sabato 12 gennaio 2008

Pillole d'Arte



Artisti in "pillole".

sabato 5 gennaio 2008

I maestri dell'800: Paul Gauguin



Paul Gauguin, pittore post-impressionista francese, nasce a Parigi il 7 Giugno 1848. Dopo un anno la sua famiglia si trasferisce a Lima, in Perù dove trascorse la sua prima infanzia. Tornato in patria, studia prima ad Orléans e poi in collegio a Parigi. Innamorato del mare, a soli 17 anni Paul Gauguin, si imbarca come cadetto su un mercantile diretto in Sudamerica, partecipando in seguito alla guerra franco-prussiana del 1870 come marinaio sulla corvetta "Jerome Napoleon". Nel 1871 Paul Gauguin torna a Parigi, si impiega presso un agente di cambio e l'anno dopo si sposa con una ragazza danese diventando un agiato borghese che colleziona quadri, ama dipingere e studia pittura all'Accademia Colarossi di Parigi. Paul Gauguin che incontra e frequenta i pittori Camille Pissarro, Paul Cézane e Edgar Degas, nel 1876 espone il suo primo quadro. Paul Gauguin, che continua a dipingere con passione, espone le sue opere nelle mostre collettive che gli impressionisti tengono dal 1879 al 1886, elaborando uno stile che però si distacca da quello degli Impressionisti stessi, uno stile che evolverà in colori violenti e verrà chiamato post-impressionismo. Licenziato dalla ditta presso la quale lavora, in crisi per un crack di Borsa, nel 1883 Paul Gauguin di trova senza uno stipendio, con una famiglia che si è andata facendo via via più pesante (cinque figli). Paul Gauguin, che aspira ad un mondo puro ed incontaminato, si convince sempre più della opportunità di allontanarsi dalla vita borghese di città, ma la moglie non condivide i suoi sogni e torna in Danimarca coi figli. Gauguin segue la famiglia in Danimarca, ma dopo un breve tentativo di adattamento, ritorna in Francia, mantenendo solo rapporti epistolari con la famiglia. Nel 1885 si stabilisce in Bretagna, a Pont-Aven, diventando il capofila di una nuova corrente artistica chiamata «scuola di Pont-Aven» da lui definita «sintetista», stabilendone i canoni con l'amico Emile Bernard. Con questa nuova corrente Paul Gauguin ricerca una forma essenziale attraverso la semplificazione delle forme e l'eliminazione dei dettagli. Insoddisfatto ed alla ricerca di un mondo vergine e autentico, nel 1887 Paul Gauguin si imbarca per Panama e visita la Martinica, ma i soldi finiscono subito ed a Novembre è costretto a tornare in Francia dove espone i suoi lavori nella galleria di Theo Van Gogh, ma i colori accesi e violenti dei suoi quadri hanno poco successo. Ad Arles, nell'estate dell'anno dopo , Paul Gauguin è ospite di Vincent Van Gogh, ma presto i due artisti, che hanno visioni diverse sulla pittura, si scontrano in una furiosa lite, dopo la quale Gauguin spaventato torna a Parigi e Van Gogh si taglia un orecchio. Paul Gauguin continua sulla strada del "sintetismo", alla base della quale si può ravvisare l'influsso delle stampe giapponesi, il primitivismo espressivo della scultura bretone ed colore piatto e frammentato delle vetrate gotiche. Affascinato e pieno di nostalgia per le selvagge terre d'oltremare, Paul Gauguin organizza mostre per finanziarsi un nuovo viaggio. Nel 1891 Paul Gauguin raggiunge Tahiti, dove, oltre che dipingere, inizia a scrivere un racconto autobiografico "Noa Noa". Due anni dopo, una malattia agli occhi, la solitudine ed anche la mancanza di denaro lo costringono a far ritorno a Parigi insieme alla sua compagna giavanese, Anna. Dal viaggio riporta molti dipinti originali che tenta di vendere, sempre con scarso successo. Una inaspettata eredità è il colpo di fortuna che permette a Paul Gauguin di tornare nel 1895 nei mari del Sud. Gli ultimi anni di vita di Paul Gauguin sono funestati dalla morte della figlia Arline e dalle malattie che, nel pesante clima tropicale, lo colpiscono. Il pittore, già debilitato dall'alcool e da una grave forma cardiaca, contrae la sifilide e, nel 1898, tenta il suicidio. Gauguin, che entra ed esce dagli ospedali si trasferisce nelle Isole Marchesi, ma sognando di tornare in patria, muore ad Atuona, Hiva Oa il 18 Maggio 1903. Il suo ultimo quadro rappresentava un paesaggio innevato.


Per chi volesse approfondire quest'artista riportiamo di seguito i luoghi e le date in cui poterlo vedere:

fino al 8.3.2008
Impressionist and Modern Masters Colorado Springs Fine Arts Center, Colorado Springs, CO

fino al 24.2.2008
Paula Modersohn-Becker und die Kunst in Paris um 1900 Kunsthalle Bremen, Brema

fino al 24.2.2008
Paris leuchtet Städtische Galerie Delmenhorst, Delmenhorst

fino al 13.1.2008
Wien-Paris - Van Gogh, Cézanne und Österreichs Moderne Österreichische Galerie Belvedere, Vienna

fino al 13.1.2008
Impressionist and Modern Masters from The Cleveland Museum of Art The Cleveland Museum of Art, Cleveland, OH

fino al 6.1.2008
Die andere Sammlung. Hommage an Hildy und Ernst Beyeler Foundation Beyeler, Riehen

fino al 6.1.2008
Bonjour Russland - Französische und Russische Meisterwerke von 1870–1925 Stiftung Museum Kunst Palast, Düsseldorf

martedì 1 gennaio 2008

Genialità familiare, i fratelli Bueno



Antonio Bueno nasce a Berlino il 21 luglio 1918 e muore a Fiesole il 26 settembre del 1984. Figlio di genitori spagnoli, compie i suoi studi a Madrid, successivamente frequenta l’Accademia di Belle Arti a Ginevra ed Ecole des Beaux-Arts di Parigi come allievo di Bianchet prima e di Guerain poi. Nel 1939 si trasferisce in Italia a Firenze con il fratello Xavier.Dopo varie esperienze giovanili e con varie sperimentazioni svolte dal 1949 al 1953 nell’ambito della rivista d’Avanguardia Numero diviene assertore di una pittura neofigurativa tendente al recupero di alcune componenti della scuola metafisica italiana. Nel 1952 ha luogo la sua prima mostra personale alla Bussola di Torino. Seguono svariate mostre personali:nel 1953 alla Galleria Numero di Firenze, al Cavallino di Venezia, alla Barbaroux di Milano; nel 1954 una personale alla Vigna Nuova di Firenze. Nel 1956 espone alla Biennale di Venezia e l’anno successivo compie un lungo viaggio di studi e ricerche negli stati Uniti dove vengono allestite anche delle mostre personali a New York e a Los Angeles. Nel 1961 effettua una importante mostra anche a Londra. Nel 1968 ha luogo la sua prima personale alla Biennale di Venezia alla quale seguono i ripetuti inviti alla Quadriennale di Roma, Premio Marzotto e Premio Fiorino. E’ successivamente presente alla mostra della Giovane pittura italiana, alla mostra Espana Libre, al Festival des Arts Plastiques di Sopot, allo Italian Festival di San Francisco e alla Mostra “Atti Impuri” del gruppo 70 a Pechino. Nel 1962 firma il primo manifesto di Nuova Figurazione. Nel 1963 a Palazzo Strozzi di Firenze è presente all’esposizione di questa nuova tendenza. Partecipa a Palermo ed a Reggio Emilia agli Incontri del Gruppo 63 ed è tra i fondatori del gruppo fiorentino nel 1970.


Xavier Bueno, nasce a Vera de Bidasoa (Spagna) nel 1915, e scomparve a Fiesole (Fi) il 17 luglio del 1979. Frequenta dapprima l'Accademia di S. Fernando a Madrid e quindi prosegue gli studi a: Ginevra, dove esordisce nel 1937 con una personale, esponendo opere caratterizzate da un forte Realismo spagnolo; ed a La Grand Caumiere di Parigi, allievo di Diase Blanquet. Negli anni Quaranta insieme al fratello Antonio, a Sciltian e Annigoni partecipa al gruppo Pittori Moderni della Realtà. La sua pittura si caratterizza, dagli anni Cinquanta in poi, per un Realismo di forte contenuto sociale a volte con accenti patetici. Scrive Salvatore Quasimodo: "Un'attenzione particolare meritano le nature morte di Bueno sollevate nello spazio senza fondo, in cui gli spessori sono creati dal ritmo degli oggetti, sottratti ad una assenza metafisica". I soggetti maggiormente presi in considerazione sono rappresentati da immagini sofferenti e malinconiche di donne e bambini. La sua opera si ispira ai dipinti di Goya e di Delacroix. Utilizzò tecniche tradizionali, tecnica mista di olio e sabbia su tela. Tra le tele più note ricordiamo "Il guerrigliero morto". Personali: Galleria Il Vaglia a Firenze, Rotta di Genova. Il Vertice di Milano, La Bussola di Torino, Museo di Piacenza.

domenica 9 dicembre 2007

I maestri dell'800: Edouard Manet



Edouard Manet, nasce a Parigi il 23 gennaio 1832 in una famiglia della ricca borghesia parigina, (il padre era Giudice, la madre era figlia di un Diplomatico). Destinato a seguire la professione paterna , iscritto al Collège Rollin nel 1839, Edouard si rivela uno studente svogliato, affascinato più dalla pittura che da qualsiasi altra materia. Poichè il padre si oppone fermamente a che il figlio intraprenda la carriera artistica, disdicevole per la sua classe sociale, Edouard Manet tenta la carriera navale, senza però riuscire a superare l'esame d'ammissione all'Accademia. Nonostante la bocciatura, il forte desiderio di indipendenza ed il carattere ribelle, spingono Edouard Manet ad arruolarsi sedicenne come mozzo su un mercantile, salpando con una nave diretta a Rio de Janeiro. Al ritorno dall'esperienza marinara, Edouard Manet, obbligato da padre a scegliere fra École des Beaux-Arts e lo studio del ritrattista e pittore storico Thomas Couture, noto esponente della scuola classicista, accetta, suo malgrado, la seconda soluzione. Durante i sei anni successivi Manet contesta il maestro per i soggetti proposti, ma assimila ogni lezione circa la tecnica pittorica di stile tradizionale approfondendo la conoscenza dei capolavori del passato. Il desiderio di Edouard Manet è affermarsi nel mondo artistico ufficiale, quello del Salon e, quasi ogni anno presenta alcune sue opere alla giuria, qualche volta accettate e qualche volta respinte. Nel 1861 Manet partecipa per la prima volta al Salon, ottenendo buone critiche, ma le opere presentate in seguito verranno criticate aspramente. Nel 1863 realizza ed espone al Salon des Refusés, il nuovo spazio espositivo che Napoleone III aveva messo a disposizione agli artisti respinti dal Salone ufficiale, "Le déjeuner sur l'herbe", suscitando grande scandalo per la provocatoria raffigurazione di una donna nuda accanto a due uomini vestiti di tutto punto. A Parigi Edouard Manet frequenta l'ambiente degli artisti che si riuniscono al Café Guerbois e alla Nouvelle Athènes, gli Impressionisti. Anche se la critica ufficiale considera Manet un pittore impressionista, anzi, il padre dell'Impressionismo, lui stesso rifiuta questa collocazione e non partecipa mai alle esposizioni del gruppo. Nel 1865 Edouard Manet intraprende un viaggio che lo porta a vedere e studiare le opere pittoriche in Germania, in Italia, nei Paesi Bassi. e in Spagna dove si lascia influenzare particolarmente idalle opere di Frans Hals, Diego Velázquez e di Francisco Goya. Dopo questa esperienza Manet si appassiona a scene spesso spagnoleggianti ed ai ritratti, ripresi con ampie e vivaci pennellate. Ispirandosi alla Venere del Tiziano, Edouard Manet espone il nudo "L'Olimpia", occasione di un nuovo scandalo nei salotti parigini. Manet, che preferiva dipingere nel proprio studio, trascorse con Claude Monet ad Argenteuil l'estate del 1874, a dipingere "en plein air" sulla sua barca-atelier, guadagnando con la frequentazione del collega impressionista, toni più luminosi per la sua pittura. Anche le nature morte sono un cavallo di battaglia fra i soggetti dipinti da Manet e, negli anni della sua vita artistica, queste composizioni raggiungono una leggerezza e perfezione inarrivabili, come i ritratti e gli interni di cui riesce a rendere la precisa atmosfera. Edouard Manet muore a Parigi dopo lunga malattia il 30 aprile 1883 lasciando numerosi "imitatori", oltre ai 420 quadri a olio, numerosi acquerelli e pastelli.


Per chi volesse approfondire quest'artista riportiamo di seguito i luoghi e le date dove poterlo vedere:

fino al 27.4.2008
Modern Masters from the Guggenheim Collection Guggenheim Hermitage Museum, Las Vegas, NV

fino al 20.1.2008
L´Impressionnisme, vu de France et d Amérique Musee de Grenoble, Grenoble

fino al 13.1.2008
Impressionists by the Sea The Phillips Collection, Washington, DC

fino al 13.1.2008
Inspiring Impressionism The High Museum of Art, Atlanta, GA

sabato 24 novembre 2007

L'artista del "segno", Agostino Ferrari



Agostino Ferrari nasce a Milano il 9 novembre 1938. Attratto dal mondo dell'arte sin dall'infanzia, nel 1959 inizia l'attività di pittore. Nel 1961 si inaugura la sua prima mostra personale alla galleria Pater di Milano con la presentazione di Giorgio Kaisserlian; importante è l'incontro con Angelo Verga, Ettore Sordini, Ugo La Pietra, Alberto Lùcia e Arturo Vermi, con il quale ha già un rapporto di amicizia. Questo incontro segna la nascita, nel 1962, dei gruppo del "Cenobio". Il gruppo, che ha vita breve, lascia una testimonianza importante nella poliedrica situazione milanese di quel periodo, ed è fondamentale per Ferrari in quanto inizia la sua ricerca sul segno che sarà il filo conduttore di tutta la sua opera. Nel 1963 il segno si tramuta in una vera e propria scrittura, una grafia policroma, dinamica. Nel biennio 1964-1965 compie due viaggi a New York che gli permettono di conoscere l'ambiente della pop art e artisti come Lichtenstein, Rauschenberg, Jasper Johns, Billy Apple ecc. In questo periodo dipinge i Labirinti. L'esperienza americana pur lontana dalla visione artistica di Ferrari, influisce sul segno, che assume via via un valore più plastico. Tra il 1966 e il 1967 inizia una serie di opere dal titolo Teatro del segno, nelle quali il segno si manifesta sotto forme diverse ma sempre come protagonista assoluto dell'opera e quasi contemporaneamente una serie dal titolo Forma Totale, nelle quali la ricerca dell'artista è di carattere plastico, come scrive anche Lucio Fontana. Nei primi anni Settanta Ferrari pone l'attenzione verso altri due elementi essenziali nella composizione artistica: colore e forma. Nel 1972 presenta le opere intitolate SegnoForma-Colore. Nel 1972 alla Galleria San Fermo e nel 1974 al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano Ferrari presenta l'organizzazione del Segno-Forma-Colore all'interno dello spazio di 20'000'000 di anni luce proposto da Vermi. Dal 1972 al 1975 egli cerca di determinare le relazioni psicologiche che hanno su di lui i colori. Questo lavoro lo porta a realizzare nel 1975 un'opera di grandi dimensioni: l'Autoritratto. Tra il 1976 e il 1978 realizza l'Alfabeto, gruppo di opere che rappresentano la sintesi di quanto contenuto nell'Autoritratto. Nel 1978 riemerge in Ferrari la voglia di esprimersi con il segno, in quanto è l'unico elemento ad avere una maggior "aderenza ai suoi stati d'animo". Realizza così i Giardini e i Ricordi, opere composte da segni giocosi, che sono il tentativo di dar vita ad una pittura non impegnata. Dopo tale esperienza nasce il desiderio di "rifondazione". Dagli anni Ottanta, il segno diviene protagonista incontrastato degli Eventi, opere nelle quali l'artista non usa le scritture per raccontare ma per "fermare" se stesso su un "simbolo di pagine tempo". Queste opere sono realizzate con la sabbia che gli permette di esprimere tutta la teatralità del segno. Sono opere nelle quali si legge tutta la liricità dell'artista. Nel 1995 partecipa alla serie di quattro mostre dedicate al gruppo del "Cenobio": a Palazzo Martinengo a Brescia, alla Galleria Peccolo di Livorno, all'Artestudio a Milano ed allo Studio Delise a Portogruaro. Nel 1996, presso la Galleria Lorenzelli a Milano, Ferrari presenta per la prima volta i Frammenti opere nelle quali la linearità del segno ha lasciato posto al caos, le forme si incontrano e si scontrano liberamente nello spazio della tela. Le ultime creazioni di Ferrari sono le Maternità. Questo è un tema assai importante per Ferrari che ritorna periodicamente con dialettiche formali diverse ma con contenuti costanti. Qui il rapporto fra una parte e il tutto di cui scriveva Fontana, è rappresentato da una parte centrale del quadro nella quale sono date tutte le informazioni come fosse una numerazione di ipotesi sistematica e con la parte esterna al centro dove le stesse informazioni assumono un valore prevalentemente plastico. Il lavoro attuale di Ferrari si incentra sulla realizzazione di opere alle quali l'autore dà il titolo di "Oltre la soglia", nelle quali una parte del quadro è dominato dal racconto segnico ed un'altra parte è rappresentata da una superficie nera sulla quale il racconto si annulla o si modifica. L'evidente passaggio di soglia fra un piano e l'altro chiarisce il titolo dell'opera stessa.

sabato 17 novembre 2007

I maestri dell'800: Georges-Pierre Seurat



Georges-Pierre Seurat nacque a Parigi in Francia il 2 dicembre 1859 da una famiglia agiata ma un considerata un po' originale. Il padre Antoine–Chrysostome aveva lasciato l'attività di avvocato precocemente per dedicarsi al giardinaggio ed a strane cerimonie religiose. Nel 1871 Seurat si rifugia con la famiglia a Fontainebleau per scappare all'insurrezione popolare passata alla storia con il nome di Comune di Parigi; finita la sommossa ritorna a Parigi. Nel 1875 si iscrive ad un istituto artistico, per essere poi ammesso all'Ecole des Beaux – Arts. Nel 1879 visita la quarta mostra degli Impressionisti e rimane colpito dai quadri di Claude Monet e Edgar Degas. Dopo alcuni mesi parte per la guerra; solo al ritorno, nel 1880, aprirà un proprio studio. Tra il 1881 ed il 1882 Seurat produsse un gran numero di studi che rappresentavano persone al lavoro ed alcuni ritratti tra cui uno viene accettato al Salon nel 1883. Nel 1884 il suo quadro Une baignade à Asnières venne respinto al Salon di Parigi (esposizione biennale che si teneva nella Parigi ottocentesca e i cui organizzatori controllavano l'intero settore artistico), ma riuscì egualmente ad esporlo al Salon des Indépendants; da allora non sottopose più alcun dipinto alla Commissione del Salon. Sempre in quegli anni Seurat conosce un altro pittore Paul Signac, un autodidatta cresciuto alla scuola degli impressionisti e co-fondatore del Salon des Indépendants. Nel 1886 espone all'ottava ed ultima mostra del Salon il quadro Una domenica pomeriggio nell'isola della Grande Jatte (o semplicemente la Grande Jatte): il dipinto fece scalpore ed i critici ne riconobbero l'importanza e così Seurat poté diventare un punto di riferimento del neo-impressionismo. Il pittore era famoso anche per il suo riserbo sia nel lavoro sia nella vita privata: infatti nel 1888 si innamorò di una sarta, Madeleine Knobloch, da cui nel 1890 ebbe un figlio, (Pierre–Georges), all'insaputa della famiglia di Seurat, infatti la famiglia ne verrà a conoscenza solo quanto il pittore sarà in punto di morte. Nel 1891 Seurat fu colpito da un'infezione alla gola e le sue condizioni peggiorarono in pochi giorni tanto che il 29 marzo morì all'età di soli 31 anni; venne seppellito nel cimitero parigino di Père Lachaise accanto al figlio morto sole due settimane dopo. Seurat è spesso associato agli impressionisti, ma in realtà lui si differenziò dalla loro concezione artistica; fu la figura guida del movimento post-impressionista ed il fondatore del Neo-impressionismo. Uno dei soggetti preferiti di Seurat erano le Marine. Molte sue vedute avevano una vaga somiglianza con le opere di Claude Monet. Ma mentre Monet come gli altri impressionisti eseguivano i loro quadri totalmente all'aperto, Seurat abbozzava solo uno schizzo all'aperto per poi dipingere la tela completamente nel suo studio. Un altro suo soggetto preferito erano le scene portuali. Di solito amava dipingere porti deserti, quasi ad echeggiare una costante malinconia. Il pittore si dedicò molto anche a realizzare gli schizzi, essenzialmente di due tipi: quelli che servivano da materiale preparatorio per grandi composizioni e quelli che erano di per se stessi opere d'arte. Questi ultimi venivano chiamati da Seurat "croquetons" (piccoli schizzi) che risalgono agli inizi della carriera ed erano realizzati su pannelli di legno (di solito coperchi di scatole di sigari). Nelle opere più tarde Seurat fu attratto dalle manifestazioni popolari e dagli spettacoli di Parigi, che gli permettono di applicare la tecnica divisionista anche alla luce artificiale. Gli diedero anche l'opportunità di raffigurare il movimento, rispondendo così ai critici che giudicavano le sue opere troppo statiche. Negli anni 1887-1888 realizzò alcuni disegni che ritraevano artisti di caffè-concerto, disegni da cui ebbero poi origine alcuni suoi dipinti. Per il tema del circo prese invece spunto dai manifesti di Jules Chéret diffusi in tutta Parigi.


Per chi volesse approfondire quest'artista riportiamo di seguito i luoghi e le date dove poterlo vedere:

fino al 13.1.2008
Wien-Paris - Van Gogh, Cézanne und Österreichs Moderne Österreichische Galerie Belvedere, Vienna

fino al 7.1.2008
Georges Seurat - The Drawings MoMA - Museum of Modern Art, New York, NY

giovedì 8 novembre 2007

VB 61 STILL DEATH! DARFUR STILL DEAF?



“Trenta donne sudanesi sono stese a terra sopra una tela bianca. Sono posate a faccia in giù, come corpi morti, ammassate una sull'altra. I loro occhi sono chiusi e i loro corpi immobili. Non c'è dialogo o suono. Il colore della pelle delle donne è scurito da trucco nero. Una larga pennellata orizzontale di pittura rossa percorre la tela e i corpi delle donne, evocando una performance pittorica dell'Azionismo Viennese (1960-1971). La pennellata percorre la tela e schizza al suolo. L'evento mima le dimostrazioni degli anni '70 di operai e studenti contro il governo e i capitalisti. La tela agisce sia come palcoscenico della performance sia come pittura. Diventa rappresentazione dei violenti massacri in corso in Africa, in particolare il genocidio in atto nella regione del Darfur, in Sudan. L'immagine cruda della performance presenta dal vivo ciò che è mostrato quotidianamente dalla tv ad un pubblico desensibilizzato. Enfatizza la necessità di capire la realtà, oltre lo spettacolo televisivo, e di comprendere il ruolo che l'occidente gioca in esso al di là del sensazionalismo della morte e della confusione della guerra”.
Vanessa Beecroft


Vanessa Beecroft , nata a Genova nel 1969, è un'artista italiana di arte contemporanea. Vive a New York. È considerata una delle artiste più innovative e accreditate nel panorama contemporaneo internazionale. Di madre italiana e padre inglese, ha trascorso parte della sua infanzia a Malcesine (sul lago di Garda).Tornata a Genova, dopo aver frequentato il Liceo Artistico del capoluogo ligure ed essersi diplomata all'Accademia Ligustica di Belle Arti, si iscrive alla facoltà di Architettura, per poi trasferirsi all'Accademia di Belle Arti Palazzo di Brera, dove si diploma nel 1993. Attualmente vive a lavora a New York, che l'artista stessa definisce il primo paese in cui mi sono sentita casa. La scelta espressiva della Beecroft matura fin da giovanissima è stata quella di pensare e realizzare performance, utilizzando il corpo di giovani donne più o meno nude, questo straordinario materiale umano viene mosso secondo precise coreografie come su una scacchiera invisibile, con opportuni commenti musicali o con lo studiato variare delle luci. Ciascuna delle partecipanti deve attenersi con scrupolo a una serie di precise e inderogabili norme che l'artista impone prima di ciascuna azione, per comporre dei veri e propri “quadri viventi”, esposte in gallerie e musei di arte contemporanea. L'artista pone al centro della propria riflessione i temi dello sguardo, del desiderio e del volubile mondo della moda. Private di ogni possibilità di dialogo o di relazione, esse appaiono congelate al di là di un'invisibile barriera. Al tempo stesso il loro mutismo e il loro totale isolamento producono lo strano effetto di far rimbalzare lo sguardo di chi guarda su sé stesso, trovandosi in una situazione di disagio. La sua prima performance è stata tenuta presso la galleria di Luciano Inga Pin di Milano, durante il Salon Primo dell'Accademia di Belle Arti al Palazzo di Brera. Segnalata da Giacinto Di Pietrantonio, ha tenuto la sua prima mostra personale nel 1994 presso la Galleria Fac-Simile a Milano dove esponeva anche il suo compagno Miltos Manetas.


Per chi volesse approfondire quest'artista riportiamo di seguito i luoghi e le date dove poterla vedere:

fino al 31.1.2008
Les Fleurs du Mal ARCOS - Museo di Arte Contemporanea del Sannio, Benevento

fino al 12.1.2008
The Incomplete CAM - Chelsea Art Museum, New York, NY

fino al 7.1.2008
Senso Unico P.S.1 Contemporary Art Center, Long Island

fino al 30.12.2007
Collectors 1 - Collezione La Gaia Cesac - Centro Sperimentale per le Arti Contemporanee, Caraglio

fino al 30.12.2007
FACADES Krannert Art Museum, Champaign, IL

fino al 25.11.2007
FOTO.KUNST - Zeitgenössische Fotografie aus der Sammlung Essl Sammlung Essl - Kunsthaus, Klosterneuburg