lunedì 1 febbraio 2010

Pillole d'Arte: Hermann Nitsch



Hermann Nitsch nasce a Vienna in Austria nel 1938. Fin dal 1957 concepisce, intimamente legato alla tradizione cristiana, il teatro dell'orgia e del mistero, "Orgien Mysterien Theater", una nuova forma di opera d'arte totale in cui, nel corso di sei giorni, si mettono in scena azioni reali e si coinvolgono tutti e cinque i sensi. Ideatore e fondatore di Arte in azione, è profondamente coinvolto nell'attività del gruppo, a Vienna, a partire dagli anni '60, incorrendo ripetutamente in problemi con la giustizia, a causa delle sue forti provocazioni. La prima Aktion sperimentale (Blood Organ) si svolge nel dicembre 1962 a Vienna e dura circa 30 minuti. Un uomo è incatenato come se fosse crocifisso e viene coperto con un lenzuolo bianco. L’artista versa sulla sua faccia del sangue che si riversa sul lenzuolo. Durante le sue performance – ad oggi oltre 120 - I primordiali istinti umani, che l’artista ritiene repressi dalle norme e dalle imposizioni sociali, riemergono prepotentemente. Ricorda i suoi esordi l’artista: “il colore della carne, del sangue e delle interiora era diventato importante. Dominava il rosso. Il monocromatismo assunse un ruolo arcaico. Tutto si orientava verso il colore dell’estasi, della vittima del sacrificio, della passione, del sangue, della carne”. Il modo in cui il sangue (o il colore) si fissano sulla superficie del telo, scorrendo liberamente verso il basso, sarà lo stesso in cui negli anni seguenti Nitsch crea gli Shuettbilder, o “dipinti versati” che caratterizzano la sua produzione. In queste opere, è forte il richiamo ai relitti di performance, ovvero i teli utilizzati durante l’azione, impregnati di sangue animale. I motivi degli oli su tela sono assolutamente ricorrenti. Non importa infatti l’originalità della rappresentazione, o la ricerca di elementi figurativi, ma piuttosto la ripetizione di un piano d’azione essenzialmente identico. Dal 1971 realizza rappresentazioni a Prinzendorf, sua residenza austriaca, attività che combina con esposizioni, conferenze e concerti in U.S.A., Europa e Austria. Nel corso degli anni il suo teatro di performance diviene via via più complesso. Vengono utilizzati animali, come agnelli e vitelli, provenienti dal mattatoio e sfuggiti al ciclo della catena alimentare. Questi capri espiatori vengono sacrificati su croci lignee e sviscerati durante un rito di espiazione collettivo a metà tra simbologia cristologica e pagana. L’artista orchestra le performance che durano anche sei giorni consecutivi, al pari di un sacerdote o di un direttore sinfonico. Il sottofondo delle Aktionen è infatti la partitura di sue composizioni, simili a litanie dei monaci ortodossi. Alla fine degli anni ’80 inizia ad utilizzare anche altri colori rispetto ai consueti nero, rosso e viola. Del resto il percorso artistico di Nitsch, simile ad un cammino spirituale, non può fermarsi solo alla pittura. I dipinti versati sono molto simili uno all’altro, e, allo stesso modo delle azioni, comunicano l’intenzione di far vivere un’intensa esperienza esistenziale. Nitsch ha esposto al Kunstverein di Colonia nel 1970, a Documenta V e VII di Kassel, alla Biennale di Sidney nel 1988, all'Akademie der Künste di Berlino nel 1993, al Centre Georges Pompidou nel 1994, allo Stedelijk Museum di Amsterdam nel 1995. Il Palazzo delle Esposizioni di Roma gli dedica una retrospettiva l’anno successivo, cui seguono altre due importanti retrospettive al Konsthallen Goeteborg in Svezia e al Musee d’Art e d’Histoire in Lussemburgo. Negli ultimi anni si susseguono mostre antologiche, cui Nitsch alterna le sue infinite performances. Gli viene conferito l’Austrian State Prize in occasione della 122 Aktion al Burgteather di Vienna nel 2005. Nel maggio 2007 la città di Mistelbach, a nord di Vienna ha inaugurato un museo a lui dedicato, l’Hermann Nitsch Museum.

14 commenti:

オテモヤン ha detto...

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Luca ha detto...

grandissimo

lucazarattini ha detto...

complimenti per il tuo blog!!!interessante!!!belle scelte..se hai tempo prova a dare un occhio ai miei lavori ..
http://lucazarattini.wordpress.com
a presto luca

Angelo Petrella ha detto...

Ciao Maurizio, vorrei contattarti per un'intervista ma la tua casella email su katamail respinge tutti i messaggi. Come posso fare?

Angelo Petrella ha detto...

...dimenticavo, la mia email è angelopp@katamail.com

Anonimo ha detto...

La ringrazio per Blog intiresny

Anonimo ha detto...

Hi, i just want to say hello to the community

Kigei ha detto...

Voglio farle i miei complimenti per i suoi lavori e per le notizie nel blog. Un saluto.

stampa foto online ha detto...

Non conoscevo questo artista, grazie per la segnalazione anche se devo dire che le sue opere sono alquanto crude, non so se avrei retto una sua rappresentazione

smontate ha detto...

e allora la prossima volta imbalsama qualche essere umano vedrai quanta gente ci viene a vederlo! O hai il coraggio di farlo solo con gli animali? e col cavolo che tutto è arte. o se lo è allora utilizza il sangue di tua nonna o ancora meglio il tuo per impregnare le tele, facile farlo col sangue degli altri!Se fossi veramente un artista orginale avresti riprodotto fedelmente i piccioni con altri materiali e li avresti fatti anche cagare, come i veri piccioni fanno.Ma un piccione morto, manco na cagata in testa ti fa!

Anonimo ha detto...

interessante...ma più si va avanti e più l'arte diventerà perversione?...dovrà sconvolgere o non sarà considerata arte?!...è questo che oggi all'arte viene imposto per essere guardata, per essere considerata?...sono solo domande...

Blue ha detto...

Carissimo Maurizio,

non sapevo avesse un blog, mi piace molto la sua scelta culturale.
la seguo
Blue
www.aspassoconblue.com

Elisa Gallery Quirinus ha detto...

Be certo, le domande che si pone "Anonimo" sono piú che legittime. Aldilá delle convinzioni animaliste o della facilitá allo scandalizzarsi, é opportuno aprire una riflessione se l´arte debba ad ogni costo colpire i nostri sentimenti piú forti. Se insomma, il messaggio e la comunicazione oggi debbono essere sempre estremi, urlati oppure non vengono uditi...

Anonimo ha detto...

Che desolazione...
A casa mia si dice che quando una persona non ha argomentazioni intelligenti da utilizzare, si mette ad urlare e direi che è proprio questo il caso...