio. Cézanne rifiutò la dissoluzione delle forme in un fascio di luce, e in questo modo seppe utilizzare in modo personale la lezione degli impressionisti, reintroducendo la linea come contorno colorato e servendosi dei toni per modellare direttamente i volumi. In questo periodo, i lavori di Cézanne sono caratterizzati da una pennellata breve e obliqua, che produceva in maniera “costruttiva” l’opera, formata con rigore geometrico da tocchi di pennello che da se stessi producevano il senso di massa. In questi anni Cézanne raggiunge una semplicità monumentale, che può sembrare quasi un arretramento rispetto alla raffinata sensibilità dell’impressionismo, ma in realtà qui l’artista cerca di scoprire la forza espressiva che scaturisce dall’opera stessa. Un’opera di questo periodo è “ I giocatori di carte” (1890); tra le cinque opere raffiguranti sempre dei giocatori di carte, prendiamo in considerazione una della tre, la più famosa, avente come protagonisti solo due personaggi. Qui Cézanne non ci vuole descrivere un semplice episodio, ma una forma. Le figure, costruite con complessi accordi di colore, hanno per dominanti colori tendenti al giallo-bruno nel giocatore di destra, e blu-violetto in quello di sinistra, toni ripresi anche nel paesaggio di sfondo. Oltre a questo, notiamo anche lo stacco costruito dalla tovaglia rossa, che da un lato divide i due giocatori, mentre dall’altro li unisce come volumi. Il tavolo, inoltre, come perno della composizione, è instabile, i giocatori non sembrano vivi, ma dei semplici manichini, e il paesaggio è estremamente confuso, tutto sembra per cadere a pezzi. Ma nell’unione, nella visione d’insieme, c’è una perfezione, dovuta proprio a una serie di equilibri tra frammenti in atto di rompersi. Il tavolo al centro e la bottiglia, sembrano dividere la scena in due parti ben distinte, occupate dai giocatori, diversi non solo nel fisico, ma anche nell’atteggiamento. Nel suo complesso il dipinto è organizzato simmetricamente per diagonali incrociate, il cui punto d’incontro coincide con la bottiglia. La luce è distribuita in maniera completamente disomogenea, atta a mostrare l’ambiente interno. Nell’ultimo periodo della sua vita, Cézanne conduce una vita di solitudine ad Aix, quasi volesse rimeditare da solo tutto il patrimonio di conoscenze accumulate negli anni precedenti. La sua tecnica forse perde la solennità, la pennellata si fa più leggera e scorrevole. La “Montagna Sainte-Victorie” (1904-06), assieme ai soggetti delle Bagnanti, diventa uno dei soggetti su cui l’artista più si esercita. Cézanne non ci propone il paesaggio qual è esattamente nella realtà, ma con una gran maestria, riesce a raffigurare i suoi processi percettivi, infatti, osservando il quadro, sembra che il nostro sguardo sia pilotato attraverso la pianura, segue le case e s’innalza fino alla vetta della montagna dalle rocce così spigolose e delineate. I paesaggi degli ultimi anni sono così, data l’influenza dell’uso dell’acquerello, a vedersi, trasparenti e come infiniti, sono gli elementi astratti del colore, della forma e del segno a conferire al quadro una sua propria logica interna, indifferente alla realtà naturale. È questo il periodo più vicino al classico, in cui Cézanne si pone come obiettivo un’arte monumentale, eterna, da museo, contrapposta a quella veloce e fondata sull’osservazione diretta. Nel 1906 fu sorpreso da un improvviso temporale mentre dipingeva all’aperto, ed a causa di ciò la sua salute peggiorò fino a portarlo alla morte, che sopraggiunse in quello stesso anno.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Per chi volesse approfondire quest'artista riportiamo di seguito i luoghi e le date dove poterlo vedere:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;fino al 7.10.2007&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Französische Meisterwerke des 19. Jahrhunderts aus der Sammlung des Metropolitan Museum of Art New York zu Gast in Berli Neue Nationalgalerie, Berlino &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 16.9.2007&lt;/div&gt;&lt;div&gt;De Cézanne à Picasso, chefs-d'oeuvre de la galerie Vollard Musée d'Orsay, Parigi&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 16.9.2007&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Monet to Dalí - Modern Masters from the Cleveland Museum of Art Vancouver Art Gallery, Vancouver, British Columbia &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 9.9.2007&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Manet to Matisse The Nelson-Atkins Museum of Art, Kansas City, MO &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 9.9.2007&lt;/div&gt;&lt;div&gt;100 Jahre Kunsthalle Mannheim Städtische Kunsthalle Mannheim, Mannheim &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;dal 13.10.2007&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Paula Modersohn-Becker und die Kunst in Paris um 1900 Kunsthalle Bremen, Brema &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;dal 19.8.2007&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Die andere Sammlung. Hommage an Hildy und Ernst Beyeler Foundation Beyeler, Riehen&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-6560235411793899698?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/6560235411793899698/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=6560235411793899698' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/6560235411793899698'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/6560235411793899698'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2007/08/i-maestri-dell800-paul-czanne.html' title='I maestri dell&apos;800: Paul Cézanne'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Rrcch7tNQsI/AAAAAAAAAPw/0KSjEt1UjGE/s72-c/gr5.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-563006714173148003</id><published>2007-07-28T11:24:00.000+01:00</published><updated>2007-07-28T11:30:03.246+01:00</updated><title type='text'>Renato Guttuso il poeta del pennello</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RqsZ7btNQqI/AAAAAAAAAPg/ItROGz3lbqk/s1600-h/Guttuso_g.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5092192312512823970" style="WIDTH: 202px; CURSOR: hand; HEIGHT: 140px" height="158" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RqsZ7btNQqI/AAAAAAAAAPg/ItROGz3lbqk/s320/Guttuso_g.jpg" width="222" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RqsaFbtNQrI/AAAAAAAAAPo/2VW_ODwXcC4/s1600-h/9_png.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5092192484311515826" style="WIDTH: 182px; CURSOR: hand; HEIGHT: 130px" height="148" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RqsaFbtNQrI/AAAAAAAAAPo/2VW_ODwXcC4/s320/9_png.jpg" width="217" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;em&gt;"Beato te che quando prendi la matita o il pennello in mano, scrivi sempre in versi! Chi dipinge è un poeta che non è mai costretto dalle circostanze a scrivere in prosa…Ti trovo fratello proprio in questo. Nella disperata premeditazione di fare sempre poesia, in ogni discorso, magari abbandonandolo a sé, incompiuto, caotico, neonato, là dove potrebbe livellarlo con l’integrità del testo, la prosa."&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;P. P. Pasolini, " Presentazione", 20 disegni di Renato Guttuso, presentati da Pier Paolo Pasolini, Editori Riuniti - La Nuova Pesa, Roma, 6 ottobre 1962.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Renato Guttuso nasce a Bagheria, in Sicilia, il 26 Dicembre 1911 (ma sua madre lo denuncia all'anagrafe il 2 Gennaio del 1912). Della sua infanzia Guttuso stesso scrive.. "tra gli acquarelli di mio padre, lo studio di Domenico Quattrociocchi, e la bottega del pittore di carri Emilio Murdolo prendeva forma la mia strada avevo sei, sette, dieci anni...". Nel 1928 partecipa alla sua prima mostra collettiva a Palermo, ma ormai da quando aveva 13 anni firma i suoi quadri dipinti su tavolette di legno delle quali utilizza le venature del legno come elemento decorativo. Dai primi quadri Renato Guttuso, fondamentalmente verista e naturalista, insegue un'esecuzione prettamente figurativa di temi ancorati al mondo contadino, rurale, popolare: temi sociali o soggetti dichiaratamente politici. Mentre frequenta il liceo a Palermo passa il tempo libero nella bottega del futurista Pippo Rizzo, sfruttando l'opportunità di allargare la sua visione della pittura, avvicinandosi al movimento futurista ed al plasticismo di "Novecento". Lo stile di Renato Guttuso si stacca dal modello pittorico paterno per approdare, già alla fine degli anni Venti, ad una forma pittorica brillante e luminosa, con tonalità aspre e contrastanti. Nel 1930 si iscrive alla facoltà di legge, che abbandona dopo il successo ottenuto alla I Quadriennale di Roma. Nel 1933 scrive, per il quotidiano palermitano "L'Ora", un entusiastico articolo su Pablo Picasso, l'artista spagnolo che sarà il principale modello stilistico e morale per tutta la sua vita. Seguendo la sua strada il pittore, nel 1937 si trasferisce a Roma, dove conosce la sua futura moglie Mimise, e stringe legami d'amicizia con gli artisti della "scuola romana". Guttuso diventa il portavoce più eloquente di una giovane generazione di artisti che avevano sviluppato una crescente avversione per la politica e le mode culturali del regime fascista già negli anni prima della guerra. I giovani artisti esprimevano sui giornali e attraversi le loro opere, le opinioni sulla libertà creativa e sull'imperativo morale del realismo. Parallelamente Guttuso illustra i suoi ideali in una serie di opere di grandi dimensioni, a partire da "Esecuzione in campagna" del 1938-39, dedicata a Federico Garcia Lorca, "Fuga dall'Etna" del 1940 e "Crocifissione" del 1941. Allontanatosi da Roma per motivi politici nel 1943, Renato Guttuso si rifugia a Quarto (Genova), ritornando nella capitale l'anno dopo per partecipare alla Resistenza. Protagonisti della mostra "L'arte contro la barbarie", organizzata da "L'Unità", espone i disegni sulle atrocità della guerra, pubblicati nell'album "Gott mit Uns - Dio è con noi", motto inciso sulle fibbie dei soldati tedeschi, del 1945. Nei febbrili anni del dopoguerra, partecipa alla discussione ideologica fra pittori figurativi ed astratti. In vari articoli su "Vie Nuove", "L'Unità" e "Rinascita", Renato Guttuso si batte a favore di un realismo descrittivo che considera popolare e accessibile alle masse e segue stilisticamente il primo periodo di Pablo Picasso, quello cosiddetto "Blu". Pur non potendo negare le affinità con il realismo socialista sovietico, Guttuso sostiene che la propria ideologia artistica scaturisce da convinzioni profondamente sentite e non imposta da alcun sistema politico. Durante gli anni Cinquanta il pittore è l’esponente principale di una corrente "realista", politicamente impegnata a fianco del P.C.I. spesso polemicamente in lotta con le tendenze "formaliste" di molta arte astratta. Gottuso, che non tradirà mai la sua personale "campagna di idee", esegue lavori che propongono realisticamente la situazione europea. Nel 1968, si reca a Parigi dove ritrae i giovani nelle prime marce di protesta in quello che diverrà nel tempo il leggendario "maggio francese". Dal 1969 vive stabilmente a Roma, nella famosa via Margutta, la strada dei pittori, con la sua compagna Marta Marzotto, la splendida contessa ex mondina e modella. E' il periodo intimo dell'artista che inizia una serie di quadri prettamente autobiografici. Spesso lo spirito polemico affiora prepotente in Guttuso raggiungendo la punta massima con la grande tela "I funerali di Togliatti" del 1972, opera manifesto dell'antifascismo. Guttuso è un pittore che nonostante appartenga ad un'epoca pieno di mutamenti, sociali e culturali, vivendoli da protagonista, non cambia il proprio stile figurativo, rimanendo sempre il pittore illuminato dalla sua terra. Negli anni della maturità, Guttuso, continua a dipingere grandi affreschi di eventi contemporanei, spesso con toni marcatamente allegorici, immagini di ispirazione autobiografica e contadina, politicamente connotate. Tra gli artisti italiani più noti all'estero, Guttuso ha ottenuto numerose mostre prestigiose, fra cui una retrospettiva al Museo Puskin di Mosca ed all'Ermitage di Leningrado. Ha insegnato pittura all'Accademia di Belle Arti di Roma ed è stato Visiting Professor alla Hochschule fur Bildende Kunste di Amburgo. Nominato senatore della Repubblica nel 1976, muore a Roma il 18 Gennaio 1987 lasciando alla sua città natale molte opere che sono raccolte nel museo di Villa Cattolica a Bagheria.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Per chi fosse interessato a quest'artista riportiamo di seguito i luoghi e le date dove poterlo vedere:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;fino al 2.9.2007&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In pubblico - Azioni e idee degli anni '70 in Italia Villa Croce Museo d'Arte Contemporanea, Genova&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-563006714173148003?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/563006714173148003/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=563006714173148003' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/563006714173148003'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/563006714173148003'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2007/07/renato-guttuso-il-poeta-del-pennello.html' title='Renato Guttuso il poeta del pennello'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RqsZ7btNQqI/AAAAAAAAAPg/ItROGz3lbqk/s72-c/Guttuso_g.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-6708834667045225968</id><published>2007-07-21T12:10:00.000+01:00</published><updated>2007-07-21T12:12:46.970+01:00</updated><title type='text'>Emilio Scanavino, un alfabeto senza fine</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RqHp1LtNQlI/AAAAAAAAAO4/odFJ609C05Y/s1600-h/_1980_comeledera.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5089606153790112338" style="WIDTH: 159px; CURSOR: hand; HEIGHT: 209px" height="235" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RqHp1LtNQlI/AAAAAAAAAO4/odFJ609C05Y/s320/_1980_comeledera.jpg" width="187" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RqHp-LtNQmI/AAAAAAAAAPA/Hn5l9R1uD0A/s1600-h/Scanavino_uccello.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5089606308408935010" style="WIDTH: 217px; CURSOR: hand; HEIGHT: 142px" height="135" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RqHp-LtNQmI/AAAAAAAAAPA/Hn5l9R1uD0A/s320/Scanavino_uccello.jpg" width="232" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Emilio Scanavino nasce a Genova il 28 febbraio del 1922. Il padre Sebastiano è teosofo e la madre, Maria Felicina Sterla, è fervente cattolica. Queste due culture determineranno in seguito il conflitto interiore, che caratterizza la personalità e l’espressione dell’artista. Nel 1947 Scanavino si reca per la prima volta a Parigi dove soggiorna qualche tempo e, accanto ai critici, incontra i poeti e gli artisti, Edouard Jaguer, Wols, Camille Bryen. L’esperienza parigina si rivelerà fondamentale nel suo percorso stilistico, in particolare per gli echi del postcubismo che assimila e interpreta in chiave personale fin dal 1948, quando espone alla Galleria l’Isola di Genova. Alle suggestioni della lezione di Picasso verso la fine del decennio Scanavino avverte anche l’influenza delle contemporanee esperienze astratte. Nel 1950 alla XXV Biennale di Venezia espone Soliloquio musicale e suscita l’attenzione della critica. Nello stesso anno riceve ex aequo il Primo Premio alla V Mostra regionale genovese. Si dedica completamente alla pittura, affermandosi da questo momento in avanti nell’ambito dell’arte contemporanea internazionale. Nel 1951 s’inaugura una mostra personale alla Apollinaire Gallery di Londra. Conosce Philip Martin, Eduardo Paolozzi e Francis Bacon: le opere di quest’ultimo in particolare lasciano in Scanavino un segno profondo. Ad Albisola, in Liguria, frequenta il laboratorio di ceramica di Tullio d’Albisola, dove incontra e stringe amicizia con Fontana, Dangelo, Baj, Dova, Crippa, Jorn, Appel, Corneille del gruppo Cobra, Matta, Lam. Accanto agli artisti incontra e frequenta Jaguer e Verdet, che Scanavino ha già conosciuto a Parigi dove continua a tornare anche per brevi viaggi fino al 1958. In questo periodo incontra e conosce anche Carlo Cardazzo, destinato a diventare nel giro di poco tempo il suo attento e lungimirante mercante. Nel 1952 è titolare della cattedra di disegno e figura presso il Liceo Artistico di Genova. Il critico Guido Ballo e i galleristi Le Noci, Schwarz e Gastaldelli si interessano alla sua ricerca. Nel 1953 gravita intorno al gruppo milanese degli spazialisti, che ha come punto di riferimento la Galleria del Naviglio, senza mai aderire ufficialmente agli intenti del movimento, e sarà inserito nel volume di Giampiero Giani Spazialismo: origini e sviluppi di una tendenza artistica, pubblicato nel 1956. Nel 1954 Scanavino è nuovamente invitato a esporre alla XXVII Biennale di Venezia, partecipa al primo degli Incontri Internazionali della ceramica, organizzati ad Albisola da Jorn. É in questi anni, più precisamente nel 1957, che avviene l’incontro anche con un giovane critico, che sarà uno degli studiosi dell’Informale italiano ed Europeo, Enrico Crispolti, con cui Scanavino terrà un importante carteggio (cfr. R. Ferrario, Scanavino/Crispolti. Carteggio 1957-1970, Silvana Editoriale, 2006). Dal carteggio emergono l’attualità della poetica del segno e della materia di Scanavino e il confronto del suo linguaggio pittorico con l’informale di matrice europea, in particolare con la lezione di Wols, Mathieue con le suggestioni di Bacon e di Paolozzi. Nascono in questo periodo i primi Rituali e gli Alfabeti senza fine, i temi che ricorrono nella pittura di Scanavino: il segno si fa protagonista sulla tela di un racconto ritmato, di un tempo sospeso, di pieni e vuoti di presenze suggestive, evocate nell’ombra dello studio o nella natura di Calice Ligure, dove, alla fine degli anni Sessanta, Scanavino sposterà il suo studio per alcuni periodi dell’anno. Nel 1957 Scanavino realizza anche il bassorilievo per il Genio Civile di Imperia, esempio del dialogo e della costante verifica che Scanavino attua fra pittura, scultura, ceramica e arti applicate e ravvisabile nella coeva produzione di oggetti in ceramica, vasi, formelle e nelle sculture (cfr. G.Graglia Scanavino, G.M. Accame, Scanavino. La scultura 1952-1980, Documenti dell’Archivio Scanavino, Edizioni Aspasia, Bologna, 2004). Nel 1958 è invitato alla XXIX Biennale di Venezia riceve il Premio Prampolini e al X Premio Lissone (Premio acquisto per l’Ecce Homo, 1956-1957). Si trasferisce con la famiglia a Milano e inizia un rapporto esclusivo con Cardazzo. Conosce Gianpiero Giani, Gillo Dorfles, Roberto Sanesi, Franco Russoli e Alain Jouffroy. Nel 1960 è invitato alla XXX Biennale di Venezia con una sala personale. Vince il Premio Spoleto, il Premio Sassari, il Premio Valsesia e il Premio Lignano. Nel 1962 acquista una casa a Calice Ligure e la trasforma in atelier. Nel 1963 riceve il Premio La Spezia. Nel 1964 Scanavino è invitato di nuovo alla XXXIII Biennale di Venezia con con una sala personale: vince il Premio Pininfarina. Nel 1968 risiede a Calice Ligure, dove si stabiliscono molti altri artisti che formano intorno al maestro una piccola comunità. Nel clima di ritorno alla figurazione Scanavino partecipa alla rassegna Possibilità di Relazione (L’Attico, Roma, 1960) e le due edizioni di Alternative Attuali (L’Aquila, 1962-1965) con le quali Crispolti cerca di fare il punto sulla situazione di “superamento dell’informale” grazie a una oggettivazione delle forme. Nel 1965 Scanavino espone alla Quadriennale e nel 1966 è di nuovo protagonista alla Biennale di Venezia con una sala personale in cui espone grandi tele, accompagnate in catalogo da un saggio di Guido Ballo. Nel 1970 riceve il Gran Premio alla Biennale di Mentone. Nel 1971 si trasferisce per qualche tempo a Roma ed è invitato alla Biennale di San Paolo del Brasile insieme con Alik Cavaliere: i due artisti realizzano l’opera-installazione Omaggio all’America Latina, un grande retablo in omaggio ai martiri per la libertà dei popoli latinoamericani composto da nove pannelli di legno dipinti a olio con innesti di sculture in bronzo, argento e alluminio. I pannelli, suddivisi in 156 riquadri secondo l’iconografia degli alfabeti senza fine di Scanavino, riportano ognuno il nome di un martire per la libertà misteriosamente scomparso e la cui documentazione anagrafica è stata ritrovata da Cavaliere e Scanavino nei registri degli archivi dei consolati di San Paolo. L’opera venne censurata per il soggetto “di natura politica e quindi extra artistica”; tornato in Italia il “retablo” diventò simbolo di libertà, richiesto da istituzioni pubbliche, da galleristi e dagli studenti della Facoltà di Architettura dell’Università Statale di Milano per la manifestazione con Giorgio Gaber. Oggi - grazie al restauro del 2003 dovuto alla collaborazione tra i rispettivi archivi degli artisti e l’accademia di Belle Arti di Brera – l’opera è esposta al Museo della Permanente di Milano. Lungo gli anni Settanta Scanavino trascorre periodi sempre più lunghi nella sua casa di Calice Ligure; il suo segno si semplifica e si raccoglie in griglie o architetture geometriche, che preludono a una riflessione sull’oggettivazione della pittura. Nel 1973 la Kunsthalle di Darmstadt gli dedica una vasta e approfondita antologica. La mostra, modificata in alcuni punti, è itinerante in Italia, a Venezia a Palazzo Grassi e a Milano a Palazzo Reale. Nel 1976 Scanavino alterna la sua attività artistica tra Parigi e l’Italia. Tra il 1979 e il 1980 espone alla Galerie Matthias Fels di Parigi e a Palazzo Massari a Ferrara. Negli anni Ottanta partecipa alle mostre dedicate alla pittura degli anni Cinquanta e Settanta. Tra il 1984 e il 1985 si svolge una sua mostra personale a Firenze al Palazzo dei Congressi e a Tours, presso il Chateau de Tours. Muore a Milano il 28 novembre del 1986.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-6708834667045225968?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/6708834667045225968/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=6708834667045225968' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/6708834667045225968'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/6708834667045225968'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2007/07/emilio-scanavino-un-alfabeto-senza-fine.html' title='Emilio Scanavino, un alfabeto senza fine'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RqHp1LtNQlI/AAAAAAAAAO4/odFJ609C05Y/s72-c/_1980_comeledera.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-7175666375153854624</id><published>2007-07-14T10:15:00.000+01:00</published><updated>2007-07-14T10:24:19.201+01:00</updated><title type='text'>I maestri dell'800: Edgar Degas</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RpiVLbjocTI/AAAAAAAAAOw/QuFMCnF-QC4/s1600-h/degas_etoile.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5086979802723283250" style="WIDTH: 173px; CURSOR: hand; HEIGHT: 235px" height="224" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RpiVLbjocTI/AAAAAAAAAOw/QuFMCnF-QC4/s320/degas_etoile.jpg" width="151" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RpiVCrjocSI/AAAAAAAAAOo/7u5evfyY4r4/s1600-h/528px-Degas_dancingclass_600pix.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5086979652399427874" style="WIDTH: 209px; CURSOR: hand; HEIGHT: 216px" height="196" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RpiVCrjocSI/AAAAAAAAAOo/7u5evfyY4r4/s320/528px-Degas_dancingclass_600pix.jpg" width="200" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Edgar de Gas (che in seguito cambiò il cognome nel meno aristocratico Degas) nacque a Parigi il 19 luglio 1834, primo di cinque fratelli di una famiglia facoltosa e dagli spiccati interessi artistici. Il padre, Auguste, era direttore della filiale francese di una banca che il nonno, René-Hilaire, aveva fondato in Italia (dove si era rifugiato durante la Rivoluzione francese). La madre, Célestine Musson, apparteneva a una famiglia di origine francese stabilitasi negli Stati Uniti, a New Orleans, dove il padre commerciava in cotone. Célestine morì all'improvviso quando Edgar aveva soltanto tredici anni e per il bambino, che l'adorava, il colpo fu terribile.Edgar era un ragazzo intelligente, a scuola studiava con impegno (soprattutto le materie preferite, latino e storia), ma senza risultati particolarmente brillanti. Il suo vero amore era il disegno e in questo trovò sempre il sostegno del padre, più interessato all'arte che agli affari. Dopo aver intrapreso con scarsa convinzione gli studi di giurisprudenza, li abbandonò per dedicarsi seriamente alla pittura e nel 1854 iniziò a seguire le lezioni di Louis Lamothe, artista apprezzato all'epoca, ma oggi pressoché dimenticato. Lamothe, già allievo di Ingres, riuscì a trasmettere a Degas l'importanza che Ingres attribuiva al disegno. Nel 1855, Edgar incontrò il maestro, all'epoca settantacinquenne, e ricevette questo consiglio: "Disegni linee, giovanotto, tante linee, non importa se vengono dalla memoria o dalla natura". Grazie alle risorse finanziarie del padre, Degas non conobbe le difficoltà che spesso accompagnano i primi passi di un aspirante artista; anzi poté dedicarsi liberamente alla pittura secondo le proprie inclinazioni. Trascorse molto tempo a copiare quadri al Louvre e dal 1856 al 1859 soggiornò in Italia, dove aveva numerosi parenti, per nutrirsi delle opere dei grandi maestri del Rinascimento. Firenze, Napoli e Roma furono i centri d'arte nei quali si fermò più a lungo, finché, rientrato a Parigi, nel 1859 aprì uno studio in Rue Madame. Nel 1860 compì un secondo viaggio in Italia e anche in seguito vi tornò a più riprese. Durante i soggiorni nel nostro paese, ebbe spesso l'occasione di ritrarre i componenti della sua famiglia. Il ritratto occupò sempre un posto di rilievo nella sua pittura, tuttavia egli si dedicò anche a complesse composizioni di carattere storico, con cui sperava di acquisire notorietà al Salon. A partire dal 1860 Degas cominciò a essere attratto da temi più attuali e in particolare dalle corse dei cavalli. Nel 1861 durante un soggiorno in Normandia, la visita a un allevamento di purosangue contribuì a fargli scoprire il fascino di questi animali; l'anno seguente conobbe Edouard Manet che, dopo averlo incoraggiato a coltivare il suo interesse per la realtà contemporanea, lo introdusse in quel gruppo di giovani artisti che più tardi sarebbero diventati famosi come impressionisti. La banca di Auguste Degas aveva subito un brusco tracollo e il figlio si ritrovò a dover versare ingenti somme ad altri istituti di credito. Per preservare il buon nome della famiglia, Edgar pagò i debiti, andando anche oltre gli obblighi legali, ma dovette vendere la casa, oltre ai quadri della sua collezione privata, e per la prima volta si vide costretto a cercare acquirenti per le sue opere. Le mostre degli impressionisti, che lo stesso Degas contribuì a organizzare, si rivelarono il veicolo ideale per trovare compratori. Partecipò a ben sette delle otto edizioni che si tennero fra il 1874 e il 1886, disertando soltanto la penultima del 1882 e, al contrario di altri impressionisti, non ebbe mai difficoltà a trovare acquirenti per le sue tele, perché la sua perfetta padronanza tecnica faceva sì che i suoi quadri non potessero essere mai accusati di sciatteria (come avvenne invece per altri artisti); Degas dipingeva soggetti del mondo contemporaneo con l'abilità dei grandi maestri e per molti incarnò l'immagine stessa della modernità. La crisi causata dal tracollo finanziario del padre venne rapidamente superata e nel 1880 Degas si era ormai guadagnato il rispetto e l'ammirazione dell'ambiente artistico parigino. Dopo l'ultima mostra degli impressionisti, tenutasi nel 1886, l'artista rinunciò a esporre i suoi dipinti in pubblico e preferì rivolgersi privatamente a clienti selezionati. A cinquant'anni, cominciando a nutrire serie apprensioni per la propria carriera a causa del progressivo e irreversibile peggioramento della vista, decise di dedicarsi con maggiore assiduità alla scultura e via via abbandonò anche la pittura a olio in favore del pastello, che gli permetteva di lavorare più vicino alla tela. Nei lavori realizzati in questo periodo sono frequenti le figure in primo piano, come se il suo punto di vista fosse molto ravvicinato rispetto al passato. La completa dedizione all'arte non gli lasciò molto spazio per coltivare grandi amori, né risulta che abbia avuto relazioni occasionali con qualcuna delle sue modelle. Degas certamente non aveva un carattere facile; nonostante l'agiatezza, conservò sempre abitudini frugali e l'unico lusso che si concesse fu quello di una ricca collezione d'arte. A dispetto delle dicerie, però, fu tutt'altro che un misantropo e condusse una vita appartata solo nella tarda vecchiaia. Mantenne ottimi rapporti con la famiglia, ebbe molti amici e fu anche uno zio affettuoso, dimostrando di trovarsi a proprio agio con i bambini. Fino alla prima metà degli anni Novanta continuò a frequentare i vecchi amici, ma in seguito il peggioramento della vista ridusse la sua mobilità e le lettere che Edgar Degas scrisse dopo i sessant'anni contengono riferimenti sempre più frequenti a problemi di salute. Con la vecchiaia il suo carattere peggiorò e crebbe la sua ostilità verso il mondo moderno (arrivò a definire "comica" la bicicletta e "ridicolo" il telefono); con la progressiva scomparsa di parenti e amici cominciò ad essere assillato dal pensiero della morte. Lavorava con sempre maggiore difficoltà e dopo il 1908 la sua produzione si fece molto scarsa. Nel 1912 fu costretto a traslocare perché la sua casa doveva essere demolita, ma il cambiamento si rivelò devastante per un uomo di quasi ottant'anni e da quel momento abbandonò completamente l'attività artistica. Nello stesso anno, uno dei suoi dipinti, Ballerine che si allenano alla sbarra, venne comprato a un'asta dal Metropolitan Museum di New York per la favolosa somma di 478.000 franchi, la cifra più alta mai pagata fino ad allora per un dipinto impressionista. A chi gli chiese come si sentisse dopo questo trionfo Degas rispose: "Come un cavallo che ha appena vinto una corsa e riceve la solita biada". Negli ultimi anni di vita, venne amorevolmente accudito dalla nipote; ormai era quasi completamente cieco, ma fino al 1914 la sua figura magra e canuta continuò ad aggirarsi per le vie di Parigi appoggiata a un bastone. Edgar Degas morì il 27 settembre 1917, all'età di ottantatré anni. Per sua esplicita volontà, i funerali si svolsero in forma strettamente privata alla presenza degli amici più intimi, fra cui i pittori Claude Monet e Jean-Louis Forain. Non ci fu orazione funebre (anche questo per suo espresso desiderio) e prima di morire affidò a Jean-Louis Forain le poche parole che questi avrebbe dovuto pronunciare sulla tomba: "Amava moltissimo disegnare, proprio come me". L'appartenenza a una classe sociale più elevata portò Degas e Manet a sviluppare interessi e abitudini diverse da quelle degli altri impressionisti: i due artisti, infatti, amavano le corse dei cavalli e condividevano la passione per la musica. Proprio in quegli anni Degas affrontò spesso soggetti teatrali e musicali, si cimentò anche con il paesaggio, che però non fu mai tra i suoi temi prediletti, e dipinse le prime figure di lavandaie. Nei ritratti non si limitò a dipingere se stesso e i familiari, ma raffigurò anche gli amici e altre persone che suscitavano il suo interesse. Espose in alcune occasioni al Salon di Parigi ma, essendo molto geloso delle sue opere, solo raramente ne mise qualcuna in vendita. La sua dedizione pressoché assoluta all'arte venne interrotta nel 1870 dalla guerra franco-prussiana, durante la quale la Francia subì l'invasione dell'esercito tedesco. Arruolato in un reggimento di fanteria, gli venne riscontrato un difetto di vista all'occhio destro &amp;shy; il primo segnale dei gravi problemi che lo avrebbero portato alla cecità quasi completa &amp;shy; e fu trasferito in artiglieria. Nel 1871, a guerra finita, si recò per una breve visita a Londra, e nell'inverno del 1872-73 trascorse lunghi periodi a New Orleans, ospite dei parenti. Pare che, forse perché già consapevole del rapido peggioramento della propria vista, abbia nutrito una particolare simpatia per la cugina Estelle Musson, che era cieca. Tornato a Parigi nell'aprile del 1873, riprese le proprie abitudini, ma l'anno seguente la sua carriera subì una nuova battuta d'arresto con la morte del padre che gli lasciò in eredità molti debiti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Per chi volesse approfondire quest'artista riportiamo di seguito i luoghi e le date dove poterlo vedere:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;fino al 7.10.2007&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Französische Meisterwerke des 19. Jahrhunderts aus der Sammlung des Metropolitan Museum of Art New York zu Gast in Berli Neue Nationalgalerie, Berlino &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;fino al 30.9.2007&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Le cinque anime della scultura Cesac - Centro Sperimentale per le Arti Contemporanee, Caraglio &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;fino al 16.9.2007&lt;/div&gt;&lt;div&gt;De Cézanne à Picasso, chefs-d'oeuvre de la galerie Vollard Musée d'Orsay, Parigi &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 9.9.2007&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Manet to Matisse The Nelson-Atkins Museum of Art, Kansas City, MO &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 9.9.2007&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Defining Modernity: European Drawings, 1800–1900 The J. Paul Getty Museum, Los Angeles, CA &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 9.9.2007&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Jahre Kunsthalle Mannheim Städtische Kunsthalle Mannheim, Mannheim &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 1.9.2007&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Masterpieces - European Art from the Collection The Corcoran Gallery of Art, Washington, DC &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 12.8.2007&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Master Drawings from the Yale University Art Gallery Jack S. Blanton Museum of Art, Austin, TX &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;fino al 22.7.2007&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Fondation Beyeler: EROS Rodin und Picasso BA-CA Kunstforum Wien, Vienna &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;dal 26.1.2008&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;div&gt;Degas in Bronze: The Complete Sculptures Boca Raton Museum of Art, Boca Raton, FL &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-7175666375153854624?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/7175666375153854624/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=7175666375153854624' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/7175666375153854624'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/7175666375153854624'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2007/07/edgar-de-gas-che-in-seguito-cambi-il.html' title='I maestri dell&apos;800: Edgar Degas'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RpiVLbjocTI/AAAAAAAAAOw/QuFMCnF-QC4/s72-c/degas_etoile.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-2690095297109653243</id><published>2007-06-22T21:46:00.001+01:00</published><updated>2007-06-22T21:48:51.364+01:00</updated><title type='text'>Chiuso per ferie</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Rnw1hBx5uZI/AAAAAAAAAOg/bLCHtddF_BY/s1600-h/Chiuso_per_ferieCIN.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5078993321296771474" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Rnw1hBx5uZI/AAAAAAAAAOg/bLCHtddF_BY/s320/Chiuso_per_ferieCIN.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Dal 23/06/2007 al 09/07/2007&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-2690095297109653243?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/2690095297109653243/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=2690095297109653243' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/2690095297109653243'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/2690095297109653243'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2007/06/chiuso-per-ferie.html' title='Chiuso per ferie'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Rnw1hBx5uZI/AAAAAAAAAOg/bLCHtddF_BY/s72-c/Chiuso_per_ferieCIN.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-3282180317431764808</id><published>2007-06-22T21:30:00.000+01:00</published><updated>2007-06-22T21:45:14.692+01:00</updated><title type='text'>Antoni Tàpies, l'informale materico</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RnwzeBx5uXI/AAAAAAAAAOQ/DaanN10L9yc/s1600-h/tapies+1990-91.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5078991070733908338" style="WIDTH: 194px; CURSOR: hand; HEIGHT: 250px" height="245" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RnwzeBx5uXI/AAAAAAAAAOQ/DaanN10L9yc/s320/tapies+1990-91.jpg" width="181" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RnwzlRx5uYI/AAAAAAAAAOY/gsEBIuMRDlE/s1600-h/Tapies_LatexV99.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5078991195287959938" style="WIDTH: 191px; CURSOR: hand; HEIGHT: 249px" height="208" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RnwzlRx5uYI/AAAAAAAAAOY/gsEBIuMRDlE/s320/Tapies_LatexV99.jpg" width="166" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Antoni Tàpies nasce a Barcellona il 13 dicembre 1923. A tredici anni comincia a frequentare corsi di disegno e pittura. Nel 1944 si iscrive alla Facoltà di legge all’Università di Barcellona, ma non termina gli studi. Inizia a interessarsi alla storia della filosofia e all’ideologia del romanticismo e post-romanticismo tedesco. Studia disegno all’Accademia Valls di Barcellona e dal 1945 si dedica soprattutto alla pittura realizzando le prime opere espressioniste e molte altre che rivelano un interesse per la pittura astratta. Dimostra grande vivacità intellettuale, è attratto non solo dall’arte, ma anche dalla psicanalisi, dalla religione, dalla filosofia, dalla politica e dalle scienze moderne. Nel 1948 conosce Joan Mirò. Nel 1950 tiene la sua prima mostra personale alla Galleria Laietanes di Barcellona. Nello stesso anno, grazie ad una borsa di studio del governo francese, trascorre un anno a Parigi. Espone a Pittsburgh al Carnegie Institute. Nel 1951 il suo primo incontro con Picasso e Braque. Due anni dopo si reca negli Stati Uniti, dove tiene una personale alla Galleria Martha Jackson di New York. Nel 1954 espone alla XXVI Biennale di Venezia. In questo stesso anno sposa Teresa Barba Fàbregas, nel 1956 nasce il suo primo figlio Antoni, due anni dopo la figlia Clara, nel 1960 il figlio Miquel. In questi anni si intensificano le mostre in importanti musei e gallerie statunitensi, europee, giapponesi e sudamericani. Nel 1959, al suo secondo viaggio a New York, incontra Kline, De Kooning, Motherwell e Hoffman . Nel 1964 riceve il premio della Fondazione Guggenheim e l’anno seguente Roland Penrose organizza una personale del suo lavoro all’Istituto delle Arti Contemporanee di Londra. Inizia a scrivere la sua autobiografia, che sarà pubblicata nel 1978 con il titolo “Memorià e Personal”. Nel 1969 pubblica una serie di scritti e dichiarazioni sulla libertà di creazione. La Fondazione Maeght sovvenziona Clovis Prevost per realizzare un film sul suo lavoro. Durante tutti gli anni Settanta gli vengono dedicate numerose retrospettive in importanti musei internazionali. Nel 1981 la città di Barcellona gli commissiona un omaggio a Picasso, un monumento che verrà inaugurato due anni dopo. Con J. Gardy Artigas crea un grande mosaico per la Plaza Cataluna di Barcellona. In questi anni sperimenta altri mezzi espressivi e realizza le sue prime ceramiche con il ceramista Hans Spinner. In occasione del suo sessantesimo anniversario la Galleria Maeght di Barcellona presenta una mostra delle sue pitture e ceramiche. Nel 1984 viene creata a Barcellona la Fondazione Antoni Tàpies. Due anni dopo visita Vienna, in occasione di una retrospettiva alla Wienrer Kunstlerhaus. Nel 1990 si inaugura la scultura monumentale “Nùvol i Cadira” installata in cima all’edificio della Fondazione Antonie Tàpies a Barcellona. Nel 1994 la Galleria Nazionale Jeu de Paume a Parigi gli dedica un’importante retrospettiva. Negli anni successivi l’opera dell’artista è stata oggetto di diverse retrospettive: al Museo Solomon R. Guggenheim, New York (1995), al Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato (1997), Al Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia, Madrid (2000), al Museu d’Art Contemporanei de Barcelona (2004) e nel 2005 una importante antologica al Hara Museum, Tokio. Nel corso della sua lunga carriera artistica riceve innumerevoli riconoscimenti e premi in campo internazionale. Fra cui tre lauree honoris causa: nel 1981 dal Roy College of Art di Londra; nel 1988 dall’Università di Barcellona e nel 1990 dall’Università di Glasgow. E’ membro onorario di prestigiose Accademie d’Arte, fra cui l’Accademia Derkunste di Berlino, la Royal Academy of Arts di Stoccolma, la Kunsterhouse di Vienna, la Royal Academy of Arts di Londra.Nel 1955 riceve il Premio della Repubblica di Colombia, e nel 1958 il Premio Unesco alla Biennale di Venezia. Nel 1981 riceve dal re Juan Carlos di Spagna la Medaglia d’Oro delle Arti. Nel 1984 l’Assemblea Spagnola per le Nazioni Unite gli attribuisce il Premio per la Pace. Nel 1983 il Governo francese lo nomina Ufficiale e nel 1985 Commendatore delle Arti e della Lettere; nel 1985 gli conferisce il Premio Nazionale per la Pittura. A Tokio riceve nel 1960 il Premio per gli affari stranieri e nel 1989 il Premio Imperiale. Per le Arti Grafiche è premiato nel 1960 a Tokio, nel 1967 a Barcellona e nel 1974 dal British Council. Nel 1993 rappresenta la Spagna alla Biennale di Venezia dove la sua installazione “Rinsen” viene premiata con il Leone d’Oro. Attualmente vive e lavora a Barcellona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per chi volesse approfondire quest'artista riportiamo di seguito i lughi e le date dove poterlo vedere:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fino al 26.8.2007&lt;br /&gt;Black &amp;amp; White Lentos Kunstmuseum Linz, Linz &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;fino al 28.7.2007&lt;br /&gt;Joachim Hiller - Malerei und Reliefs / Antoni Tapies – Grafische Werke Galerie Nero, Wiesbaden &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;fino al 15.7.2007&lt;br /&gt;Hipervinculos - colección de Unión Fenosa en el Museo Patio Herreriano MACUF - Museo de Arte Contemporáneo Union Fenosa, Coruna &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;fino al 8.7.2007&lt;br /&gt;Speed #1 - natura naturata - velocidad sin movimiento IVAM - Institut Valencià d'Art Modern, Valenza &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;fino al 28.6.2007&lt;br /&gt;Secuencias - 1976-2006. Arte contemporáneo en las colecciones públicas de Extremadura Museo Extremeño e Iberoamericano de Arte Contemporáneo, Badajoz &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;dal 1.7.2007 &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Originale auf Leinwand und Papier Galerie Art 204, Düsseldorf &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;dal 20.11.2007&lt;br /&gt;Ausgewählte Neuerwerbungen Galerie Art 204, Düsseldorf &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;dal 1.1.2008 &lt;/div&gt;&lt;div&gt;González Bravo, Antoni Tapies, Luis Feito - Spanische Kunst Galerie Art 204, Düsseldorf&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-3282180317431764808?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/3282180317431764808/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=3282180317431764808' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/3282180317431764808'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/3282180317431764808'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2007/06/antoni-tpies-linformale-materico.html' title='Antoni Tàpies, l&apos;informale materico'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RnwzeBx5uXI/AAAAAAAAAOQ/DaanN10L9yc/s72-c/tapies+1990-91.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-70855629005313260</id><published>2007-06-16T12:08:00.000+01:00</published><updated>2007-06-16T12:16:19.576+01:00</updated><title type='text'>Alberto Burri, l'artista e la materia</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RnPFuBx5uVI/AAAAAAAAAOA/--Pv_e_MuQQ/s1600-h/1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5076618599519074642" style="WIDTH: 186px; CURSOR: hand; HEIGHT: 234px" height="229" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RnPFuBx5uVI/AAAAAAAAAOA/--Pv_e_MuQQ/s320/1.jpg" width="176" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RnPF6xx5uWI/AAAAAAAAAOI/lHAxaENM2rU/s1600-h/drills1fp.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5076618818562406754" style="WIDTH: 194px; CURSOR: hand; HEIGHT: 232px" height="180" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RnPF6xx5uWI/AAAAAAAAAOI/lHAxaENM2rU/s320/drills1fp.jpg" width="167" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Alberto Burri (12 Marzo 1915 - 13 Febbraio 1995) è l’artista italiano, insieme a Lucio Fontana, ad aver dato il maggior contributo italiano al panorama artistico internazionale di questo secondo dopoguerra. La sua ricerca artistica è spaziata dalla pittura alla scultura avendo come unico fine l’indagine sulle qualità espressive della materia. Ciò gli fa occupare a pieno titolo un posto di primissimo piano in quella tendenza che viene definita «informale». Nato a Città di Castello in Umbria, segue gli studi di medicina e si laurea nel 1940. Arruolatosi come ufficiale medico, viene fatto prigioniero a Tunisi dagli inglesi nel 1943. L’anno successivo viene trasferito dagli americani in un campo di prigionia in Texas. Qui inizia la sua attività artistica. Tornato in Italia abbandona definitivamente la medicina per dedicarsi esclusivamente alla pittura. Sin dall’inizio la sua ricerca si svolge nell’ambito di un linguaggio astratto con opere che non concedono assolutamente nulla al figurativo in senso tradizionale. Le prime opere che lo pongono all’attenzione della critica appartengono alla serie delle «muffe», dei «catrami» e dei «gobbi». Questa opere, che esegue tra la fine degli anni Quaranta e gli inizi degli anni Cinquanta, conservano un carattere essenzialmente pittorico, in quanto sono costruite secondo la logica del quadro. Le immagini, ovviamente astratte, sono ottenute, oltre che con colori ad olio, con smalti sintetici, catrame e pietra pomice. Nella serie dei «gobbi» introduce la modellazione della superficie di supporto con una struttura di legno, dando al quadro un aspetto plastico più evidente. Alla prima metà degli anni Cinquanta appartiene la sua serie più famosa: quella dei «sacchi». Sulla tela uniformemente tinta di rosso o di nero incolla dei sacchi di iuta. Questi sacchi hanno sempre un aspetto «povero»: sono logori e pieni di rammenti e cuciture. Al loro apparire fecero notevole scandalo: ma la loro forza espressiva, in linea con il clima culturale del momento dominato dal pessimismo esistenzialistico, ne fecero presto dei «classici» dell’arte. Con alcune mostre tenute da Burri in America tra il 1953 e il 1955 avviene la sua definitiva consacrazione a livello internazionale. La sua ricerca sui sacchi dura solo un quinquennio. Dal 1955 in poi si dedica a nuove sperimentazioni che coinvolgono nuovi materiali. Inizialmente sostituisce i sacchi con indumenti quali stoffe e camicie. La sua ricerca è in sostanza ancora tesa alla sublimazione poetica dei rifiuti: degli oggetti usati e logorati ne evidenzia tutta la carica poetica come residui solidi dell’esistenza non solo umana ma potremmo dire cosmica. Dal 1957 in poi, con la serie delle «combustioni», compie una svolta significativa nella sua arte, introducendo il «fuoco» tra i suoi strumenti artistici. Con la fiamma brucia legni o plastiche con i quali poi realizza i suoi quadri. In questo caso l’usura che segna i materiali non è più quella della «vita», ma di un’energia che ha un valore quasi metaforico primordiale – il fuoco – che accelera la corrosione della materia. Nella sua poetica è sempre presente, quindi, il concetto di «consunzione» che raggiunge il suo maggior afflato cosmico con la serie dei «cretti» che inizia dagli anni Settanta in poi. In queste opere, realizzate con una mistura di caolino, vinavil e pigmento fissata su cellotex, raggiunge il massimo di purezza e di espressività. Le opere, realizzate o in bianco o in nero, hanno l’aspetto della terra essiccata. Anche qui agisce un processo di consunzione che colpisce la terra, vista anch’essa come elemento primordiale, dopo che la scomparsa dell’acqua la devitalizza lasciandola come residuo solido di una vita definitivamente scomparsa dall’intero cosmo. Nell’opera di Burri l’arte interviene sempre «dopo». Dopo che i materiali dell’arte sono già stati «usati» e consumati. Essi ci parlano di un ricordo e ci sollecitano a pensare a tutto ciò che è avvenuto nella vita precedente di quei materiali prima che essi fossero definitivamente fissati nell’immobilità dell’opera d’arte. La poetica di Burri, più che il suo stile, hanno creato influenze enormi in tutta l’arte seguente. La sua opera ha radicalmente rimesso in discussione il concetto di arte, e del suo rapporto con la vita. L’arte come finzione mimetica che imita la vita appare ora definitivamente sorpassata da un’arte che illustra la vita con la sincerità della vita stessa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Per chi fosse interessato a quest'artista riportiamo di seguito i luoghi e le date dove poterlo vedere:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;fino al 30.12.2007&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Collectors 1 - Collezione La Gaia Cesac - Centro Sperimentale per le Arti Contemporanee, Caraglio&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-70855629005313260?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/70855629005313260/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=70855629005313260' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/70855629005313260'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/70855629005313260'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2007/06/alberto-burri-lartista-e-la-materia.html' title='Alberto Burri, l&apos;artista e la materia'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RnPFuBx5uVI/AAAAAAAAAOA/--Pv_e_MuQQ/s72-c/1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-3906025973909687469</id><published>2007-06-10T18:46:00.000+01:00</published><updated>2007-06-10T19:08:02.720+01:00</updated><title type='text'>La Biennale di Venezia 2007</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Rmw6_xx5uRI/AAAAAAAAANg/B_uueK6Cy6M/s1600-h/foto+133.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5074495747508517138" style="WIDTH: 160px; 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La fanciullezza del pittore non si svolse tra agiatezze borghesi, essendo il padre un semplice artigiano specializzato nella fabbricazione e riparazione di oggetti di latta; infatti nel 1851, a causa dei debiti, la casa paterna fu sottoposta a vendita giudiziaria, il che constrinse la famiglia Rousseau a trasferirsi a Avesnières, abbandonata dieci anni dopo per andare a abitare a Angers. Dopo vari insuccessi scolastici (tranne che in in musica e ortografia), arrivò anche per lui la prima disavventura legale: nel 1863, infatti, impiegato nell'ufficio di un avvocato, Rousseau si lasciò coinvolgere da due colleghi scrivani in un raggiro ai danni del datore di lavoro al quale fu sottratta una somma di denaro. Rousseau di quella cifra si trattenne solo una parte esigua ma venne scoperto; per sfuggire all'internamento in una casa di correzione firmò, come volontario, una ferma di sette anni ed entrò nel 51° reggimento di fanteria. Non riuscì ad eludere del tutto la pena, che gli fu inflitta l'anno seguente, e fu costretto a scontare un mese di reclusione. Dopo il breve periodo di carcere, riprese il servizio militare con la mansione di sassofonista nella banda. Dopo qualche mese dalla morte del padre, alla fine dell'esperienza nelle armi, nell'estate del 1868 Rousseau si trasferì a Parigi, trovando lavoro come scrivano presso un ufficiale giudiziario. Nella capitale conobbe Clèmence Boitard, che porterà all'altare nell'agosto dell'anno successivo e dalla quale avrà numerosi figli, tutti scomparsi in tenerissima età, con l'eccezione di un maschio, Henry-Anatole e di Julie Clèmence. Nel 1870 viene assunto presso il dazio della prefettura della Senna (anche se poi passa alla storia con l'appellativo di Doganiere). I primi approcci con la pittura alla quale si avvicinò nelle ore libere, durante le giornate lunghe e noiose passate ai caselli daziari, furono legati ad una stesura che ricorda il tocco impessionista, con l'attenzione rivolta alla storia contemporanea , ai luoghi personalmente visitati, tracciati in disegni a penna o in veloci studi ad olio, o più spesso copiati dalle stampe o dalle fotografie, elementi che sarebbero divenuti una costante nell'attività del Doganiere. Nel 1885 i suoi superiori, assecondandone le aspirazioni artistiche, gli "riservarono i servizi più comodi"; così Rousseau, nell'atelier che aveva preso in affitto all'avenue du Maine, potè dedicarsi al sogno di diventare pittore professionista, intensificando lo studio della realtà. Negli otto anni successivi partecipò a numerose esposizioni dei suoi dipinti senza però mai trovare la considerazione sperata, particolarmente importante fu il "Salon des Indèpendants", fondato da Georges Seurat per dar "voce" a quegli artisti fino ad allora sottostimati, del 1888 non tanto per il successo conseguito ma in quanto a pochi giorni dalla chiusura del Salon morì la moglie Clèmence e Rousseau per evitare che la figlia fosse contagiata dalla tisi la condusse ad Angers, presso un fratello; con lui a Parigi rimase solo Hernri-Anatole, unico figlio maschio, superstite. Nel Dicembre del 1893 Rousseau richiese ed ottenne il pensionamento anticipato. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Quasi cinquantenne, con un modico vitalizio che integrò lavorando come decoratore per alcuni negozi, si trovò a disposizione tutto il tempo per dedicarsi ai pennelli: divenne artista indipendente. Finalmente, tra le critiche e le indignazioni dei benpensanti, Rousseau iniziò a farsi strada ed a riscuotere una certa notorietà tra le menti più aperte e lungimiranti. Ma i riconoscimenti degli amici letterati e l'abbondanza di opere esposte non lo arricchirono di certo ed il pittore continuò la sua vita bohèmienne. I soldi della pensione erano veramente pochi, così era costretto ad arrangiarsi come meglio poteva eseguendo ritatti su commissione, a volte pagati anche decentemente. Il 1897 fu un anno particolarmente nefasto per il "doganiere"; agli stenti della vita quotidiana si aggiunse la morte dell'unico figlio maschio superstite, Henri-Anatole, apprendista intagliatore a Parigi, scampato alle epidemie di tubercolosi che avevano ucciso la madre ed i fratelli. Il 2 Settembre 1899 Rousseau si sposa con Josephine Noury, il matrimonio però non lo aiuta nelle sue difficoltà economiche tanto che si vede costretto ad intensificare le lezioni private di musica e iniziare a darne anche di disegno e pittura, attivita, esse, che svolgeva sia in casa propria che a domicilio e che avrebbe continuato ad esercitare per il resto della vita, dando anche lezioni di pittura su ceramica, acquerello, pastello e miniatura. Alcuni giorni prima dell'apertura degli Indèpendants del 1902, dove era tornato ad esporre dopo un'assenza di sei anni, la neo moglie Josèphine morì stroncata da un tumore, questa perdita fu l'ennesimo duro colpo per il pittore che da allora in poi si concentrerà sempre di più sul suo lavoro cercando di dimenticare le disavventure della sua vita. Nel 1905 dopo due sfratti, Rousseau prese dimora e studio in rue Perrel, a Parigi, dove abitò per i restanti anni della vita. Il Doganiere morì il 2 Settembre 1910, in seguito ad una ferita alla gamba inizialmente trascurata che in seguito si infettò fino alla cancrena, all'ospedale Necker, dove fu registrato come "alcolizzato", l'ultima beffa della sua infelice vita. Dopo la morte, fino agli inizi degli anni Cinquanta la fortuna critica di Rousseau è stata curata dagli amici a lui vicini negli ultimi anni di vita come Paul Signac, Apollinaire e Picasso. Gli artisti si preoccuparono di diffonderne il verbo pittorico, constatandone la pioneristica rottura con le convenzioni figurative. A Delaunay in particolare ed a Kandinsky si deve l'influenza iconografica del Doganiere in territorio tedesco, presso i pittori del Cavaliere Azzurro e gli espressionisti, fino ad i maturi anni Quaranta. In Francia gli stessi prestiti di Rousseau sono rintracciabili in alcuni cubisti e poi nei surrealisti. Per l'Italia si possono citare alcune suggestioni nei paesaggi metafisici. Non è difficile trovare, infine, motivi desunti da Rousseau perfino nella pittura dei messicani Diego Rivera e Frida Kahlo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Per chi fosse interessato a quest'artista riportiamo di seguito i luoghi e le date dove poterlo vedere:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fino al 7.10.2007&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Französische Meisterwerke des 19. Jahrhunderts aus der Sammlung des Metropolitan Museum of Art New York zu Gast in Berli Neue Nationalgalerie, Berlino&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-1527118487104423571?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/1527118487104423571/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=1527118487104423571' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/1527118487104423571'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/1527118487104423571'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2007/06/i-maestri-dell800-henri-rousseau.html' title='I maestri dell&apos;800: Henri Rousseau'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RmGZbozSftI/AAAAAAAAANQ/0BcurH0pYG4/s72-c/Football%2520Players.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-7783062282427656232</id><published>2007-05-26T19:04:00.000+01:00</published><updated>2007-05-26T19:36:53.845+01:00</updated><title type='text'>Piero Manzoni e il suo concetto di arte indipendente</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Rlh7DYzSfqI/AAAAAAAAAM4/z_rUbPPMbEI/s1600-h/112.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5068936678732889762" style="CURSOR: hand" height="277" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Rlh7DYzSfqI/AAAAAAAAAM4/z_rUbPPMbEI/s320/112.jpg" width="181" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Rlh7KIzSfrI/AAAAAAAAANA/FMzDVumB-Qc/s1600-h/201.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5068936794697006770" style="WIDTH: 195px; CURSOR: hand; HEIGHT: 170px" height="176" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Rlh7KIzSfrI/AAAAAAAAANA/FMzDVumB-Qc/s320/201.jpg" width="201" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Piero Manzoni nasce il 13 luglio del 1933 a Soncino (Cremona), studia per breve tempo all'Accademia di Brera a Milano e dopo un primo periodo di pittura tradizionale viene a contatto con i rappresentanti dello Spazialismo, del Gruppo Cobra e dell'Arte Nucleare, rivolgendosi così alle ricerche sperimentali. Alla fine del 1955 inizia a lavorare su motivi informali avviandosi verso la sperimentazione su diversi materiali tra cui il gesso, la colla, oggetti d'uso, catrame, ecc., definendo già da allora la prevalenza della sua ricerca nei due differenti ambiti della pittura e della banalità del reale. E' attentissimo ai fenomeni culturali più significativi del tempo di cui accetta senza riserve le influenze assimilandole totalmente e trasformandole in retroterra della sua formazione e del suo lavoro. Guarda così all'opera degli informali, in particolare Burri e Fautrier e soprattutto a quella di Fontana, che già dalla fine degli anni quaranta conduceva la sua ricerca sullo spazio e le sue proprietà fisiche e metafisiche. All'inizio degli anni Cinquanta, l'opera di Burri e Fontana rappresenta per i giovani artisti in Italia i risultati di due linee artistiche diverse ma parallele che si fronteggiano. Sia Burri che Fontana, come scrive Achille Bonito Oliva, "hanno assunto, quale loro punto di partenza, il concetto di arte come atto di espressione totale in cui l'artista si realizza, fuggendo, per mezzo della sua creazione, la natura incompleta della vita, per andare verso la completezza del prodotto artistico". Entrambi inoltre "considerano l'opera d'arte come un'estensione della propria esistenza, la quale ha trovato la sua affermazione tramite il movimento verticale della creazione. In questo modo, un cordone ombelicale lega sia l'opera all'artista che lo spazio fluente dell'immaginario allo spazio appiattito ed orizzontale del mondo quotidiano. Ne deriva perciò, in una visione mistica ed assoluta dell'arte, la speranza di allontanarsi dalla banalità tragica ed anonima della vita per via di un atto, la creazione artistica, che glorifica il valore individuale della soggettività". Sia Burri che Fontana quindi saldano insieme la materia con la forma in un unico concetto, come sola possibilità emergente dal contatto traumatico con l'esistenza e il quadro o la scultura "è la fine di un viaggio mistico nel territorio buio dell'immaginazione, un punto d'arrivo, di riferimento nella vita che si presenterebbe altrimenti come sparsa e frammentaria. L'arte, per gli artisti degli anni cinquanta, non è quindi un attività specializzata, ma un'avventura che coinvolge tutti i livelli di esistenza, che rende capace l'uomo come l'artista di vivere attraverso un'esperienza che non ha niente a che fare con l'arte intesa quale professione". Verso la fine degli anni Cinquanta alcuni giovani artisti tra cui lo stesso Manzoni si propongono in antitesi a questa teoria, intendendo l'arte come un'attività specifica e autonoma dalle necessità espressive dell'artista derivate dalla sua esistenza. Per questi artisti la creazione si fonda un progetto mentale e tecniche specifiche che portano a considerare l'opera come una realtà a parte rispetto allo scopo soggettivo dell'artista. Essi si oppongono quindi al concetto di arte come avventura liberatoria e vanno verso l'acquisizione di una coscienza più riflessiva del proprio ruolo, distinto da quello dell'opera che comincia a vedersi come conseguenza dell'operare, del fare arte. Nel 1956 Manzoni conosce l'opera di Yves Klein esposta a Milano e nel "manifesto contro lo stile" ammette come "ultime forme possibili di stilizzazione le proposizioni monocrome di Yves Klein". Assimilando questa esperienza come rivelazione, crea gli "achromes", prima con gesso inciso, poi con tele ricoperte di caolino, polistiroli, feltri, pani, pietre, che continuerà a produrre sino al 1963. "Gli Achromes di Manzoni" scrive Bonito Oliva, "sono superfici prevalentemente bianche formate con diversi materiali che organizano una porzione di spazio rinviante soltanto a se stesso. Una concezione metonimica presiede l'opera di Manzoni, sostituendo la visione metaforica, che è alla base dell'arte degli anni '50: la materia ed il taglio erano pur sempre metafore delle forze originarie della natura e tracce dello spazio reale. Gli Achromes sono soltanto ciò che si vede, una fenomenologia particolare dello spazio, ridotto ad evento visivo e concreto. Il quadro è il portato di un procedimento in cui tutti gli elementi sono sotto il controllo emotivo dell'artista che ormai tende a dare all'opera una sua identità separata ed autonoma."Contemporaneamente l'oggetto d'arte acquista di conseguenza una sua esistenza indipendente; l'artista gli conferisce creandolo una fisicità autonoma rispetto a sé, ne fa un prodotto che non ha bisogno di altro che di se stesso per essere opera d'arte". "Manzoni spezza il cordone ombelicale con l'opera e adotta un cinismo attivo che permette il controllo dell'attività e l'analisi del linguaggio. Non si crede più al valore assoluto dell'arte, ma ad un valore relativo che nasce solo dalla coscienza "metalinguistica" dell'arte, in quanto mezzo dell'espressione dell'arte a zero, alle proprie regole fondamentali, riduzione che permette una ricerca come affermazione di tautologia linguistica. L'arte viene separata dal proprio indeterminismo ed immessa all'interno di aree conoscitive più controllate e verificabili. Questo nuovo atteggiamento analitico determina un salto qualitativo ma anche politico, nel senso che l'artista non può più confondere arte e vita, risolvere le antinomie della storia mediante l'arte, può soltanto operare un approfondimento e un salto in avanti nella ricerca artistica. Alla realtà parziale del quotidiano Manzoni risponde con la totalità relativa dell'opera, che ha ormai perduto tutte le proprie allusioni ai traumi dell'esistenza ed ha invece acquistato un suo splendente superficialismo. Il Superficialismo è coscienza del carattere bidimensionale del linguaggio, della sua qualità di essere oggetto e soggetto della creazione."(Bonito Oliva)La volontà di raggiungere gli archetipi delle categorie che entrano in gioco nell'operazione artistica è radicale e affermata con estrema, ironica chiarezza e decisione da Manzoni: "(...) non ci si stacca dalla terra correndo o saltando; occorrono le ali; le modificazioni non bastano: la trasformazione deve essere integrale. Per questo io non riesco a capire i pittori che pur dicendosi interessati ai problemi moderni, si pongono a tutt'oggi di fronte al quadro come se questo fosse una superficie da riempire, di colori o di forme, secondo un gusto più o meno apprezzabile, più o meno orecchiato. Tracciano un segno, indietreggiano guardando il loro operato inclinando il capo e socchiudendo un occhio, poi balzano di nuovo in avanti, aggiungono un altro segno, un altro colore della tavolozza, e continuano in questa ginnastica finché non hanno riempito il quadro, coperta la tela: il quadro è finito: una superficie d'illimitate possibilità è ora ridotta ad una specie di recipiente in cui sono forzati e compromessi colori innaturali, significati artificiali. Perché invece non vuotare questo recipiente? Perché non liberare questa superficie? Perché non cercare di scoprire il significato di uno spazio totale, di una luce pura ed assoluta? Alludere, esprimere, rappresentare, sono oggi problemi inesistenti (e di questo ho già scritto alcuni anni fa), sia che si tratti di rappresentazione di un oggetto, di un fatto, di un'idea, di un fenomeno dinamico o no: un quadro vale solo in quanto è, essere totale; non bisogna dir nulla: essere soltanto. (...) Non si tratta di formare, non si tratta di articolar messaggi (né si può ricorrere a interventi estranei, quali macchinosità parascientifiche, intimismi da psicanalisi, composizioni da grafica, fantasie etnografiche ecc... ogni disciplina ha in sé i suoi elementi di soluzione); non sono forse espressione, fantasismo, astrazione, vuote finzioni? Non c'è nulla da dire: c'è solo da essere, c'è solo da vivere."Ora l'opera d'arte non esprime l'urgenza di spingersi verso la vita, ma quella piuttosto di analizzare la distanza che vi intercorre e la peculiarità del linguaggio artistico rispetto a quello della comunicazione quotidiana. L'artista si considera come colui che esercita una professione specializzata con un oggetto ben individuato che è il linguaggio: il linguaggio preesiste all'opera e il suo luogo abituale è la storia dell'arte. Ma l'artista, inserito nella storia e sottoposto ai suoi contraccolpi, sente la precarietà dell'esistenza fino alla coscienza lucida dell'impossibilità di riscattarla attraverso l'immaginario. L'immaginario risponde ad alcune regole esatte che sono poi quelle del linguaggio, esso è sempre fondato dentro la realtà, ma perché si formuli nell'opera è necessario un procedimento rigorosamente analitico che scinda il disordine della vita e l'ordine dell'arte. Il procedimento analitico in Manzoni, non poggia su convenzioni precedenti, cerca di fondare un proprio metodo di verifica, contestuale all'opera, in maniera che niente esista prima e dopo di essa. Viene così a cadere quel margine di atteggiamento metafisico che pur sempre rimaneva nell'arte informale per cui l'opera è la continuazione della vita e la vita il prima e il poi dell'opera. La sua ricerca approda alle prime "linee" del '59 tracciate su fogli che poi arrotola e chiude in cilindri sui quali appare come titolo la registrazione della lunghezza e della data di esecuzione, mentre per soddisfare l'esigenza di rappresentare l'illimitato, l'infinito, eccolo nel 1960 realizzare una linea in più esemplari che chiama, facendo riferimento in ognuno di essi al loro insieme, "linea di lunghezza infinita". E ancora, proseguendo nell'intento di far coincidere il tempo dell'arte con il tempo dell'artista e con ciò che questi può fare in tale tempo, realizza i "corpi d'aria", contenitori di fiato con diametro massimo di 80 cm, ancorati su treppiede metallico, offerti in apposito contenitore; possono essere, a richiesta, gonfiati da Manzoni stesso, e in questo caso l'opera si trasforma in "Fiato d'Artista", che viene sigillato e vincolato ad una base di legno. Nell'estate del 1960 inizia i viaggi in Danimarca: ad Herning realizza la sua linea più lunga, di 7.200 metri, chiusa in un contenitore che viene consegnato alla città e interrato allo scopo di essere scoperto in seguito. Tornato a Milano apre l'esposizione "Consumazione dell'arte" in cui vengono distribuite al pubblico uova sode, ognuna delle quali recanti un'impronta dell'artista che attribuisce valore ad una materia di per sé insignificante. Anche Manzoni consuma le uova, dunque si ciba della sua stessa opera, di se stesso, e proseguendo nella puntualizzazione dei legami intercorrenti tra sé e i propri limiti corporali, giunge nel '61 ad inscatolare ed esporre 90 scatolette di "Merda d'artista", con chiaro e sarcastico riferimento anche alla mercificazione dell'arte come di qualsiasi altro prodotto della società contemporanea: "contenuto netto 30 grammi, conservata al naturale, made in Italy". Nello stesso anno lavora ad una serie di "achromes" fatti con materiali diversi: inizia ad usare quadrati di ovatta, batuffoli di cotone, peluche, fibre artificiali, carta igienica e realizza pacchi di carta di giornale sigillati. Del 1962 sono nuovi "achromes" con polistirolo espanso, con pelle o con sassi ricoperti di caolino. Ogni operazione di Manzoni, pur partendo come intuizione di genio, è lucidamente condotta sul filo della più analitica razionalità riscattata in più da qualsiasi ppericolo di saccenteria cattedratica da una quasi beffarda ironia. Scrive ancora nel 1962: "Nel 1959 avevo pensato di esporre delle persone vive (altre morte volevo invece chiuderle e conservarle in blocchi di plastica trasparente); nel '61 ho cominciato a firmare, per esporle, delle persone. A queste opere dò una carta di autenticità. Sempre nel gennaio '61 ho costruito la prima "base magica": qualunque persona, qualsiasi oggetto vi fosse sopra era, finche vi restava, un'opera d'arte. Una seconda l'ho realizzata a Kopenaghen. Sulla terza, di ferro di grandi dimensioni, posta in un parco di Herning poggia la terra: è la base del mondo. Nel mese di maggio del '61 ho prodotto e inscatolato 90 scatole di "merda d'artista" (gr. 30 ciascuna) conservata al naturale (made in Italy). In un progetto precedente intendevo produrre fiale di "sangue d'artista". Da '58 al '60 ho preparato una serie di "tavole di accertamento" di cui 8 sono state pubblicate in litografia, raccolte in cartelle (carte geografiche, alfabeti, impronte digitali...). Per la musica nel '61 ho composto due "Afonie": l'Afonia Herning (orchestra e pubblico), l'Afonia Milano (cuore e fiato). Attualmente ho in fase di studio un labirinto controllato lettronicamente, che potrà servire per tests psicologici e lavaggi del cervello" (Alcune realizzazioni, alcuni esperimenti, alcuni progetti, Milano 1962). Sempre parallela all'attività di artista vi è quella di instancabile organizzatore e promotore, all'interno della quale si colloca innanzitutto la pubblicazione della rivista Azimuth che presenta testi di poeti, critici e artisti e fa conoscere nomi internazionali quali Rauschenberg, Johns o il gruppo tedesco Zero. Pressoché tutti i fatti artistici che influenzeranno la cultura artistica degli anni a venire sono puntualmente riportati, mentre già Dorfles presenta nella rivista le sue ricerche sui fenomeni più attuali quali la comunicazione e il consumo di massa. Alla rivista segue I apertura della galleria sotterranea Azimut che si fa promotrice delle tematiche afferenti il dinamismo temporale. Muore improvvisamente di infarto a soli trent'anni, il 6 febbraio 1963, lasciando una eredità culturale verso la quale più che evidente è il debito che deve tributare tutta l'arte dei decenni successivi e in particolare il concettualismo e in particolare il comportamentismo e la body Art.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;br /&gt;Per chi volesse approfondire quest'artista riportiamo di seguito i luoghi e le date dove poterlo vedere:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fino al 4.11.2007&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Vertigo - The century of off-media art from Futurism to the web MAMbo - Galleria d´Arte Moderna di Bologna, Bologna&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fino al 5.9.2007&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Into Me, Out of Me MACRO - Museo d'Arte Contemporanea Roma, Roma&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fino al 10.6.2007&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Das Schwarze Quadrat. Hommage an Malewitsch-Gründungsbau Hamburger Kunsthalle, Amburgo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-7783062282427656232?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/7783062282427656232/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=7783062282427656232' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/7783062282427656232'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/7783062282427656232'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2007/05/piero-manzoni-e-il-suo-concetto-di-arte.html' title='Piero Manzoni e il suo concetto di arte indipendente'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Rlh7DYzSfqI/AAAAAAAAAM4/z_rUbPPMbEI/s72-c/112.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-6314331399056403848</id><published>2007-05-19T12:00:00.000+01:00</published><updated>2007-05-19T12:08:38.662+01:00</updated><title type='text'>Christo, Jeanne-Claude e l'arte di impacchettare</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Rk7ZCYzSfoI/AAAAAAAAAMg/C-mn2oog2dU/s1600-h/christ1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5066225265878924930" style="WIDTH: 191px; CURSOR: hand; HEIGHT: 125px" height="136" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Rk7ZCYzSfoI/AAAAAAAAAMg/C-mn2oog2dU/s320/christ1.jpg" width="207" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Rk7ZI4zSfpI/AAAAAAAAAMo/g-ecI1W6Jj4/s1600-h/christogiallo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5066225377548074642" style="WIDTH: 196px; CURSOR: hand; HEIGHT: 127px" height="127" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Rk7ZI4zSfpI/AAAAAAAAAMo/g-ecI1W6Jj4/s320/christogiallo.jpg" width="219" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Christo Javacheff nasce a Gabrovo in Bulgaria il 13 giugno del 1935 da una famiglia di origini imprenditoriali, dal 1953 fino al 1956 completa gli studi all’Accademia di Belle Arti di Sofia. Nel 1956 soggiorna a Praga per sei mesi e l'anno successivo Christo completa un semestre di studio all’Accademia di Belle Arti di Vienna. Nel 1958 fa il "salto di qualità" e si trasferisce a Parigi dove incontrerà Jeanne-Claude Denat de Guillebon che diverrà sua moglie nello stesso anno. Proprio di questo periodo sono le sue prime opere come i "Packages" (pacchetti) ed i "Wrapped Objects" (oggetti impacchettati). Nel 1960 nasce ,l'11 Maggio, suo figlio Cyril. Il 1961 segna l'inizio da un lato della collaborazione artistica con sua moglie Jeanne-Claude e dall'altro di due realizzazioni che diventeranno successivamente suoi "cavalli di battaglia" il "Projet d’un édifice public empaqueté" cioè il primo progetto di impacchettamento di un edificio pubblico e lo "Stacked Oil Barrels" ovvero l'accumulazione di migliaia di barili di petrolio al porto di Colonia. Nel 1962, sulla falsa riga dell'anno precedente realizza "Wall of Oil Barrels" in Rue Visconti a Parigi, installazione nella quale Christo blocca una via di Parigi con un "muro" composto da 240 barili di petrolio, l'opera viene installata di notte per via della sua illegalità e la sua durata fu molto limitata in quanto la mattina successiva la strada venne riaperta. Nel 1964 Christo e Jeanne-Claude si trasferiscono a New York. Nel 1966 realizzano "Air Package" ovvero pacco d’aria in sospensione e "Wrapped Tree" cioè albero impacchettato allo Stedelijk Van Abbemuseum di Eindhoven in Olanda; dello stesso anno è anche "42,390 Cubic Feet Package" esposto al Walker Art Center ed alla Scuola di Belle Arti di Minneapolis che prevedeva l'impacchettamento di circa 1200 metri cubi d’aria. Nel 1968 Christo è a Spoleto in Italia e realizza "Wrapped Fountain" (fontana impacchettata) e "Wrapped Medieval Tower" ovvero l'impacchettamento di una fontana storica e di un’antica torre medioevale in occasione del Festival dei Due Mondi; nel medesimo anno realizza "Wrapped Kunsthalle Berne" l'impacchettamento di un edificio pubblico, "5,600 Cubicmeter Package" un impacchettamento d'aria alto 85 metri realizzato su un basamento circolare del diametro di 274 metri al "Documenta 4" di Kassel ed infine il mitico "1,240 Oil Barrels Mastaba" cioè la costruzione di una mastaba composta da oltre 1200 fusti di petrolio. Nel 1969 realizza un opera, "Wrapped Coast" a Sydney in Australia, costatagli dieci anni di progettazione che prevedeva la ricopertura della scogliera australiana con 100 chilometri quadrati di tessuto anti-erosione e oltre 56,3 chilometri di funi. Molte sono le opere realizzate negli anni successivi come "Wrapped Roman Wall" ovvero il drappeggio di un tratto delle antiche mura aureliane e di una porta romana o "The Pont Neuf Wrapped" il drappeggio del più antico ed unico doppio ponte sulla Senna a Parigi realizzato con 40.876 metri quadrati di poliammide intrecciato color champagne e 13 km di funi, ma probabilmente la più importante rimane, anche per la tempistica occorsa a realizzarla, circa sette anni dal 1984 al 1991, "The Umbrellas" opera che prevedeva l'installazione di 1340 ombrelloni blu a Ibaraki sulle coste del Giappone e 1760 ombrelloni gialli su quelle della California negli Stati Uniti, ogni ombrellone era alto sei metri e aveva un diametro di 8,7 metri. Nel 1992 Christo azzarda un progetto ancor'oggi in fase di realizzazione "Over the River" ovvero la proposta di copertura, con una successione di pannelli in tessuto sostenuti da cavi d’acciaio, di un tratto di 11 chilometri del fiume Arkansas in Colorado. L'ultima opera in ordine di tempo è datata 2005 ed è "The Gates" installazione, all'interno de Central Park di New York, di un percorso pedonale segnato da 7503 “porte” poste a distanza costante da cui scendono teli colorati sospesi a due metri da terra. In definitiva Christo e Jeanne-Claude sono due artisti unici che attraverso la loro opera "svelano nascondendo", aprendo l'immaginazione dell'uomo e nascondendo o evidenziando il contenuto originale per un breve lasso di tempo. Nel periodo di durata del progetto, siti, oggetti ed edifici diventano totalmente altro da sé, assumono l'aspetto della scultura e diventano, anche in caso di manufatti noti o di isolate porzioni di natura, prodotto estetico autonomo, altra cosa rispetto a quello che sta sotto o dietro. Evidenziare nascondendo, proporre una percezione della realtà prima mai avuta, è questa in sintesi la loro arte.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-6314331399056403848?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/6314331399056403848/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=6314331399056403848' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/6314331399056403848'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/6314331399056403848'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2007/05/christo-jeanne-claude-e-larte-di.html' title='Christo, Jeanne-Claude e l&apos;arte di impacchettare'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Rk7ZCYzSfoI/AAAAAAAAAMg/C-mn2oog2dU/s72-c/christ1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-2693997690641388235</id><published>2007-05-12T18:10:00.000+01:00</published><updated>2007-05-12T18:16:35.129+01:00</updated><title type='text'>Shozo Shimamoto e il gruppo "Gutai"</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RkX15x15zmI/AAAAAAAAALg/yKLmmPyM5v8/s1600-h/shozo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5063723729028763234" style="WIDTH: 188px; CURSOR: hand; HEIGHT: 143px" height="165" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RkX15x15zmI/AAAAAAAAALg/yKLmmPyM5v8/s320/shozo.jpg" width="191" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RkX2FR15znI/AAAAAAAAALo/bGQdIh_i12w/s1600-h/shozo2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5063723926597258866" style="WIDTH: 194px; CURSOR: hand; HEIGHT: 142px" height="122" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RkX2FR15znI/AAAAAAAAALo/bGQdIh_i12w/s320/shozo2.jpg" width="211" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Shozo Shimamoto, artista giapponese nato nel 1928, è stato tra i fondatori del gruppo Gutai, una delle avanguardie internazionali nate dopo la seconda guerra mondiale, per compiere una rivoluzione culturale che azzerasse il pensiero classico e portasse alla nascita di un uomo nuovo. Il Gutai nasce nel 1954 sotto la guida di Jiro Yoshihara e si dedica ad un arte legata alla “pittura-azione”, alla performance, all’happening, cioè a quell’arte che sapeva uscire dai canoni della tradizione e del museo per rivolgersi direttamente alla gente con un interventi spesso duri e provocatori. Non a caso il manifesto scritto da Shimamoto per Gutai, datato 1957, si intitolava “Per una messa al bando del pennello”:&lt;&lt; ....quando io iniziai a usare le sostanze coloranti non sapevo molto sui pennelli adoperati durante il Rinascimento; ma sono sempre stato certo che ovunque al mondo il pennello ad altro non sia servito e non serva che a esprimere il colore svuotandolo di forza nella sostanza colorante, cioè ad asservire quest'ultima allo scopo di creare colori di cui la stessa sostanza non sia altro che strumento. In ciò il Giappone ha fornito alcuni dei migliori esempi. Eppure, come una linea priva di spessore non esiste,un colore senza materia non si concretizza. In ogni occasione e luogo la sostanza colorante oppone resistenza al pennello. Chiunque sia l'autore del dipinto, Rembrandt, Pissarro, Van Gogh o altri, si riuscirà sempre a riconoscere chiaramente con cosa esso sia stato fatto. Per quanto l'artista si prodighi a profondere il proprio genio spirituale con il pennello tentando di rimuovere la materialità della colorazione, in ogni tela la sostanza che le da colore rimarrà riconoscibile. Nulla può il pennello contro simile ostilità. Per contro, screpolature ed erosioni, o magari una mutazione di colore sopravvenuta inaspettatamente, ci fanno scoprire la bellezza intrinseca nelle sostanze coloranti ... noi invece oggi non vogliamo più adoperare le qualità dei coloranti (si tratti di oli o smalti) distorcendole. L'ho già detto ; un colore senza materia non esiste. Nel fare un quadro, quindi, rappresentazione di un'immagine naturale o di un'idea poco importa, non resta che conservare quella bellezza della materia che sopravvive talora anche alla prova di forza del pennello. Io credo che la prima cosa da fare sia liberare il colore dal pennello. Se in procinto di creare non si getta via il pennello non c'è speranza di emancipare le tinte. Senza pennello le sostanze coloranti prenderanno vita per la prima volta. Al posto del pennello si potrebbe usare con profitto qualsivoglia strumento. Per iniziare, le nude mani o la spatola da pittura. E poi ci sono oggetti adoperati dai membri del gruppo Gutai: annaffiatoi, ombrelli, vibratori, pallottolieri, pattini, giocattoli. E poi ancora i piedi, le armi da fuoco, o altro. E in tutto ciò potrebbe anche ricomparire il pennello, perché non vi è dubbio che in simili elaborazioni innovatrici qualcosa del passato torna in essere. Ma che sia un qualcosa non più ideato per umiliare e uccidere le qualità della materie coloranti, bensì per renderle ancor più vive”. Quindi Shimamoto si può considerare un vero “pittore concreto” cioè colui che usa il colore nelle sue fondamentali qualità materiche. Inoltre a questa poetica aggiunge la performance. I suoi “quadri” nascono da azioni durante le quali scaglia bottiglie di colore sospeso nel vuoto, roteando attorno all’enorme tela, saltando come un folletto dentro il magma della pittura. E’ in questo l’unico continuatore di un concetto di pittura nato da Jackson Pollock, ma in più l’artista giapponese possiede un’idea di pittura che nasce dal rapporto tra l’artista e il pubblico durante delle azioni pubbliche: l’arte per lui è qualcosa di unico e irripetibile, ogni suo lavoro è diverso perché diverse sono le condizioni in cui è stato realizzato. Shozo Shimamoto tra il 1949 e il 1950 realizza i primi “Ana (Buchi)” e già nel 1955 organizza una mostra sperimentale in cui gli spettatori sono invitati a partecipare fisicamente. Ha esposto per la prima volta in Italia a Torino nel 1961. La sua opera è conosciuta nel mondo con mostre personali o di gruppo. Nel 1993 è stato invitato alla Biennale di Venezia. In accordo con la religione buddista, nel 1995 viene celebrato il suo “funerale in vita”, mentre prosegue instancabile a realizzare performance dagli Stati Uniti all’Europa, unico rappresentante di una stagione artistica legata alla performance e all’incontro interattivo con il pubblico.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-2693997690641388235?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/2693997690641388235/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=2693997690641388235' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/2693997690641388235'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/2693997690641388235'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2007/05/shozo-shimamoto-e-il-gruppo-gutai.html' title='Shozo Shimamoto e il gruppo &quot;Gutai&quot;'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RkX15x15zmI/AAAAAAAAALg/yKLmmPyM5v8/s72-c/shozo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-8558938619574890148</id><published>2007-05-05T09:28:00.000+01:00</published><updated>2007-05-05T09:47:49.424+01:00</updated><title type='text'>I maestri dell'800: Claude Monet</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RjxAkh15zVI/AAAAAAAAAJY/_ElKMDfp66s/s1600-h/seerosenteich_II_278.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5060991077561519442" style="WIDTH: 198px; CURSOR: hand; HEIGHT: 147px" height="175" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RjxAkh15zVI/AAAAAAAAAJY/_ElKMDfp66s/s320/seerosenteich_II_278.jpg" width="229" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RjxAyR15zWI/AAAAAAAAAJg/LEh0esWWLOM/s1600-h/Monet-Campo%2520di%2520papaveri.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5060991313784720738" style="WIDTH: 190px; CURSOR: hand; HEIGHT: 132px" height="145" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RjxAyR15zWI/AAAAAAAAAJg/LEh0esWWLOM/s320/Monet-Campo%2520di%2520papaveri.jpg" width="211" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Claude Oscar Monet nasce il 14 novembre 1840 a Parigi, figlio primogenito di un droghiere che, cinque anni dopo, si trasferisce a Le Havre: qui egli compie gli studi regolari e, manifestando una precoce inclinazione all'arte, dal 1856 al 1858 studia disegno da un certo F. J. Ochard. La sua prima passione è la caricatura che pratica con successo, poi, sotto la guida del paesaggista Eugène Boudin, impara ad amare la pittura all'aria aperta. Nel negozio di un corniciaio di Le Havre dove erano esposti alcuni suoi quadri, Boudin aveva notato delle caricature di celebri personaggi locali opera di un giovane di nome Monet. "Dovreste provare a dipingere", gli disse quando si incontrarono e fu così che partì con Boudin per dipingere en plein air. Ben presto si impadronì delle tecniche di rappresentazione del paesaggio, imparò ad usare i colori chiari e nacque in lui l'amore per il mare e l'acqua che lo accompagnerà per tutta la vita. Nel 1859 si reca a Parigi trascorrendo molte giornate al Salon e, contro il parere di tutti, studiando per conto suo senza frequentare i corsi all'Accademia: la conoscenza delle opere di Delacroix e le discussioni alla brasserie des Martyrs arricchiscono il suo patrimonio culturale e la sua esperienza artistica più di ogni insegnamento scolastico. Nel 1860 è richiamato sotto le armi e parte per l'Algeria con i cacciatori d'Africa ma, ammalato di anemia torna a Le Havre in convalescenza all'inizio del 1862 e, in cambio del pagamento della tassa per il riscatto dal servizio militare, la sua famiglia ottiene che Claude entri nello studio di un pittore "serio". L'intervallo di Le Havre è particolarmente felice per il giovane pittore che di frequente si reca in campagna o sulla riva del mare a dipingere il paesaggio della Normandia in compagnia di Boudin o di Jongkind che casualmente conosce. L'incontro con il pittore olandese è un'altra esperienza fondamentale per Monet: lo portò con se nelle sue spedizioni e il suo fine insegnamento completò quello di Boudin. A Parigi, in autunno, entra nell'atelier di Gleyre, dove conosce Bazille, Renoir e Sisley, coi quali si lega di una amicizia destinata a durare tutta la vita, conosce la pittura di Manet e l'anno successivo la pittura di Courbet. Gleyre era un uomo schietto e cordiale che cerca pazientemente di portare Monet a disegnare secondo lo stile accademico, ma i suoi metodi di insegnamento non sono abbastanza stimolanti per il giovane pittore che, grazie al contatto con queste altre grandi personalità, impara a "vedere" in maniera diversa. Durante questi anni di dure difficoltà e di miseria, conseguenti alle ripetute liti con la famiglia che non approva la sua carriera di indipendente e di ribelle rifiutandogli ogni sostentamento economico, Monet lavora accanitamente all'aria aperta, nella foresta di Fontainebleau, lungo la Senna, in Normandia. E' interamente assorbito dalla progettazione e l'esecuzione di due grandi tele. Una è Le Déjeuner sur l'herbe (1865), un tributo a Manet autore di una tela dallo stesso titolo quanto mai rivoluzionaria, che egli aveva ammirato al Salon des Refusés del 1863; l'altra, dipinta due anni dopo, è la non meno ambiziosa Donne in giardino, in cui il pittore cerca di rendere l'effetto prodotto da una luce che, filtrando a chiazze tra il fogliame, si posa su di un gruppo di persone. Nel 1866, in seguito al discreto successo ottenuto al Salon dal suo ritratto di Camille Donceux, i suoi familiari nuovamente lo aiutano, ma per poco: quando sanno che egli vive con Camille gli impongono di abbandonare l'amica che nel frattempo, a Parigi, ha dato alla luce Jean. Queste dolorose vicende gli impediscono di dipingere con regolarità: è sempre in giro come un vagabondo, sbattuto da Parigi alla Normandia e durante una visita a Le Havre nel 1867, spinto dall'intento di riappacificarsi con la famiglia, dipinge la famosa Terrazza sul mare a Sainte-Adresse, in cui compaiono la zia e il padre nel giardino affacciato sul mare.Nella primavera dell'anno successivo un suo quadro viene accettato al Salon e così le sue difficoltà finanziarie temporanemente diminuiscono. Con la sua famiglia si sistema in una locanda del piccolo villaggio di Gloton, un posto sperduto, un paradiso di prati verdi e ranuncoli, raggiungibile solo attraverso la Senna su di un vecchio traghetto tirato da una catena. Qui Monet, trascorre molte ore felici con Camille e Jean e dipinge Fiume, oggi conservato all'Art Istitute di Chicago, forse, il primo dipinto d'ispirazione impressionista per la presenza di tutti gli elementi caratteristici: acqua, riflessi, ombre colorate.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RjxDTx15zYI/AAAAAAAAAJw/vdF85C4RFY4/s1600-h/monet_impressionvera_328.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5060994088333593986" style="WIDTH: 278px; CURSOR: hand; HEIGHT: 175px" height="95" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RjxDTx15zYI/AAAAAAAAAJw/vdF85C4RFY4/s320/monet_impressionvera_328.jpg" width="165" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Nel 1869 va a vivere a Saint-Michel, vicino a Bougival. Nonostante le difficilissime condizioni economiche, chiaramente testimoniate dalla corrispondenza tra Monet e Bazille e tra Renoir e Bazille. Monet, spesso in compagnia del pittore di Limonges, dipinge in questo luogo alcuni tra i quadri più sereni della sua carriera come le tele della Grenouillère, un caffè galleggiante che si trova in un punto della Senna di fronte all'Ile de Croissy dove le acque del fiume scorrono più lente. Qui Monet ama dipingere il fiume ricreando la superficie dell'acqua nei suoi riflessi e nella sua trasparente lucentezza. Nel frattempo, l'artista non perde occasione per recarsi a Parigi, dove un gruppo di pittori indipendenti ha preso l'abitudine di riunirsi al Café Guerbois, nella Grand'Rue des Batignolles oggi Avenue de Clichy. Ogni venerdì sera si ritrovano insieme Renoir, Sisley, Pissarro, Degas, Cézanne, Bazille e Monet per discutere di pittura con Zola, con Manet, con l'incisore Desboutins, con il musicista Cabaner, Duranty o Whistler verso il quale Monet nutre una grande ammirazione. Negli anni della guerra franco-prussiana il Café Guerbois è, dunque, la culla dell'Impressionismo, dove nacquero le teorie del movimento grazie alle discussioni animate tra Manet, Degas, Cézanne e gli altri protagonisti, discussioni a cui Monet preferiva non partecipare attivamente rimanendo in disparte con la sua pipa. Nel 1870 sposa Camille, lo stesso anno in cui, in seguito alla guerra franco-prussiana, ripara a Londra. Daubugny, Bouvin e Sisley sono già in Inghilterra, Boudin e Diaz erano incerti se partire, ma Monet, dopo essersi recato a Le Havre per informarsi sugli ultimi avvenimenti, s'imbarca e viene raggiunto dopo poco dalla moglie Camille e dal figlio. Contro ogni aspettativa, gli affari a Londra presero una svolta favorevole. Alcuni giorni dopo il suo arrivo Monet incontra Daubigny in un caffè frequentato da esuli francesi. Quest'ultimo, quando sa della difficile situazione in cui si trova il giovane pittore che egli aveva sempre appoggiato tanto da dimettersi dalla giuria del Salon dopo il rifiuto di un suo dipinto, lo presenta subito al mercante Durand-Ruel, un altro profugo che aveva aperto una galleria al n° 168 di New Bond Street. Durand-Ruel aveva ereditato una delle prima gallerie d'arte di Parigi dal padre decidendo di occuparsi in particolare della generazione di artisti contemporanei, tra cui Corot, Daumier, Courbet, Baubigny, Diaz e i paesaggisti della scuola di Barbizon. L'incontro è, dunque, fortunato per entrambi: il mercante è felicissimo di incontrare un artista che ammira da tempo e, attraverso il quale entrerà in contatto con la cerchia dei futuri impressionisti, prima Pissarro, poi Sisley, Manet, Degas, Renoir, mentre per Monet è quasi superfluo sottolineare che in questo modo può avere la possibilità di vendere le sue tele. Grazie a questa nuova fonte di guadagno Monet inizia a vivere in maniera confortevole in un appartamento di Kensington, si innamora subito di Londra , dei ponti, dei parchi alberati, del Parlamento nascosto da un velo di foschia e nel corso delle sue varie visite londinesi produce più di un centinaio di tele. Insieme a Pissarro visita i musei soffermandosi in particolare sulle opere di Turner nella National Gallery, opere che sono per lui una sensazionale scoperta e fonte di grande suggestione, come le Cattedrali di Rouen sembrano testimoniare. La vita a Londra si sarebbe svolta piacevolmente se dalla Francia non fossero giunte notizie drammatiche, ma solo dopo la repressione della rivolta popolare Monet decide di tornare. Nel giugno del 1871 si trova nella cittadina olandese di Zaandam, poi visita Amsterdam, i musei e rimane impressionato dalla campagna e dai mulini a vento; in seguito, giunto a destinazione, si stabilisce a Argenteuil. Non è più la miseria, ma le continue difficoltà economiche non gli impediscono, questa volta, di dipingere con regolarità e con una applicazione quasi costante, specie per l'aiuto del mercante Durant-Ruel, il solo a credere nel valore delle ricerche di Monet e dei suoi amici. Da questo momento egli assume la posizione di caposcuola del movimento, ricoperta precedentemente da Manet, e con la sola eccezione di Degas che non ama la pittura en plein air, il gruppo di frequentatori del Café Guerbois prende ad radunarsi ad Argenteuil per dipingere nel giardino dell'amico e lavorare sulle rive della Senna. E' con costoro, oltre che con Degas e la Morisot, che organizza la prima mostra di gruppo, quel gruppo che il titolo di un suo quadro - Impression: soleil levant - fa battezzare ironicamente, dal critico Louis Leroy sul Charivari, "impressionisti". La mostra è inaugurata il 25 aprile al n° 35 del boulevard des Capucines, nei locali messi a disposizione del fotografo Nadar, un uomo straordinario che partecipa animatamente alle riunioni del gruppo. Furono esposte 165 tele dei 30 partecipanti, tra cui Il palco e una Ballerina di Renoir, La casa dell'impiccato di Cézanne e L'esame di ballo di Degas. Quasi nessuno, in questo 1874, crede nella serietà dei giovani pittori che fanno scandalo; per i più non si tratta che di assurde e ridicole buffonate, ciò nonostante qualche quadro si vende (Monet fu il più fortunato riuscendo a vendere Impression a un collezionista destinato ad avere un ruolo fondamentale nella sua vita, Ernest Hoschedé) e qualche critico ha il coraggio di alzare la sua voce per sostenerli. Così queste mostre si terranno ripetutamente (1874, 1876, 1877, 1879, 1880, 1881, 1882, 1886), Monet però non partecipa né alla quinta, né alla sesta, né all'ottava edizione, per polemica con le tendenze e gli inviti di taluni promotori. Hoschedé acquista molte tele oltre alla tela più famosa della prima mostra, tanto che Monet spera che questi prenda il posto di Durand-Ruel tra i suoi estimatori, ma sfortunatamente il finanziere è già sull'orlo del fallimento quando lo invita a trascorrere alcune settimane nel suo castello di Montgeron. Il tentativo di salvare il suo patrimonio porta spesso Hoschedé a Parigi e Monet si trova solo con la sua giovane moglie, Alice; forse durante una delle consuete lunghe conversazioni scocca la scintilla che avvierà una amicizia destinata a sfociare in un legame duraturo.In autunno Monet, tornato ad Argenteuil, ottiene il permesso di dipingere l'interno della stazione di Saint-Lazare. Evidentemente non ha dimenticato le conversazioni al caffè su quella pittura della vie moderne e la stazione lo attrae per la sua atmosfera fumosa, rischiarata dalla luce che si riversa all'interno dal grande tetto di vetro. All'inizio del 1878, Monet lascia Argenteuil e si trasferisce a Vétheuil. La scelta di una abitazione grande era divenuta una necessità da quando i Monet e la famiglia Hoschedé cominciano a vivere insieme a causa delle cattiva condizione economica dell'amico Ernst. Intanto, Camille è debole e malata, il suo stato di salute è ancora più precario dopo la nascita di un secondo figlio, Michel e, nel settembre del 1879, muore. Egli riprende la sua vita di cacciatore alla ricerca di impressioni: Poissy, Verengeville, Dieppe, Pourville, Etretat, sono le tappe più frequenti, poi si stabilisce a Giverny, da dove spesso punta verso il Sud, solo o con Renoir. Intanto la sua situazione economica comincia a dar segni di netto miglioramento. Un'atmosfera nuova, di gioia e di sollievo, si esprime nel quadro che il pittore esegue nell'autunno del 1881 dando l'addio a Vétheuil: Il giardino di Monet a Vètheuil. Il 1883 vede Claude Monet avventurarsi ancora una volta lontano dai luoghi abituali. In dicembre assieme a Renoir fa un breve viaggio sulla Riviera italiana, spingendosi fino a Genova e con l'anno nuovo parte da solo per Bordighera e Mentone, dove lavora in uno stato di euforia, incantato dal fulgido spettacolo della natura e dalla lieve foschia rosata che avvolge il paesaggio. Lascia Bordighera alla fine di aprile e un coro di lodi accoglie i paesaggi liguri esposti presso Durand-Ruel, facendo riconoscere la propria definitiva sconfitta alla critica che aveva osteggiato il "Maestro di Giverny". Nel 1890 Claude Monet inizia a lavorare alle sue opere più personali e incisive: i cicli dedicati ai Pagliai, ai Pioppi, alle Cattedrali di Rouen, e più tardi alle Ninfee. Già in passato Monet si era spesso concentrato su di un unico motivo o una serie di motivi: pensiamo alle tele del primo soggiorno londinese, ai paesaggi eseguiti ad Antibes, alla coerenza stilistica delle opere realizzate durante le successive visite a Londra (dal 1870 fino al 1904 non passò anno che il pittore non facesse ritorno nella capitale inglese), ma queste serie rappresentano per molti aspetti la naturale evoluzione e l'affinamento dei mezzi e dello stile fino ad allora impiegati. Cinque anni dopo è la volta della Norvegia, dove l'attira l'idea di dipingere neve immacolata, per due mesi si ferma a Oslo e tutte le mattine parte pieno di entusiasmo per dipingere per ore e ore a 25° sotto zero. I suoi spostamenti cominciano, però, a diventare meno frequenti: alcune puntate a Londra (1899, 1900, 1901, 1904), una corsa a Madrid a vedere Velasquez (1904), brevi visite a Venezia (1908, 1909). Il suo tempo ora, è principalmente occupato dalla sistemazione del giardino acquatico a Giverny, dalla cura delle piante e dei fiori che incessantemente dipinge. Non gli importa di essere considerato il maggiore artista francese vivente, non gli importa della gloria a tanta fatica raggiunta e pagata così a caro prezzo, a nulla gli valgono le lodi e gli onori che artisti, letterati e uomini politici gli tributano, egli sente sempre la disperazione di non riuscire, l'ansia di dovere andare oltre il risultato raggiunto, di avvicinarsi ogni giorno di più alla sua percezione delle cose nella rappresentazione delle apparenze. Con questo giovanile slancio, che nemmeno la dolorosa malattia agli occhi riesce a frenare, lavora alle sue ultime tele. L'artista fa realizzare un piccolo stagno nella sua tenuta di Giverny, ottenuto deviando un piccolo affluente del fiume Epte, il Ru, che attraversava la sua proprietà. Nello specchio d'acqua così ottenuto, Monet fa crescere delle ninfee e tutto intorno, pianta salici e altre piante esotiche. A completamento del progetto costruisce sopra lo stagno un ponticello di legno ispirato alle stampe orientali. L'artista è sempre stato affascinato dai fiori e dai riflessi dell'acqua ma in questo progetto è innegabile l'influenza di quella cultura giapponese diffusasi in Europa a partire dalla seconda metà del secolo e della quale Monet, come i suoi contemporanei, è stato un grande estimatore. Questo meraviglioso angolo di giardino sarà il soggetto delle ultime grandi opere di un Monet ormai stanco, afflitto col passare degli anni da problemi alla vista sempre più gravi. Nel 1914 muore il primogenito Jean. Monet è sempre più solo ma è stimolato al lavoro da amici come Georges Clemenceau e Octave Mirbeau, che si recano sovente a fargli visita. Decide di far realizzare un nuovo e grande atelier nella sua tenuta. Il nuovo studio è pronto nel 1916: uno spazio lungo venticinque metri, largo quindici e coperto per i due terzi da un lucernario in vetro. Qui Monet si mette al lavoro. Dipinge su tele di circa quattro metri per due e realizza un meraviglioso condensato delle impressioni di insieme del suo regno, rievocando gli effetti delle nebbie dell'aurora, dei tramonti, del crepuscolo o della notte. Nel 1918, in occasione dell'armistizio, decide di far dono della nuova serie allo Stato. L'amico Georges Clemenceau, allora primo ministro, tiene ad assegnare alle opere di Monet una collocazione prestigiosa, quella del padiglione dell'Orangerie alle Tuileries. In alcune di queste, non datate ma senz'altro appartenenti all'ultimo periodo, si scopre una produzione vicina ai risultati che verranno poi raggiunti da correnti d'arte d'avanguardia di inizio secolo, quali l'Espressionismo. Infatti, Monet porta alle estreme conseguenze il processo di smaterializzazione che già si era manifestato nella serie delle cattedrali. Nei primi mesi del 1926 gli viene diagnosticato un tumore al polmone, debole e malato è costretto a letto, e il 5 dicembre dello stesso anno muore poco prima che i pannelli della Grande decorazione vengano prelevati ed esposti al museo dell'Orangerie a Parigi dove continuano a dare allo spettatore la sensazione di essere immerso nel suo giardino a Giverny.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Per chi fosse interessato a quest'artista riportiamo di seguito i luoghi e le date dove poterlo vedere:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;dal 19.8.2007&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Die andere Sammlung. Hommage an Hildy und Ernst Beyeler Foundation Beyeler, Riehen &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;br /&gt;dal 9.6.2007&lt;br /&gt;Manet to Matisse The Nelson-Atkins Museum of Art, Kansas City, MO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dal 1.6.2007&lt;br /&gt;Französische Meisterwerke des 19. Jahrhunderts aus der Sammlung des Metropolitan Museum of Art New York zu Gast in Berli Neue Nationalgalerie, Berlino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fino al 1.6.2008&lt;br /&gt;Liebe auf den ersten Blick Museum Würth, Künzelsau&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fino al 1.7.2007&lt;br /&gt;Giverny impressionniste - une colonie d’artistes, 1885-1915 Musée d’Art Américain Giverny, Giverny&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fino al 3.6.2007&lt;br /&gt;Marisse, Picasso and the School of Paris Frist Center for the Visual Arts, Nashville, TN&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fino al 20.5.2007&lt;br /&gt;Monet in Normandy The Cleveland Museum of Art, Cleveland, OH&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fino al 13.5.2007&lt;br /&gt;La forêt de Fontainebleau. Un atelier grandeur nature. De Corot à Picasso. Musée dOrsay, Parigi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fino al 6.5.2007&lt;br /&gt;The Romance of Modernism: Paintings and Sculpture from the Scott M. Black Collec MFA - Museum of Fine Arts, Boston, Boston, MA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fino al 6.5.2007&lt;br /&gt;The Masterpieces of French Painting from the Metropolitan Museum of Art MFAH - Museum of Fine Arts, Houston, TX&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fino al 6.5.2007&lt;br /&gt;Abenteuer Barbizon Von der Heydt Museum, Wuppertal&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-8558938619574890148?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/8558938619574890148/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=8558938619574890148' title='25 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/8558938619574890148'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/8558938619574890148'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2007/05/i-maestri-dell800-claude-monet.html' title='I maestri dell&apos;800: Claude Monet'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RjxAkh15zVI/AAAAAAAAAJY/_ElKMDfp66s/s72-c/seerosenteich_II_278.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>25</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-980153824885684039</id><published>2007-05-03T18:54:00.000+01:00</published><updated>2007-05-03T19:00:44.599+01:00</updated><title type='text'>Umberto Boccioni, dal futurismo al "Dinamismo plastico"</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Rjoihh15zUI/AAAAAAAAAJQ/GCLEK0ot5ek/s1600-h/umberto_boccioni_6.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5060395090719657282" style="WIDTH: 163px; CURSOR: hand; HEIGHT: 221px" height="198" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Rjoihh15zUI/AAAAAAAAAJQ/GCLEK0ot5ek/s320/umberto_boccioni_6.jpg" width="186" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RjoiOh15zTI/AAAAAAAAAJI/XbqA3D40aPc/s1600-h/boccioni_dynamism.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5060394764302142770" style="WIDTH: 221px; CURSOR: hand; HEIGHT: 185px" height="208" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RjoiOh15zTI/AAAAAAAAAJI/XbqA3D40aPc/s320/boccioni_dynamism.jpg" width="247" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Umberto Boccioni, pittore, scultore futurista e inventore del Dinamismo Plastico, nasce a Reggio Calabria il 19 ottobre 1882, ma trascorre infanzia ed adolescenza in varie città perchè il padre, impiegato statale, è costretto a frequenti spostamenti. La famiglia, originaria di Forlì, si trasferisce a Genova, poi a Padova nel 1888 ed in seguito a Catania nel 1897, dove Umberto consegue  il Diploma in un Istituto Tecnico. Nel 1899 Umberto Boccioni si trasferisce a Roma presso una zia, frequenta la Scuola Libera del Nudo e lavora presso lo studio di un cartellonista. In questo periodo il giovane pittore, dallo stile molto realista, conosce l'altrettanto giovane Gino Severini e con lui frequenta lo studio di Giacomo Balla, che in quegli anni, a Roma, è maestro molto famoso, per approfondire la ricerca sulle tecniche divisioniste. Dal 1903 al 1906 Umberto Boccioni partecipa alle esposizioni annuali della Società Amatori e Cultori, ma nel 1905  in polemica con il conservatorismo delle giurie ufficiali, organizza con Severini, nel foyer del Teatro Costanzi, la "Mostra dei rifiutati". Per sfuggire l'atmosfera provinciale italiana, nella primavera del 1906 Boccioni si reca a Parigi, dove rimane affascinato dalla modernità della metropoli. Da Parigi, dopo alcuni mesi, fa un nuovo viaggio in Russia prima di tornare  in Italia e stabilirsi a Padova per iscriversi all'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove si laurea. Per conoscere a fondo le nuove correnti pittoriche, derivate dall'evoluzione dell' impressionismo e dal simbolismo,  Boccioni intraprende un altro viaggio fermandosi a Monaco, incontrando il movimento "Sturm und drang" tedesco ed osservando l'influsso dei preraffaellita inglesi. L'Italia del primo Novecento ha una vita artistica ancora ancorata alle vecchie tradizioni, ma Milano è diventata una città dinamica, ed è qui che Boccioni si stabilisce al ritorno dal suo ultimo viaggio in Europa per sperimentare, sotto l'influenza del divisionismo e del simbolismo, varie tecniche. Dal gennaio 1907 all'agosto 1908, Umberto Boccioni tiene un dettagliato diario nel quale annota gli esperimenti stilistici, i dubbi e le ambizioni che scuotono l'artista che si barcamena fra il divisionismo, il simbolismo, verso il futurismo, dipingendo ritratti, quadri a carattere simbolico e qualche veduta di città. Finalmente Boccioni, dopo aver conosciuto Marinetti, si avvicina al movimento avanguardista e, nel 1910 scrive, con Carlo Carrà e Luigi Russolo, il "Manifesto dei pittori futuristi" ed il "Manifesto tecnico della pittura futurista", firmati anche da Severini e Balla. Boccioni modernizza la propria riconoscibile espressione pittorica utilizzando un linguaggio proprio. Intanto partecipa attivamente a tutte le iniziative futuriste  diventando il pittore più rappresentativo di questa corrente. Allestisce, nelle varie capitali europee, Parigi, Londra, Berlino, Bruxelles, mostre dei pittori futuristi e scrive il "Manifesto della scultura futurista", dove espone le sue teorie sulla simultaneità e sul dinamismo, già parzialmente espressa nel "Manifesto tecnico della pittura futurista", suggerendo l'impiego di materiali diversi, come il legno, la carta, il vetro e il metallo, in una stessa opera, cominciando a un incorporare frammenti di oggetti nei modelli in gesso delle sculture. Dal 1912, anno della prima esposizione futurista a Parigi, presso la Galerie Bernheim-Jeune, Boccioni applica il concetto di "Dinamismo plastico" anche alla scultura, mentre  continua lo studio del dinamismo del corpo umano, attraverso una lunga serie di disegni ed acquarelli. Dal 1913, collabora alla rivista "Lacerba", organizzata dal gruppo futurista fiorentino capeggiato da Ardengo Soffici, ma il Dinamismo Plastico incontra l'ostilità di alcuni ambienti culturali futuristi ed il disinteresse del pubblico. Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale Umberto Boccioni, come molti intellettuali, è favorevole all'entrata in guerra dell'Italia, si arruola volontario nel Battaglione Lombardo Ciclisti e parte per il fronte con Marinetti, Russolo, Sant'Elia e Sironi. Il battaglione è disciolto nel dicembre 1915 e nel luglio dell'anno successivo Boccioni viene assegnato all'artiglieria da campo e destinato a Verona. Applicando il Dinamismo plastico ai suoi dipinti, Umberto Boccioni abbandona l'impostazione tradizionale fondendo interno ed esterno, i dati reali e quelli del ricordo, in una singola immagine. Con questo intento sviluppa le caratteristiche "linee-forza" che tracciano le traiettorie di un oggetto in movimento nello spazio. Negli anni di guerra Umberto Boccioni collabora con la rivista "Avvenimenti" e si riavvicina al suo vecchio maestro Balla. Il suo stile personalissimo, alla ricerca di dinamismo, lo porta ad accostarsi all'espressionismo ed al cubismo allo scopo di  mettere lo spettatore al centro del quadro per farlo sentire coinvolto e partecipe. Umberto Boccioni diventa l'artista che meglio degli altri sa ritrarre la vita moderna, frettolosa e stressante, di cui la macchina in movimento è il simbolo principale. Il 17 agosto 1916 Boccioni muore dopo una caduta da cavallo a Sorte (Verona), nel pieno della sua rivoluzione pittorica che lo ha portato dal futurismo al Dinamismo Plastico.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-980153824885684039?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/980153824885684039/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=980153824885684039' title='64 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/980153824885684039'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/980153824885684039'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2007/05/umberto-boccioni-dal-futurismo-al.html' title='Umberto Boccioni, dal futurismo al &quot;Dinamismo plastico&quot;'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Rjoihh15zUI/AAAAAAAAAJQ/GCLEK0ot5ek/s72-c/umberto_boccioni_6.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>64</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-5723721525307548440</id><published>2007-04-29T15:04:00.000+01:00</published><updated>2007-04-29T15:11:44.835+01:00</updated><title type='text'>I maestri dell'800</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RjSnah15zSI/AAAAAAAAAJA/O72oPrAJPh4/s1600-h/hwybridg.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5058852355646803234" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RjSnah15zSI/AAAAAAAAAJA/O72oPrAJPh4/s320/hwybridg.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Oltre alle consuete rassegne settimanali sui grandi artisti moderni e contemporanei, a partire da Sabato 5 Maggio e poi ogni primo sabato del mese per 10 puntate, comincerà la rassegna sui grandi maestri della pittura ottocentesca. &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Il primo imperdibile Post sarà dedicato a Claude Monet.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-5723721525307548440?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/5723721525307548440/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=5723721525307548440' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/5723721525307548440'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/5723721525307548440'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2007/04/i-maestri-dell800.html' title='I maestri dell&apos;800'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RjSnah15zSI/AAAAAAAAAJA/O72oPrAJPh4/s72-c/hwybridg.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-9026554332985991843</id><published>2007-04-29T02:17:00.000+01:00</published><updated>2007-04-29T02:26:57.434+01:00</updated><title type='text'>Giorgio Morandi, il pittore del silenzio</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RjPydR15zRI/AAAAAAAAAI4/e18UEv46MUk/s1600-h/giorgiomorandi.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5058653391286816018" style="WIDTH: 198px; CURSOR: hand; HEIGHT: 161px" height="160" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RjPydR15zRI/AAAAAAAAAI4/e18UEv46MUk/s320/giorgiomorandi.jpg" width="221" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RjPyVx15zQI/AAAAAAAAAIw/ykvSVmR7g1k/s1600-h/morandi.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5058653262437797122" style="WIDTH: 183px; CURSOR: hand; HEIGHT: 156px" height="168" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RjPyVx15zQI/AAAAAAAAAIw/ykvSVmR7g1k/s320/morandi.jpg" width="205" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;N&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;ato a Bologna nel 1890 in una famiglia della piccola borghesia cittadina, Giorgio Morandi nel 1907 si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Bologna ove si diplomerà nel 1913, quando già hanno visto la luce le sue prime prove significative. Sono infatti del 1910 i "fragili testi" di studente dell’accademia (Nevicata, Periferia). Nell’estate del 1913 la famiglia Morandi si reca per la prima volta in villeggiatura a Grizzana, dove il giovane realizza i primi Paesaggi. Gli amici degli anni di formazione sono Osvaldo Licini, suo compagno d’Accademia, Severo Pozzati, Mario Bacchelli e Giacomo Vespignani di Lugo. Con loro, il 21 e 22 marzo del 1914, l’artista esporrà nella famosa mostra dell’Hotel Baglioni, sulla cui scia nascerà, attraverso Balilla Pratella, il rapporto con il gruppo futurista con il quale Morandi esporrà nello stesso anno alla Galleria Sprovieri di Roma. Contemporaneamente il pittore partecipa alla seconda mostra della Secessione romana. Forte in questi anni è anche l’impulso a sperimentare e verificare in se stesso le possibilità di immagine che la cultura internazionale offre. I rimandi sono fittissimi, i rapporti culturali continui. Così, se per le Nature morte con oggetti a tortiglioni e per i Fiori del 1915 il riferimento d’obbligo è Rousseau, fondamentali per la scelta metafisica saranno nella primavera del 1918 gli articoli e le riproduzioni apparsi sulla rivista bolognese diretta di Giuseppe Raimondi "La Raccolta". Nella seconda metà del 1919 Morandi si accosta al gruppo di "Valori Plastici" e recupera la fisicità delle cose. Nascono opere come Fiori e Natura morta con il tavolo tondo del 1920, ove è avvertibile una sorta di omaggio ai moduli dell’arcaismo. Con il gruppo "Valori Plastici" espone a Berlino, Dresda, Hannover e Monaco nel 1921 e l’anno seguente alla Fiorentina primaverile con la presentazione di Giorgio de Chirico, il quale suggerisce per lui la frase "metafisica delle cose quotidiane". Dopo un momento di inquietudine sottile, riscontrabile nelle Nature morte dal 1920 al 1922, e dopo le tensioni e i fremiti dei dipinti degli anni 1929-1937, Morandi perviene a un meditato controllo dei sentimenti, a quella "poesia del limite", che contraddistinguerà le sue opere. Mentre partecipa alle iniziative del gruppo del "Novecento", l’artista è in relazione anche con gli uomini del "Il Selvaggio" e con Leo Longanesi, cui è legato da una lunga consuetudine di dialogo culturale ed amicizia. Nel 1930 gli viene assegnata per chiara fama la cattedra di Tecniche dell’incisione all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Nello stesso anno è presente alla Biennale di Venezia con quattro acqueforti e una cartella di incisioni. A Venezia ritorna anche due anni più tardi con un Ritratto, due Nature morte e diverse prove grafiche. Nel 1929 e nel 1939 è presente alle edizioni del Premio Carnegie a Pittsburgh. Nel marzo 1932 gli viene dedicato un fascicolo intero de "L’Italiano" con un importante scritto di Soffici e riproduzioni di numerose opere. Si avvia così quella consacrazione che negli anni seguenti sarà confermata da riconoscimenti critici che costruiranno di Morandi l’immagine ufficiale per decenni non più messa in discussione. Dal 1937 i suoi dipinti sono diventati sempre più "preziose gemme d’arte, sempre meno brani di natura": a tale risultato contribuisce in maniera determinante la frequentazione di Roberto Longhi, che giunge a Bologna nel 1934. Nel dopoguerra e negli anni Cinquanta Morandi si arrocca sempre più su posizioni di altissima poesia e di distacco dai dibattiti di tendenza e di situazione. Negli ultimi dipinti degli anni Sessanta la sua altissima poesia si sottrae ancor più al mondo, popolandosi di spettri di solitudine e di memoria irripetibili. Morandi muore a Bologna nel 1964. Le grandi mostre antologiche, a partire da quella bolognese del 1966 fino alle recenti iniziative organizzate in Italia e all’estero dall’Archivio Morandi, ora Museo Morandi, del Comune di Bologna, hanno contribuito a far conoscere sempre meglio agli studiosi e al pubblico italiano la personalità dell’artista ormai concordemente considerato tra i maestri internazionali dell’arte del XX secolo.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-9026554332985991843?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/9026554332985991843/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=9026554332985991843' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/9026554332985991843'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/9026554332985991843'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2007/04/giorgio-morandi-il-pittore-del-silenzio.html' title='Giorgio Morandi, il pittore del silenzio'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RjPydR15zRI/AAAAAAAAAI4/e18UEv46MUk/s72-c/giorgiomorandi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-2627627557962601217</id><published>2007-04-21T12:04:00.000+01:00</published><updated>2007-04-21T12:15:36.504+01:00</updated><title type='text'>Omaggio ad uno dei grandi maestri italiani: Carlo Carrà</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RinwaUDVDlI/AAAAAAAAAIg/v2x4aOwuwtU/s1600-h/carrcarl.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5055836391550029394" style="WIDTH: 167px; CURSOR: hand; HEIGHT: 173px" height="192" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RinwaUDVDlI/AAAAAAAAAIg/v2x4aOwuwtU/s320/carrcarl.jpg" width="199" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5055836511809113698" style="WIDTH: 215px; CURSOR: hand; HEIGHT: 153px" height="169" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RinwhUDVDmI/AAAAAAAAAIo/875niEl6_zw/s320/1101_1.jpg" width="237" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Carlo Carrà è nato a Quargnento (Alessandria) l’11 febbraio 1881, da famiglia artigiana. Dopo aver esercitato per un decennio il mestiere di decoratore murale a Milano, Parigi, Londra, Bellinzona, nel 1906 entra all’Accademia di Brera dove stringe amicizia coi giovani pittori Bonzagni, Romani, Valeri e Boccioni, e sviluppa una esperienza figurativa di tipo divisionista. Agli inizi del 1910 incontra Marinetti e con lui, Boccioni e Russolo, decide di lanciare un manifesto ai giovani artisti per un rinnovamento del linguaggio pittorico. Vi aderiscono Balla e Severini: nasce così il futurismo. Nell’autunno del 1911 Carrà si reca per la seconda volta a Parigi e avvia i primi contatti col mondo cubista; contatti che si intensificheranno durante il terzo viaggio nel febbraio del 1912 per l’esposizione futurista alla Galleria Bernheim Jeune. In questa occasione conosce Apollinaire, Picasso, Braque, Modigliani, Matisse, Léger, Derain e Medardo Rosso. Agli inizi del 1913 aderisce al futurismo il gruppo fiorentino de "La Voce", che stava avviando la nuova rivista "Lacerba", diretta da Papini e Soffici. Carrà vi collabora assiduamente con scritti e disegni: contemporaneamente sviluppa i rapporti coi cubisti francesi e nel 1914 trascorre ancora un periodo a Parigi. Frattanto matura in lui la crisi del futurismo: è questo il tempo dei suoi collages che rispecchiano appunto il suo progressivo distacco dal movimento marinettiano; ed è pure il tempo dei suoi studi sull’arte di Giotto e Paolo Uccello. Disegna parecchio, anticipando soluzioni formali che verranno trasferite nella sua pittura negli anni seguenti. Nel 1916 pubblica nella nuova "Voce": "Parlata su Giotto" e "Paolo Uccello costruttore" dove si riflette la sua nuova posizione artistica e il senso di recupero di un "tempo storico". Del medesimo anno sono i quadri di impronta primitiva e alcuni già metafisici. Richiamato alle armi, dopo un periodo a Pieve di Cento, Carrà per le sue cattive condizioni di salute è ricoverato all’Ospedale Militare di Ferrara: qui incontra De Chirico e Savinio, Govoni e De Pisis. E anche qui disegna e dipinge. Nel 1919, smobilitato, Carrà rientra a Milano e si sposa con Ines Minoja. Segue un altro periodo di meditazioni e crisi interiori: dipinge poco e soprattutto disegna, realizzando quella serie di fogli che i critici, poi, definiranno la sua fase "purista". La ricerca ora è volta alla semplificazione più scarna dell’immagine per fermare l’essenza; ed è il presupposto diretto della nuova pittura che egli comincerà a realizzare nel 1921. Una sorta, insomma, di esercitazione sugli "elementari della pittura" attraverso i quali Carrà nuovamente interpreta la definizione leonardesca dell’arte come "operazione mentale". Poetica questa che si riflette nei quadri e nei disegni non meno che negli scritti pubblicati nella rivista "Valori Plastici" diretta da Mario Broglio. Nel 1923 Carrà affronta il tema del paesaggio marino a Camogli, e il frutto di questo soggiorno sono alcuni dipinti e parecchi disegni destinati a dar spunto a una serie di acqueforti che inciderà a Milano l’anno seguente, dopo una permanenza in Valsesia e nuove meditazioni su Cézanne e i valori del paesaggio. Ora Carrà procede nel proprio lavoro in solitudine, senza più unirsi a gruppi; e questa posizione isolata la conserva anche di fronte al movimento "Novecento" al quale non dà la propria adesione pur partecipando alle due mostre milanesi del 1926 e del 1929 e ad alcune mostre all’estero. Dal 1926 Carrà passa ogni anno diversi mesi a Forte dei Marmi, dove trova temi che gli divengono congeniali, le spiagge deserte, i monti sul mare, i capanni. Seguono anni di lavoro intenso sulla linea di quella che è ormai la sua poetica duratura: lo dichiara egli stesso quando scrive che gli è necessario ricercare "un vero poetico sostenendo che l’immateriale cerca adeguata forma, e la forma crea la superiore armonia che ritorna all’immateriale svelato attraverso l’esperienza pittorica". È la sua poetica delle "cose ordinarie", le cose cioè che "esistono quando l’animo s’inarca e le cose non sono cose, ma espressione poetica del nostro spirito creatore". È questa una linea di continuità che non esclude, naturalmente, forme e modi diversi: volti cioè a una sintesi più accentuata verso quel difficoltoso equilibrio fra elemento concreto e sua trasfigurazione, o astrazione, che per Carrà è stato sempre il problema centrale. Accanto al lavoro pittorico, prosegue la sua battaglia per l’arte moderna con scritti di critica e di dottrina estetica, particolarmente sul quotidiano milanese "L’Ambrosiano". E disegna sempre intensamente, perché trova nel disegno il mezzo più immediato, nitido per fermare idee e spunti di ricerca che poi gli serviranno nel linguaggio pittorico. Anche nell’estate del 1965, la sua ultima estate passata a Forte dei Marmi, esegue una folta serie di disegni, che sono fra le sue ultime opere. Il 13 aprile 1966 Carrà muore a Milano in conseguenza di una brevissima malattia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per chi fosse interessato a quest'artista riportiamo di seguito i luoghi e le date dove poterlo vedere:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fino al 29.7.2007&lt;br /&gt;Il Settimo Splendore - La modernità della malinconia&lt;br /&gt;Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea Palazzo Forti, Verona&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-2627627557962601217?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/2627627557962601217/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=2627627557962601217' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/2627627557962601217'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/2627627557962601217'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2007/04/omaggio-ad-uno-dei-grandi-maestri.html' title='Omaggio ad uno dei grandi maestri italiani: Carlo Carrà'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RinwaUDVDlI/AAAAAAAAAIg/v2x4aOwuwtU/s72-c/carrcarl.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-2551084981421518171</id><published>2007-04-15T23:59:00.000+01:00</published><updated>2007-04-16T00:04:05.224+01:00</updated><title type='text'>Lo spazialista volante: Roberto Crippa</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RiKuj2H8xlI/AAAAAAAAAIY/r6bIwlIYqSw/s1600-h/Crippa.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5053793662710629970" style="WIDTH: 166px; CURSOR: hand; HEIGHT: 224px" height="189" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RiKuj2H8xlI/AAAAAAAAAIY/r6bIwlIYqSw/s320/Crippa.jpg" width="159" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RiKudWH8xkI/AAAAAAAAAIQ/pfBV305JOeo/s1600-h/crippa680.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5053793551041480258" style="CURSOR: hand" height="183" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RiKudWH8xkI/AAAAAAAAAIQ/pfBV305JOeo/s320/crippa680.jpg" width="217" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Roberto Crippa, protagonista del Movimento Spaziale, nato a Monza nel 1921, è scomparso in un incidente durante un volo acrobatico a Bresso nel 1972 poco tempo dopo aver inaugurato la propria mostra antologica a Palazzo Reale di Milano. Si forma tra 1944 e 1948 all'Accademia di Brera. Prima mostra personale nel 1947 alla galleria Bergamini e prima presenza alla Biennale di Venezia nel 1948. A un primo periodo nel clima della ricerca postcubista segue un avvicinamento al Movimento Arte Concreta, il gruppo di ricerca non figurativa che eredita la lezione dell'astrattismo tra le due guerre. Il passo successivo vede l'adesione a poetiche informali con l'elaborazione del più noto tra i temi prediletti dall'artista: quello delle 'spirali'. È attorno alla personalità di Lucio Fontana che sollecitati da un ambiente artistico in pieno fermento, quale fu quello del dopoguerra a Milano, capitale culturale e punto di riferimento di valore europeo, si aggregano i giovani artisti, nei due gruppi assai prossimi degli Spaziali e dei Nucleari, con crediti e debiti reciproci. Crippa è tra i firmatari del Manifesti dello Spazialismo del 1950, 1951, 1952. Dalla personale del 1951 presso la galleria di Alexander Jolas a New York, l'artista rientra con nuovi progetti di lavori in cui si integrano il verbo surrealista e la lezione dell'Action painting. Espone alle Biennali di Venezia del 1950 e 1954. Aperto alla sperimentazione, lavora la ceramica ad Albisola. Espone alla Triennale del 1954. Dalle prime 'spirali', essenzialmente grafiche, Crippa passa ad una pittura dalla materia più ricca e dai colori accesi. Giampiero Giani lo presenta a Venezia nel 1954 e lo inserisce nella monografia sullo Spazialismo nel 1956. Alla metà degli anni '50 affronta il tema dei Totem, sorta di ominidi dalle forme fantastiche tra il primitivo e il tecnologico, che vengono iterati alla fine del decennio in sculture metalliche di forte drammaticità. Espone nel 1955 a Dokumenta di Kassel; nel 1956 espone a Genova con il Gruppo 'Phases' e vince il Premio Graziano. Personale al Palais des Beaux-Arts di Bruxelles nel 1957. Nel 1958 partecipa alla Biennale di Venezia che vede la redazione dell'ultimo manifesto del Movimento Spaziale. Rinnova il linguaggio pittorico con gli anni Sessanta, realizzando i 'sugheri', collages polimaterici con legno, cortecce, tela e carta. Alain Jouffroy presenta la monografia del 1962. Espone nel 1963 alla mostra della 'Nuova figurazione' a Firenze. Tra le opere di tale momento si ricordano quelle eseguita a quattro mani con Lucio Fontana e con Victor Brauner. Espone alla Biennale di Venezia del 1966. Segue una fase vicina al New Dada, o alla Pop Art, rappresentata dalle opere intitolate 'Marilyn', una serie di collages composti con giornali che raffigurano spazi siderali, di grandi dimensioni. Nell'ultimo periodo, le 'amiantiti' costituiscono personali trascrizioni del paesaggio dell'uomo dell'era spaziale, a riprova della passione dell'artista per il volo: egli ha infatti più volte rappresentato l'Italia in competizioni internazionali di volo acrobatico. Guido Ballo presenta la mostra di Palazzo Reale di Milano nel 1971. È inserito nella mostra 'L'Informale in Italia' a Bologna nel 1983 e 'Fontana e lo Spazialismo' a Lugano nel 1987.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-2551084981421518171?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/2551084981421518171/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=2551084981421518171' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/2551084981421518171'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/2551084981421518171'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2007/04/lo-spazialista-volante-roberto-crippa.html' title='Lo spazialista volante: Roberto Crippa'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RiKuj2H8xlI/AAAAAAAAAIY/r6bIwlIYqSw/s72-c/Crippa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-9195004860844879852</id><published>2007-04-09T14:46:00.000+01:00</published><updated>2007-04-09T15:02:24.647+01:00</updated><title type='text'>L'esploratore che va oltre l'informale:          Giulio Turcato</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RhpFePT7aVI/AAAAAAAAAII/U8s0N2tdS6g/s1600-h/turcato2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5051426317857941842" style="WIDTH: 198px; CURSOR: hand; HEIGHT: 153px" height="148" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RhpFePT7aVI/AAAAAAAAAII/U8s0N2tdS6g/s320/turcato2.jpg" width="191" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RhpFX_T7aUI/AAAAAAAAAIA/0WrNmDF91IA/s1600-h/comizio.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5051426210483759426" style="WIDTH: 189px; CURSOR: hand; HEIGHT: 131px" height="145" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RhpFX_T7aUI/AAAAAAAAAIA/0WrNmDF91IA/s320/comizio.jpg" width="220" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Giulio Turcato nasce a Mantova il 16 marzo 1912 da Carlo Turcato, Commissario del Regio Deposito dei Monopoli di Sali e Tabacchi, e Margherita Sartorelli. Nel 1920 si trasferisce con la famiglia a Venezia, dove segue saltuariamente l'Accademia o piuttosto la scuola del nudo, perchè la famiglia lo osteggiò sempre nella sua scelta artistica. Nel 1934, durante il servizio militare a Palermo, avverte i primi sintomi di una malattia polmonare che segnerà gran parte della sua esistenza. Nello stesso anno, risulta presente alla IV Mostra dell'Artigianato, nell'ambito del gruppo di artisti veneti selezionati dall'ENPI. Nel 1937 si stabilisce a Milano, dove, ammalatosi spesso, passa per vari ospedali, riuscendo comunque a realizzare delle prospettive architettoniche per l'architetto Muzio di Milano, ad allestire la sua prima mostra personale e ad entrare in contatto con il Gruppo di Corrente senza aderirvi. Negli anni 1942-43 insegna disegno in una scuola di avviamento professionale a Portogruaro ed esordisce alla XXIII Biennale con l'opera Maternità. Attilio Podestà commenta: "Nel concorso per opere ispirate al momento attuale è da notarsi ancora: la Maternità di Turcato, che si richiama al Birolli". Si reca saltuariamente a Milano in compagnia di Emilio Vedova. Nel 1943 giunge a Roma, dove partecipa alla IV Quadriennale e ad una mostra alla Galleria dello Zodiaco, insieme a Vedova, Donnini, Purificato, Leoncillo, Valenti e Scialoja. Nello stesso anno, ancora una personale alla "Campana", e quindi l'inizio di un nuovo capitolo della vita e dell'arte di Turcato: la sua partecipazione alla Resistenza, e dopo la Liberazione, il definitivo trasferimento in città. A partire da questo momento, la sua attività artistica si lega strettamente all'impegno sociale e politico, culminato nell'iscrizione al Partito Comunista Italiano. Nel 1945 la casa editrice Sandron (Roma) licenzia il volume Interviste di frodo, in cui Marcello Venturosi, annotando alcuni momenti della vita artistica romana, parla anche di Turcato, tracciandone un personale ritratto. Nello stesso anno aderisce alla "Libera Associazione Arti Figurative" e all'"Art Club" di Prampolini e Jarema, concorrendo a gran parte delle iniziative espositive dell'associazione, in Italia e all'estero. In occasione di una mostra alla Galleria del Secolo di Roma sottoscrive insieme a Corpora, Fazzini, Guttuso e Monachesi un Manifesto del Neocubismo, divulgato da "La Fiera Letteraria" nel 1947. Alla fine dell'anno si reca a Parigi con Accardi, Attardi, Consagra, Maugeri, Sanfilippo e Vespignani, restando fortemente impressionato dal lavoro di Magnelli, Picasso e Kandinkij. Il 15 marzo 1947 firma a Roma con Accardi, Attardi, Consagra, Dorazio, Guerrini, Perilli e Sanfilippo (insieme ai quali frequenta lo studio di Guttuso in via Margutta) il manifesto Forma, pubblicato in aprile nel primo ed unico numero della rivista "Forma", ove appare anche il suo articolo Crisi della pittura. Nell'estate dello stesso anno partecipa alla prima mostra del "Fronte Nuovo delle Arti" alla Galleria Spiga: l'esposizione costituisce la sua adesione ufficiale al movimento. In ottobre espone con Consagra, Dorazio, Guerrini e Perilli all'Art club di Roma: la mostra è considerata l'uscita ufficiale di Forma. Con lo stesso gruppo ed il critico Guglielmo Peyrce redige, in novembre, il giornale murale Da Cagli a Cagli per protestare contro il testo di Antonello Trombadori pubblicato nel catalogo della mostra di Corrado Cagli alla Galleria La Palma di Roma. Numerosi episodi caratterizzano la sua vicenda biografica nel 1948: compie viaggi a Milano e Venezia, in Polonia, e partecipa alla V Quadriennale di Roma e alla Biennale di Venezia. Nel 1949 tiene numerose personali a Milano, Roma e Torino ed il suo dipinto Rivolta (1948) entra a far parte della collezione della Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma. Nel 1950 soggiorna di nuovo a Parigi, dove ha modo di conoscere Manassier, Pignon e Michel Seuphor. Con opere ispirate a tematiche sociali partecipa alla Biennale di Venezia. L'anno seguente concorre al Premio Taranto ed il suo Piccolo Porto entra a far parte delle collezioni del palazzo del Quirinale. Nel 1952, con Afro, Birolli, Corpora, Moreni, Morlotti, Santomaso, Vedova, entra a far parte del "Gruppo degli Otto", promosso da Lionello Venturi, col quale espone alla Biennale di Venezia. Tiene una personale alla Cassapanca di Roma (11 dipinti), accompagnato in catalogo da un testo di Enrico Prampolini. Partecipa ad una collettiva dedicata al disegno itinerante negli Stati Uniti. Diviene assistente alla Cattedra di Figura al Liceo Artistico di Roma nel 1953 ed ha una personale al Naviglio di Milano ed interviene al dibattito sul tema Arte Moderna e Tradizione aperto sulle pagine di "Realismo" nel mese di febbraio. Torna alla XXVII Biennale di Venezia con un intenso scritto di Emilio Villa che appare su "Arti Visive". Nel 1955 Carrieri parla di Turcato nel volume Pittura e scultura d'avanguardia in Italia. Espone alla Quadriennale Romana (la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma acquista un suo Reticolo). Nel 1956 compie un viaggio in estremo oriente passando per Mosca fino a giungere in Cina, dove in giugno espone insieme a Sassu, Tettamanti, Zancanaro, Raphael e Fabbri alla mostra Cinque Pittori italiani in Cina. Notevole è, nel corso del '57, l'interesse da parte della critica per il suo lavoro e nel '58 la Biennale di Venezia ordina una sua sala personale, comprendente undici lavori introdotti in catalogo da Palma Bucarelli. Nel 1959 Giulio Carlo Argan e Nello Ponente considerano il suo lavoro in Arte dopo il 1945 ed è presente alla seconda edizione di Documenta a Kassel. Insieme ad altri artisti decide di non partecipare alla Quadriennale romana per protestare contro l'organizzazione e gli organi direttivi che la presiedono e, durante un'intervista, spiega i motivi della sua decisione. Firma un articolo intitolato Conformismo: pigrizia mentale, apparso nel mese di maggio sulle pagine di "Arte Oggi", in cui parla delle posizioni assunte dalla pittura contemporanea. A partire dal 1960 espone con Novelli, Perilli, Dorazio, Consagra, Bemporad, Giò e Arnaldo Pomodoro nell'ambito delle rassegne intitolate Continuità, promosse in diverse gallerie italiane da Giulio Carlo Argan. Nel '60 ha una mostra insieme ad Ajmone e Dova alla Bottega d'Arte di Livorno, ed un suo scritto appare nel volume Crack. Due personali, una alla New Vision Centre Gallery di Londra ed un'altra al Canale di Venezia, si svolgono nel corso del '62, durante il quale Gillo Dorfles parla del suo lavoro nel libro dedicato alle Ultime tendenze nell'arte d'oggi. Nel 1963 Emilio Villa torna ad occuparsi di lui presentandone la personale alla Tartaruga di Roma. Stipula inoltre insieme a Dorazio, un contratto con la Galleria Marlborough di Roma e festeggia l'avvenimento regalandosi un viaggio a New York come semplice turista. Nel 1964 si unisce in matrimonio con la cineasta romana Vana Caruso, espone alla Scaletta di Catania ed al Segno di Roma. L'anno dopo partecipa alla Quadriennale di Roma vincendo il premio della Presidenza del Consiglio, ed è convocato per la prima rassegna celebrativa dedicata a Forma 1. Nel 1966 Maurizio Calvesi ne "Le due avanguardie" e Maurizio Fagiolo in "Rapporto 60" parlano della sua pittura, mentre Nello Ponente cura il testo che accompagna la sua sala personale alla Biennale di Venezia, in cui compaiono, tra le 13 opere esposte, diverse gommapiuma. Nel 1969 è a Francoforte, dove, in occasione di una personale alla Main Galerie D.I.V., Werner Haftamann ripercorre alcune tappe della sua carriera artistica nel corso di una conferenza. Negli anni settanta la sua attività espositiva si intensifica: ha personali da Boni Schubert a Lugano e da Grafica Romero a Roma; nel '72 ha una sala personale alla Biennale di Venezia. S'avvia, al contempo, quel processo di "storicizzazione" della sua opera inaugurato idealmente dalla monografia Giulio Turcato che Giorgio de Marchis licenzia nel 1971, la prima in assoluto nella bibliografia dell'artista. Nel 1973 la città di Spoleto gli dedica una prima mostra antologica, curata da Giovanni Carandente, seguita a distanza di un anno da un'altra, più vasta, al Palazzo delle Esposizioni di Roma. Il 24 febbraio 1984 si inaugura presso il Padiglione d'Arte Contemporanea di Milano la mostra Giulio Turcato. Partecipa alle rassegne storiche dedicate a Forma 1 a Bourg-en-Bresse e a Darmstad (1987). È presente nuovamente alla Biennale di Venezia, ospitato nella sezione intitolata Opera Italiana (1993). In seguito ad una crisi respiratoria, muore a Roma il 22 gennaio 1995.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-9195004860844879852?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/9195004860844879852/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=9195004860844879852' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/9195004860844879852'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/9195004860844879852'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2007/04/lesploratore-che-va-oltre-linformale.html' title='L&apos;esploratore che va oltre l&apos;informale:          Giulio Turcato'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RhpFePT7aVI/AAAAAAAAAII/U8s0N2tdS6g/s72-c/turcato2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-9120214228745020070</id><published>2007-04-01T15:39:00.000+01:00</published><updated>2007-04-01T15:49:49.728+01:00</updated><title type='text'>Yves Klein e la rivoluzione monocromatica</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Rg_Ew9-17AI/AAAAAAAAAHo/DWt_dNBVE0I/s1600-h/museum09.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5048470052856523778" style="WIDTH: 181px; CURSOR: hand; HEIGHT: 271px" height="270" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Rg_Ew9-17AI/AAAAAAAAAHo/DWt_dNBVE0I/s320/museum09.jpg" width="175" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Rg_EmN-16_I/AAAAAAAAAHg/gs3ZFFWic0Q/s1600-h/klein_nike.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5048469868172930034" style="CURSOR: hand" height="228" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Rg_EmN-16_I/AAAAAAAAAHg/gs3ZFFWic0Q/s320/klein_nike.jpg" width="196" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Yves Klein nasce a Nizza, in Francia, nel 1928, studia negli anni tra il 1944 e il 1947 alla Scuola Nazionale della Marina Mercantile ed alla Scuola di Lingue Orientali di Nizza. Le sue prime esperienze pittoriche, risalenti al 1949, sono tele dipinte in un solo colore, equivalenti visivi delle Sinphonie Monotone, esecuzioni musicali di una sola nota. Dopo i viaggi a Tokio e nell'Asia orientale, nel 1955 ritorna a Parigi, apre una sua scuola di judo, all'interno della quale appende tre grandi monocromi (blu, bianco e rosa). La sua prima esposizione di monocromi apre i battenti presso la Galerie des Solitaires a Parigi. Il 21 febbraio 1956 inaugura una mostra personale alla Galerie Colette Allendy: Yves, proposition monochromes presentata da Pierre Restany. Nel 1957 espone a Milano alla Galleria Apollinaire undici monocromi blu di identica dimensione dipinti con blu I.K.B. (International Klein Blue). Nel biennio 1957-59 decora la Nuova Opera di Gelsenkirchen, costruita dall'architetto Walter Ruhnau, realizzando con l'aiuto di Rotraut Uecker i suoi primi Reliefs-éponges, grandi rilievi murali con spugne naturali blu disposte a strati. A Parigi, nell'aprile 1958, fa scandalo la sua mostra da Iris Clert Le Vide, ou la sensibilité picturale à l'état de matière première: la galleria si presenta completamente vuota e ridipinta di bianco. Ai visitatori, che vengono fatti entrare pochi alla volta, viene offerto un cocktail blu. In novembre, nella medesima galleria, inaugura Vitesse pure et stabilité monochrome, esposizione di sculture e dischi blu realizzati in collaborazione con Tinguely. Sempre con Werner Ruhnau progetta Architecture de l'air che prevede l'utilizzo di elementi della natura, tetti d'aria, pareti trasparenti, fontane che zampillano acqua e fuoco contemporaneamente. Partecipa nel 1959 alla mostra Vision in Motion all'Hessenhuis di Anversa con Tinguely e Spoerri dove realizza la vendita di zone di sensibilità pittorica immateriale ceduta ognuna al valore di un kg di polvere d'oro. Il 9 marzo 1960 a Parigi, alla Galerie Internationale d'Art Contemporain, presenta al pubblico la performance Les Anthropométries de l'époque bleue, vera e propria azione concettuale dove realizza una serie di impronte umane su tela utilizzando modelli viventi: Klein, in taigth e guanti bianchi, dirige un'orchestra che esegue la Simphonie Monotone. Tre modelle nude si dipingono a vicenda con vernice blu I.K.B e dirette dall'artista, a ritmo di danza, si appoggiano sulle tele appese alle pareti imprimendo le impronte del proprio corpo. Al termine, il pubblico contempla le antropometrie. Le cosmogonies, invece, sono realizzazioni pittoriche ottenute grazie all'intervento di manifestazioni atmosferiche (pioggia, vento...). Klein firma la dichiarazione costitutiva del Nouveau Réalisme e crea le Anthropometrie des Nouveaux Réalistes: impronte collettive di Arman, Hains, Raysse, Restany e Tinguely. Nell'aprile 1961 presenzia a New York alla sua prima esposizione personale da Leo Castelli. In novembre a Milano, alla Galleria Apollinaire, espone per la prima volta i suoi Reliefs Planétaires eseguiti impregnando di blu le carte in rilievo dell'Istituto Geografico Nazionale. Muore il 6 giugno 1962 per una crisi cardiaca.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Per chi fosse interessato a quest'artista riportiamo di seguito i luoghi e le date dove poterlo vedere:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;fino al 22.7.2007&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Fondation Beyeler: EROS Rodin und Picasso BA-CA Kunstforum Wien, Vienna &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;fino al 3.6.2007&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Yves Klein - Die blaue Revolution MUMOK Museum Moderner Kunst, Stiftung Ludwig im MQ, Vienna&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;br /&gt;fino al 6.5.2007&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Von Edvard Munch bis Barnett Newman – Die Sammlung der Neuen Nationalgalerie Neue Nationalgalerie, Berlino &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;fino al 5.5.2007&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Köpfe - Körper Galerie Rieder GmbH, Monaco di Baviera&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-9120214228745020070?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/9120214228745020070/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=9120214228745020070' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/9120214228745020070'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/9120214228745020070'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2007/04/yves-klein-e-la-rivoluzione.html' title='Yves Klein e la rivoluzione monocromatica'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Rg_Ew9-17AI/AAAAAAAAAHo/DWt_dNBVE0I/s72-c/museum09.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-7886900491176982527</id><published>2007-03-25T16:37:00.000+01:00</published><updated>2007-03-25T16:47:40.263+01:00</updated><title type='text'>Filippo de Pisis, tra poesia e pittura</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RgaXZroYtLI/AAAAAAAAAHM/fkMpQpONDns/s1600-h/de_pisis1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5045886899979859122" style="WIDTH: 156px; CURSOR: hand; HEIGHT: 250px" height="272" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RgaXZroYtLI/AAAAAAAAAHM/fkMpQpONDns/s320/de_pisis1.jpg" width="191" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RgaYRLoYtMI/AAAAAAAAAHU/JRtsdsgPygk/s1600-h/php6y8U084ec5e1c8de41f5a2c9612f169c06dbde.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5045887853462598850" style="WIDTH: 215px; CURSOR: hand; HEIGHT: 120px" height="148" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RgaYRLoYtMI/AAAAAAAAAHU/JRtsdsgPygk/s320/php6y8U084ec5e1c8de41f5a2c9612f169c06dbde.jpg" width="256" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Filippo de Pisis e' lo pseudonimo di Luigi Filippo Tibertelli nato a Ferrara l' 11 maggio 1896. Affetto da disturbi nervosi, nel 1915 de Pisis venne ricoverato all'ospedale psichiatrico di Venezia. In seguito visse tra Ferrara e Bologna, nelle cui Università studiò lettere e filosofia dal 1916 al 1919. Pubblica nel 1916 i 'Canti della Croara', primo volume di prose, dedicato a Pascoli e con la prafazione di Govoni, che già documenta la poetica dell'immediato contatto spontaneo con la realtà e dello 'stupore' di fronte al mondo, necessari all'artista. Nello stesso anno pubblica ‘Emporio’. Compie studi di botanica e di entomologia, sull'arte antica ferrarese e sull'arte moderna in generale. È in relazione con poeti, scrittori e artisti, Binazzi, Bacchelli, Raimondi, Soffici, Tzara, Apollinaire, e con Savinio e De Chirico, militari, giunti nella Villa del Seminario di Ferrara, la 'Villa degli enigmi'. Nella concezione di De Pisis è precocemente presente l'elemento metafisico, lirico, drammatico, di sogno, che si carica d'ironia burlesca o dolorosa. Vede nascere i capolavori metafisici di De Chirico. Nel 1918, il romanzo breve 'Mercoledì 14 novembre 1917' conferma la sua adesione alla Metafisica. Laureato nel 1920, pubblica 'Il Signor B'; vive a Roma fino al 1925. Pubblica 'La città dalle cento meraviglie' presso le edizioni Bragaglia; conosce Comisso e Spadini; decide di dedicarsi alla pittura (ma le prime prove e le miniature datano dal 1908) ed espone alla Casa d'arte Bragaglia. Lavora sul tema delle nature morte e dei nudi maschili. Nel 1925 si reca a Parigi dove ritrova De Chirico e conosce Braque, Picasso, Matisse, e Joyce, Svevo, Max Jacob e Cocteau. Affronta il tema della veduta di città. Espone alla Galérie Carmine nel 1925 e alla Galérie Au Sacre du printemps, presentato da De Chirico, nel 1926. Studia la pittura francese da Delacroix all'Impressionismo ai Fauves e dipinge con estrema sensibilità senza perdere un appunto della quotidanità. Dal 1926 data il diario degli anni parigini fino al 1932: 'Il marchesino pittore'. Nel 1930 fa da guida a Comisso a Parigi. Partecipa alla mostra '22 Artistes italiens modernes' alla galleria Bernheim con Funi, Broglio, Tozzi, Savinio, Casorati, Scipione e Léonor Fini. Dall'ultimo terzo degli anni '20 entra nei suoi quadri una tipica leggerezza e rapidità di tocco e una luce diafana che provocano una sensazione di estatico estraniamento. Il pittore entra ora in comunicazione di sensi col soggetto che non è piò solo pretesto per una costruzione intellettuale. Passa alcune estati in Cadore. La morte della madre segna profondamente la sensibilità dell'artista. Nel 1930 esce la monografia a firma di Waldemar George. Partecipa alla Biennale di Venezia, viaggia in Olanda con Marino Moretti. Dipinge 'Il gladiolo fulminato': il 'Nudino sulla pelle di tigre', 'La granseola'. Nel 1935 espone alla galleria Zwemmer di Londra anche le opere ivi eseguite, freneticamente segniche e innovative. Esce a Parigi la monografia prefata da Paul Fierens. Affianca alle vedute parigine opere di trasognata meditazione come 'Una rosa sta buttando' del 1938. In vacanza a Cortina nel 1939 non può rientrare in Francia a causa lo scoppio della seconda guerra mondiale. Si stabilisce a Milano e partecipa alle maggiori mostre nazionali a partire dalla Quadriennale dello stesso 1939. Esegue alcuni ritratti di violenta gestualità. Ha casa e studio in via Rugabella. Sigla i dipinti con le lettere 'V.R.'. Riaffiorano nella sua pittura componenti letterarie. È nuova la severità compositiva, forte la concentrazione. Ritrova De Chirico. Dipinge sul tema dei derelitti, dei poveri Santi di Govoni. Allestisce una personale alla galleria dello Zodiaco di Roma. Dopo i bombardamenti su Milano nel 1943 si trasferisce a Venezia in San Barnaba. Dipinge 'Piazza San Marco durante la guerra'. Comincia a esser tormentato da emicranie. Nel 1946 realizza due grandi pannelli per l'Hotel Continental di Milano, con lo sguardo rivolto alla grande pittura veneta. Esegue splendide vedute veneziane, impostate su diversi registri e una desolata 'Natura morta in grigio'. Dopo un soggiorno a Parigi nel 1948, con la nipote Bona, rientra a Venezia, in precario stato di salute per una forma di arteriosclerosi precoce che avanza inesorabilmente e lo tormenta con emicranie e senso d'apprensione. Compie alcuni ritratti fortemente introspettivi ma privati di vitalismo. L'artista subisce un primo ricovero a Villa Fiorita di Brugherio ed esami alla Clinica neurologica di Bologna. Rientra a Venezia. Si dedica a composizioni di fiori dal linguaggio essenziale, permeato da vasti silenzi, dalla cromia spenta. Il Castello Estense di Ferrara ospita la sua prima ampia antologica nel 1951. Trascorre a Villa Fiorita di Brugherio gli ultimi anni, dipingendo nella serra dell'istituto le ultime opere, le nature morte con le ragnatele, con la trota, con la penna, permeate di devastante tristezza, entro il '53, fino alla morte nel 1956. Tra le grandi mostre dedicate all'artista, le antologiche ferraresi a Palazzo del Diamanti nel 1973 e a Palazzo Massari, nel centenario della nascita, nel 1996, con la donazione della collezione Malabotta di Trieste al Comune di Ferrara.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-7886900491176982527?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/7886900491176982527/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=7886900491176982527' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/7886900491176982527'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/7886900491176982527'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2007/03/filippo-de-pisis-tra-poesia-e-pittura.html' title='Filippo de Pisis, tra poesia e pittura'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RgaXZroYtLI/AAAAAAAAAHM/fkMpQpONDns/s72-c/de_pisis1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-4480458648536667419</id><published>2007-03-20T20:33:00.000+01:00</published><updated>2007-03-20T20:39:36.715+01:00</updated><title type='text'>Il grande astrattista friulano che "dipinge l'aria": Afro Basaldella</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RgA3UboYtJI/AAAAAAAAAG8/wFCnHWuKztA/s1600-h/afro.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5044092406809015442" style="WIDTH: 199px; CURSOR: hand; HEIGHT: 269px" height="276" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RgA3UboYtJI/AAAAAAAAAG8/wFCnHWuKztA/s320/afro.jpg" width="211" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RgA3iboYtKI/AAAAAAAAAHE/uHKs-6zFcbY/s1600-h/fiori.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5044092647327184034" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RgA3iboYtKI/AAAAAAAAAHE/uHKs-6zFcbY/s320/fiori.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Afro Basaldella nasce a Udine nel 1912. Studia a Venezia e Firenze. Nel 1928 espone alla I Mostra della Scuola friulana d'avanguardia e, l'anno successivo, alla XX Esposizione dell'Opera Bevilacqua La Masa a Venezia. Grazie alla Borsa di studio della Fondazione Marangoni, nel 1929 si trasferisce a Roma. Qui entra in contatto con i protagonisti della Scuola Romana: Scipione, Mario Mafai e Corrado Cagli. Nel 1932 è a Milano. Col fratello Mirko, che è scultore, frequenta lo studio di Arturo Martini. Conosce Birolli e Morlotti. Nel 1933 espone alla Galleria del Milione. Nel 1934 Afro torna a Roma. Si lega al gruppo di artisti (Capogrossi, Cavalli, Fazzini, Guttuso, Leoncillo, Pirandello) che gravita attorno alla Galleria della Cometa di Libero de Libero e Corrado Cagli. Sono gli anni degli affreschi per il Collegio dell'Opera Nazionale Balilla di Udine (1936), ora scomparsi. Nel 1935 espone alla Quadriennale di Roma, nel 1936 alla Biennale di Venezia. Nel 1937 è a Parigi. Insieme a Corrado Cagli, lavora alle decorazioni per l'Esposizione internazionale. Si lascia suggestionare dalla pittura impressionista e cubista. Tornato a Roma, tiene una personale alla Galleria della Cometa, dove dimostra grande maestria compositiva e notevole temperamento cromatico. Gli anni successivi lo vedono impegnato in numerose opere ad affresco. Lavora a Rodi (Villa del Profeta e Grand Hôtel delle Rose) e a Udine (casa Cavazzini). Nel 1939 Afro partecipa alla III Quadriennale di Roma ed espone col fratello Mirko a Torino e a Genova. Partecipa anche a numerose mostre a risvolto sociale, tipiche di quegli anni, e ad alcune edizioni del Premio Bergamo. Nel 1940 espone alla Biennale di Venezia con Montanari e Tamburi. Con lo scoppio della guerra, Afro si trasferisce a Venezia. Conosce Vedova, Turcato, Santomaso e insegna all'Accademia di Belle Arti. Dopo il 1945, superata una breve fase espressionista, Afro approda a una sintesi lineare e coloristica, che si ricollega al suo interesse per il cubismo. Nel 1948 Afro partecipa alla Quadriennale di Roma e alla "famosa" Mostra di arte contemporanea di Palazzo Re Enzo a Bologna, su cui si riversano le critiche di Palmiro Togliatti. Il 1949 è un anno importante per l'evoluzione artistica di Afro. Dopo aver esposto al MoMa di New York alla mostra "XXth Century Italian Art", passa qualche mese in America. Entra a far della "scuderia" della gallerista newyorchese Catherine Viviano e si avvicina alla produzione degli artisti americani dell'Action Painting, Kline e De Kooning in particolare. Ma anche Gorky. Nel 1951 Afro torna a Roma. Partecipa alla mostra "Arte astratta e concreta in Italia" alla Gallera Nazionale d'Arte Moderna di Roma e ad alcune collettive. Vince il primo premio alla Biennale di San Paolo del Brasile. Tra il 1952 e il 1954 entra a far parte del Gruppo degli Otto in cui confluiscono molti artisti del Fronte Nuovo delle Arti (Birolli, Morlotti, Turcato, Santomaso, Vedova). Insieme a tutto il gruppo, patrocinato da Lionello Venturi, Afro espone alla XXVI e alla XXVII Biennale di Venezia (1952 e 1954), ad Hannover, Colonia e Berlino. Nel 1955 Afro espone alla prima Documenta di Kassel, alla Quadriennale di Roma e alla mostra "The New Decade: 22 European Painters and Sculptors" al MoMA di New York. La mostra sarà presentata a New York, Minneapolis, Los Angeles e San Francisco. Tiene anche un'importante personale alla Viviano Gallery. Vengono presentate dodici opere tra le quali Libro giallo e Ragazzo col tacchino successivamente acquisite dal Museum of Modern Art di New York. È ormai famoso a livello internazionale e la Biennale di San Paolo gli conferisce un'altra onorificenza. Accentua una gestualità larga, di lirica evocazione, sostenuta dalla conoscenza dell’Action Painting americana (Gorky in particolare) nel corso del soggiorno negli Stati Uniti (1950): ma la sua è una linea tutta "italiana", intrisa di luce, attenta a larghi accordi di ritmo, che s’imporrà a livello internazionale. Nel ’56 vince il primo premio quale miglior artista italiano alla Biennale di Venezia, edizione nella quale partecipa con una sala personale. Nel 1957 torna in America. Lavora come "artist in residence" presso il Mills College di Oackland, dove realizza gli studi preparatori per Il Giardino della Speranza, destinato alla sede centrale dell'Unesco a Parigi. Gli anni successivi lo vedono impegnato in numerose mostre internazionali: Documenta di Kassel (1959 e 1964), Biennale di Venezia (1960), Guggenheim Museum of New York (1961), Mathildenhöhe di Darmstadt (1967), Kunsthalle di Darmstadt (1969-70), Neue Nationalgalerie di Berlino, Palazzo dei Diamanti di Ferrara. Nel 1973 Afro partecipa alla X Quadriennale di Roma nell'ambito della mostra "Situazione dell'arte non figurativa". Muore a Zurigo nel 1976. Nel 1978 la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma gli dedica una grande retrospettiva. Nel 1992 è la volta di Palazzo Reale a Milano.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-4480458648536667419?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/4480458648536667419/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=4480458648536667419' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/4480458648536667419'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/4480458648536667419'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2007/03/il-grande-astrattista-friulano-che.html' title='Il grande astrattista friulano che &quot;dipinge l&apos;aria&quot;: Afro Basaldella'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RgA3UboYtJI/AAAAAAAAAG8/wFCnHWuKztA/s72-c/afro.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-7554469713180732766</id><published>2007-03-18T23:56:00.000+01:00</published><updated>2007-03-19T00:02:46.929+01:00</updated><title type='text'>Mario Tozzi il metafisico dimenticato</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Rf3D5ssBVbI/AAAAAAAAAGs/6opvKE-wWtY/s1600-h/174_bio.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5043402553740580274" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Rf3D5ssBVbI/AAAAAAAAAGs/6opvKE-wWtY/s320/174_bio.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Rf3EGcsBVcI/AAAAAAAAAG0/01wHHtgf63I/s1600-h/Tozzi_Figure_1950.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5043402772783912386" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Rf3EGcsBVcI/AAAAAAAAAG0/01wHHtgf63I/s320/Tozzi_Figure_1950.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Nato a Fossombrone in provincia di Pesaro nel 1895 Mario Tozzi è stato uno dei più originali ed innovativi artisti italiani del '900, un grande Maestro della pittura, troppo lungamente trascurato dai circuiti internazionali dell'arte. Dopo aver partecipato alla prima guerra mondiale, nel 1920 si trasferisce a Parigi dove sposa Marie Therese Lemaire ed entra in contatto con De Chirico, Campigli, Savinio, De Pisis con cui fonda il Gruppo dei Sette che si richiama concettualmente ed esteticamente alla pittura metafisica.Ben presto Tozzi trova una sua dimensione pittorica, realizzando dipinti di grande originalità ed intensa suggestione che gli valgono i riconoscimenti della critica, numerosi premi e persino l'ammirazione di Picasso. Attraverso una serie di pubblicazioni ed articoli il pittore realizza il suo ideale d'artista capace di esercitare anche la funzione dell'intellettuale completo che sa rappresentare la propria visione del mondo sia nei quadri che nella pagina scritta. Siamo alla prima metà degli anni Trenta, periodo in cui la sua fama è al culmine e le sue opere entrano a far parte dei maggiori musei europei, mentre dal governo francese riceve la legion d'onore per straordinari meriti culturali.E' il periodo della maturità creativa: la tecnica pittorica si fa sempre più raffinata, la prospettiva e la composizione dei suoi dipinti sembrano proiettarsi in una dimensione dove le figure appaiono immobili, statuarie quasi fossero collocate in luoghi irreali e misteriosi. Un'arte influenzata dalla suggestione metafisica che vuole superare i limiti del reale, mostrando il significato simbolico degli oggetti, il loro inconsueto accostamento in spazi architettonici in cui prevalgono immagini femminili, diventate protagoniste quasi esclusive dei suoi quadri.Mario Tozzi è sempre stato un pittore geniale e dotatissimo che ha vissuto l'esperienza unica di dover interrompere, per più di vent'anni, un'attività artistica di prim'ordine. Sospensione creativa dolorosa, dovuta a gravi motivi di salute. Nel 1936 lascia Parigi e il lavoro stabilendosi a Suna, sul lago Maggiore, dove trascorrerà buona parte dell'anno senza mai dipingere o limitandosi a collaborare saltuariamente all'allestimento di alcune mostre che gli verranno dedicate, soprattutto a Venezia e Milano.Nel 1958, migliorate sensibilmente le sue condizioni di salute riprende a lavorare sui dipinti, recuperando i temi di un tempo, in prevalenza volti e figure femminili. C'è però una nuova ispirazione nella sua pittura, una svolta estetica che gli fa abbandonare la figurazione classicistica per sostituirla con un'ulteriore rarefazione delle immagini.Una rarefazione geometrica che mostrerebbe apparentemente un nuovo Tozzi. Tuttavia egli non diventa un pittore astratto, né rinnega il suo rapporto logico, ordinato con la realtà sconvolgendone proporzioni e volumi. L'ultimo ventennio della sua produzione si caratterizza per un singolare tratto creativo che gli fa dipingere un mondo quasi geometrico in cui la dimensione della bellezza continua ad essere rappresentata dalla grazia femminile, dai visi e dai corpi di una o più donne colte nell'eterno fascino della loro essenza. Però le loro fisionomie si sono geometrizzate, i volti ovoidali non ritraggono più l'immagine reale o individuale, ma il concetto stesso della bellezza universale, di una femminilità che fluisce per sempre in uno spazio senza tempo.Mario Tozzi torna spesso a Parigi negli ultimi anni a rivedere la figlia, i nipoti e i luoghi delle sue esperienze artistiche più significative. Nella capitale francese morirà nel 1979.A ben guardare scopriamo, nei dipinti geometrici dell'ultimo periodo, l'iperuranio cercato dai filosofi antichi, la dimensione invisibile e perfetta in cui il dolore di ciascuno di noi, la violenza del mondo, ogni angoscia della vita si annullano per sempre nel dolce equilibrio della forma.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-7554469713180732766?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/7554469713180732766/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=7554469713180732766' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/7554469713180732766'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/7554469713180732766'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2007/03/mario-tozzi-il-metafisico-dimenticato.html' title='Mario Tozzi il metafisico dimenticato'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Rf3D5ssBVbI/AAAAAAAAAGs/6opvKE-wWtY/s72-c/174_bio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-484934662889529979</id><published>2007-03-09T19:24:00.000+01:00</published><updated>2007-03-09T19:33:31.776+01:00</updated><title type='text'>Arte, pittura e fumetto: Roy Lichtenstein</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RfGm5uReP0I/AAAAAAAAAGc/WgU9siY8EdA/s1600-h/untitledroy.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5039992968608366402" style="WIDTH: 196px; CURSOR: hand; HEIGHT: 162px" height="176" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RfGm5uReP0I/AAAAAAAAAGc/WgU9siY8EdA/s320/untitledroy.bmp" width="231" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RfGnGOReP1I/AAAAAAAAAGk/r6w6IbPvVSw/s1600-h/roy-2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5039993183356731218" style="WIDTH: 188px; CURSOR: hand; HEIGHT: 132px" height="147" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RfGnGOReP1I/AAAAAAAAAGk/r6w6IbPvVSw/s320/roy-2.jpg" width="215" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Nato nell'Upper East Side di Manhattan il 2 ottobre del 1923 Roy Lichtenstein cresce in una serena e tranquilla famiglia borghese. Nel 1940 segue un corso estivo di pittura presso la Art Students League tenuto da Reginald Marsh, un esponente del realismo sociale americano. Conseguita la maturità, s'iscrive alla Ohio State University, frequenta fino al '43, quando viene chiamato alle armi. Durante il servizio militare, Lichtenstein realizza su richiesta di un superiore copie ingrandite di fumetti tratti dalla rivista dell'esercito “Stars and Stripes”. Egli ricorderà in seguito che l’ordine gli parve seccante e i fumetti divertenti, ma insignificanti. Dopo un breve soggiorno in Europa, nel '46 torna negli USA e conclude gli studi presso l'università dell'Ohio, dove rimane come assistente fino al '51. In quell'anno, si trasferisce a New York con la prima moglie Isabel Wilson ed i figli David e Mitchell. Il 1960 è un anno importante per Lichtenstein: viene nominato assistente al Douglas College di Rutgers, New Jersey e qui conosce Allan Kaprow, all'epoca suo collega, grazie al quale entra in contatto con Segal, Dine e Oldenburg e con vari membri di Fluxus. Lichtenstein inizia a dedicarsi ad un'arte nuova e diversa. Scommette sul fumetto, le cui immagini fuori misura ed i cui enunciati ottusi sembravano riflettere la fiducia nel futuro della nuova classe media emersa dalla guerra. Nasce così uno dei grandi filoni di quella che proprio in quegli anni si andava delineando come arte Pop. Sono di questo periodo le ragazze in lacrime, gli oggetti domestici e i primi, significativi dipinti bellici, anch'essi tratti dai fumetti (Takka Takka, 1962). Con l'opera Art, 1962, Lichtenstein affronta il tema dei rapporti fra arte e linguaggio. L'opera si autodichiara "arte": imitando le tecniche di comunicazione dei media, Lichtenstein trasforma la parola simbolo degli ideali più alti dell'estetica in uno slogan di uso quotidiano e così pone la questione di che cosa sia realmente "arte". Nei fumetti  ritrova l'oggetto casuale di Duchamp: un ready-made che egli modifica, cambiando il contesto in cui viene utilizzato. Elaborati un proprio stile ed una tecnica personalissima, Lichtenstein prosegue nel corso della sua lunga carriera a confrontarsi con l'arte e gli artisti del passato (Cézanne, Mondrian e Picasso) le cui opere erano ampiamente diffuse da riproduzioni utilizzate nei contesti più disparati. In questo continuo dialogo fra arte "alta" e arte "popolare" l'artista reinterpreta, alla luce del suo linguaggio, elementi costitutivi della tradizione artistica: da qui le serie dei Riflessi e quella dei Brushstrokes.Tra la metà degli anni ’70 e i primi anni ’80, Lichtenstein lavora sulla serie degli Still Life, mentre torna a confrontarsi con i grandi movimenti del passato, dal Futurismo al Surrealismo all’Espressionismo tedesco. Con gli Interiors degli anni ’90, l’artista riprende alcune tematiche già affrontate in precedenza. Immagini tratte dai media e dalle Pagine Gialle (bagni, camere da letto, soggiorni) caratteristici della cultura del consumo, rappresentano un tipo di realtà e sono messe a confronto con una realtà diversa, quella dell’arte rappresentata sulle pareti di quegli stessi interni. Si tratta di due livelli distinti di realtà. La sua prima personale si tiene presso la Leo Castelli Gallery nel marzo del '62. Questa è seguita a breve distanza (giugno '63) dalla prima monografica europea, tenutasi presso la Sonnabend Gallery di Parigi. Nel gennaio del '65 lo Stedelijk Museum di Amsterdam acquista per le sue collezioni il trittico bellico As I Opened Fire, pazientemente strappato a Castelli dall'allora direttore del museo olandese durante una serata rimasta leggendaria. Roy Lichtenstein entra così a far parte di quell'Olimpo dell'arte con il quale costantemente si era posto in rapporto dialettico. La sua ultima personale di rilevanza internazionale gli è stata dedicata dal Guggenheim Museum di New York nel 1994. Roy Lichtenstein si è spento a New York il 29 settembre 1997.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Per chi fosse interessato a quest'artista riportiamo di seguito i luoghi e le date dove poterlo vedere:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;dal 17.6.2007&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Picasso and American Art Walker Art Center, Minneapolis, MN &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;br /&gt;dal 27.5.2007&lt;br /&gt;Upon an Ether Sea: Water and Ship Imagery from the MCA Collection Museum of Contemporary Art Chicago - MCA Chicago, Chicago, IL&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fino al 28.5.2007&lt;br /&gt;Picasso and American Art San Francisco Museum of Modern Art, San Francisco, CA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fino al 20.5.2007&lt;br /&gt;Roy Lichtenstein Fundación Juan March, Madrid&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fino al 29.4.2007&lt;br /&gt;Sixties! - Art, fashion, design, film and photography Gemeentemuseum Den Haag, Den Haag&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fino al 17.3.2007&lt;br /&gt;American Master Prints Alan Cristea Gallery, Londra (Inghilterra)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fino al 11.3.2007&lt;br /&gt;Roy Lichtenstein Prints 1956-97 Palm Springs Art Museum, Palm Spring, CA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-484934662889529979?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/484934662889529979/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=484934662889529979' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/484934662889529979'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/484934662889529979'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2007/03/arte-pittura-e-fumetto-roy-lichtenstein.html' title='Arte, pittura e fumetto: Roy Lichtenstein'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RfGm5uReP0I/AAAAAAAAAGc/WgU9siY8EdA/s72-c/untitledroy.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-7877906875805159125</id><published>2007-03-03T18:41:00.000+01:00</published><updated>2007-03-03T18:54:10.438+01:00</updated><title type='text'>Buchi, tagli,materia e un nuovo concetto di spazio: Lucio Fontana</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Rem0vr86yMI/AAAAAAAAAGE/xQgp_J1zLd0/s1600-h/fontana.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5037756389535697090" style="WIDTH: 205px; CURSOR: hand; HEIGHT: 188px" height="183" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Rem0vr86yMI/AAAAAAAAAGE/xQgp_J1zLd0/s320/fontana.jpg" width="202" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Rem06r86yNI/AAAAAAAAAGM/DL91UwJaPfc/s1600-h/FontanaLucio.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5037756578514258130" style="WIDTH: 180px; CURSOR: hand; HEIGHT: 203px" height="200" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Rem06r86yNI/AAAAAAAAAGM/DL91UwJaPfc/s320/FontanaLucio.jpg" width="174" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Lucio Fontana nasce in Argentina il 19 febbraio 1899 a Rosario di Santa Fé. Il padre Luigi, italiano, in Argentina da una decina d'anni, è scultore e la madre, Lucia Bottino, di origine italiana, è attrice di teatro. A sei anni si stabilisce con la famiglia a Milano, dove, nel 1914, incomincia gli studi alla Scuola dei maestri edili dell'Istituto Tecnico "Carlo Cattaneo". Interrompe gli studi e parte per il fronte come volontario, ma la sua guerra dura poco: viene ferito e presto giungono il congedo ed una medaglia al valor militare. Nel 1927 si iscrive all'Accademia di Belle Arti di Brera e segue i corsi di Adolfo Wildt. È di questi anni il suo esordio come scultore originale: "Melodías" (1925), "Maternidad"(1926), monumento a Juana Blanco a Rosario(1927). Nonostante la lontananza, continua a mantenere intensi contatti con il Sudamerica, dove effettua frequenti viaggi e dove apre uno studio di scultura. Si diploma all'Accademia di Brera nel 1930, e comincia a partecipare regolarmente alle esposizioni, continuando però a realizzare sculture di concezione commerciale. Realizza monumenti funerari e commemorativi. Stringe rapporti con il gruppo degli architetti razionalisti, collaborando ai loro progetti con sculture e rilievi. Un'attività che porterà avanti per buona parte della sua vita. Nel 1934 Fontana entra in contatto con l'ambiente dell'astrattismo lombardo legati alla galleria milanese "Il Milione". L'anno dopo, si lega al gruppo parigino "Abstraction-Création". Alterna opere astratte, come le tavolette graffite o le sculture in ferro filiformi, con le ceramiche "barocche", che realizza presso le fornaci di Albisola e Sèvres. Nel 1939 prende parte alla "Seconda mostra di Corrente". Lucio Fontana torna a Buenos Aires nel 1940, dove frequenta i gruppi d'avanguardia e partecipa alla stesura del "Manifesto Blanco" (1946), che segna la nascita dello "Spazialismo". Nel 1946 è di nuovo in Italia. Qui riunisce subito attorno a sé numerosi artisti e pubblica il "Primo Manifesto dello Spazialismo". Riprende l'attività di ceramista ad Albisola e la collaborazione con gli architetti. Il 1948 vede l'uscita del "Secondo Manifesto dello Spazialismo". Nel 1949 espone alla Galleria del Naviglio "L'ambiente spaziale a luce nera" suscitando al tempo stesso grande entusiasmo e scalpore. Nello stesso anno nasce la sua invenzione più originale quando, forse spinto dalla sua origine di scultore, alla ricerca di una terza dimensione realizza i primi quadri forando le tele. Nel 1950 esce il "Terzo manifesto spaziale. Proposta per un regolamento". L'anno successicvo alla IXº Triennale, dove per primo usa il neon come forma d'arte, legge il suo "Manifesto tecnico dello Spazialismo". Partecipa poi al concorso indetto per la "Quinta Porta del Duomo di Milano" vincendolo ex-aequo con Minguzzi nel 1952. Firma poi con altri artisti il "Manifesto del Movimento Spaziale per la Televisione", ed espone in modo compiuto le sue opere spaziali alla Galleria del Naviglio di Milano. Scatenzndo di nuovo entusiasmo e sgomento, oltre a forarle, Fontana dipinge ora le tele, vi applica colore, inchiostri, pastelli, collages, payettes, gesso, sabbia, frammenti di vetro. E' ormai noto e apprezzato anche all'estero. Passa poi alle tele dipinte all'anilina e alle sculture spaziali su gambo. Sul finire del 1958 realizza le prime opere con i "tagli", che riproporrà nel 1959 su tela, con il titolo "Concetto spaziale". Del 1959 sono anche le sculture in bronzo "Natura". Nel 1960, parallelamente alle tele con i tagli, avvia il ciclo di tele con i cosiddetti "Crateri", squarci prodotti nella tela, spalmata di colore ad olio. Nel 1962 è la volta dei "Metalli", lastre di ottone o acciaio squarciate. Nel 1963 appare la notissima serie della "Fine di Dio", grandi tele ovali verticali monocrome, recanti squarci. Nel 1964 è la volta dei cosiddetti "Teatrini", tele con buchi, incorniciate da bordi sagomati in legno che simulano una quinta teatrale. Rientrano nell'intensa attività espositiva di questi anni, la retrospettiva del Walker Art Center di Minneapolis e il Gran Premio per la pittura della Biennale di Venezia, entrambi del 1966. Dell'anno seguente sono le "Ellissi", le sculture in metallo verniciato e le scenografie del Ritratto di Don Chisciotte per la Scala di Milano. Poco dopo essersi trasferito a Comabbio, in provincia di Varese, dove restaura la vecchia casa di famiglia e installa il suo nuovo studio, Lucio Fontana muore il 7 settembre 1968. Nel 1982 Teresita Rasini Fontana, moglie dell'artista dà vita alla Fondazione Lucio Fontana. Ancora oggi la Fondazione costituisce una delle iniziative meglio gestite nel campo della valorizzazione e della tutela del lavoro di un artista. La presenza di opere di Lucio Fontana nelle collezioni permanenti di più di cento musei di tutto il mondo sono un'ulteriore conferma dell'importanza della sua arte.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Per chi volesse approfondire quest'artista riportiamo di seguito i luoghi e le date dove poterlo vedere:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;fino al 6.5.2007&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Von Edvard Munch bis Barnett Newman – Die Sammlung der Neuen Nationalgalerie Neue Nationalgalerie, Berlino&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;br /&gt;fino al 11.3.2007&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Carla Accardi trifft Lucio Fontana MARTa Herford, Herford &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-7877906875805159125?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/7877906875805159125/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=7877906875805159125' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/7877906875805159125'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/7877906875805159125'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2007/03/buchi-taglimateria-e-un-nuovo-concetto.html' title='Buchi, tagli,materia e un nuovo concetto di spazio: Lucio Fontana'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Rem0vr86yMI/AAAAAAAAAGE/xQgp_J1zLd0/s72-c/fontana.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-448980953246591959</id><published>2007-02-22T17:07:00.000+01:00</published><updated>2007-02-22T17:26:01.035+01:00</updated><title type='text'>La Pop-Art ha un solo nome: Andy Warhol</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Rd3BU8AQblI/AAAAAAAAAF0/yTwRE-sbVbs/s1600-h/lennon_warhol-766729.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5034392523918831186" style="WIDTH: 202px; CURSOR: hand; HEIGHT: 202px" height="154" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Rd3BU8AQblI/AAAAAAAAAF0/yTwRE-sbVbs/s320/lennon_warhol-766729.jpg" width="170" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Rd3BJ8AQbkI/AAAAAAAAAFs/2F5Nz_sX3Uw/s1600-h/Andy_Warhol_ptg.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5034392334940270146" style="WIDTH: 177px; CURSOR: hand; HEIGHT: 216px" height="224" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Rd3BJ8AQbkI/AAAAAAAAAFs/2F5Nz_sX3Uw/s320/Andy_Warhol_ptg.jpg" width="180" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Andy Warhol nasce a Pittsburgh, Pennsylvania, nel 1928. Tra il 1945 e il 1949 studia al Carnegie Institute of Technology della sua città. Quindi, si trasferisce a New York, dove lavora come grafico pubblicitario presso alcune riviste: "Vogue", "Harper's Bazar", "Glamour". Fa anche il vetrinista e realizza le sue prime pubblicità per il calzaturificio di I. Miller. Nel 1952 tiene la prima personale alla Hugo Gallery di New York. Disegna anche scenografie. Nel 1956 espone alcuni disegni alla Bodley Gallery e presenta le sue Golden Shoes in Madison Avenue. Fa alcuni viaggi in Europa e Asia. Intorno al 1960 comincia a realizzare i primi dipinti che si rifanno a fumetti e immagini pubblicitarie. Nei suoi lavori compaiono Dick Tracy, Popeye, Superman e le prime bottiglie di Coca Cola. Nel 1962, invece, inizia a utilizzare la tecnica di stampa impiegata nella serigrafia, rivolgendo l'attenzione alla riproduzione di immagini comuni, degne del titolo di "icone simbolo" del suo tempo. Tratta anche temi carichi di tensione, come i Car Crash (Incidenti automobilistici) e Electric Chair (sedia elettrica). Dal suo stile "neutro" e banale prende insomma il via la cosiddetta Pop-art. Come scrive FrancescoMorante: " La sua arte prende spunto dal cinema, dai fumetti, dalla pubblicità, senza alcuna scelta estetica, ma come puro istante di registrazione delle immagini più note e simboliche. E l'opera intera di Warhol appare quasi un catalogo delle immagini-simbolo della cultura di massa americana: si va dal volto di Marilyn Monroe alle inconfondibili bottigliette di Coca Cola, dal simbolo del dollaro ai detersivi in scatola, e così via. In queste sue opere non vi è alcuna scelta estetica, ma neppure alcuna intenzione polemica nei confronti della società di massa: unicamente esse ci documentano quale è divenuto l'universo visivo in cui si muove quella che noi definiamo la "società dell'immagine" odierna. Ogni altra considerazione è solo conseguenziale ed interpretativa, specie da parte della critica europea, che in queste operazioni vede una presa di coscienza nei confronti del kitsch che dilaga nella nostra società, anche se ciò, a detta dello stesso Warhol, sembra del tutto estraneo alle sue intenzioni". Negli anni successivi decide di abbracciare un progetto più vasto, proponendosi come imprenditore dell'avanguardia creativa di massa. Per questo fonda la "Factory", che può essere considerata una sorta di officina di lavoro collettivo. Iniziano i rapporti di lavoro con Leo Castelli. Nel 1963 comincia a dedicarsi al cinema e produce due lungometraggi: "Sleep" ed "Empire" (1964). Nel 1964 espone alla Galerie Sonnabend di Parigi e da Leo Castelli a New York. Per il Padiglione Americano alla Fiera mondiale di New York realizza i Thirteen Most Wanted Men. L'anno successivo espone all'Institute of Contemporary Art di Philadelphia. Fallito il tentativo di fondare un gruppo musicale con La Monte Young e Walter de Maria (due dei più celebri compositori d'avanguardia del periodo), nel 1967 si lega al gruppo rock dei Velvet Underground, di cui finanzia il primo disco. Anche la famosa copertina del disco, una semplice banana gialla su sfondo bianco, è sue. Nel 1968 rischia la morte, all'interno della Factory, per l'attentato di una squilibrata: Valerie Solanas, unico membro della S.C.U.M. (una società che si propone di eliminare gli uomini). Espone al Moderna Museet di Stoccolma. Pubblica il romanzo "A: a novel" e produce il primo film in collaborazione con Paul Morissey. Si tratta di "Flash", cui seguiranno "Trash", nel 1970, e "Heat", nel 1972. Nel 1969 fonda la rivista "Interview", che da strumento di riflessione sul cinema amplia le sue tematiche a moda, arte, cultura e vita mondana. A partire da questa data, fino al 1972, esegue ritratti, su commissione e no. Scrive anche un libro: "La filosofia di Andy Warhol (Dalla A alla B e ritorno)", pubblicato nel 1975. Nel 1976 espone a Stoccarda, Düsseldorf, Monaco, Berlino e Vienna. Nel 1978 a Zurigo. Nel 1979 il Whitney Museum di New York organizza una mostra di ritratti di Warhol, intitolata "Andy Warhol: Portraits of the 70s". Nel 1980 diventa produttore della Andy Warhol's TV. Nel 1982 è presente alla Documenta 5 di Kassel. Nel 1983 espone al Cleveland Museum of Natural History e gli viene commissionato un poster commemorativo per il centenario del Ponte di Brooklyn. Nel 1986 si dedica ai ritratti di Lenin e ad alcuni autoritratti. Negli ultimi anni si occupa anche della rivisitazione di opere dei grandi maestri del Rinascimento: Paolo Uccello, Piero della Francesca, e soprattutto Leonardo, da cui ricava il ciclo "The Last Supper" (L'ultima cena). Realizza anche alcune opere a più mani con Francesco Clemente e Jean-Michel Basquiat, il "maledetto" della scena artistica nuovayorchese. Andy Warhol muore a New York nel 1987 durante una banale operazione chirurgica. Nella primavera del 1988 10.000 oggetti di sua proprietà vengono venduti all'asta da Sotheby's per finanziare la Andy Warhol Foundation for the Visual Arts. Nel 1989 il Museum of Modern Art di New York gli dedica una grandiosa retrospettiva.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Per chi fosse interessato a quest'artista riportiamo di seguito i luoghi e le date dove poterlo vedere:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;dal 17.6.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Picasso and American Art Walker Art Center, Minneapolis, MN &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;br /&gt;dal 2.6.&lt;br /&gt;Eröffnung der neuen Ausstellungsräume Kunstmuseum Basel, Basilea&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dal 24.5.&lt;br /&gt;A theatre without theatre Museu d´Art Contemporani de Barcelona - MACBA, Barcellona&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dal 28.4.&lt;br /&gt;Marilyn Monroe - Life as a Legend The Dayton Art Institute, Dayton, OH&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dal 16.3.&lt;br /&gt;Andy Warhol - Three Houston Women The Menil Collection, Houston, TX&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dal 1.3.&lt;br /&gt;Fondation Beyeler: EROS Rodin und Picasso BA-CA Kunstforum Wien, Vienna&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fino al 3.8.2008&lt;br /&gt;The Shape of Time Walker Art Center, Minneapolis, MN&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fino al 10.6.&lt;br /&gt;Andy Warhol’s Early Years Williams College Museum of Art, Williamstown, MA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fino al 27.5.&lt;br /&gt;Andy Warhol´s Dream America: Screenprints from the Collection of the Jordan Schnitzer Family Foundation Nevada Museum of Art NMA, Reno, NV&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fino al 20.5.&lt;br /&gt;El espejo y la máscara. El retrato en el siglo de Picasso Museo Thyssen-Bornemisza, Madrid&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fino al 13.5.&lt;br /&gt;FRAMED - The Art of the Portrait Art Gallery of Hamilton, Hamilton, ON&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fino al 29.4.&lt;br /&gt;Sixties! - Art, fashion, design, film and photography Gemeentemuseum Den Haag, Den Haag&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fino al 8.4.&lt;br /&gt;I Remember Heaven Contemporary Art Museum St. Louis, Saint Louis, MO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fino al 1.4.&lt;br /&gt;Life as a Legend - Marilyn Monroe Boca Raton Museum of Art, Boca Raton, FL&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fino al 25.3.&lt;br /&gt;Multiplicity Museum of Contemporary Art Sydney, Sydney, NSW&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fino al 25.3.&lt;br /&gt;Replacing Mashkov - Recent acquisitions by the Gemeentemuseum Den Haag Gemeentemuseum Den Haag, Den Haag&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fino al 17.3.&lt;br /&gt;The Evil Part 2: Pop &amp;amp; Politics Galerie Gebr. Lehmann, Dresda&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fino al 17.3.&lt;br /&gt;American Master Prints Alan Cristea Gallery, Londra (Inghilterra)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fino al 17.3.&lt;br /&gt;New Narrative - Warhol, Stella, Marden, Fitzpatrick Salt Lake Art Center, Salt Lake City, UT&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fino al 11.3.&lt;br /&gt;The Measure of Sensibility - Selection from the collection of the Frac d^es Pays de la Loire Ludwig Museum - Museum of Contemporary Art - Budapest, Budapest&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fino al 4.3.&lt;br /&gt;INTO ME / OUT OF ME Kunst-Werke Berlin e.V. - KW Institute for Contemporary Art, Berlino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fino al 4.3.&lt;br /&gt;Speaking with Hands Moscow museum of modern art - MMOMA, Mosca&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fino al 28.2.&lt;br /&gt;Pandora Brigitte March Stuttgart, Stoccarda&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fino al 25.2.&lt;br /&gt;Jenseits des Kinos - Die Kunst der Projektion Hamburger Bahnhof, Museum für Gegenwart, Berlino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fino al 24.2.&lt;br /&gt;The Food Show - The Hungry Eye CAM - Chelsea Art Museum, New York, NY&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-448980953246591959?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/448980953246591959/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=448980953246591959' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/448980953246591959'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/448980953246591959'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2007/02/la-pop-art-ha-un-solo-nome-andy-warhol.html' title='La Pop-Art ha un solo nome: Andy Warhol'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Rd3BU8AQblI/AAAAAAAAAF0/yTwRE-sbVbs/s72-c/lennon_warhol-766729.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-8224401459884888273</id><published>2007-02-18T17:48:00.000+01:00</published><updated>2007-02-18T17:53:09.350+01:00</updated><title type='text'>Omaggio al più grande poeta-cantautore del secolo:             Fabrizio De Andrè</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RdiDwkRo3GI/AAAAAAAAAFg/1thFXnP-nwY/s1600-h/Fabrizio_De_Andre-13Lrg22.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5032917453981146210" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 236px; CURSOR: hand; HEIGHT: 264px" height="289" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RdiDwkRo3GI/AAAAAAAAAFg/1thFXnP-nwY/s320/Fabrizio_De_Andre-13Lrg22.jpg" width="253" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Fabrizio De André nasce il 18 febbraio 1940 a Genova (Pegli) in Via De Nicolay 12 da Luisa Amerio e Giuseppe De André, professore in alcuni istituti privati da lui diretti. Nella primavera del 1941 il professor De André, antifascista, visto l'aggravarsi della situazione a causa della guerra, si reca nell'Astigiano alla ricerca di un cascinale ove far rifugiare i propri familiari e acquista nei pressi di Revignano d'Asti, in strada Calunga, la Cascina dell'Orto ove Fabrizio trascorre parte della propria infanzia con la madre e il fratello Mauro, maggiore di quattro anni. Qui il piccolo "Bicio" - come viene soprannominato - impara a conoscere tutti gli aspetti della vita contadina, integrandosi con le persone del luogo e facendosi benvolere dalle stesse. E' proprio in tale contesto che cominciano a manifestare i primi segni di interesse per la musica: un giorno la madre lo trova in piedi su una sedia, con la radio accesa, intento a dirigere un brano sinfonico a mò di direttore d'orchestra. In effetti, la leggenda narra che si trattasse del "Valzer campestre" del celebre direttore d'orchestra e compositore Gino Marinuzzi, dal quale, oltre venticinque anni dopo, Fabrizio trarrà ispirazione per la canzone "Valzer per un amore". Nel 1945 la famiglia De André torna a Genova, stabilendosi nel nuovo appartamento di Via Trieste 8. Nell'ottobre del 1946 il piccolo Fabrizio viene iscritto alla scuola elementare presso l'Istituto delle suore Marcelline (da lui ribattezzate "porcelline") dove inizia a manifestare il suo temperamento ribelle e anticonformista. Gli espliciti segnali di insofferenza alla disciplina da parte del figlio inducono in seguito i coniugi De André a ritirarlo dalla struttura privata per iscriverlo in una scuola statale, l'Armando Diaz. Nel 1948, constatata la particolare predisposizione del figlio, i genitori di Fabrizio, estimatori di musica classica, decidono di fargli studiare il violino affidandolo alle mani del maestro Gatti, il quale individua subito il talento del giovane allievo. Nel '51 De André inizia la frequentazione della scuola media Giovanni Pascoli ma una sua bocciatura, in seconda, fa infuriare il padre in maniera tale che lo demanda, per l'educazione, ai severissimi gesuiti dell'Arecco. Finirà poi le medie al Palazzi. Nel 1954, sul piano musicale, affronta anche lo studio della chitarra con il maestro colombiano Alex Giraldo. E'dell'anno dopo la prima esibizione in pubblico a uno spettacolo di beneficenza organizzato al Teatro Carlo Felice dall'Auxilium di Genova. Il suo primo gruppo suona genere country e western, girando per club privati e feste ma Fabrizio si avvicina poco dopo alla musica jazz e, nel '56, scopre la canzone francese nonchè quella trobadorica medievale. Di ritorno dalla Francia il padre gli porta in regalo due 78 giri di Georges Brassens del quale il musicista in erba inizia a tradurne alcuni testi. Seguono gli studi ginnasiali, liceali ed infine universitari (facoltà di giurisprudenza), interrotti a sei esami dalla fine. Il suo primo disco esce nel '58 (l'ormai dimenticato singolo "Nuvole barocche"), seguito da altri episodi a 45 giri, ma la svolta artistica matura diversi anni dopo, quando Mina gli incide "La Canzone di Marinella", che si trasforma in un grande successo. Tra i suoi amici di allora ci sono Gino Paoli, Luigi Tenco, Paolo Villaggio. Nel '62 si sposa con Enrica Rignon e nasce il figlio Cristiano. Sono i modelli americani e francesi del tempo a stregare il giovane cantautore che s'accompagna con la chitarra acustica, che si batte contro l'ipocrisia bigotta e le convenzioni borghesi imperanti, in brani diventati poi storici come "La Guerra di Piero", "Bocca di Rosa", "Via del Campo". Seguirono altri album, accolti con entusiasmo da un pugno di cultori ma passati sotto silenzio dalla critica. Così come la stessa sorte segnò album stupendi come "La buona novella" (del 1970, una rilettura dei vangeli apocrifi), e "Non al denaro né all'amore nè al cielo", l'adattamento dell'Antologia di Spoon River, firmato insieme con Fernanda Pivano, senza dimenticare "Storia di un impiegato" profondo lavoro di marca pacifista. Solo dal 1975 De André, schivo e taciturno, accetta di esibirsi in tour. Nel 1977 nasce Luvi, la seconda figlia dalla compagna Dori Ghezzi. Proprio la bionda cantante e De André vengono rapiti dall'anonima sarda, nella loro villa di Tempio Pausania nel 1979. Il sequestro dura quattro mesi e porta alla realizzazione dell'"Indiano" nel 1981 dove la cultura sarda dei pastori viene accostata a quella dei nativi d'America. La consacrazione internazionale arriva con "Creuza de ma", nel 1984 dove il dialetto ligure e l'atmosfera sonora mediterranea raccontano odori, personaggi e storie di porto. Il disco segna una pietra miliare per l'allora nascente world music italiana ed e' premiato dalla critica come miglior album dell'anno e del decennio. Nel 1988 sposa la compagna Dori Ghezzi, e nel 1989 intraprende una collaborazione con Ivano Fossati (da cui nascono brani come "Questi posti davanti al mare"). Nel 1990 pubblica "Le nuvole", grande successo di vendite e di critica, che è accompagnato da un tour trionfale. Segue l'album live del '91 e il tour teatrale del 1992, poi un silenzio di quattro anni, interrotto solo nel 1996, quando torna sul mercato discografico con "Anime Salve", altro disco molto amato dalla critica e dal pubblico. L'11 gennaio 1999 Fabrizio De André muore a Milano, stroncato da un male incurabile. I suoi funerali si svolgono il 13 gennaio a Genova alla presenza di oltre diecimila persone.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-8224401459884888273?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/8224401459884888273/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=8224401459884888273' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/8224401459884888273'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/8224401459884888273'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2007/02/omaggio-al-pi-grande-poeta-del-secolo.html' title='Omaggio al più grande poeta-cantautore del secolo:             Fabrizio De Andrè'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RdiDwkRo3GI/AAAAAAAAAFg/1thFXnP-nwY/s72-c/Fabrizio_De_Andre-13Lrg22.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-7641513669667265602</id><published>2007-02-11T05:00:00.000+01:00</published><updated>2007-01-31T18:46:14.446+01:00</updated><title type='text'>Omaggio a Keith Haring</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Rc6VhkRo3EI/AAAAAAAAAFI/JIxdX4QQYuY/s1600-h/Keith%2520Haring.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5030122237725301826" style="WIDTH: 198px; CURSOR: hand; HEIGHT: 167px" height="186" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Rc6VhkRo3EI/AAAAAAAAAFI/JIxdX4QQYuY/s320/Keith%2520Haring.jpg" width="227" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Rc6VqERo3FI/AAAAAAAAAFQ/g4qfCBja5lo/s1600-h/op00911.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5030122383754189906" style="WIDTH: 186px; CURSOR: hand; HEIGHT: 144px" height="159" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Rc6VqERo3FI/AAAAAAAAAFQ/g4qfCBja5lo/s320/op00911.jpg" width="168" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Keith Haring, uno dei capi della corrente neo-pop, è stato tra gli artisti più rappresentativi della sua generazione. Figlio di Joan e Allen Haring e maggiore di quattro fratelli, nasce il 4 maggio 1958 a Kutztown, in Pennsylvania. Rivela il suo talento artistico già molto giovane e, dopo aver regolarmente frequentato le scuole superiori, entra alla Ivy School of Professional Art di Pittsburgh. Nel 1976, sull'onda della nuova contestazione giovanile e della cultura hippie, gira gli Stati Uniti in autostop, facendo tappa nelle varie città del paese allo scopo di osservare più da vicino i lavori degli artisti della scena americana, quelli così spesso visti solo sulle pagine patinate delle riviste specializzate. Tornato a Pittsburgh lo stesso anno, entra all'Università e tiene la sua prima importante esposizione al Pittsburgh Arts and Crafts Center. Figlio della cultura di strada, parto felice della cosiddetta street art newyorkese, prima della sua consacrazione all'interno del mondo "ufficiale" dell'arte è stato inizialmente un emarginato. Nel 1978 entra alla School of Visual Arts di New York, diventando noto nei primi anni '80 con i murales realizzati nelle metropolitane e, più tardi, con i lavori esposti qua e là, fra Club di vario genere e "vernissage" più o meno improvvisati. Le novità proposte dall'artista americano, ad ogni modo, sono esplosive e non mancano di attirare l'attenzione degli intenditori più smaliziati. Keith Haring, sulla falsariga del suo modello inconscio e ormai "alto" Andy Warhol, trasmette e inventa un nuovo linguaggio urbano, costituito da sagome quasi infantili o primitive, caratterizzate da un continuo segno nero che si rifà palesemente al fumetto. La sua prima vera mostra personale si tiene a Shafrazi nel 1982; gli anni successivi sono densi di successi con mostre in tutto il mondo. Nell'aprile del 1986 Keith Haring apre il Pop Shop, a New York. Ormai è un artista affermato, acclamato in tutto il mondo e ricoperto di allori, che tradotti nel linguaggio contemporaneo significano soldi. Bizzoso e trasgressivo, per l'artista ciò significa libertà di gestione personale che nel suo caso si traduce in una vita sempre più sregolata, soprattutto dal punto di vista sessuale. Nel 1988 gli viene diagnosticato l'Aids. Con un colpo a sorpresa annuncia lui stesso la sua triste condizione in un'intervista a "Rolling Stone", incrementando così la sua già grande popolarità. Stando a quanto l'artista stesso dichiarò in alcune successive interviste, la rivelazione di essere affetto dall'Aids non fu affatto una sorpresa, nella consapevolezza di aver varcato molti limiti e di aver sfruttato appieno quel clima di libertà e di promiscuità che poteva offrire la New York dell'epoca. Prima della sua morte fonda la Keith Haring Foundation, che si propone tuttoggi di continuare la sua opera di supporto alle organizzazioni a favore dei bambini e della lotta all'AIDS. Sul piano del valore artistico, l'opera di Haring non ha mai conosciuto flessioni, alimentando anzi vasto giro di affari, in piena adesione con lo spirito moderno, che significa per molti versi spirito disincantato e per questo "commerciale"; affari che si avvalgono dello stile peculiare di Haring e che ne sposano l'intima connessione con la comunicazione contemporanea, ormai per l'appunto inseparabile dalla comunicazione commerciale. Gli introiti derivati dal filone aurifero Haring sono basati non solo sulla mera produzione "artistica" del genio americano ma si poggiano anche su gadget, magliette e quant'altro (in alcune foto si vede lo stesso Haring indossare in maniera divertita alcune magliette con riproduzioni di suoi graffiti).Il successo internazionale delle sue opere ha comunque contribuito alla proliferazione delle forme d'arte negli spazi pubblici, diffondendo una più vasta sensibilità artistica. Immediate, semplici e dirette, le sue composizioni attirano facilmente l'attenzione di chi guarda e si possono leggere a più livelli, che possono andare da un piano più superficiale e divertito, alla scoperta di un umorismo graffiante e allucinato. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Keith Haring è morto il 16 febbraio 1990, all'età di 32 anni.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-7641513669667265602?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/7641513669667265602/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=7641513669667265602' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/7641513669667265602'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/7641513669667265602'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2007/02/omaggio-keith-haring.html' title='Omaggio a Keith Haring'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Rc6VhkRo3EI/AAAAAAAAAFI/JIxdX4QQYuY/s72-c/Keith%2520Haring.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-2982097248067046451</id><published>2007-01-31T18:34:00.000+01:00</published><updated>2007-01-31T18:46:14.516+01:00</updated><title type='text'>Il fondatore del dadaismo: Marcel Duchamp</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RcDTe6NfpdI/AAAAAAAAAEw/GP9Y5Ca9mhc/s1600-h/marcel-duchamp-2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5026249712120866258" style="CURSOR: hand" height="213" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RcDTe6NfpdI/AAAAAAAAAEw/GP9Y5Ca9mhc/s320/marcel-duchamp-2.jpg" width="180" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RcDTyqNfpeI/AAAAAAAAAE4/B6aunW9LsQ4/s1600-h/lyc_duchamp.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5026250051423282658" style="WIDTH: 206px; CURSOR: hand; HEIGHT: 159px" height="147" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RcDTyqNfpeI/AAAAAAAAAE4/B6aunW9LsQ4/s320/lyc_duchamp.jpg" width="234" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Marcel Duchamp nasce a Blainville (Rouen) il 28 luglio 1887. Artista concettuale, per cui all'opera d'arte deve sostituirsi il puro atto estetico, comincia a dipingere a 15 anni, influenzato dalla tecnica degli impressionisti. Nel 1904 si trasferisce a Parigi, dove raggiunge i fratelli Gaston. Frequenta per qualche tempo l'Académie Julian ma, annoiato, la abbandona quasi subito. Negli anni dal 1906 al 1910 le sue opere manifestano caratteri di volta in volta diversi, in rapporto alle influenze del momento: d'apprima Manet, quindi l'intimismo di Bonnard e Vuillard, e per finire con il Fauvismo. Nel 1910 dopo aver visto per la prima volta le opere di Paul Cézanne, abbandona definitivamente l'impressionismo e Bonnard. Per un anno Cézanne e il Fauvismo sono i suoi riferimenti stilistici. Ma tutto è destinato a durare poco. Negli anni 1911 e 1912 dipinge tutte le sue più importanti opere pittoriche: Ragazzo e ragazza in primavera, Giovane triste in treno,Nudescendant un escalier nº2, Il re e la regina, circondati da nudi veloci, Il passaggio della vergine alla sposa. Nel 1913, all'Armory Show di New York, Nu descendant un escalier nº2 è l'opera che suscita maggior scandalo. Esaurite le possibilità esplorative con la pittura, inizia a lavorare al Grande vetro. L'opera comprende un insieme di elementi grafici su lastre di vetro e metallo ed è ricca di simbologie inconsce ed alchemiche. Il suo significato è difficilmente decifrabile, ma può essere considerata una globale, ironica contestazione, sia della pittura, sia più in generale dell'esistenza umana. Nascono anche i primi "ready-made", oggetti d'uso comune dotati di statuto artistico, tra cui la celebre Ruota di bicicletta. L'anno successivo acquista e firma lo Scolabottiglie. Nel 1915 si trasferisce a New York dove inizia la grande amicizia con Walter e Louise Arensberg. Consolida i suoi contatti con Francis Picabia e conosce Man Ray. Prosegue gli studi per la realizzazione di Mariée mise à nu par ses Célibataires, meme (1915-1923), che non porterà mai a termine. Nel 1917 realizza il famoso Fountain, che viene rifiutato dalla giuria della Society of Independent Artists. Viaggia prima a Buenos Aires, poi a Parigi, dove incontra tutti i principali esposnenti dell'ambiente dadaista, che di lì a qualche anno daranno vita al surrealismo. Nel 1920 è di nuovo a New York. Insieme a Man Ray e Katherine Dreier fonda la Société Anonyme. Assume lo pseudonimo di Rose Sélavy. Si cimenta con la fotografia sperimentale e i lungometraggi e realizza i primi "dischi ottici" e "macchine ottiche". Nel 1923 comincia a dedicarsi professionalmente al gioco degli scacchi e abbandona quasi completamente l'attività artistica. Unica realizzazione è il film Anémic Cinéma. Riprende l'attività artistica soltanto nel 1936, quando partecipa alle mostre del gruppo surrealista a Londra e a New York. Comincia a progettare la Boite en válise, una raccolta portatile delle riproduzioni delle sue opere più significative. Sorpreso in Francia dallo scoppio della guerra, nel 1942 s'imbarca per gli Stati Uniti. Qui si dedica soprattutto alla sua ultima grande opera, Étant donneés: 1. la chute d'eau, 2. le gaz d'éclairage (1946-1966). Partecipa a mostre e ne organizza e allestisce a sua volta. Nel 1954 muore l'amico Walter Arensberg, e la sua collezione viene donata al Philadelphia Museum of Art. Ne fanno parte ben 43 opere di Duchamp, tra cui gran parte delle opere fondamentali. Nel 1964, in occasione del cinquantesimo anniversario del primo "Readymade", in collaborazione con Arturo Schwarz, realizza un'edizione numerata e firmata dei suoi 14 più rappresentativi Readymade. Marcel Duchamp muore a Neuilly-sur-Seine il 2 ottobre 1968.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Per chi fosse interessato a quest'artista riportiamo di seguito i luoghi e le date in cui poterlo vedere:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;dal 24.5.2007&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;A theatre without theatre Museu d´Art Contemporani de Barcelona - MACBA, Barcellona &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;br /&gt;dal 11.5.2007&lt;br /&gt;Twin Bill Oklahoma City Museum of Art, Oklahoma City, OK&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dal 1.3.2007&lt;br /&gt;Fondation Beyeler: EROS Rodin und Picasso BA-CA Kunstforum Wien, Vienna&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dal 18.2.2007&lt;br /&gt;RE-OBJECT Kunsthaus Bregenz, Bregenz&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fino al 3.8.2008&lt;br /&gt;The Shape of Time Walker Art Center, Minneapolis, MN&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fino al 22.4.2007&lt;br /&gt;Back to the Future - Re-Viewing the Twentieth Century The RISD Museum, Providence, RI &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-2982097248067046451?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/2982097248067046451/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=2982097248067046451' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/2982097248067046451'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/2982097248067046451'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2007/01/il-fondatore-del-dadaismo-marcel.html' title='Il fondatore del dadaismo: Marcel Duchamp'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RcDTe6NfpdI/AAAAAAAAAEw/GP9Y5Ca9mhc/s72-c/marcel-duchamp-2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-3803363159928545702</id><published>2007-01-27T23:03:00.000+01:00</published><updated>2007-01-27T23:10:55.502+01:00</updated><title type='text'>Il giorno della memoria</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RbvMXaNfpbI/AAAAAAAAAEY/oeK3eaYlIGE/s1600-h/aus1_1.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5024834511806899634" style="WIDTH: 194px; CURSOR: hand; HEIGHT: 163px" height="181" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RbvMXaNfpbI/AAAAAAAAAEY/oeK3eaYlIGE/s320/aus1_1.gif" width="220" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RbvMhKNfpcI/AAAAAAAAAEg/mIGW2SnoeuY/s1600-h/ebrei4.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5024834679310624194" style="CURSOR: hand" height="165" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RbvMhKNfpcI/AAAAAAAAAEg/mIGW2SnoeuY/s320/ebrei4.jpg" width="194" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;"Noi sopravvissuti siamo una minoranza anomala oltre che esigua: siamo quelli che, per loro prevaricazione o abilità o fortuna, non hanno toccato il fondo."&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;                                                                                               Primo Levi&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-3803363159928545702?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/3803363159928545702/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=3803363159928545702' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/3803363159928545702'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/3803363159928545702'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2007/01/il-giorno-della-memoria.html' title='Il giorno della memoria'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RbvMXaNfpbI/AAAAAAAAAEY/oeK3eaYlIGE/s72-c/aus1_1.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-5523494349666397042</id><published>2007-01-24T23:47:00.000+01:00</published><updated>2007-01-24T23:59:23.003+01:00</updated><title type='text'>L'inventore dell'Action Painting: Jackson Pollock</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RbfjEqNfpaI/AAAAAAAAAEI/pH86vykcGsg/s1600-h/wpollock03.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5023733578544948642" style="CURSOR: hand" height="330" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RbfjEqNfpaI/AAAAAAAAAEI/pH86vykcGsg/s320/wpollock03.jpg" width="170" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RbfiyaNfpZI/AAAAAAAAAEA/Ps6Oq0sQHa4/s1600-h/JacksonPollock.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5023733265012336018" style="WIDTH: 209px; CURSOR: hand; HEIGHT: 279px" height="262" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RbfiyaNfpZI/AAAAAAAAAEA/Ps6Oq0sQHa4/s320/JacksonPollock.jpg" width="191" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Fondamentale artista della storia americana, Jackson Pollock nasce il 28 gennaio 1912 a Cody nello Wyoming. E' il rappresentante più emblematico della cosiddetta "action painting", la corrente che rappresenta il contributo americano all'informale e che consiste nel trattare la tela con ampi e violenti movimenti del pennello, attraverso "azioni" appunto dinamiche.&lt;br /&gt;Questo possente artista, i cui quadri emananti una selvaggia energia non possono lasciare indifferenti, trascorse la sua infanzia e la sua adolescenza in Arizona e California. La sua è una famiglia contadina assai numerosa (Jackson è l'ultimo di cinque figli), di origine scozzese-irlandese.&lt;br /&gt;Già a 15 anni Jackson è piuttosto irrequieto e dedito all'alcool. Frequenta la High School di Reverside dalla quale viene allontanato per indisciplina e, nel 1929, pure dalla High School di Los Angeles, alla quale si era iscritto nel 1925. Durante la Grande Depressione abita a New York, dove vive alla giornata e dove frequenta i corsi di Thomas Hart Benton all'Art Student Leaugue.&lt;br /&gt;Nel 1936 frequenta il Laboratory of Modern Techniques in Art di Siqueiros, dove sperimenta tecniche, strumenti e materiali di pittura non tradizionale. Dal 1938 al 1942 lavora nel Works Progress Administration del Federal Art Project nel reparto murales, ma scarsi sono l'interesse e il successo. E' un periodo di gravi difficoltà economiche e di privazioni.Nel 1940 conosce Orozco e la pittura messicana.&lt;br /&gt;Nel 1942 partecipa alla grande mostra dell'Art of this Century e viene apprezzato dal critico Clement Greenberg, che lo seguirà e sosterrà in tutta la sua carriera.&lt;br /&gt;Nel 1943 incontra Peggy Guggenheim che gli fa un contratto di cinque anni. Grazie a lei nel 1944 presenta la sua prima mostra personale che gli apre le porte della celebrità. Nel 1940 sposa la pittrice Lee Krasner e si trasferisce assieme a lei in una fattoria a Long Island, dove conduce una vita modesta, lontano dall'alcool. Gli anni fra il 1945 e il 1950 sono i più creativi.&lt;br /&gt;A questo proposito, è bene precisare che l'arte come comunicazione non ha mai interessato a Pollock. "Dipingere è un modo di essere ", diceva. Questa affermazione ha stimolato il critico americano Harold Rosemberg a scrivere le seguenti parole, nel tentativo di approfondire la concezione pollockiana : "A un certo momento i pittori americani cominciarono a considerare la tela come un'arena in cui agire, invece che come uno spazio in cui riprodurre, disegnare, analizzare o esprimere un oggetto presente o immaginario. La tela non era più dunque il supporto di una pittura, bensì di un evento [...]. L'innovazione apportata dalla pittura di azione consisteva nel suo fare a meno della rappresentazione dello stato per esprimerlo invece in un movimento fisico. L'azione sulla tela divenne così la stessa rappresentazione...".&lt;br /&gt;Una delle innovazioni più importanti di Pollock, all'interno di questo modo di considerare la pittura e il suo supporto materiale, la tela, è stata la messa a punto di una tecnica chiamata "dripping" (letteralmente "sgocciolamento"), consistente nel far gocciolare il colore su una tela posta in orizzontale, determinando la colatura del colore con gesti rituali e coreografici in cui erano presenti reminescenze dei riti magico-propiziatori praticati dagli indiani d'America. Le opere così realizzate si presentano come un caotico intreccio di linee e macchie colorate, con una totale assenza di organizzazione razionale.&lt;br /&gt;Lo stesso Pollock, nel 1949, durante una conversazione con Rosemberg, sostenne la supremazia dell'atto pittorico come sorgente di magia. Subito fu coniato proprio da Rosemberg il termine di "Action-painting", pittura-azione. Considerato "il rantolo mortale del dadaismo", "un atto di negazione totale"..."incapace di assolvere alla funzione di comunicare per l'assenza di immagini definite" (Pollock), questo nuovo stile venne inizialmente guardato con diffidenza dai critici americani ed europei.&lt;br /&gt;Non sappiamo se questo stato di cose abbia effettivamente turbato l'ipersensibile personalità di Pollock. Quel che è certo è che la sua dedizione all'acool, pur con alti e bassi, non venne mai meno. Nel 1950, dopo un periodo di salutare interruzione, colto dalla depressione (uno stato d'animo che l'ha perseguitato e che non l'abbandonerà mai), riprese a bere. Muore in un incidente stradale, ubriaco al volante della sua auto, a South-Hampton, il giorno 11 agosto 1956.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Per chi fosse interessato a quest'artista riportiamo di seguito i luoghi e le date dove poterlo vedere:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;dal 17.6.2007&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Picasso and American Art Walker Art Center, Minneapolis, MN &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;dal 4.3.2007&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;The Modern West: American Landscapes, 1890–1950 Los Angeles County Museum of Art - LACMA, Los Angeles, CA &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;dal 23.2.2007&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Picasso and American Art San Francisco Museum of Modern Art, San Francisco, CA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fino al 22.4.2007&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Back to the Future - Re-Viewing the Twentieth Century The RISD Museum, Providence, RI &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;fino al 28.1.2007&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;The Modern West: American Landscapes, 1890-1950 MFAH - Museum of Fine Arts, Houston, TX &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;fino al 28.1.2007&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Picasso and American Art Whitney Museum of American Art, New York, NY &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;fino al 28.1.2007&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Radical NY! The Downtown show: the New York art scene, 1974-1984 and abstract expresionism: 1940-1960 Austin Museum of Art - AMOA, Austin, TX&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-5523494349666397042?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/5523494349666397042/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=5523494349666397042' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/5523494349666397042'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/5523494349666397042'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2007/01/linventore-dellaction-painting-jackson.html' title='L&apos;inventore dell&apos;Action Painting: Jackson Pollock'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/RbfjEqNfpaI/AAAAAAAAAEI/pH86vykcGsg/s72-c/wpollock03.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-2402823305083148181</id><published>2007-01-18T10:55:00.000+01:00</published><updated>2007-01-18T11:29:07.963+01:00</updated><title type='text'>Mario Schifano il genio italiano della Pop Art</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Ra9EX8AadfI/AAAAAAAAADo/SIfC8-G1Ocw/s1600-h/resize.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5021307287576933874" style="CURSOR: hand" height="221" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Ra9EX8AadfI/AAAAAAAAADo/SIfC8-G1Ocw/s320/resize.jpg" width="189" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Ra9EfcAadgI/AAAAAAAAADw/rRH1xeCqq70/s1600-h/Mario-Schifano-O-Sole-Mio--1964-br--Silkscreen-print--80305.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5021307416425952770" style="WIDTH: 193px; CURSOR: hand; HEIGHT: 208px" height="183" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Ra9EfcAadgI/AAAAAAAAADw/rRH1xeCqq70/s320/Mario-Schifano-O-Sole-Mio--1964-br--Silkscreen-print--80305.jpg" width="242" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Mario Schifano nasce a Homs in Libia il 20 settembre 1934. I suoi debutti sono nell'ambito della cultura informale con tele ad alto spessore materico. Con opere di questo genere inaugura la sua prima personale nel 1959 alla Galleria Appia Antica di Roma. E' comunque in occasione della mostra del 1960 alla Galleria La Salita in compagnia di Angeli, Festa, Lo Savio e Uncini, che la critica comincia a interessarsi del suo lavoro. Abbandonata l'esperienza informale, ora dipinge quadri monocromi, grandi carte incollate su tela e ricoperte di un solo colore, tattile, superficiale, sgocciolante. Il dipinto diventa "schermo", punto di partenza, spazio di un evento negato in cui, qualche anno dopo, affioreranno cifre, lettere, frammenti segnici della civiltà consumistica, quali il marchio della Esso e della Coca-Cola. Nel 1962 Schifano è negli Stati Uniti; conosce da vicino la Pop Art, resta colpito dall'opera di Dine e Kline ed espone alla Sidney Janis Gallery di New York nella mostra The New Realist. Nel 1964 viene per la prima volta invitato alla Biennale di Venezia. L'artista opera ora per cicli tematici: i paesaggi anemici, la rivisitazione della storia dell'arte con i lavori dedicati al Futurismo. E'attratto dalle immagini prelevabili dai mezzi di comunicazione di massa e quindi patrimoni della collettività. Si occupano di questa fase del lavoro di Schifano tanto critici attenti, come Maurizio Calvesi, Maurizio Fagiolo e Alberto Boatto, quanto scrittori illustri, quali Alberto Moravia e Goffredo Parise. Allo Studio Marconi presenta nel 1967 il lungometraggio Anna Carini vista in agosto dalle farfalle, cui farà seguito la trilogia di film composta da Satellite, Umano non umano, Trapianto, consunzione e morte di Franco Brocani. Le sue prime esperienze cinematografiche, portate avanti parallelamente a quelle pittoriche, risalgono comunque al 1964 e da queste subito si evince l'attenzione critica che l'artista presta all'ininterrotto flusso di immagini prodotto dalla nostra civiltà tecnologica in cui il reale viene sempre sostituito dal suo "doppio", sia esso fotografico o televisivo o cinematografico.Agli inizi degli anni Settanta Schifano comincia a riportare delle isolate immagini televisive direttamente su tela emulsionata, riproponendole con tocchi di colore alla nitro in funzione estraniante. Dapprima attinge moltissimo dal materiale girato per un film mai realizzato Laboratorio umano, poi dal patrimonio di immagini che quotidianamente trasmettono le nostre stazioni televisive. Tra gli anni Settanta e Ottanta partecipa a importanti mostre: "Vitalità del negativo nell'arte italiana 1960-70" e "Contemporanea", entrambe a cura di Achille Bonito Oliva; "Europa/America, l'astrazione determinata 1960-76" alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Bologna; "Arte e critica 1980", a cura di Maurizio Calvesi; "Identité italienne" a cura di Germano Celant; "Arte italiana nel XX secolo" organizzata dalla Royal Academy di Londra. E' presente alle edizioni del 1982 e del 1984 della Biennale di Venezia. L'attenzione per il naturale caratterizza tutta l'attuale ricerca di Schifano: paesaggi, gigli d'acqua, campi di grano, movimenti del mare, distese di sabbia sono ricreati, reinventati, filtrati attraverso ricordi, pulsioni, sensazioni, affioramenti del profondo, sequenze di immagini veicolate da apparecchi televisivi, dalla pubblicità, dai rotocalchi, e si configurano pertanto come geografie della memoria. Nel 1990 il Palazzo delle Esposizioni di Roma, in occasione della sua riapertura, gli dedica una rassegna intitolata "Divulgare", con opere di grande formato realizzate per l'occasione. Nel 1996 Schifano rende un omaggio alla sua Musa ausiliaria, ovvero alla televisione, intesa quale flusso continuo di immagini in grado di strutturarsi come vera e unica realtà totalizzante della nostra epoca. Se alla fine degli anni Sessanta si limitava a estrapolare dai programmi televisivi dei singoli fotogrammi e a proiettarli decontestualizzati sulla tela, ora, invece, interviene sulle immagini pittoricamente, mutandone ulteriormente il senso. Schifano muore a Roma il 26 gennaio 1998.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Per chi fosse interessato a quest'artista riportiamo di seguito i luoghi e le date dove poterlo vedere:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Dal 11.1.2007 al 17.2.2007 &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;"Mario Schifano"&lt;br /&gt;Sperone Westwater Gallery, 415 West 13th Street , 10014 New York, NY, USA&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470597971305380314-2402823305083148181?l=mauriziocattelan81.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/feeds/2402823305083148181/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5470597971305380314&amp;postID=2402823305083148181' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/2402823305083148181'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470597971305380314/posts/default/2402823305083148181'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauriziocattelan81.blogspot.com/2007/01/mario-schifano-il-genio-italiano-della.html' title='Mario Schifano il genio italiano della Pop Art'/><author><name>Administrator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03619427827546942585</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/SPy5WNUdrnI/AAAAAAAAAZM/--jUOv9uchA/S220/cat--240x180.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Ra9EX8AadfI/AAAAAAAAADo/SIfC8-G1Ocw/s72-c/resize.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470597971305380314.post-6323010110453537972</id><published>2007-01-12T17:26:00.000+01:00</published><updated>2007-01-12T17:40:12.111+01:00</updated><title type='text'>Joseph Beuys lo sciamano dell'arte</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Rae3CMAaddI/AAAAAAAAADQ/0ziAU6H9n6s/s1600-h/1beuys.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5019181557938288082" style="WIDTH: 218px; CURSOR: hand; HEIGHT: 168px" height="184" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Rae3CMAaddI/AAAAAAAAADQ/0ziAU6H9n6s/s320/1beuys.jpg" width="228" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Rae3J8AadeI/AAAAAAAAADY/NOifmZPKyok/s1600-h/felt_suit.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5019181691082274274" style="WIDTH: 161px; CURSOR: hand; HEIGHT: 256px" height="236" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_rU4M3yrJcrQ/Rae3J8AadeI/AAAAAAAAADY/NOifmZPKyok/s320/felt_suit.jpg" width="178" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;L’artista tedesco Joseph Beuys (12/05/1921-23/01/1986) è uno dei rappresentanti più emblematici delle correnti concettuali nell’arte della seconda metà del Novecento. La sua è un’arte che si muove lungo percorsi del tutto inediti, fondendo in maniera totale la sua esistenza con il suo essere artista. Vi è qualcosa di così radicale nel suo modo di essere, che verrebbe da pensare che egli abbia davvero identificato completamente l’arte con la vita.&lt;br /&gt;Durante la seconda guerra mondiale fu pilota dell’aviazione tedesca. Partecipò all’offensiva nazista contro i russi, ma il suo aereo cadde oltre le linee nemiche. Beuys riuscì a salvarsi perché fu trovato, moribondo e semicongelato, da un gruppo di tartari nomadi, che lo curarono avvolgendolo in grasso e pelli di feltro. Riuscito a sopravvivere, finì in un campo di prigionia inglese. Da questa esperienza egli trasse motivi di ispirazione che lo hanno accompagnato lungo tutta la sua attività artistica, attività condotta lungo un misterioso filo di rinascita spirituale per giungere all’armonia finale dell’uomo con se stesso e con la natura. Questo sentimento di ecologismo molto spiritualizzato hanno portato gran parte della critica a definire Beuys lo "sciamano dell’arte".&lt;br /&gt;Finita la guerra egli studiò arte all’Accademia di Dusseldorf, e agli inizi degli anni ’60 divenne professore nella stessa accademia, ma ne fu licenziato nel 1972 per aver organizzato uno sciopero. Intanto, negli anni Sessanta divenne uno dei membri più attivi del gruppo "Fluxus", compagine artistica sia americana sia europea, che riunì molteplici artisti accomunati dalla volontà di ricreare non il linguaggio artistico ma il senso dell’arte in relazione alla fruizione sociale della stessa. Per capire lo spirito di fondo di questo gruppo val la pena citare proprio una frase di Beuys, divenuta celebre: "Ogni uomo è un’artista". È un modo per riaffermare il concetto di «arte totale», riportando l’esperienza estetica (ma più che "estetica" l’esperienza va definita di "ricerca di valori e di significati") al vissuto quotidiano da cui nessuno è escluso.&lt;br /&gt;L’opera di Beuys, fatta soprattutto di azioni concettuali e di happening, lo resero famoso soprattutto negli Stati Uniti, dove trovò tra l’altro l’amicizia e la stima di Andy Warhol. Il confronto tra i due artisti rimane una chiave importante per comprendere la base ideologica che attraversa l’arte del secondo dopoguerra, e per meglio capire le differenze che in questo periodo intercorrono tra arte americana e arte europea. Mentre la Pop Art statunitense conserva uno spirito ottimistico con alla base le chiavi del successo americano (ricchezza, consumismo, crescita, espansione continua, ecc.) il Concettuale europeo, impersonato soprattutto da Beuys, ha un rapporto più problematico e complesso con la crisi di coscienza che sempre accompagna l’intellettuale europeo. Crisi che deriva dal peso di una tradizione ingombrante, fatta sia di luci sia di ombre, a differenza degli americani che non hanno passato, e quindi nessun errore da dover rimediare.&lt;br /&gt;Beuys fu uno dei fondatori del movimento dei Verdi in Germania, nazione che per prima trovò momenti di coesione politica intorno alle idee ecologiche. E proprio dall’istanza di diffondere la sensibilità ecologica tra la gente nacque una delle sue opere più interessanti: «7000 querce». Con questa operazione, iniziata nel 1982 e prot
